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SUI TUOI PASSI preghiera martedì 12 maggio

Un pensiero per pensare (dal film Hugo Cabret)

Le macchine hanno un loro scopo, fanno quello che devono fare. Per questo quando vedo un meccanismo rotto sono triste, non può fare più quello che deve. Forse vale anche per le persone, se perdi il tuo scopo è come se fossi rotto....

Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!

Per interrogare la vita

  • Se dovessi chiederti per chi stai lavorando, per chi stai studiando, per chi stai investendo le tue energie, le tue emozioni eccetera, a chi penseresti?
  • Sai 'abitare' il tempo con gratitudine oppure sei continuamente ripiegato sul passato o proiettato nel futuro?
  • Come affronti le crisi? Solo in modo negativo? Solo come inconvenienti, come intoppi? Quali momenti nella tua vita hanno segnato delle svolte significative? In quali 'segni' trovi conferma di camminare sulla strada giusta?

Il passo degli Atti degli Apostoli che la liturgia ci propone oggi ci racconta i passi della chiesa nascente e ci offre l'occasione per riflettere sul dono del tempo.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorno, giunsero da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.

Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché - dicevano - dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuto.

Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

Per la riflessione

In questo passo della Scrittura assistiamo, ancora una volta, al prodigio della pazienza. I primi passi della Chiesa sono scanditi dalla docilità al tempo.

Nel modo in cui l'evangelista Luca ci fa entrare nel mistero della crescita della prima comunità, vi è una sorta di tempistica spirituale: «Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città [...] ritornarono a Listra e, «dopo aver proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia». Il tempo viene vissuto e non subito!

Persino quando la costrizione e, in particolare, l'incomprensione spinta fino alla persecuzione obbliga a cambiare programma e a rivedere le proprie aspettative e pianificazioni che oggi chiameremo pastorali, il tutto vissuto con semplicità e gratitudine.

Il mistero e il ministero della Chiesa, lungo i tempi non sempre facili della storia e in tutti i luoghi non sempre comodi e accoglienti in cui è necessario portare la luce del Vangelo, prosegue il desiderio espresso dal Signore Gesù e confidato ai propri discepoli nell'intimità del Cenacolo: «Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco» (Gv 14,31).

Se entriamo nella logica dell'amore del Risorto, allora anche noi potremo dire: «Viene il principe del mondo; contro di me non può nulla» (Gv 14,30). Ciò che neutralizza l'opera del Maligno contro di noi è la libertà di continuare a camminare accettando di cambiare non solo luogo, ma anche accettare di vivere tempi e modi che non abbiamo previsto e, forse, neppure immaginato. (Commento: fr. Michael David)

Ripeti nel tuo cuore le parole di San Francesco.

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace: dove è odio, fa ch'io porti amore, dove è offesa, ch'io porti il perdono, dove è discordia, ch'io porti la fede, dove è l'errore, ch'io porti la Verità, dove è la disperazione, ch'io porti la speranza. Dove è tristezza, ch'io porti la gioia, dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.

Padre nostro...

Signore Gesù, grazie per il dono del tuo vangelo! Manda il tuo Spirito, perché possiamo profumare la terra con la dolcezza della compassione e dell'amore, con la rivoluzione dell'accoglienza e del riconoscimento di tutti e di ognuno come irrinunciabili compagni di strada in ogni modo e in ogni tempo. Alleluia!

Prenditi ancora qualche istante di tempo e ascolta l'invito di Papa Francesco a seguire la 'pazzia del nostro Dio'.

Credits:

Creato con immagini di Faye Cornish - "Fairy Bonsai" • FMedic_photography - "cave view rock"