Siamo capaci di pensare 27 gennaio 2017 classe 2I

Ricordate Giorgio Prelasca? Ecco un estratto del film che ne racconta la vicenda e una brevissima intervista.

Guardate e ascoltate con attenzione

Qui invece un video di vostri compagni di cui vedremo solo un breve estratto (inizio e dal minuto 2,31 fino al minuto 5,11) che confronta una scena del film con un ricordo vero di Giorgio Perlasca. (ricordate il colonnello SS ...lo ritroveremo)

Questa invece è un estratto della testimonianza di Eichmann "l'architetto" della soluzione finale al suo processo in Israele 1960. L'uomo che Perlasca incontra brevemente, quel giorno, quando salvò i due gemelli dalla deportazione. Otto Adolf Eichmann (nato nel 1906), era stato responsabile della sezione IV-B-4 (competente sugli affari concernenti gli ebrei) dell'ufficio centrale per la sicurezza del Reich. Eichmann non era mai andato oltre il grado di tenente-colonnello, ma, per l'ufficio ricoperto, aveva svolto una funzione importante, su scala europea nella politica del regime nazista: aveva coordinato l'organizzazione dei trasferimenti degli ebrei verso i vari campi di concentramento e di sterminio.

Si difese dicendo che "in fondo si era occupato solo di trasporti"

Hanna Arendt "La banalità del male"

Nel 1961 la filosofa tedesca ebrea Hanna Arendt segue il processo del criminale nazista Eichmann (aveva coordinato la deportazione degli ebrei, fu rintracciato in argentina da agenti israeliani e condannato a morte nel 31 maggio del 1962) e ne riportò un resoconto e diverse considerazioni nel libro uscito nel 1963 "La banalità del male".

Hanna Arendt sostenne che "le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale,  demoniaco né mostruoso".

La percezione dell'autrice di Eichmann è quella di un uomo comune, caratterizzato dalla sua superficialità e mediocrità che la lasciarono stupita nel considerare il male commesso da lui, che consiste, nell'organizzare la deportazione di milioni di ebrei nei campi di concentramento.

Ciò che la Arendt scorgeva in Eichmann non era neppure stupidità ma qualcosa di completamente negativo: l'incapacità di pensare. Eichmann ha sempre agito all'interno dei ristretti limiti permessi dalle leggi e dagli ordini. Questi atteggiamenti sono la componente fondamentale di quella che può essere vista come una cieca obbedienza. Egli non era l'unica persona che, all'epoca dei fatti, appariva normale mentre ci si sarebbe aspettati di vedere davanti a noi dei MOSTRI. La Arendt sostiene che vi era stata una massa compatta di uomini perfettamente "normali" i cui atti erano mostruosi, fra cui anche ebrei stessi che avevano partecipato, tacendo, allo sterminio o tutti i tedeschi che sapevano e avevano taciuto ugualmente.

L'incapacità di pensare non è stupidità: può essere presente nella gente più intelligente e la malvagità non è la sua causa, ma è la conseguenza che causa un grande male. Dunque l'uso del pensiero previene il male. E pensare cosa è ? Essere in grado di colloquiare con se stessi, porsi domande, sentire in sé ciò che è giusto o sbagliato.

La Arendt afferma inoltre: "la mia opinione è che il male non è mai 'radicale', ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare alle radici, ed nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua "banalità"... solo il bene ha profondità e può essere integrale."

Alla fine del nostro percorso torniamo al titolo:

"SIAMO CAPACI DI PENSARE"? Questa volta ve lo pongo come domanda. Voi dovrete rispondere partendo dalle idee e dalle immagini viste insieme.

Consegna: scegli una immagine dai video che hai visto ( Giorgio Perlasca, testimonianza di Eichmann) , descrivila ed esponi qualche considerazione. rispondendo alla domanda: Siamo capaci di pensare?

Perlasca dice" Vorrei che i giovani si interessassero a quel che è successo solamente per pensare. ", Eichmann dice :"non ho pensato, ho eseguito ordini" due uomini, due storie. Cosa li distingue? Tu cosa pensi? Oggi nel 2017 siamo capaci di pensare?

Created By
Sabina Minuto
Appreciate

Credits:

Created with images by simone.onofri - "The 8 block - Auschwitz-Birkenau - Per non dimenticare..." • simone.onofri - "The flower and the death sign - Auschwitz-Birkenau - Per non dimenticare..." • simone.onofri - "Lamp on barbed wire - Auschwitz-Birkenau - Per non dimenticare..." • simone.onofri - "Observation ower - Auschwitz-Birkenau - Per non dimenticare..." • simone.onofri - "AuschHalt signage - Auschwitz-Birkenau - Per non dimenticare..."

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