I TELEFONI thomas reggiani

Fino al 1880, il telefono è ancora uno strumento scientifico utilizzato nei laboratori. A partire dal 1840, molti studiosi si cimentano nella sua realizzazione come Johann Philipp Reis (Germania), David Hughes (Inghilterra), Antonio Meucci, Alexander Graham Bell e Thomas Alva (Stati Uniti). In Italia ricordiamo le pionieristiche sperimentazioni del valdostano Innocenzo Manzetti.

A partire dal 1881, sono i banchieri, gli agenti di cambio o le ferrovie a usare intensamente i primi servizi telefonici, seguiti da imprenditori e professionisti. Il telefono era considerato un "telegrafo parlante" più rapido e comodo dell'apparecchio inventato da Morse e gli abbonati potevano comunicare solo con utenti della stessa rete urbana.

Dopo la prima guerra mondiale, anche in Italia si comincia a usare il telefono non solo per le chiamate di lavoro ma anche per "fare quattro chiacchiere". Per razionalizzare la gestione del servizio, nel 1923 cinque concessionarie private (Stipel, Telve, Timo, Set, Teti) assorbono le decine di concessionarie esistenti e si spartiscono il territorio italiano. Il telefono perde ora la manovella di chiamata e la pila, mentre il microfono e il ricevitore si fondono in un corpo unico: nasce la "cornetta" (o microtelefono) e l'apparecchio diventa più leggero, compatto e facile da usare.

A partire dagli anni Cinquanta si assiste a un vero e proprio incremento nelle richieste di nuovi allacciamenti telefonici. Il boom economico, gli ingenti flussi migratori interni al nostro Paese e gli investimenti sulle infrastrutture sono tra i motivi principali di questa importante diffusione. I designer iniziano a ridefinire il telefono, facendo ampio uso di plastiche, colore e forme più adatte al nuovo uso sociale soprattutto tra i più giovani.

Alla fine del periodo 1970 - 1990 il telefono raggiunge ogni casa e ufficio fino a stimare venti milioni di apparecchi, uno ogni due abitanti. Il dispositivo resta invariato nella forma e nel funzionamento, solo il disco combinatore viene sostituito dalla tastiera. La vera rivoluzione avviene invece "intorno" al telefono, dove iniziano ad apparire nuovi accessori. Segreteria telefonica, fax, cercapersone, contascatti, filodiffusione, apparecchi per vivavoce, rubriche automatiche, videotel: strumenti, ancora analogici ed esterni al telefono, che permettono l'accesso a nuovi servizi attraverso la rete telefonica.

Due strumenti hanno modificato drasticamente il modo di telefonare e comunicare: la telefonia mobile e internet. La telefonia mobile approda in Italia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Gli apparecchi, ancora analogici, presentavano però dimensioni, pesi e prezzi elevati, caratteristiche che ne hanno limitato l'iniziale diffusione.

Un fenomeno più recente è invece quello della tecnologia Voice Over IP, cioè delle telefonate attraverso la rete internet.

Il Posto di Telefonia Pubblica (PTP) ha da sempre rappresentato un servizio importantissimo a causa della bassa diffusione del telefono nelle abitazioni. Fino all'arrivo del cellulare era l'unico mezzo di comunicazione a disposizione se si era fuori casa. Davanti a un telefono pubblico si accettava anche di fare lunghe code pur di riuscire a fissare appuntamenti, aggiornare i familiari sui propri spostamenti o tenersi in contatto dai posti di villeggiatura.

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