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S.O.S bullismo e cyberbullismo Vademecum ad uso di docenti, studenti e genitori

Cos'è il bullismo?

Spesso si sente parlare impropriamente di bullismo a proposito di ogni forma di atto violento ad opera di soggetti minorenni. In realtà “Uno studente è oggetto di azioni bullismo, ovvero prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni”.

Perché si possa parlare si bullismo dobbiamo trovarci dunque di fronte ad un'azione fisica o verbale, ripetuta nel tempo e che implichi uno squilibrio di potere o di forza ed in cui la vittima prova disagio.

Non sono invece atti di bullismo quegli atti anche violenti fisicamente o verbalmente in cui i soggetti sono per così dire alla pari (ad esempio due ragazzi si scambiano insulti su facebook o gesti violenti)

l'esclusione è una forma di bullismo

La finalità del bullo è isolare e stigmatizzare un soggetto ritenuto diverso (per motivi di salute, razza, orientamento sessuale, religione ecc.)

Ciò è in aperto contrasto con la nostra Costituzione che all' Art. 3 prevede che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali".

I protagonisti del bullismo tuttavia non sono solo il bullo e la vittima ma esistono anche dei gregari (ossia quelli che partecipano a volte attivamente alle azioni del bullo) e dei testimoni (coloro che assistono alle azioni del bullo senza intervenire) il cui ruolo è comunque importante a definire il contesto.

I vari tipi di bullismo

bullismo individuale quando il bullo agisce da solo sia pure in presenza di testimoni

bullismo di gruppo composto da due o più bulli

bullismo relazionale in cui il soggetto usa il gruppo per i suoi attacchi

bullismo diretto (ad esempio inviando direttamente dei messaggi alla vittima o agendo violentemente nei suoi riguardi )

bullismo indiretto (esclusione dal gruppo, diffusione di notizie denigratorie nei confronti della vittima)

Danni provocati dal bullismo

Nella vittima il protrarsi di atti di bullismo può provocare danni a livello fisico e psicologico come ansia, depressione, perdita di sonno, bassa autostima, calo del rendimento scolastico, atti di autolesionismo che nei casi più gravi possono giungere al suicidio.

Cos'è il cyberbullismo ?

Per cyberbullismo si intende un tipo attacco continuo, ripetuto e sistematico attuato mediante internet, attraverso e-mail, SMS, MMS messaggistica istantanea, immagini, video, chat, post e social networks.

Cyberbullismo e bullismo

Il cyberbullismo, costituisce un fenomeno ancora più grave rispetto al bullismo " classico" perché, essendo connesso all'uso di internet, non conosce limiti di spazio e tempo. La vittima subisce attacchi 24 ore su 24 ovunque si trovi per cui non basta che, ad esempio, smetta di andare a scuola o di uscire per evitare le azioni del cyberbullo in quanto questi può sempre raggiungerlo mediante internet o uno smartphone.

Il cyberbullo, inoltre, non avendo contatto diretto con la vittima, non percepisce gli effetti che i suoi atti possono avere su di lui ed inoltre pensa di poter rimanere anonimo quindi impunito.

Inoltre i suoi atti non avvengono in presenza di adulti (genitori educatori) e quindi si sottraggono al loro controllo.

Se nel bullismo gli atti vengono perpetrati alla presenza dei soli compagni di classe o un gruppo di amici o conoscenti piuttosto ristretto, la diffusione via internet di contenuti ed immagini è praticamente illimitata.

L'anonimato (che comunque non esiste del tutto in quanto si può comunque risalire agli autori del fatto) può spingere anche altre persone ad amplificare l'azione del cyberbullo sollecitate da questi a partecipare alla sua azione con effetti ancora più devastanti per la vittima.

Cyberbullismo proprio ed improprio

a volte azioni di cyberbullismo possono essere utilizzate per amplificare atti di bullismo; si parla in questo caso di cyberbullismo improprio ovvero quando azioni reali vengono amplificate dai mezzi tecnologici

Le tipologie di bullismo e cyberbullismo

Flaming: messaggi online violenti e volgari mirati a suscitare battaglie verbali in un forum.

Harassment (molestie): spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.

Cyberstalking: invio ripetuto di messaggi che includono esplicite minacce fisiche, al punto che la vittima arriva a temere per la propria incolumità.

Denigrazione: pubblicazione all’interno di comunità virtuali di pettegolezzi e commenti crudeli, calunniosi e denigratori, al fine di danneggiare la reputazione della vittima.

Esclusione: escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per provocare in essa un sentimento di emarginazione.

Trickery (inganno) o Outing estorto: registrazione delle confidenze – raccolte all’interno di un ambiente privato creando un clima di fiducia e poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate via web, audio e video confidenziali.

Impersonation (sostituzione di persona): farsi passare per un'altra persona per spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili.

Sexting: invio di messaggi via smartphone ed Internet, corredati da immagini a sfondo sessuale.

Conseguenze a livello giuridico e scolastico

Gli atti di bullismo / cyberbullismo sono dei reati punibili per legge in base a diverse norme previste già nel nostro codice penale come quelle per reati di ingiuria e diffamazione on line (art. 594 e 595 codice penale) molestie (660 c.p), minaccia (612 c.p) violenza privata (art. 610 c.p) stalking telematico (“cyberstalking”) (612 bis c.p) violazione della privacy (art. 167 del Codice della Privacy). La legge del 29 Maggio 2017 "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno di cyberbullismo" ne ha poi definito in modo specifico il reato prevedendo pene più severe (come l'ammonimento da parte del Questore per i minori di età superiore ai quattordici anni) pur considerando che la finalità principale è il reinserimento sociale e l'apprendimento di modelli di comportamento conformi alle norme. Inoltre l'alunno può incorrere nelle sanzioni espressamente previste dal Regolamento di disciplina d'Istituto che possono prevedere l'allontanamento dell'alunno o nei casi più gravi l'espulsione.

A chi rivolgersi?

A livello scolastico esistono delle figure cui fare riferimento nel caso in cui si sia vittime, si sia assistito o si sia a conoscenza di fenomeni riguardanti il bullismo o cyberbullismo. Oltre che ai propri genitori ed ai docenti vi sono delle figure specifiche di riferimento, formate proprio per intervenire nel caso in cui si verifichino episodi di tal genere.

Il Referente del bullismo e cyberbullismo

Il Referente scolastico per quanto riguarda fenomeni di bullismo e cyberbullismo (per il Liceo "G.Marconi" Prof.ssa Marina d'Errico) svolge il compito di accogliere le segnalazioni di docenti, alunni e genitori. Il suo ruolo oltre a quello di informare la comunità scolastica e svolgere azioni di formazione -rivolte ad alunni, docenti e genitori- e pubblicizzazione, è quella proprio di coordinare attività di prevenzione e contrasto del fenomeno, collaborando con enti esterni (servizi sociali e sanitari, forze di polizia). La sua attività si svolge in accordo con altre figure di docenti ed operatori (come la Funzione Strumentale Area Alunni, Prof. Antonio Pece, e la dott.ssa Daniela Landone, psicologa responsabile dello Sportello di ascolto psicologico ) che ne coadiuvano l'azione offrendo un primo supporto ed aiuto.

Cosa possono fare i genitori?

Anche i genitori possono avere un ruolo importante nella prevenzione di tali fenomeni partecipando alle azioni di formazione/informazione, istituite dalle scuole, sui comportamenti sintomatici del bullismo e del cyberbullismo; prestando attenzione al comportamento dei propri figli, vigilando sull’uso delle tecnologie da parte dei ragazzi, con particolare attenzione ai tempi, alle modalità, agli atteggiamenti conseguenti (stati depressivi, ansiosi o di paura legati all’utilizzo di internet o dei social media); prendendo nota delle azioni messe in campo dalla scuola -come i Regolamenti di disciplina e le relative sanzioni -e aderendo al Patto di corresponsabilità.

Cosa possono fare i docenti?

I docenti per prevenire l'insorgere dei fenomeni possono promuovere l’acquisizione ed il rispetto delle norme relative alla convivenza civile e ad un uso responsabile di internet; valorizzare nell'attività didattica modalità di lavoro di tipo cooperativo e spazi di riflessione. In caso invece di situazioni già verificatesi, ne danno immediata comunicazione al Dirigente Scolastico ed al Referente per il bullismo e cyberbullismo.

Cosa possono fare gli alunni ?

E' importante che il contrasto a queste forme di violenza avvenga grazie alla collaborazione degli alunni data l'importanza che il gruppo dei pari assume in età adolescenziale. Ogni alunno può contribuire a creare un clima relazionale più positivo nella scuola aderendo ad iniziative che promuovano la collaborazione e l'integrazione usando comportamenti "virtuosi" che comprendono un uso corretto e consapevole di internet, dei social media e del cellulare sia in classe che in ogni altro contesto -come l'osservanza del divieto di usare il cellulare in classe o di effettuare riprese audio o video all'insaputa degli interessati- . Molto importante è il ruolo che possono assumere i rappresentanti di Istituto, della Consulta Provinciale e delle varie classi per promuovere iniziative che favoriscano condotte sociali positive ed inclusive e scoraggino comportamenti asociali e violenti. Nel caso in cui si sia assistito ad atti di bullismo e cyberbullismo è importante non aver paura di denunciare l'avvenimento alle figure di riferimento non solo per tutelare la vittima, ma anche per il bene dello stesso bullo/cyberbullo che deve prendere coscienza della gravità dei suoi atti per poter a sua volta essere aiutato a reinserirsi in modo più positivo nella società.

Dopo opportuna formazione, gli alunni potrebbero inoltre diventare delle vere e proprie "sentinelle" contro il bullismo e cyberbullismo, coadiuvando le altre figure di riferimento nell'opera di contrasto e prevenzione.

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