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TRASCRIZIONE DELL'INTERVISTA Le catene muscolari GDS

Trascrizione dell’intervista ascoltabile su Fisiopodcast, leggermente sfrondata da interiezioni e refusi, per una maggiore comprensione durante la lettura.

L’assenza di elementi paraverbali non toglie la ricchezza di contenuti di questa bella intervista dove si parla del meraviglioso mondo delle Catene GDS.

Se vuoi sentire la registrazione originale : https://www.spreaker.com/user/alexanceschi/23-catene-gds

TRASCRIZIONE DELL'INTERVISTA

Le catene muscolari GDS

Tempo di lettura: 19 min

Intervista al Dr. Fabio Colonnello

Ciao Fabio e benvenuto a FisioPodcast

Grazie a voi e a tutti gli ascoltatori.

Io sono un tuo follower, su YouTube, Facebook. Pubblichi video molto esplicativi sul tuo metodo di lavoro e ne sono rimasto affascinato. Credo di non essere il solo, ma comunque vorrei presentarti bene al pubblico di FisioPodcast. Chi sei e di cosa ti occupi?

Nasco come fisioterapista, poi divento osteopata e poi mi sono occupato di catene muscolari GDS, a livello formativo; nel mio studio mischio molte tecniche diverse e molte terapie diverse. Ho uno studio con 5 fisioterapisti, due segretarie, insomma sono ben installato. Quindi faccio due lavori: faccio il lavoro sul campo, “sul pezzo” in studio tutti i giorni e poi mi occupo di Formazione, con questa straordinaria scoperta che ho fatto ormai più di 10 anni fa, che si chiama “Catene Muscolari GDS”.

E infatti l’argomento di oggi è proprio questo: le catene muscolari GDS, che sarebbero le iniziali dell’ideatrice, la fisioterapista e osteopata belga Godelieve Denys-Struyf. Cosa sono le catene muscolari GDS?

Le catene muscolari GDS sono un metodo terapeutico, un metodo di terapia integrata, che unisce il funzionamento del corpo e i suoi collegamenti stretti con la psiche. È un incrocio tra le migliori tecniche osteopatiche, la fisioterapia, una parte di medicina cinese, che ci serve a inquadrare il paziente a livello energetico, e una parte di psicologia. Tutto questo ci offre la possibilità di inquadrare meglio la tipologia del paziente per poter erogare una terapia efficace, veloce e che sia ben gradita al paziente.

Se penso alle catene muscolari mi vengono in mente altre metodiche come il Mezieres e l’RPG. In cosa si differenzia il metodo catene GDS?

La parte psico-comportamentale.

Mentre il Mezieres e RPG sono metodiche basate principalmente sullo stiramento meccanico, il GDS unisce anche una parte di approccio psicologico ed energetico molto efficace. In più, le tecniche non vengono basate solo sullo stiramento ma ci sono delle tecniche specifiche, che si chiamano “Accordage”, che si chiamano “Fusione”, e c'è tutta la parte comportamentale per lavorare sul vissuto comportamentale dei pazienti, che così possono percorrere la loro trasformazione verso una tipologia funzionale più salutare.

Tutti i metodi di catena fanno una suddivisione in base alla struttura o alla funzione. Anche GDS è così?

In effetti il GDS ha entrambe le suddivisioni, strutturale e funzionale, ma non solo: nel GDS, dietro due semplici lettere (AL, PL, anterolaterale) si trova una disposizione topografica dei muscoli e, essendo il GDS una metodica che va al di là della meccanica, dietro ognuna di queste sigle si trova anche un'utilizzazione corporea, si trova anche una struttura mentale, si trova anche un una tipologia energetica, un approccio.

Quindi sappiamo, solo con due lettere, chi è questa persona, come si muove, cosa preferisce ricevere durante la terapia, quali sono i punti forti, quali sono i punti migliorabili e quindi veramente è prendersi cura del soggetto a 360°.

tornando alle differenze della domanda di prima: vengo dall'osteopatia, vengo dal Mezieres, vengo anche dal RPG. Il GDS è veramente tutta un'altra cosa. È la terapia, la metodica che veramente ha dato un impulso, un boost mostruoso alla mia carriera professionale in studio.

Questo metodo prevede tecniche di massaggio, manipolazione, terapie fisiche o esercizi a domicilio?

Nel GDS ci sono molte tecniche, tra cui ottime tecniche osteopatiche. Non si lavora tanto contro barriera con le tecniche ad alta velocità, ma si lavora in energia muscolare e con tecniche funzionali, che vanno NON contro la barriera, bensì verso la lesione: le tecniche di Jones, di Strain-Counterstrain. Quelle sono delle tecniche che sono molto valide, molto dolci, che rispettano anche la tipologia del paziente.

A volte, invece, andiamo contro barriera su pazienti PM, su pazienti PL, che vogliono e gradiscono delle terapie “strutturali”. Abbiamo anche delle tecniche strutturali che possono aiutare e che possono essere ben gradite al paziente. Abbiamo delle tecniche che sono precise per determinati pazienti, con praticamente il 100% di gradimento da parte dei pazienti.

Quali sono i pazienti, le patologie o le disfunzioni che possono essere trattate con questo metodo?

Gli stessi della fisioterapia classica. Quelli che si sottopongono a fisioterapia chiaramente possono essere anche sottoposti alla cura con il metodo delle catene muscolari GDS, specialmente quando la lesione anatomica non è proprio conclamata. Lì, allora bisogna operare in modo ancora diverso: se c'è una lesione muscolare, per esempio, se c'è una lesione intestinale, chiaramente lì le possibilità di recupero, di autoguarigione, di miglioramento sono impedite, si è arrivati al punto di non ritorno e quindi è necessario un supporto farmacologico o chirurgico, ecco. Un po' come la fisioterapia classica.

Il fisioterapista lavora, o dovrebbe lavorare, anche nel campo della prevenzione. Che ruolo potrebbe avere questo metodo in questo senso, in questo ambito?

Le catene muscolari GDS danno spazio ad un aspetto predittivo sulle persone. Cioè vanno a inquadrare la tipologia del soggetto, a capire chi è il paziente che hai davanti e, quando hai capito le sue caratteristiche, sia meccaniche che psicologiche, comportamentali, e l'utilizzazione corporea, riesci a intercettare quello che è la traiettoria nella sua Timeline, nella sua vita.

Da un punto di vista meccanico lo vediamo, per esempio nel ginocchio valgo. Ecco, il ginocchio valgo ha un terreno favorevole per un allungamento, per una distorsione, per un infortunio al collaterale interno. Nel AL e AM c'è questo rischio. Quindi AL e AM hanno una fragilità del legamento collaterale interno. È un esempio, chiaramente, molto banale, molto semplice.

Le cose sono più complesse: per esempio, in un paziente in cui c'è un comportamento PM, ossia un comportamento legato al fare, al bisogno di fare, -la tipologia postero mediana PM è animata da un bisogno di essere utile, a rendersi utile – talvolta riscontriamo una morfologia toracica caratterizzata da un torace molto gonfio, molto probabilmente con lo sterno con una dinamica di orizzontalità maggiore di quanto lo sia quella in verticalità, chiamiamolo uno “sterno orizzontale”.

Ecco, in un caso così, se il comportamento di un PM è eccessivo nel fare, allora si ha un’attivazione della catena miofasciale PM e questa attivazione tramite dei muscoli particolari (non voglio scendere in dettagli ma diciamo la catena postero-mediana, quindi i fasci costo-costali dell'ileo costale, per esempio) creano una estensione delle coste, quindi una disfunzione in inspirazione e un aumento della distanza antero-posteriore del torace.

Lì ci sono dei legamenti sterno-pericardici e vertebro-pericardici che tirano sul cuore, sul sacco pericardico e predispongono ad accidenti cardiovascolari.

Quindi, lavorando sul comportamento, calmando questa PM non solo a livello meccanico, ossia massaggiando, ma anche a livello Comportamentale, ossia invitando il paziente a lavorare meno, a fare meno (utilizzando delle parole chiave precise) sovente riusciamo, nel nostro paziente, a calmare questo bisogno di fare, pertanto lavorando anche solo sul comportamento si può prevenire un accidente cardiovascolare.

Facciamo opera di prevenzione anche mediante, per esempio, un interessante utilizzo della morfologia cranica. Ecco, tra l'altro oggi è il 5 agosto. La scorsa settimana ho pubblicato un articolo proprio sul cranio, che invito a leggere.

Con la forma cranica, si riesce a individuare, tra altre cose, il Delta ossia il gap viscoelastico tra la tipologia innata nel paziente e la realtà clinica oggettivabile ci fornisce una stima di ciò che si riuscirà a ottenere tramite la terapia manuale o l'esercizio terapeutico.

Le possibilità predittive del GDS vengono utilizzate per intercettare terreni fertili per eventuali patologie e pertanto quindi utili anche per scopi preventivi.

Però, come sai, in Italia la prevenzione è un po' messa da parte e così ci si interessa molto della cura e la prevenzione è poca. Il GDS dice veramente tanto sulla prevenzione, oltre che sulla cura.

Oltre alla divisione in catene c’è anche una differenziazione in fenotipi posturali?

Si, certamente, ma come si è detto, ogni paziente non è solo un insieme di localizzazioni topografiche di muscoli, ma è proprio un individuo con un proprio modo di pensare, un modo di vedere o di sentire, di percepire le cose, a seconda se i suoi canali di entrata siano visivi, auditivi o cinestesici.

Quindi ogni paziente ha un proprio bilancio energetico-strutturale, ha una struttura psicologica ed esperienziale individuale, pertanto abbiamo dei dati, delle componenti che sono facilmente utilizzabili per operare con successo nel mondo della medicina e dei suoi fattori bio-psico-sociali.

Oggi tutti quanti parlano di fattori bio-psico-sociali, ce l’hanno molti in bocca ma è un po' come il sesso tra gli adolescenti.

Tutti, tra gli adolescenti, ne parlano ma nessuno sa come si fa.

Ecco, le catene muscolari offrono veramente, per quanto mi concerne, per quanto è di mia esperienza, l'unica metodica che ha veramente a che fare con i fattori bio-psico-sociali e offre degli strumenti validi per poterli affrontare.

E quindi quali sono le catene GDS? Possiamo descriverle velocemente?

Le catene GDS sono 5 e sono la AL (che è una catena Antero laterale, Azzurra), poi abbiamo la sua sorella complementare la PL (Postero-Laterale, Verde) e poi abbiamo la catena AM (Antero Mediana, Gialla) la catena Postero Mediana PM, Viola e poi abbiamo una catena speciale, che è legata alla respirazione, che è la catena PAAP, che è una catena Rossa, “Fuoco”, in medicina tradizionale cinese.

Facci un esempio per far capire meglio ai nostri ascoltatori. Che cosa significa, che so... AL?

AL è una catena di introversione. Jung chiamava questa catena, “Tipologia introversa”. Sono persone riservate, che arrivano allo studio 20 minuti prima dell'appuntamento, hanno tutti gli esami bene impacchettati, si siedono in un certo modo, con un’utilizzazione corporea molto legata all’adduzione e alla rotazione interna. Quindi hanno una gestione contenuta della propria gestualità ,sono molto compìti, hanno un tono di voce molto particolare. Sono educati, precisi, puntuali, metodici, affidabili, costanti, sono molto portati all’endurance, gli sforzi prolungati.

Sono persone sempre in costante atteggiamento di difesa. Qualche marito conoscerà la storia di quando dice alla moglie “cara, come sei bella oggi”. Un AL risponderebbe “perché solo oggi?”, Ecco questo è un po' l’AL, una tipologia introversa che è sempre sul carattere difensivo. Ma questo è il frutto della sua storia, che una storia ricca probabilmente di traumi percepiti, sia fisici che psicologici.

Lì si sviluppa una catena Antero Laterale di difesa e va trattata non con tecniche strutturali, non aggredendola, bensì va trattata con rispetto e delicatezza, con tecniche funzionali, tecniche molto dolci: si usa il caldo, si usano determinate macchine (per chi usa terapia fisica) piuttosto che altro.

Quindi, anche nel campo della terapia fisica, si possono adattare le varie macchine, le varie terapie da erogare a seconda della psicologia del paziente, perché questo può gradire il trattamento e quindi aprire le porte al cambiamento, alla “guarigione”, al miglioramento.

Oppure può chiuderle e quando un paziente chiude le porte alla guarigione o a un approccio, o a un pensiero... Beh, li puoi fare quello che vuoi, la terapia erogata anche se è giusta, anche se erogata in modo giusto, non passa.

Ecco, il metodo GDS ti consente di individuare quali sono le porte di ingresso di un paziente e poter erogare una terapia specifica, gradita che va a segno.

È corretto se dico che chi ha una dominanza di catene anteriori tende a un atteggiamento di introversione e, viceversa, chi ha una dominanza di catene posteriori tende all’estroversione?

Non proprio. Introversione ed estroversione appartengono alle catene Antero Laterale e Postero Laterale (AL e PL). Se invece parliamo di catene mediane anteriore e posteriore, allora potremmo dire che chi è dominato dalla catena Antero Mediana ha facilità nello schema di flessione; invece, chi è dominato dalla catena PM (posteriore mediana) ha una facilità nello schema di estensione.

E non solo: ha una Vision differente da quella di chi è dominato dalla AM; mentre l’AM ha una timeline lineare e un occhio, il focus psicologico, che guarda verso il passato, il PM taglia col passato e guarda verso il futuro. Va avanti per step, per traguardi da raggiungere, ha un Focus orientato al futuro. Mentre avremo nell'altro caso un paziente che parla più dei nipoti, delle tradizioni, della famiglia… Ha un occhio orientato verso il passato.

Ecco, una è una catena performante, che si chiama “guerriera” (PM); l’altra, la AM invece, è una catena più affettiva, dominata dagli schemi di flessione.

Come è strutturato un percorso riabilitativo nel metodo GDS? Intendo, valutazione iniziale, durata delle sedute, frequenza, eventuali follow up.

Il numero di sedute, la posologia, chiaramente cambia con la gravità della patologia, da quanto tempo questa si è instaurata.

Dipende da molti fattori e, non ultimo, dal tipo di terapista che eroga la terapia, cioè dalla struttura comportamentale del fisioterapista!

Questo è un po' più complicato; ci sono due articoli che parlano di terapista introverso e terapista estroverso, sul blog, e invito a leggerli.

Togliendo di mezzo il terapista, che è comunque parte importante, nel nostro studio per esempio facciamo così: io faccio le prime visite, faccio la lunga anamnesi e invio al collaboratore, al collega che è formato in GDS per dei trattamenti due volte la settimana.

Dopo tre settimane li rivedo io, quindi fanno all'incirca una media di 6 sedute.

Poi c'è la possibilità che qualche volta le sedute possano anche diminuire fino a dei mezzi miracoli, in una o due sedute possiamo risolvere un problema; oppure, nel caso di riabilitazione, possono prendere anche da diverse settimane fino a qualche mese, come è normale che sia anche quando si riabilita un crociato.

I tempi sono lunghi perché una cosa è liberare la struttura; liberare è molto semplice, ci sono mille tecniche che liberano. le manovre ad Alta Velocità, i massaggi, gli allungamenti, la fibrolisi, un sacco di cose.

Questa fase è molto veloce e molto semplice. Chiunque ben formato, in pochi secondi riesce davvero a liberare un’articolazione. Altra cosa invece è costruire.

Costruire prende del tempo, cioè far percepire gli appoggi, far percepire gli assi, il movimento, lo schema motorio necessita di più fasi di costruzione.

Prendiamo appunto dal Feldenkrais, prendiamo da Mathias Alexander, prendiamo tecniche di Ehrenfried... Quindi il GDS è molto completo anche nel costruire.

A livello personale, a dir la verità, il “Costruire” non è il mio settore preferenziale. Io sono più un “meccanico” che sblocca e aggiusta ma ho con me delle persone che hanno come prima passione la costruzione della consapevolezza corporea.

E questo sicuramente prende molto più tempo, fino ad arrivare anche a 3-4-5-6 mesi, dipende un po' da quanto è perturbato lo schema motorio della persona, e che grado di lesione nervosa, anatomica questo paziente abbia.

Ho notato che il logo delle catene GDS assomiglia a una stella a 5 punte, che immagino corrispondano alle 5 catene individuate dal metodo. È solo un logo o ha un significato funzionale, come di... interconnessione tra le catene?

Il logo è una mia invenzione, viene fuori dall'uomo di Agrippa, dal “De occulta Philosophia”, un libro molto antico. Mi piaceva perché ha il piede sinistro in rotazione esterna (in linea con la PL che ha una rotazione esterna sinistra) e la rotazione interna destra (come la AL). Poi hai all'estremità i 5 mondi GDS; poi all’interno c'è una stella (è ricco di simbologia quel simbolo).

La stella perché nel metodo GDS una delle strategie terapeutiche è la stella, la strategia della penta-coordinazione.

Quindi, quando si va a lavorare un gruppo di muscoli di un “pallino colorato”, di una catena, automaticamente bisogna andare a lavorare nelle due catene adiacenti. Questo si fa per la penta-coordinazione e per un equilibrio tra i muscoli nei tre piani dello spazio. Agendo con questa tecnica della stella si ha un lavoro prettamente biomeccanico.

Invece nel simbolo c'è anche una specie di “S”, si chiama lemniscata: quella è una strategia più energetica. Poi, al centro, c'è un pentagono rovesciato che abbraccia il bacino: quella è la strategia della ruota, un'altra strategia ancora che permette nel 80% (per esempio) delle lombalgie, di partire dal bacino in un certo modo, tranne in una catena in cui parti da un'altra zona.

Poi c'è un'altra strategia ancora, che è quella dell'onda, a seconda del lavoro che si vuole fare. A volte bisogna semplicemente liberare e allora vai sulla meccanica, vai sulle tecniche di terapia manuale, vai sulla Penta-coordinazione, vai sulla strategia della stella.

Altre volte invece devi costruire, cioè quando manca un pattern motorio, quando il paziente “vive”, abita male il proprio corpo, allora bisogna usare un altro tipo di lavoro e si usa la strategia dell'onda, che è una strategia con una nozione del tempo particolare (Date un'occhiata agli articoli che sono sul blog perché ci sono anche delle cose comportamentali molto carine, una è la nozione del tempo per esempio).

Ecco lì bisogna costruire, quindi si usa un altro tipo di strategia. Quindi ogni strategia (ed è ricchissimo il GDS) va a colpire, va a costruire, va a liberare, va a nutrire determinati settori dell'essere umano, che è sfaccettato. Non siamo solo un insieme di ossa e di muscoli ma c'è una persona che abita all'interno.

La postura ideale e la simmetria. Due concetti spesso ricercati ma forse da rivedere. E la lemniscata che hai appena citato qui è importante, sbaglio? Cioè, per esempio, non è importante che un segmento corporeo abbia un atteggiamento... in intrarotazione ma che abbia comunque la capacità di esplorare tutto il range di movimento. È questo il concetto di lemniscata?

Esattamente Alessandro, proprio così. La libertà di movimento deve essere nei tre piani dello spazio. Il grado di rotazione interna deve essere uguale alla rotazione esterna non tanto nella sua componente misurabile, meccanica, angolare, quanto nella qualità viscoelastica del movimento.

Le qualità della rotazione interna e rotazione esterna devono essere uguali.

La lemniscata è una strategia, un esercizio, che riequilibra tutte le catene muscolari, tramite una sequenza di stiramenti ben precisi che, se fatta in modo appropriato, viene data ai pazienti come mantenimento dopo il trattamento; se viene effettuato in modo veloce (massimo 1-2 secondi per ogni posizione) viene affidata agli sportivi pre-gara perché riequilibra tutte le catene, rende il gesto più fluido e più efficace durante lo sport.

Come si può apprendere il metodo catene GDS?

Facciamo una formazione a Milano, nei locali della scuola di Osteopatia ICOM, in centro a Milano. È molto facile raggiungerla. Sono 33 giorni, 11 seminari da 3 stage ciascuno.

Gli insegnanti sono internazionali, non sono io che insegno, sono solo l'organizzatore e un fan, uno che applica in studio la metodica, ecco.

Gli insegnanti veri hanno una capacità molto elevata, fanno parte del centro di formazione di Philippe Campignion in Francia. Insegnano in tutto il mondo, in Brasile, in Australia, un po' in tutta Europa e anche qui in Italia.

Questa è la terza formazione che facciamo. Ne abbiamo fatte due a Siena, a casa mia. Ho visto che la cosa andava bene e quest'anno ci siamo spostati a Milano.

Va molto bene e il prossimo anno, da gennaio, parte la nuova formazione che saranno 11 stage da 3 giorni ciascuno, e dove verrà assegnato agli allievi tutto il materiale, consegnato tutto il sapere di Godelieve Denis Struyf rivisitato da Philippe Campignion & co.

Molti dei nostri ascoltatori sono neolaureati o studenti in fisioterapia, spesso persi nel mare della formazione. Cosa ti sentiresti di consigliare a questi giovani colleghi?

Sì, mi sento di consigliare essenzialmente di guardarsi dentro, a questi giovani colleghi, di capire bene quali sono le motivazioni che hanno portato loro a fare questo tipo di scelta lavorativa, lavorare con il corpo.

È una cosa che ha che fare con il manuale, l’aggiustare?

L’ego, il prendersi il merito di aggiustare fisicamente le ossa, aggiustare i muscoli? Ok, allora probabilmente siete più portati verso la terapia manuale.

Altri invece hanno come bisogno quello educativo, di educare il movimento, di dare consapevolezza corporea? E allora questi giovani colleghi è bene che si specializzino sulle forme di movimento, il Feldenkrais, o quello che offre il panorama della formazione italiana.

E poi giovani colleghi, potete tentare di capire se avete una mentalità meccanicistica pura, quindi considerate il corpo solamente come delle ossa, dei muscoli a distretti, a pezzi, diciamo così.

La pensate così? Fate dei bei corsi monotematici sulla spalla, sul ginocchio da personalità eminenti della Formazione.

Oppure pensate che una spalla è ben attaccata al bacino, che c'è comunque un'unità nel corpo e quindi a volte per vedere un mal di schiena bisogna vedere i piedi e viceversa?

Quindi se il vostro desiderio è avere un concetto del corpo più come integrazione tra le parti e se questa integrazione viene seguita anche da integrazione psicologica, comportamentale allora vi dico che è ancora meglio, perché il famoso fattore bio-psico-sociale è importantissimo!

Non siamo solo ossa, muscoli seppur uniti, ma siamo delle persone che abitano il loro corpo. Quindi si possono fare delle microesplorazioni, a pezzi, per il corpo e unirle successivamente nel corso dell'esperienza nel corso degli anni.

Unirle insieme nel corso degli anni oppure partire già subito con una disciplina, una metodica che abbracci il corpo intero, che dia degli ottimi strumenti e poi specializzarsi nel campo che poi ciascuno più ama.

Chi ama il ginocchio si farà poi un corso monotematico ma integrato, partendo da una nozione che il ginocchio è attaccato all’anca ed è attaccato alla schiena.

Ecco, tutto questo, mi sento di consigliare.

Ecco, hai citato il Feldenkrais. C’è una qualche affinità tra i due metodi o hanno filosofie completamente differenti?

Sono due cose diverse.

Il Feldenkrais è una forma di autoterapia che consiste sostanzialmente in una auto-scoperta del corpo esplorando lo schema corporeo tramite micromovimenti per poter comandare meglio a livello neurologico le sequenze dei pattern di movimento.

Invece il GDS è una medicina molto più ampia che ha, nella terapia manuale e nella costruzione del vissuto corporeo e nella costruzione della consapevolezza, i suoi elementi cardine. Prevede anche degli esercizi di coscientizzazione corporea, di consapevolezza corporea molto simili al Feldenkrais o addirittura presi dal Feldenkrais, perché il GDS molto spesso prende il meglio di tante medicine.

Solo che le applica alla preferenza del paziente.

La genialità sta proprio in questo, ecco, il GDS prende i migliori tipi di tecniche che ci sono e li adatta alla personalità del paziente, a seconda del loro gradimento.

Una considerazione personale: il punto forte di questo metodo è il legame con la sfera comportamentale, psichica, emozionale, della personalità. Aggiungo anche il legame con la medicina tradizionale cinese. Allo stesso tempo però può essere un punto debole perché molti, presi dallo scetticismo, pur mantenendo la volontà di apprendere un metodo globale, puntano sui classici Mezieres e RPG. Tu cosa ne pensi?

Sì Alessandro, hai ragione, non ci avevo mai pensato.

Può essere un punto di debolezza questa complessità e questa ricchezza del metodo GDS. Ma in realtà è un punto di debolezza solo per i più deboli, perché i più forti sanno che è un punto di forza spaventoso.

Perché si va ad aggiungere, per esempio, dopo le 3 dimensioni, la quarta dimensione che è la dimensione temporale, come ho scritto in un blog.

Quindi tutto ciò è un elemento assolutamente innovativo e che parla delle verità che permeano il mistero del Corpo Umano.

Ecco perché non credo che siamo solamente delle ossa e dei muscoli che tirano tra loro, la tensegrità biomeccanica ecc., ma come ho detto prima, c'è una persona che abita all'interno, con le proprie emozioni, col proprio vissuto personale, che reagisce alle terapie e alle tecniche in modo assolutamente imprevedibile per chi non conosce il metodo GDS e prevedibile e guidabile per chi conosce il metodo GDS.

Quindi le persone che si spaventano oppure hanno bisogno di un elemento basilare, fanno quello che ho fatto io all'inizio: Mezieres e RPG.

Le persone che vogliono veramente approfondire e aumentare la percentuale di successi fino al 92,4%, fanno altro. Dico questa cifra perché questa è stata calcolata nelle statistiche che faccio ogni giorno in studio (noi abbiamo più di 5000 pazienti, eroghiamo una cinquantina di trattamenti al giorno). Queste statistiche ci dicono che il 92,4% dei nostri pazienti sono soddisfatti perché, non solo sono migliorati, ma quelli che sono migliorati sono convinti di essere migliorati per la particolarità delle nostre cure.

Quindi farsi instillare e maturare questa consapevolezza di guarigione è indice di una disponibilità nel farsi curare, possibile solo nelle persone che si sentono trattate bene, si sentono coinvolte nella terapia.

E questo si può fare, a mio avviso, per quello che so io, solo con il metodo catene muscolari GDS, col metodo psico-comportamentale che unisce la biomeccanica del RPG e del Mezieres (e tanto altro) e dell'osteopatia con la psiche e con la superficie (perlomeno ) della medicina tradizionale cinese.

Bene, Fabio, direi che sei stato molto chiaro e che i nostri ascoltatori hanno sicuramente gradito le informazioni che ci hai dato. Grazie per la tua disponibilità e spero di poter collaborare con te in futuro.

Beh grazie a te. Guarda, questa è stata una grossa opportunità per me e ringrazio FisioPodcast perché è una bellissima opportunità, una bellissima realtà e anzi finalmente qualcuno si è svegliato, se n'è accorto che si possono fare anche le cose bene in questo modo.

Saluto tutti quanti e se qualcuno ha dei dubbi o ha necessità di approfondire può venirci a trovare a Verona il 6 ottobre.

È una giornata... chiamiamola giornata promo, ma in realtà eroghiamo sui contenuti molto molto pesanti, molto istruttivi e di contenuto molto carico a chi verrà questa giornata a Verona. E potrà a capire la potenza delle Catene muscolari e perché funzionano. Quindi vi aspetto, cari ascoltatori, tutti quanti a Verona il 6 ottobre 2019.

Ciao a tutti e grazie.

Created By
Fabio Colonnello
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