Loading

se questa è una donna Cinzia Sorvillo

L’idea che tra uomo e donna esistano differenze, intese come superiorità del maschio e inferiorità della femmina, sono molto antiche e risalgono addirittura ad una certa visione biblica della donna

Una parte del Cristianesimo ha sempre associato alla donna, partendo proprio dalla prima donna, ossia Eva, l’idea della peccaminosità intrinseca.

Eva è infatti l’origine del peccato, è allegoria della trasgressione

Tale ferita inferta all’immagine della donna è figlia dell’interpretazione letterale della storia di Genesi 2 e 3, da cui si è desunto che l’origine del peccato originale stia nella volontà di Eva

Eva è inferiore all’uomo in quanto creazione secondaria e imperfetta, è inoltre associata al Male in quanto è colei che ascolta la parola del serpente.

Breviario del 1323
Miniatura del 1432

Molta letteratura biblica addirittura identificava il serpente con la donna, come mostrano queste due immagini della tradizione medievale.

la donna è il serpente
la donna è il male

TERTULLIANO, III sec. d. C.

Con ogni abito di penitenza potrebbe la donna riuscire ad espiare ciò che le deriva da Eva: vale a dire, l’ignominia della prima colpa e l’abominio della perdizione umana […]. Non sapete che ognuna di voi è un’Eva? […] Siete la porta del diavolo; siete le violatrici di quell’albero proibito; siete le prime disertrici della legge divina; siete quella che ha persuaso colui che il diavolo non aveva abbastanza coraggio per attaccare. Tanto facilmente avete distrutto l’immagine di Dio, l’uomo! A causa del vostro merito – cioè la morte – persino il Figlio di Dio dovette morire

“Ogni donna è un’Eva”

In realtà anche in alcuni miti greci delle origini la donna viene associata al male e alla disgrazia dell’umanità

Mito di Pandora

Esiodo intorno al 700 a. C., racconta la storia di come Pandora fosse stata creata da Zeus per punire la razza umana, alla quale Prometeo aveva fatto dono del fuoco rubandolo agli dei:

“Ma io darò agli uomini, come prezzo del fuoco, un male di cui tutti loro possano rallegrarsi in cuore, pur abbracciando la propria distruzione”. Così disse il padre degli uomini e degli dei, e rise forte. E ordinò all’inclito Efesto di affrettarsi ad impastare terra ed acqua, infondendovi la voce e la forza del genere umano […] E incaricò Ermes di porre in lei una mente spudorata e una natura ingannevole […]. E chiamò questa donna Pandora, perché ognuno che dimorava sull’Olimpo le recò un dono, sventura ai mortali che si nutrono di pane”

Pensiamo ancora alle donne associate alle streghe

Nel 1487 due preti domenicani, Sprenger e Kraemer, furono autorizzati dal Papa a formare una commissione di indagine sulla stregoneria e a consegnare all’Inquisizione le donne che avessero trovato colpevoli. Il terrificante documento stilato da questi due domenicani è chiamato Malleus Maleficarum (Il martello delle streghe).

Il libro di testo dell’Inquisizione, vide diciannove edizioni e larghissimo uso nei successivi 300 anni. Esso fu responsabile della persecuzione, della tortura e dell’assassinio sul rogo o per impiccagione di migliaia di donne, definite streghe in combutta con il diavolo.

Tra le tante torture a cui venivano sottoposte le donne per 'confessare' il loro sposalizio col Demonio, possiamo ricordare:

l'ORDALIA DEL FUOCO

Nella nostra storia questa visione ‘eretica’ della donna ha avuto un solo contraltare.

La donna ha avuto una sola possibilità di riscatto, essere cioè come Maria Vergine, la Madre.

Se non è madre, la donna diventa automaticamente “una Eva”.

Due le possibili identità femminili: o Eva o Maria

Di qui il diritto dell’uomo a giudicare, anche a giustiziare la donna, a lapidare quella Eva che non si lascia imbrigliare nel ruolo di madre.

Il carattere inconscio di queste proiezioni è straordinario quanto la loro ininterrotta esistenza nella società occidentale.

  • Solo in tempi molto recenti (1996) è stata messa in discussione la legge sullo stupro, il cui implicito presupposto era che la donna fosse largamente responsabile della violenza carnale subita, avendo in certo modo “indotto” l’uomo a credere che lo stesse invitando ad assalirla, o che (non sapendo neanche lei cosa vuole), nel dire “no” volesse in realtà dire altro.
  • Solo recentemente (1981) è stato abrogato l’art. 587 sul delitto d’onore che prevedeva che fosse ridotta la pena per chi uccidesse la moglie, la figlia o la sorella al fine di difendere "l'onor suo o della famiglia”
  • Solo recentemente le percosse fisiche da parte del coniuge sono state trattate come offesa alla persona piuttosto che come accettabile punizione inferta dal un marito alla propria moglie (es. In Germania lo stupro coniugale è diventato un reato solo nel 1997).
Il mito della “seduzione” di Eva nei confronti dell’obbedienza di Adamo a Dio, e l’idea che sia da “colpevolizzare” lei per ciò che “fecero” entrambi, può essere alla base di questi fenomeni altrimenti incomprensibili.

Quanto sia stata dura a morire questa visione degradante della donna si evince in maniera molto chiara nella pubblicità, specchio assoluto dei gusti, delle tendenze e di ciò che pensa o che si vuole far pensare alla società

“FALLA STARE AL POSTO CHE LE SPETTA ” pubblicità americana degli anni 70
"è bello avere una ragazza in giro per casa". Sulla stessa lunghezza d’onda, ecco un altro consiglio di seduzione direttamente dagli anni Sessanta. Hai a che fare con una vera tiger-lady? Domarla è semplicissimo: basta indossare i pantaloni Mr. Leggs. Dopodiché, scuoiala, decapitala e mettile un piede sulla testa.
Dai pantaloni alle cravatte. In questa pubblicità anni Sessanta della cravatteria Van Heusen, abbiamo un classico uomo in carriera che ama a tal punto la sua orrida cravatta da andarsene a letto in camicia pur di poterla indossare anche mentre dorme. E la moglie? In ginocchio, a servirlo e riverirlo.
1952. Altro messaggio diretto al pubblico femminile, altra lezione su come trattare la propria donna: la colpa di questa giovane moglie sculacciata e umiliata è di non aver fatto ricerche abbastanza approfondite per scegliere il caffè di miglior qualità. Perché se lo avesse fatto, avrebbe comprato caffè Chase & Sanborn.

Dopo la grande Rivoluzione Culturale del 68 tante cose sono cambiate e oggi sembra non esserci più una questione femminile

Ma ne siamo così sicuri?

Ancora una volta, una dimostrazione di come la donna venga vista spesso come oggetto e venga degradata a corpo da sottomettere, ci viene dal lessico pubblicitario. L’obiettivo principale della pubblicità è di attirare l’attenzione del pubblico, provocandolo o suscitando il suo desiderio, per incitarlo a consumare. Tra gli espedienti più usati ed abusati dai pubblicitari vi è la messa in scena delle donne e del loro corpo come oggetto di godimento o di consumo. Queste rappresentazioni, che perpetuano e rafforzano i peggiori stereotipi sessisti e machisti, sono lesive nei confronti della donna.

Quando, inoltre, i messaggi veicolati banalizzano o presentano come sexy immagini di violenza nei confronti delle donne, viene pericolosamente sdoganata l’idea che il corpo femminile Sia violabile e senza valore.

Anche i social dimostrano quanto ancora esista questa volontà di degradare la donna a corpo di meretrice

«Faresti bene ad aprire le tue cosce facendoti pagare per esempio»

Il vergognoso post sessista pubblicato su Facebook da una figura istituzionale locale su Emma Marrone. La frase volgare e offensiva è stata postata come commento al link di una notizia su un sito riguardante la cantante, che durante un concerto avrebbe urlato dal palco la frase «Aprite i porti».

Raccapriccianti le immagini di alcuni adesivi sui quali viene raffigurata una ragazzina di spalle mentre è oggetto di violenze sessuali da parte di un uomo che le tira le trecce. Quella ragazzina, a testimoniarlo il nome sulla schiena, rappresenterebbe la giovane attivista per l’ambiente Greta Thunberg. Gli adesivi sono strati trovati in una azienda petrolifera canadese, X-Site

questa carrellata di immagini rende chiari i meccanismi ancora presenti nella società odierna, nonostante tutti i diritti che le donne hanno acquisito dopo le grandi battaglie del secondo Novecento
L’ideologia del patriarcato è la brace che sottende a tutte le forme di violenza che si esercitano verso la libertà femminile, verso il diritto a non essere solo ‘Maria’. (da Massimo Recalcati in lessico amoroso)

Ed è proprio Recalcati che ci fa capire alcuni meccanismi psichici che sono alla base dei purtroppo troppo frequenti fenomeni di violenza esercitati verso le donne. Freud diceva che la donna è incarnazione dell'héteros, non può essere individuata in ‘una’ norma. Di conseguenza, accade che non è solo l’uomo a rifiutare la femminilità, ma anche la donna che, nella ricerca di una sua identità, può essere vittima di un’angoscia interiore, di un vuoto inconscio che sovente viene colmato da una pedagogia sadica, quella dell’uomo, del pedagogo violento, dell’uomo che vuole essere bussola della donna, ma che, in realtà, ne è carnefice.

Created By
Cinzia Sorvillo
Appreciate

Credits:

Creato con un’immagine di PublicDomainPictures - "chains feet sand"