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IN CAMMINO preghiera mercoledì 15 aprile

Mettiti alla presenza del Signore. Entra nella preghiera ascoltando il canto. Fa' un lento segno di croce. Chiedi allo Spirito la pace interiore e la libertà di cuore per accogliere la Parola che oggi ci viene donata.

Leggi il brano con grande attenzione. Prova a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. Lascia affiorare il tuo sentire, senza censure, senza giudizi.

Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Interroga il testo cercando di coglierne il messaggio essenziale (cosa rivela di Dio, dell'uomo, del mondo, dei valori fondamentali?). Colto il messaggio, applicalo alla tua vita. Che cosa ti dice il testo? Se ti sono d'aiuto, utilizza gli spunti seguenti per meditare il brano.

Si chiude tutto. Tutto finito: si torna a casa. Col passo lento e riluttante di chi s'è visto frantumare il sogno di una vita: da Gerusalemme – terra d'attesa, di trepidazione e di delusa aspettativa – verso Emmaus, il paese del quotidiano, la terra da dove erano partiti, la vecchia vita di mille giorni addietro.

Se ne stanno andando e Lui li raggiunge: il Cielo non rifugge dalle sue responsabilità. Gesù non s'arrabbia, non s'incapponisce, non tiene il muso a quei due viandanti tristi e solitari: semplicemente s'accorge che anche loro non hanno capito. S'immaginavano dell'altro, lo immaginavano un Altro, s'attendevano tutt'altro Messia: non in groppa ad un asino, a carponi col bacile dell'acqua, nudo sul Calvario a farsi sbeffeggiare dall'intera storia di quaggiù. Semplicemente s'aspettavano l'avvento di una forza disumana, che spezzasse il giogo che gravava sui loro cuori, che allontanasse quel fastidioso sospetto d'essere in balia dell'arroganza umana. Loro svuotano il sacco, Lui ascolta e – magari con qualche cenno di capo – fa come cenno di continuare, di raccontare, di raccontarsi.

Poi rilancia l'avventura. E compie il miracolo più ardito, quello d'infiammare gli animi affranti e di far battere i cuori affaticati: mostrando loro come la Croce non fu una cosa incidentale, un fatto di cronaca antipatica. Quel luogo del Cranio – freddo, traditore, funesto – fu il luogo dell'Amore: della riscossa, della pienezza e del futuro che irrompe dentro un presente difficile da decifrare.

Lui parla e loro gli danno retta: ancora, nonostante tutto, a prescindere da chiunque egli sia. Ancora non sanno che Lui è l'Iddio che stanno rimpiangendo e Lui s'allontana – fa finta d'allontanarsi – non aspettando nemmeno un grazie. L'ha fatto così: per amore, perché era giusto, perché quell'amarezza era pericolosa.

E loro si sbugiardano. Bugia che fu preghiera nella sera d'Emmaus: «Resta con noi, si fa sera e il sole tramonta. Forestiero, che tu non abbia a temere l'oscurità». Bugiardi che non sono altro. Era tutt'altro che gli dovevano confidare: «Resta con noi perché ormai ci siamo affezionati. Come faremo a stare senza di te: non abbandonarci anche tu». Chissà: forse non avevano coraggio, o forse fu per pudore, per non arrischiare di sbagliarsi ancora. Fatto sta che Lui rimase e loro capirono il perché di quell'agitazione ch'era andata scomparendo: bastò il gesto del Pane – quella fragranza ch'era la loro storia – per riaprire la memoria, dare spazio al cuore e tornare a sorprendersi. Da Gerusalemme ad Emmaus col cuore affranto: tutto finito. Per poi ripartire, a notte fonda: da Emmaus a Gerusalemme con la trepidante certezza che tutto era vero. Con Cristo non è mai la fine. (Commento: don Marco Pozza)

Anche tu, con i discepoli di Emmaus dì: 'Resta con me, Signore, perchè si fa sera! Sciogli i miei dubbi e le mie incertezze, rivelami la Tua presenza nel pane spezzato, apri i miei occhi perché sappia vedere la Tua presenza, illumina la mia mente perché riesca a comprendere la Tua Parola e accendi nel mio cuore il fuoco del Tuo Spirito perché trovi il coraggio di essere un testimone gioioso del Tuo Amore. Amen'.

Alessandro Forte, il protagonista del film 7 km da Gerusalemme, nel pieno di una crisi esistenziale si reca a Gerusalemme e qui, nei pressi di Emmaus, incontra un uomo, che dice di essere Gesù. Cominciando a parlare con lui, tra stupore e scetticismo, Forte pensa di doversi ricredere e comincia a riandare con la memoria ad alcuni avvenimenti della propria vita professionale e privata... 

Gesù chiama Alessandro per nome e conosce in profondità la sua vita... ancora una volta siamo riportati al cuore della fede cristiana: l'incontro con il Risorto! Una relazione da coltivare e da custodire.

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Ogni giorno, ricordiamoci che la vita è degna anche nella sua ambiguità.

Ogni giorno, amiamo la vita cosi com'è, oltre la disperazione dell'istante, cerchiamo di restituire al finito la sua dignità.

Ogni giorno, accoglienti e attenti, a rendere presente ciò che è lì ad attenderci.

Ogni giorno, vieni nel mio presente, che sia un nuovo inizio di vita che mi sciolga le ali.

Ogni giorno, sia il tempo della pazienza e della tenerezza, il tempo dell'amore per la verità e a sera il frutto sia il pane quotidiano e la tua presenza più forte. (Don Luigi Verdi)

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Credits:

Creato con immagini di Annie Spratt - "Spring time - yeah!" • Jeremy Bishop - "Finding my roots"