fare cose nel mercato che si trasforma in officina creativa

A Carbonara, uno dei quartieri più periferici e ai margini della città, il mercato coperto diurno purtroppo non è in pieno fervore.

Sono tanti i box inutilizzati al suo interno e per riassegnarli è stata sapientemente effettuata un'indagine. grazie a questa si è potuta tracciare una vera e propria mappatura dei bisogni territoriali.

Questo compito è stato assegnato ad un progetto incentrato sulla comunità giovanile, il "Young Market Lab", che tramite le fasi di consultazione, soluzione e co-produzione è approdato alla formazione di un team per dare nuova luce e funzione e questi spazi.

le cinque start up vincitrici del bando per l'assegnazione dei box si sono riunite nel brand collettivo "mercato di carbonara" e si sono presentate attivamente domenica 27 novembre.

creare connessioni tra i commercianti del mercato e i piccoli artigiani, i creativi, gli artisti emergenti e questa comunità che sta vivendo un isolamento non consapevole attraverso design e rigenerazione

è l'obiettivo centrato da una start up dal nome semplice e diretto che lascia spazio solo a ciò che si vede: "fare cose"

"fare cose" non si limita a creare complementi d'arredo e oggettistica, la sua vera capacità è quella di vedere oltre e rigenerare, donando nuova luce e valore alle cose.

è un progetto caratterizzato dalla delicatezza dei colori e degli intenti, lo scopo non è solo vendere tutto quello che viene esposto nei box ma è anche imparare a creare oggetti da vendere nello spazio stesso.

oltre ad essere una vetrina, i box di "fare cose" saranno adibiti a spazio ludico-creativo, workshop e seminari a cui partecipare non solo per imparare un "mestiere" fatto di tecnica e creatività ma per creare flussi di scambio di saperi e passioni.

le menti e le mani che abitano questo raccoglitore di capacità sono rossella lacedra e giulia panza.

Rossella ha studiato comunicazione pubblica e politica a Milano. tornata a bari viene a sapere del bando rivolto ai giovani residenti della città dai 18 ai 35 anni di età.

un'occasione che sembra cadere a pennello e in cui coinvolgere l'amica, da quasi vent'anni, che come lei ritorna nella città d'origine piena di entusiasmo e voglia di agire sul proprio territorio.

l'amica in questione è giulia, legata alla sua città da una complessa rete fatta di allontanamenti e ritorni. qui si laurea in scienze della comunicazione, poi scappa a milano dove fa la cameriera e ritorna nuovamente a Bari.

non riuscendo a trovare la sua strada nel capoluogo pugliese decide di andare a firenze, a studiare interior design, ma l'amore la riporta a bari, dove fortunatamente rimane riuscendo ad unire le forze con l'amica rossella.

la determinazione e le capacità di rossella, insieme alla passione per la manualità di giulia si incontrano con un terzo personaggio chiave all'interno del progetto

claudia giordano, collaboratrice di "fare cose" in quanto madre di un progetto parallelo chiamato "dazebao"

dazebao ha lo scopo di dar nuova vita a mobili usati, abbandonati e accantonati che sanno esattamente cosa diventare, accettando o meno colori, trattamenti ingranaggi e cerniere.

insieme a giulia affittano un capannone in cui scartavetrare, stuccare e sporcarsi le mani. è inevitabile coinvolgerla in un progetto i cui c'è così tanto in comune, così tanto da condividere e da confrontarsi.

le sue creazioni esprimono una personalità accesa ma non invadente. nella casa di "fare cose" i mobili esposti sono frutto di diversità che si integrano armoniosamente in uno spazio insolito ma ospitale.

esattamente come tutto il mercato di carbonara che, grazie al progetto di Young Market Lab, è diventato il luogo d'incontro e di scambio di realtà diversissime ma caratteristiche e sempre più integrate della nostra città.

come "urban market" che persegue l'obiettivo di conservare e divulgare le arti applicate in chiave contemporanea, ponendosi come luogo d'incontro in cui condividere saperi e mestieri

la ciclo-officina di tipo sociale "ciclo market lab" che all'interno del mercato svolgerà numerosissime attività legate alla riparazione e al recupero delle biciclette usate

non solo divulgazione di saperi artigianali e creativi ma anche divulgazione scientifica. l'obiettivo che si pone "agorà mathematica" è infatti proprio quello di ridurre il gap tecnologico e di conoscenza tra gli abitanti del quartiere e i giovani professionisti provenienti dal mondo accademico.

a dimostrazione che la comunità giovanile è perfettamente in grado di continuare e valorizzare le tradizioni c'è "il quartino...di pane, olio e vino". il nome stesso riporta alla forma del pane di carbonara, cotto nel forno di pietra, che qui viene utilizzato per accompagnare piatti che rispolverano la tradizione.

quello che resta da fare e aspettare le risposte dalla gente che abitualmente frequenta il mercato di carbonara ma anche e soprattutto da chi non lo frequentava più. sperando che, da oggi, incuriosita, ricomincerà a farlo.

la partecipazione è evidente e anche la voglia di mandare avanti questi progetti con tanto entusiasmo. è bello come accanto a queste personalità fresche e piene di entusiasmo si affaccino i volti curiosi degli abitanti del quartiere.

come il sig. lorenzo e la sig.ra rosalia, ex commercianti del mercato rionale.

è bello che facciano queste cose, anche perchè gli operatori chiudono il pomeriggio, ed è un peccato. da commercianti suggeriamo solo di farsi più pubblicità così possono vendere.

parlare, diffondere, conoscere e condividere, sono i principi di questo progetto in cui tante diversità si intersecano sperando di unire le forze per riuscire a trarne profitto.

bari si approccia al mercato ibrido e crede fermamente nell'economia collaborativa. non sono progetti, ora sono concretezze a cui non è possibile non dare fiducia.

un progetto di

atres factory

www.facebook.com/atresfactory

testi di

valeria nitti

foto di

emanuela esposito

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