Quando innovare diventa realtà IC gOVONE, STORIA DI UN'idea coinvolgente

Perché cambiare?

Innovare la scuola. Tutti ne parlano, ma pochi riescono a tradurlo in azioni concrete. Tutti vogliono cambiare la scuola ma poi finiscono per replicare il già fatto. Tutti sono interessati alle novità della rivoluzione tecnologica in corso, ma talvolta si è poco inclini a vincere le resistenze che ci legano ai modelli tradizionali.

Per Edgar Morin la scuola deve educare a vivere, per molti l’educazione scolastica è la funzione sociale più importante per fornire alle generazioni future gli strumenti di conoscenza adeguati a comprendere la complessità del reale e ad affrontare le crisi di società prossime venture.

L'idea di innovazione nel nostro istituto ha preso avvio dalla constatazione che  la svolta fosse ormai urgente ed irrinunciabile e che i mancati progressi fossero stati determinati da una visione della scuola non adeguata ai nostri tempi e alle menti cambiate dei ragazzi che con la tecnologia sono cresciuti fin dai primi anni della loro esistenza (smartphone e biberon, vagiti e cinguettii, libri di testo e Internet). Complici del mancato progresso sono stati anche gli insegnanti, almeno tutti quelli che hanno dimostrato una certa ritrosia al cambiamento della propria metodologia didattica.

IDEA DI SCUOLA

La sfida è iniziata nell'anno 2013-2014

"Fase dell'innesco" del processo di revisione metodologico-didattica

con la creazione di una spazio web collaborativo, utilizzato per la strutturazione di classi virtuali, l'inserimento di materiali didattici integrativi, la comunicazione collaborativa alunno-docente. Da subito, è emerso il potenziale innovativo di uno strumento tutto sommato semplice, creato dal docente, futuro-animatore digitale,
Le strumentazioni sono portate dagli studenti, secondo la modalità B.Y.O.D, accettata senza grandi problemi dalle famiglie. La scuola supporta, con alcuni dispositivi, coloro che non ne dispongono.
I dispositivi sono impiegati durante tutte le attività didattiche
La prima piattaforma di Istituto

Già dalla fase iniziale la sperimentazione con l'uso delle piattaforme e-learning ha coinvolto due scuole secondarie, oltre 200 studenti, ed alcune classi di scuola primaria, tra cui le pluriclassi della nostra istituzione scolastica.

Come abbiamo usato le tecnologie?

Sia chiaro, il digitale non risolve proprio nulla, anzi ti crea problemi”, afferma Roberto Maragliano, docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento presso l’Università Roma Tre. “La tecnologia ha il grosso pregio di essere trasparente: permette di vedere cose che prima non potevi vedere. Quindi oggi ci permette di comprendere che l’apprendimento è un processo complesso, per il quale non è più sufficiente il vecchio modello di apprendimento statico frontale basato sulla spiegazione e sulla restituzione, molto semplice e rassicurante, ma non adatto ai tempi attuali”. Il digitale permette così di portare anche tra le mura delle classi la complessità della realtà esterna e consente, per esempio, di sfruttare l’integrazione tra vari linguaggi: non solo la lingua scritta, ma anche l’audio, il video, l’immagine, tutti insieme.

Edmodo: la piattaforma di Istituto utilizzata il secondo anno

l

Passaggio alla piattaforma Google Suite for Education, anno 2016-17

Classi virtuali, per l'inserimento di contenuti didattici integrativi, digitali e collaborativi

Calendario Google condiviso, in cui traspare la partecipazione alla vita scolastica

Google Groups: Gruppi di lavoro e di discussione

Google Foto: creazione di Album fotografici condivisi, che stimolano le attività di istituto in collaborazione tra i vari ordini scolastici e i vari plessi, favorendo la documentazione dei percorsi e dei processi formativi.

“La tecnologia può produrre risultati eccezionali se applicata nella scuole con funzioni strumentali e se non proposta in chiave imitativa, così come è successo finora – sostiene Benedetto Vertecchi, docente di Pedagogia sperimentale all'Università Roma Tre -: I bambini hanno bisogno di stabilire una connessione funzionale tra la capacità mentale e la sua traduzione in azioni: è un processo molto complesso, che deve essere supportato nel suo sviluppo.

La tecnologia, infatti, ha consentito nel nostro istituto la rivalutazione di alcune metodologie tradizionali, tra cui la scrittura manuale

La scrittura è un’attività assolutamente necessaria a questo scopo costringendo a elaborare il pensiero per arrivare a ragionamenti logici e strutturati, mentre la sostituzione con la tastiera impedisce questo apprendimento”.

Scrittura manuale come attività necessaria e insostituibile
Scrittura digitale come strumento per attivare percorsi collaborativi, creativi e metacognitivi

"Letture" e "scritture" al plurale

Le diverse modalità di lettura e scrittura (penna, dito, tastiera) e i diversi stili e tipologie (testi, lettera, mail, messaggi, blog) si rinforzano a vicenda.

Dopo un percorso formativo intensivo interdisciplinare, tenuto dalla professoressa Jenny Poletti Riz, i docenti di scuola secondaria di area umanistica, stanno sperimentando gli approcci metodologici del "Writing and reading workshop", sulla scia dell'insegnamento di Nancie Atwell, la docente americana vincitrice del premio Global Teachers Prize, 2015.

Attività laboratoriali. Il taccuino dello scrittore. Momento di Peer Review
Altro elemento di cambiamento

Ruolo dell'Animatore Digitale

Rapporto sinergico con la figura del Dirigente Scolastico

Tra il "caos" generato dall'accelerazione all'innovazione digitale: PNSD, Bandi, Avvisi, Biblioteche Innovative, Atelier creativi ...

... e la spinta ai cambiamenti strutturali, amministrativi e gestionali generata dalla Legge 107 e ai vari documenti programmatici:

  • RAV
  • P.T.O.F.
  • P.d.M
"Le istituzioni scolastiche promuovono all'interno del P.T.O.F. azioni coerenti con le finalità, i principi e gli strumenti previsti nel PNSD"
Fondamentale: mettere in ordine le richieste
  • Coinvolgimento
  • Formazione
  • Proposte operative
  • Progettazione di soluzioni

Criteri

  • Individuazione delle priorità della comunità scuola
  • Approccio collaborativo (ricerca partecipata)
  • Parole chiave: feedback, valutazione formativa, strategie meta-cognitive
  • Consapevolezza di essere artefici di un cambiamento significativo
Laboratori digitali aperti al territorio, gestiti dagli alunni-tutor

Idee innovative e generative del cambiamento di percorsi e strategie

Adesione al Movimento delle Avanguardie Educative come Istituto adottante (marzo 2015)

Idea Flipped Classroom

Idea "Integrazione CDD/Libri di testo"

Sperimentazioni di percorsi di ricerca, coordinati dai Dipartimenti dell'Università di Torino
"Matematica accessibile ed inclusiva. Esempi di attività" - Dipartimento di matematica G. Peano

Sfida classi difficili, deboli, fragili

Quale valutazione adottare nel nuovo contesto educativo?

Dal processo didattico alla valutazione

Importanza del processo di autovalutazione

Comparazione degli esiti, fase iniziale e conclusiva nella classe sperimentale
Progredire e crescere

Primo bilancio, attraverso il monitoraggio e la documentazione dei processi messi in atto in questo triennio, allo scopo di verificare la crescita media-educativo-digitale, per individuare nuovi itinerari e orientamenti.

Priorità future
  • Crescere come comunità di pratica
  • Incrementare la flessibilità ai cambiamenti
  • Potenziare l'apertura al territorio
  • Trasformare le criticità in potenzialità
  • Intercettare conseguenze inaspettate e usarle in positivo
  • Cambiare la prospettiva per avviare nuove esplorazioni
Adozione nuova Idea Avanguardie Educative

Dentro/Fuori la scuola

Progetto UNESCO - Adottiamo il territorio
Dicono di noi, da La Stampa, del 7 dicembre 2016
Dicono di noi, da IL Corriere, Alba, Bra, Langhe e Roero, 5 dicembre 2016
Dicono di noi, da Il Corriere, Alba, Bra, Langhe e Roero, 28 novembre 2016

Dicono di noi: "Govone come Barbiana, qui gli insegnanti vogliono cambiare la scuola"

Alleghiamo il link a questo articolo di Alex Corlazzoli, maestro, giornalista (collabora con "Il Fatto Quotidiano") e scrittore (tra i suoi libri segnaliamo "Tutti in classe", Einaudi, 2013), dal titolo, "Govone come Barbiana, qui gli insegnanti vogliono cambiare la scuola", apparso su Ischool Education, del 23 dicembre 2016 e presente anche nella rassegna Stampa del sito INDIRE. Le sue osservazioni sono per noi un importante riconoscimento e costituiscono un incoraggiamento a proseguire lungo il percorso del cambiamento.

Ad Alex Corlazzoli va il nostro ringraziamento pubblico

Realizzato da Laura Ragazzo

Made with Adobe Slate

Make your words and images move.

Get Slate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.