La crisi del '29 la grande depressione e il new deal

IL BOOM ECONOMICO

Negli anni ‘20, mentre molte nazioni stavano pagando i loro debiti di guerra, gli Stati Uniti conobbero una crescita economica senza pari nella loro storia.

Tra il 1919 e il 1929 la produzione industriale crebbe del 70%. L'aumento della produzione riguardò in particolar modo i beni di consumo, come l'automobile. Numerosi oggetti, come gli elettrodomestici, la radio o il frigorifero, che poco prima erano considerati beni di lusso, fecero la loro comparsa in molte case. Le città cominciarono ad assumere l'aspetto che ancora oggi le contraddistingue con grattacieli, imponenti palazzi, metropolitane, traffico intenso.

Gli Stati Uniti sembravano essere veramente il paese del benessere e della ricchezza.

LA CORSA ALLE AZIONI

La situazione aveva creato in America un'euforia che aveva contagiato la classe media. Lo straordinario sviluppo industriale, infatti, sembrava destinato a non avere fine e tutti compravano azioni delle aziende quotate in borsa per moltiplicare il denaro investito all'inizio. Soprattutto i piccoli risparmiatori, infatti, comprarono azioni per poi rivenderle un prezzo più alto. Più crescevano gli investimenti e più il valore delle azioni aumentava, ma era evidente che una crescita così rapida, determinata solo dal gioco della domanda e dell'offerta, non poteva durare.

Oltretutto lo Stato, in quegli anni, continuò la linea di non intervento nell'economia lasciando il mondo degli affari completamente libero e senza controllo. E questo, come si può immaginare, ebbe delle conseguenze molto negative.

LA CRISI

Nel 1929 cominciarono i primi segnali della crisi. Le industrie si ritrovarono con una quantità crescente di merce invenduta poiché producevano più di quanto i consumatori potessero comprare visto che i salari non crescevano. Cominciò a farsi strada un clima di incertezza e di paura e le azioni fermarono bruscamente la loro salita. Questo fu il primo segnale di una serie di reazioni negative a catena. Le banche, infatti, temendo il fallimento cominciarono a chiedere la restituzione del denaro prestato a privati o industrie. Il terrore si diffuse e sempre di più dal piccolo al grande risparmiatore.

IL CROLLO DELLA BORSA DI NEW YORK

Il 24 ottobre 1929, gli operatori della borsa di New York, presi dal panico, diedero l'ordine di vendere tutte le azioni in loro possesso. Nel giro di pochi minuti la quantità delle vendite fu tale che esse non trovarono più acquirenti. Alla fine della mattinata il valore di tutte le azioni esistenti crollò a zero e migliaia di americani videro i loro risparmi andare in fumo. In quello che fu chiamato il giovedì nero, 11 persone, tra banchieri e agenti di borsa ridotti sul lastrico, si suicidarono. Nei giorni seguenti le banche furono prese d’assalto dei risparmiatori che chiedevano indietro il proprio denaro, ma nessuno poté rientrare in possesso dei propri soldi perché le banche avevano perso tutto.

La rovina investì l’intero paese e il crollo della borsa di New York rappresentò per gli Stati Uniti una tragedia paragonabile a una guerra perduta.

Il panico dei risparmiatori fuori dalle banche

LA RECESSIONE

La mancanza di denaro innescò una fase negativa del ciclo economico chiamata recessione, cioè un forte rallentamento della produzione inevitabilmente accompagnato dalla disoccupazione.

La crisi durò per un intero quinquennio, dal 1929 al 1934. In poche settimane le città si riempirono di operai e impiegati licenziati in coda per una scodella di minestra. La crisi si trasmise anche alle campagne, dove gli agricoltori non trovavano più acquirenti per i loro prodotti.

Ogni settore dell'economia venne toccato, molte imprese e banche fallirono. Nel 1932 la produzione risultava calata del 47%. L'America era in ginocchio.

LA CRISI SI ESTENDE AL MONDO

La borsa di New York, che aveva sede in una strada di nome Wall Street, nella stessa zona di Manhattan dove nel 2001 sono crollate le torri gemelle, era il più grande mercato azionario del mondo.

Agli inizi del Novecento la globalizzazione dell'economia legava già tutti i paesi industrializzati ed anche quelli sottosviluppati che dipendevano da loro. Di conseguenza, nel giro di poche settimane, il crollo di Wall Street innescò una reazione a catena che travolse tutte le nazioni del mondo, tranne l’Unione sovietica, preservata dalla catastrofe grazie all'isolamento dovuto al regime di Stalin.

ROOSVELT E IL NEW DEAL

Gli Stati Uniti impiegarono cinque anni per riprendersi. L'uscita dalla recessione fu dovuta al presidente Franklin Delano Roosevelt, eletto nel 1932, che inaugurò un nuovo ciclo economico chiamato New Deal. Questo piano aveva come obiettivo il superamento della disoccupazione e il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini americani.

Il presidente Roosvelt

Al centro del New Deal stava l'idea che spettasse allo Stato intervenire per risollevare l'economia, così lo Stato diede il via a grandi opere pubbliche assumendo una parte dei disoccupati e finanziò la ricerca scientifica, soprattutto in campo medico.

Lo Stato intervenne anche imponendo un rigido controllo sull'attività delle banche perché non si ripetesse la tragedia del ‘29, aumentò le imposte sul reddito dei ricchi e delle grandi società e predispose una legislazione sociale a favore dei disoccupati, degli anziani e dei disabili.

L'obiettivo di Roosevelt era quello di costruire un capitalismo democratico in cui lo Stato fosse il mediatore tra gli interessi dei capitalisti e quelli dei lavoratori. Per questo motivo Roosevelt ebbe un amplissimo consenso popolare che gli permise di vincere nuovamente le elezioni nel 1936 e di continuare con le sue riforme.

Tuttavia le conseguenze del crollo della borsa di Wall Street e della depressione del '29 continuarono a farsi sentire pesantemente in Europa dove le popolazioni erano già stremate dalla crisi del primo dopoguerra.

Created By
Chiara Spalatro
Appreciate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.