Loading

Ruth e Seretse Il matrimonio proibito e la nascita del Botswana

Un colpo di fulmine

1947

Seretse Khama, erede al trono del Botswana, è in Inghilterra per studiare legge ad Oxford. Una sera incontra in un bar Ruth Williams, una dattilografa bianca, impiegata presso le assicurazioni Lloyd's di Londra. Seretse ne resta folgorato, inizia a frequentarla e in breve decide di sposarla.

Ruth è sincera o sta soltanto cercando di diventare regina?

Tra i due l'amore sembra sincero e disinteressato: solo dopo vari mesi dall'inizio della loro storia Seretse rivela a Ruth di non essere un qualunque studente di legge ma un principe destinato a diventare re del suo popolo.

Seretse Khama e Ruth Williams

Questo matrimonio non s'ha da fare

Per i "promessi sposi" iniziano i guai: le loro famiglie si oppongono ostinatamente alle nozze. Il padre di Ruth è indignato: è un inglese tradizionalista, abituato a considerare i bianchi superiori ai neri e pertanto trova sconcertante e contro natura che la propria figlia voglia sposare un nero; ma quel che più conta per la Storia, oltre che per la cronaca, è l'inflessibile contrarietà di Tshekedi, zio di Seretse e reggente del Botswana. Il popolo di quel Paese, secondo Tshekedi, non avrebbe mai potuto accettare che il futuro re sposasse una donna bianca.

Tshekedi Khama

1948. Ruth e Seretse, nonostante l'opposizione delle loro famiglie, si sposano in gran segreto, alla presenza di pochi amici. Il loro matrimonio diventa in breve un caso politico e diplomatico.

Tshekedi richiama Seretse in patria, lo rimprovera aspramente e gli dice che per lui quel matrimonio è privo di valore: una bianca non può diventare regina del Botswana! «Da' un po' di soldi a quella donna - suggerisce al nipote - e lasciala perdere».

Ovviamente Seretse non vuole rinunciare alla sua Ruth. E così la questione finisce davanti al kgotla, l'assemblea pubblica in cui si prendono tutte le decisioni più importanti, alla quale possono partecipare tutti i maschi adulti.

Botswana: la recinzione dove si terrà un Kgotla

Il kgotla che doveva pronunciarsi sulla validità delle nozze iniziò il 15 novembre del 1948 e durò quattro giorni. Si trattò di un'assemblea affollata come non mai: vi accorsero più di 3000 persone da tutto il Botswana, a piedi, a dorso di mulo, su carri trainati da buoi, portandosi dietro sedie e sgabelli. Dopo aver ascoltato le obiezioni di Tshekedi e le argomentazioni di Seretse, il kgotla si pronunciò a favore di quest'ultimo, esprimendo il proprio consenso con il grido Pula! Pula! Pula! seguito da dieci minuti di applausi.

Tshekedi quindi si sbagliava: il popolo considerava Seretse l'erede legittimo al trono ed era disponibile ad accettare sua moglie come regina, senza preoccuparsi del colore della pelle di quest'ultima.

La parola pula in lingua setswana significa “pioggia”. Dal momento che la pioggia in un territorio arido come il Botswana è preziosissima, questa parola viene usata anche come saluto, per esprime consenso e per formulare un augurio. E Pula è anche il nome della moneta nazionale.
La banconota da 50 Pula, ossia da "50 piogge", con il ritratto di Seretse Khama

Ottenuto il consenso dell'assemblea popolare, Ruth raggiunge Seretse in Botswana. Per Tshekedi è un momento difficile. Sconfitto e umiliato, decide di andare in esilio volontario: «Starò via -dichiara- per tutto il periodo in cui la donna che Seretse ha sposato resterà qui».

Quella di Tshekedi Khama non fu soltanto una semplice ripicca frutto di un pregiudizio inestirpabile, ma una scelta sofferta e lungimirante: andandosene via con alcuni membri della famiglia reale e un certo numero di funzionari evitò la guerra civile, lo strumento sanguinoso con cui in Africa tradizionalmente si risolvono le controversie tra fazioni politiche contrapposte.

L'ombra dell'Apartheid

Nel 1948, lo stesso anno in cui Ruth e Seretse si sposarono, il Sudafrica, istituì l'Apartheid e abolì i matrimoni misti. Questo Stato non poteva quindi tollerare che il leader di un Paese confinante fosse sposato con una bianca.

Apartheid. Regime di segregazione razziale, istituito dall'etnia dominante bianca in Sudafrica e applicato anche in Namibia (territorio amministrato dal Sudafrica), che discriminava pesantemente i neri e impediva loro di usare le stesse strutture pubbliche usate dai bianchi (panchine, fontane, marciapiedi, bagni pubblici).
L'Apartheid in Sudafrica: neri e bianchi seduti su panchine diverse.

Poiché il Botswana era un protettorato britannico (ancora non si chiamava nemmeno Botswana ma Bechuanaland), il governo sudafricano esercitò immediatamente delle insistenti pressioni sull'Inghilterra per impedire a Seretse Khama di diventare re.

Essendo un protettorato inglese, il Bechuanaland, anche se aveva una propria monarchia che godeva di una certa autonomia, dipendeva dall'Inghilterra e doveva rispettarne le leggi e le richieste. Questo territorio aveva poco da offrire ai "protettori": era in gran parte arido e a quei tempi le miniere di diamanti e di altri minerali non erano ancora state scoperte. Il protettorato veniva quindi gestito in economia: gli inglesi non spendevano certo i loro soldi per costruire scuole ed ospedali in un polveroso deserto dal quale non ricavavano nulla. La popolazione era malnutrita: un terzo dei bambini moriva di stenti o per malattia prima dei cinque anni. Nonostante la disperata povertà e il sostanziale disinteresse degli inglesi verso questo territorio, il Bechuanaland voleva restare un protettorato inglese, perché temeva di essere inglobato dal vicino Sudafrica. Anche se il governo britannico era poco gradito, il razzismo e la politica dell’Apartheid del Sudafrica erano considerati, a ragione, un male ben più grave.

Il governo britannico si trovava in debito con il Sudafrica per l'appoggio ottenuto durante la Seconda guerra mondiale e non poteva rinunciare alle convenienti forniture sudafricane di oro e uranio: venne così istituita una commissione parlamentare per indagare sulla capacità di Seretse Khama di governare e cercare di levargli il trono.

A seguito dei lavori di questa ridicola commissione, il governo inglese decise nel 1951 di mandare Seretse Khama e sua moglie in esilio. La coppia fu così costretta a trasferirsi in Inghilterra.

La decisione del governo britannico suscitò l'immediata protesta in tutto il mondo di gruppi che lottavano per la difesa dei diritti umani: Ruth e Seretse diventarono un simbolo della lotta contro il razzismo e l'Apartheid.

Di fronte all'opinione internazionale e temendo una rivolta popolare in Bechuanaland, nel 1956 il governo inglese permise finalmente a Ruth e Seretse di rientrare in Patria.

Da re a presidente

Nel 1961 Seretse Khama torna sulla scena politica fondando il Partito Democratico del Bechuanaland (BDP). L'esilio lo ha reso molto popolare a livello internazionale e amatissimo in Patria. Il suo partito ha un programma rivoluzionario: abolire la monarchia, creare libere istituzioni democratiche e ottenere l'indipendenza dall'Inghilterra, senza però farsi inglobare dal Sudafrica razzista. Nel 1965 il BDP stravince le elezioni. L'anno successivo il Paese, ormai trasformato in Repubblica presidenziale, ottiene l'indipendenza dall'Inghilterra. Seretse Khama è il primo presidente della nuova repubblica, che lascia il nome di Bechuanaland e assume quello di Botswana.

Seretse restò alla guida del Botswana fino alla morte, avvenuta nel 1980, governando in modo equilibrato ed illuminato. Ruth morì invece nel 2002.

Sono seppelliti in due tombe vicine, su una collina che sovrasta Gaborone, la capitale del Botswana.

La loro storia d'amore, travagliata ma a lieto fine, ha contribuito enormemente alla lotta contro i pregiudizi razziali e contro l'Apartheid.

La storia di Ruth e Seretse è stata raccontata in un film uscito nel 2016.

Guarda il trailer

Istituto comprensivo E. Donadoni di Sarnico

Anno scolastico 2018-2019

Questo approfondimento si basa essenzialmente sul libro A United Kingdom di Susan Williams (Newton Compton editori) e sulla voce "Seretse Khama" di Wikipedia.

Created By
vincenzo sciacca
Appreciate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.