Le Centrali Idroelettriche

Tre Georges Dam, Cina. Con la SUA Capacità di 22.500 megawatt e 98,8 terawattora anno Generati OGNI, E L'impianto energetico Più Potente al mondo. Si Tratta Di Una Centrale Idroelettrica alimentata Dalle acque del fiume Yangtze, Nella provincia di Hubei. La diga delle Tre Gole e Una diga per la Produzione di Energia idroelettrica costruita sul Fiume Azzurro, Nella provincia di Hubei in Cina, e rappresenta l'impianto con la maggiore Capacità di Produzione Idroelettrica Mai Realizzato. Completata il 20 maggio del 2006.Secondo affermazioni ufficiali del Governo cinese, la Realizzazione dell'opera sarebbe Stata Necessaria per il contenimento del Rischio di inondazioni Nella parte meridionale del paese, per rendere navigabile l'alto corso del Fiume Yangtze (grazie a Una serie di chiuse, Il Fiume risulterà navigabile per 2.000 Chilometri, favorendo in tal modo Gli scambi Commerciali) e per Produrre Energia elettrica. Il Progetto e stato, fin dal Principio, contestato Dalle Associazioni ambientaliste per l'ELEVATO Impatto ambientale e per l'elevato numero di PERSONE sfollate. La diga ha un'altezza di 185 m ed Una lunghezza complessiva di 2309,47 m. Il bacino E Lungo Piu di 600 km Esteso per PDI 10.000 km² e Contiene 22 miliardi di metri cubi con l'acqua all'altezza Normale di 175 m sullo sbarramento, con Una capienza Massima di 39 miliardi di metri cubi. Aspetti Negativi Per La Creazione del bacino sono stati sommersi Piu di 1300 siti archeologici e MOLTI Centri urbani Che Hanno comportato il trsferimento di circa 1,4 Milioni di abitanti (Sono 116 le località finito Direttamente sott'acqua). Le Autorità Cinesi prevedono il TRASFERIMENTO di Almeno Altri quattro Milioni di PERSONE Dalla zona delle Tre Gole nel Periodo 2008-2023. Molte specie animali e Vegetali Sono scomparse o scompariranno Una causa della Distruzione degli habitat in cui Vivono Una causa dell'inquinamento provocato Dalle industrie locali e dall'eccessivo Traffico navale.dto
Itaipu Dam, Brasile, Paraguay. E Una grande centrale idroelettrica sui confini Tra Brasile e Paraguay. è in Grado di Generare Fino a 98,6 terawattora OGNI anno, il Che la Rende Il Secondo impianto Più Potente al mondo.
Xiluodu Dam Cina.L'enorme centrale idroelettrica, che attinge dalle acque del fiume Jinsha, è stata terminata nel 2014. È lunga 700 metri e alta quasi 300 ed è in grado di generare fino a 57 terawattora ogni anno.
Guri, Venezuela. Una centrale idroelettrica intitolata a Simon Bolivar, lunga oltre sette chilometri e alta 162 metri. Genera ogni anno 47mila gigawattora.
Tucurui, Brasile. Sfrutta la potenza delle acque del fiume Tocantins, nel nord del Brasile, ed è utilizzata (ovviamente) per la produzione di energia e per la navigazione. Ha una capacità di oltre 8mila megawatt e genera ogni anno 21mila gigawattora.
La frana che si stacco alle ore 22.39 dalle pendici settentrionali del monte Toc precipitando nel bacino artificiale sottostante aveva dimensioni gigantesche. Una massa compatta di Oltre 270 Milioni di metri cubi di rocce e detriti Furono trasportati a valle in un attimo, accompagnati da un'enorme Boato. Tutta la costa del Toc, larga quasi tre chilometri, costituita da boschi, campi coltivati ​​ed abitazioni, affondò nel bacino sottostante, provocando una gran scossa di terremoto. Il lago sembro sparire, e al suo posto comparve una enorme nuvola bianca, Una massa d'acqua dinamica alta Piu di 100 metri, contenente massi dal peso di diverse Tonnellate. Gli elettrodotti austriaci, in corto-circuito, prima di esser divelti dai tralicci illuminarono a giorno la valle e quindi lasciarono nella più completa oscurità i paesi vicini. La forza d'urto della massa franata creò causa ondate. La prima, a monte, fu spinta ad est verso il centro della vallata del Vajont che in tal quale punto si allarga. Questo consente all'onda di abbassare il suo livello e di risparmiare, per pochi metri, l'abitato di Erto. La seconda ondata si riversò verso valle superando lo sbarramento artificiale, innalzandosi sopra di esso fino ad Investire, ma senza grosse conseguenze, Le case più basse del paese di Casso. Il collegamento viario eseguito sul coronamento della diga venne divelto, cosi come la palazzina di cemento, a due piani, della centrale di Controllo ed Il cantiere degli operai. L'ondata, forte di più di 50 milioni di metri cubi, scavalcò la diga precipitando a piombo nella vallata sottostante con una velocità impressionante. La stretta gola del Vajont la compresse ulteriormente, facendole acquisire maggior energia. Allo sbocco della valle L'onda era alta 70 metri e produsse un vento sempre più intenso, che portava con se, in leggera sospensione, Una nuvola nebulizzata di goccioline. Tra un crescendo di sensazioni e rumori che diventavano certezze terribili, le persone si resero conto di ciò che stava per accadere, ma non poterono Più scappare. Il Greto del Piave fu raschiato Dall'onda che si abbatte con inaudita violenza su Longarone. Case, chiese, porticati, alberghi, osterie, monumenti, statue, piazze e strade sommerse furono dall'acqua, che le sradicò fino alle fondamenta. Della stazione ferroviaria non rimasero che lunghi tratti di binari piegati venire fuscelli. Quando l'onda perse il suo slancio andandosi ad infrangere contro la montagna, iniziò un lento riflusso verso valle: una azione non Menone distruttiva, il che scavò in senso opposto alla direzione di spinta. Altre frazioni del circondario furono distrutte, totalmente o parzialmente: Rivalta, Pirago, Faè e Villanova nel comune di Longarone, Codissago nel comune di Castellavazzo. Un Pirago Resto miracolosamente in piedi solista il campanile della Chiesa; la villa Malcolm Venne spazzata via con le sue segherie. Il Piave, diventato una enorme massa d'acqua silenziosa, torno al suo flusso normale solista dopo una decina di ore. Alle prime luci dell'alba l'incubo, il che aveva ossessionato da parecchi anni la gente del posto, divenne realtà. Gli occhi dei sopravvissuti poterono contemplare quanto l'imprevedibilità della natura, unita alla piccolezza umana, seppe produrre. La perdita di quasi duemila vittime stabilì un traumatico primato nella storia italiana e mondiale ........... si era consumata una tragedia tra le più grandi commenti che l'umanità potra mai ricordare
dopo il terremoto del 30 ottobre, i cittadini che abitano a valle del lago artificiale di Campotosto (L’Aquila) hanno avuto paura che le antiche dighe costruite un’ottantina di anni fa potessero crollare. Gli ingegneri del ministero delle Infrastrutture preposti alla sicurezza delle dighe e quelli dell’Enel hanno verificato con accortezza: nessun rischio. Solidissime. Ma domenica il presidente della Commissione Grandi Rischi, il fisico Sergio Bertolucci, in televisione ha evocato la parola Vajont. E quindi le autorità, per placare i cittadini, hanno ordinato all’Enel di aprire le paratoie e vuotare quel bacino idroelettrico dal quale si ricava elettricità pulita. Ora è quasi vuoto. Resta nel lago poco più di un terzo dell’acqua, cioè solamente il fondo limaccioso. Il lago di Campotosto è nato nel 1939 (anno XVII e.f.) con la costruzione delle dighe di Poggio Cancelli (terra battuta), di Sella Pedicate (terra battuta con ferro e cemento) e di Rio Fucino (calcestruzzo e ferro). Alimenta diverse centrali idroelettriche tra le quali la più nota è a Provvidenza. Il lago è vasto 14 chilometri quadri e, se pieno, contiene 300 milioni di metri cubi di acqua. Sotto di esso passa la faglia di Campotosto, una fenditura geologica lunga una trentina di chilometri e passa non lontano dalla diga di Rio Fucino. Quando furono costruite le dighe di Campotosto si sapeva benissimo che cosa fossero le faglie e dal 2009, dopo il terremoto d’Abruzzo, quella faglia di Campotosto è analizzata a fondo e non interessa direttamente le fondazioni delle dighe. La diga non è studiata dalla Protezione civile bensì dalla direzione Dighe del ministero delle Infrastrutture, che è l’autorità competente sulla sicurezza dei grandi sbarramenti.
La Diga di Monte Cotugno, sul fiume Sinni in agro di Senise, è stata costruita tra il maggio 1972 e marzo del 1983; l’esercizio sperimentale è iniziato nel luglio del 1983. La diga è del tipo omogeneo realizzata con ghiaie e sabbie, con il paramento di monte rivestito in conglomerato bituminoso per la tenuta idraulica. La diga di Monte Cotugno è una diga costruita negli anni tra il 1970 e il 1982 nel territorio del comune di Senise (PZ) lungo il corso del fiume Sinni. È la più grande diga in terra battuta d'Europa[1]. Il muro della diga misura in lunghezza 1850 m in altezza 60 m, è largo alla base 260 m. La capacità massima di 530 milioni di m³ ne fa la maggiore delle dighe italiane.Entrata in funzione nel 1983 sbarra il corso del fiume Sinni nel punto in cui il letto del fiume si restringe, in corrispondenza di una quota di fondo alveo pari a 194.00 m s.l.m.. La diga è stata progettata per sfruttare l'uso plurimo della risorsa idrica. L'acqua è prelevata dal Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, mediante un impianto di sollevamento posto a valle dello sbarramento e attraverso le derivazioni irrigue del materano e del tarantino, poste lungo il tracciato dell'adduttore del Sinni che si sviluppa per 145 km. L'adduttrice è caratterizzata da un diametro di 3 m ed è in grado di vettoriare circa 19 m³/s di acqua che, oltre alle utenze irrigue, alimenta anche quelle potabili di Basilicata e Puglia, l'impianto di potabilizzazione di Parco del Marchese, oltre a garantire l'approvvigionamento industriale dell'ILVA di Taranto.
(13 febbraio 2017) La diga Oroville si trova a circa 250 chilometri a nord-est di San Francisco, serve per la rete idrica più grande della California fornisce acqua per l'agricoltura alla Central Valley, quella per i residenti e per le imprese nel sud dello Stato. "Una crepa si era formata nello scarico di emergenza, utilizzato dopo che un altro canale di scarico era stato danneggiato dalle forti piogge degli ultimi giorni. Drammatiche e spettacolari le immagini che mostrano le acque del lago di Oroville che straripano in cascate altissime." La struttura è alta 230 metri e, secondo l'allerta diramata dal Servizio metereologico nazionale (Nws), la rottura potrebbe causare "un rilascio incontrollato delle acque del lago di Oroville", uno dei più grandi laghi artificiali della California. Non si conoscono le cause del guasto ma le autorità stanno cercando di colmare il foro con le rocce in modo da ridurre il livello di acqua del lago e diminuire la pressione sullo sfioratore.

Si susseguone le perazioni d'intervento: elicotteri stanno lanciando enormi sacchi di pietre per cercare di riparare la crepa che si è aperta nel bordo della valvola di emergenza. Mezzi per la raccolta dei rifiuti pieni di massi stanno anch’essi svuotando il loro carico sulla valvola danneggiata. Intanto, gli ordini di evacuazione per quasi 200mila residenti, anche se il livello dell'acqua si è abbassato

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