“Dai la cera, togli la cera.” Percorsi di mentoring su CommonSpaces. Intervista doppia a un mentore e la sua mentee.

Spesso usciamo dall’università senza la consapevolezza e gli strumenti necessari a muovere i primi passi nel lavoro, così andiamo avanti per tentativi. Altre volte invece, dopo anni di carriera, il mondo cambia velocemente ed è necessario acquisire nuove competenze. La formazione è un percorso che non finisce mai e, come ci insegna il maestro Miyagi in Karate kid, prima di arrivare ad eccellere devi ‘dare e togliere la cera’ migliaia di volte, finché non hai imparato l’arte dell’umiltà e della pazienza.

CommonSpaces sta per inaugurare ufficialmente le funzionalità di e-mentoring, grazie a cui sarà possibile farsi seguire gratuitamente da un mentore che aiuterà l’allievo a sviluppare competenze professionali all’avanguardia.

Andrea, in qualità di mentore...

... e Silvia, come allieva...

hanno sperimentato per primi la piattaforma e ci raccontano in un’intervista doppia la loro esperienza.

Cominciamo con Silvia, la mentee...

Perché hai deciso di rivolgerti a un mentore?

Lavoravo da circa un anno, ma ero ancora in fase di rodaggio, con tante domande in testa e tanta curiosità. Ho cominciato chiedendo consigli a professionisti che stimavo, avevo bisogno di confrontarmi con chi conosceva bene la strada che avrei voluto percorrere, mi serviva una guida. Non volevo scorciatoie, ma indicazioni su che direzione prendere per iniziare la mia personale maratona, per diventare la professionista che avrei voluto essere.

In quali circostanze vi siete conosciuti e come hai capito che Andrea poteva essere il mentore adatto a te? Insomma, come si sceglie un mentore?

Ho conosciuto Andrea proprio su CommonSpaces. Ho iniziato come pioniera raccogliendo e valutando risorse didattiche aperte (OER) per arricchire il database della neonata piattaforma e testarne le funzionalità. Dopo circa un mese Andrea mi ha invitato a partecipare a una videoconferenza per discutere del progetto insieme agli altri pionieri e aspiranti tali. Mi sono ritrovata a parlare davanti a tutti, uscendo forse per la prima volta dalla mia comfort zone. Dopo qualche mese ci siamo conosciuti di persona alla Giornata del Traduttore 2015 e abbiamo deciso di iniziare il percorso di mentoring. Andrea è un professionista che stimo e sin dall’inizio mi ha incoraggiato ad affrontare eventuali insicurezze e a uscire dal guscio, mi ha spinto a crescere, concentrandomi sull’obiettivo. Credo siano queste le caratteristiche di un perfetto maestro Miyagi.

Una volta deciso di intraprendere il percorso di mentoring, quali sono gli obiettivi su cui avete scelto di lavorare?

Abbiamo iniziato a confrontarci per fare il punto della situazione. Per prima cosa mi sono chiesta: cosa voglio imparare? Quali sono le mie lacune? Alla fine abbiamo stabilito tre obiettivi da raggiungere: saper usare i Cat tool, gli strumenti di traduzione automatica, fondamentali in ambito tecnico, e non solo, per migliorare la propria produttività e coerenza terminologica; impostare un sito web professionale, perché sapersi presentare sul web oggi è importantissimo e ci sono vari aspetti da prendere in considerazione, primo tra tutti quello di individuare le informazioni giuste per andare dritti al punto; imparare a conoscere la SEO, l’ottimizzazione per i motori di ricerca. È fondamentale saper gestire la lingua del web: imparando il codice HTML e posizionando le parole giuste al momento giusto, possiamo indicare al signor Google quali informazioni mostrare, per farci trovare più facilmente da clienti e colleghi, ad esempio.

Cosa hai imparato da questa esperienza? La consiglieresti?

Prima di iniziare il percorso di mentoring, avevo già chiesto consigli a colleghi più esperti di me, ma avere un punto di riferimento a cui rivolgermi nei momenti di incertezza mi ha aiutato davvero molto. Al di là delle competenze pratiche che ho sviluppato con l’aiuto di Andrea, quest’esperienza mi ha insegnato che un vero professionista deve sempre mettersi in discussione. Una vera consapevolezza dei propri pregi e difetti si raggiunge solo attraverso il confronto costante con gli altri, per far questo serve una buona dose di umiltà, senza però perdere il coraggio di farsi avanti. Quindi tenete le orecchie aperte nell’attesa di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, e se siete agli inizi della vostra carriera, o in una fase in cui dovreste acquisire nuove competenze e non sapete da dove cominciare, vi consiglio di venire a cercare il vostro maestro Miyagi su CommonSpaces.

E poi sentiamo Andrea, il suo mentore...

Perché hai scelto di fare da mentore a qualcuno, accettando di condividere le tue conoscenze?

Lavoro da molti anni come formatore di giovani traduttori in master, laboratori pratici, corsi online, ma non avevo mai provato un’esperienza di formazione “uno a uno” come il mentoring. L’occasione è arrivata con il progetto CommonSpaces e grazie all’esperienza del nostro partner britannico Brightside ho potuto apprendere i principi dell’e-mentoring, ossia l’opportunità di contribuire all’orientamento professionale di un nuovo collega senza spostarmi, o spostandomi il meno possibile, dalla mia scrivania. Ovviamente l’incontro di persona è fondamentale, ma la possibilità di condurre una parte del mentoring online, seguendo un protocollo sperimentato, contribuisce a rendere la relazione molto più ricca e articolata.

In quali circostanze vi siete conosciuti e come hai capito che avresti potuto fare da ‘maestro Miyagi’ a Silvia? Insomma, quali sono le condizioni che portano alla nascita di un percorso di mentoring costruttivo?

Ci siamo conosciuti online su CommonSpaces e ho capito presto che era una tipa tosta. Per fare il traduttore freelance ci vuole parecchia tostaggine, per citare Kung Fu Panda, un altro maestro in cui mi riconosco parecchio (e non solo fisicamente), e a Silvia non manca determinazione, creatività e passione, tre qualità essenziali per riuscire. Quando ho capito che la mia futura mentee era così straordinaria mi sono lanciato. “Con lei potrei imparare qualcosa” mi sono detto. Ecco direi che è proprio questa la condizione per far nascere una bella relazione di mentoring (o forse, potremmo dire, qualsiasi relazione umana): la reciprocità.

Una volta deciso di intraprendere il percorso di mentoring, quali sono gli obiettivi su cui avete scelto di lavorare?

La relazione di mentoring prevede che sia il mentee, l’allievo, a guidare il gioco. Si parte dalle sue esigenze, dalla sua consapevolezza di voler approfondire alcuni aspetti essenziali per crescere professionalmente. Abbiamo approfondito in particolare alcune questioni tecniche legate alla comunicazione online e uno strumento di traduzione assistita, competenze professionali spesso trascurate o affatto ignorate dall’accademia. In effetti, lo scopo di CommonSpaces è proprio questo: aiutare i giovani a traghettare dall’università al mondo del lavoro grazie al contributo di professionisti “rodati” che desiderano condividere la propria esperienza, trasferendola come una preziosa eredità alle “nuove leve”.

Cosa hai imparato da questa esperienza? La consiglieresti?

Come Miyagi, il maestro di Kung Fu Panda, Shifu, crede che il valore indispensabile a chi desidera crescere sia l’umiltà. Facendo il mentore ti accorgi che devi scendere dalla cattedra della tua esperienza ed essere capace di guardare, di ascoltare. È come se diventassi giardiniere e dovessi coltivare una pianta ancora fragile ma piena di vita, di energia. C’è bisogno di molto rispetto, di attenzione per l’altro. Solo così il rapporto si bilancia ed entrambi i partecipanti alla relazione di mentoring possono trarre vantaggio da questa opportunità. L’importante per il mentore è seguire il consiglio del maestro Hoogway quando parla di piantare un seme di pesco: “Qualunque cosa tu faccia, quel seme crescerà e diventerà un pesco, magari tu desideri un melo o un arancio, ma otterrai un pesco.”

E voi, cosa ne pensate? Avete voglia di imparare qualcosa di nuovo?

Venite a scoprire il programma di mentoring della European School of Translation su CommonSpaces!

Silvia Ghiara e Andrea Spila

www.silviaghiara.com

andreaspila.wordpress.com

Credits:

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