L'arte e lo sport nella civiltà greca Le Olimpiadi e la Magna Grecia

Liceo artistico "G. Chierici", Reggio nell'Emilia.

Anno scolastico 2016 - 2017 Storia dell'arte, classi 1 A, B, C prof.ssa S. Moretti

Facciamo il punto

Dopo aver imparato la nomenclatura dell'arte vascolare, appreso la terminologia architettonica (sia dei tre ordini sia dei singoli componenti), aver assunto il significato della scultura di epoca arcaica (caratterizzata delle tre scuole: dorica, attica e ionica), le peculiarità di quella severa ed aver introdotto l'architettura di epoca classica con lo studio della sezione aurea in Storia dell'arte, gli studenti dovrebbero essere maggiormente consapevoli della CRONOLOGIA relativa alla civiltà greca (dall'epoca di formazione - XII secolo a. C. - sino alla crisi propria del periodo ellenistico - che si concluderà col 31 a.C.), sinonimo di modello della nostra civiltà occidentale.

L'obiettivo è che la loro conoscenza si arricchisca progressivamente - e consapevolmente- di punti di vista differenti in relazione a quegli stessi contenuti artistici, storici, mitologici e letterari acquisiti anche grazie allo studio dell'Epica e della civiltà greche (lezione Arte e letteratura nella Grecia classica).

Gli studenti hanno, inoltre, compreso come la matematica pitagorica, frutto del ragionamento basato sull'osservazione della realtà, si sia tradotta dal pensiero astratto nel disegno geometrico, ovvero nella perfezione delle forme individuata dai greci: è la sezione aurea presente sia in natura sia nell'arte.

Italiano, Storia e cittadinanza, Geografia, Religione, Matematica, Disegno geometrico, Educazione fisica... sarà possibile che le idee di tutte queste materie siano espresse all'interno della disciplina di Storia dell'arte?

Se si dice che

un'immagine vale più di mille parole

tuttavia è pur vero che

si vede solo ciò che si conosce.

Prima di procedere oltre, facciamo un indispensabile RIEPILOGO delle conoscenze necessarie dal punto di vista storico - cronologico col prossimo video:

CRONOLOGIA

I. Periodo di formazione (o geometrico) ovvero dal XII alla metà VIII secolo a.C.:dall'epoca buia del "medioevo ellenico" alla nascita delle città- stato elleniche (XI-IX secolo a.C. le poleis sono il nuovo modello urbano e sociale), ha così iniziò la produzione ceramica di tipo prevalentemente geometrico poi anche figurativo non solo schematico (gusto orientale).

II. Periodo arcaico ovvero dal VII secolo a.C. sino alla Battaglia di Salamina del 480 a.C.. Epoca in cui si diffonde la costruzione dei templi e, sia in scultura sia in pittura, si ha la prevalenza della figura umana quale soggetto, si svolge il perfezionamento delle tecniche di costruzione dei vasi, si ricordi la pittura della ceramica a figure nere (dal VI secolo a.C) e a figure rosse (dalle fine del VI secolo a.C. in poi). Già dal VIII, ma ancor più dal VII-VI secolo a.C., con lo sviluppo del commercio verso il Vicino Oriente e l'Asia Minore, si perfeziona l'autonomia delle poleis: nascono le COLONIE (città fondate da individui provenienti da un altro luogo) in Magna Grecia cioè nei territori dell'Italia meridionale (come Taranto, colonia della città dorica di Sparta: vedremo i reperti della Tomba dell'atleta) e le terre bagnate dal mar Mediterraneo (come le coste spagnole e francesi), o le coste del mar Nero o le coste dell'attuale Turchia in Oriente.

III. Periodo classico ovvero l'epoca aurea o Età dell'Oro quella del governo di Pericle ad Atene: Ictino e Callicrate costruiscono il Partenone sull'Acropoli con la soprintendenza di Fidia. Policleto inventa il Canone.

Dal 480 a.C. al 450 a.C. si inserisce in questo periodo lo stile severo (sparisce il sorriso arcaico nelle sculture che si impossessano sempre più della tridimensionalità del volume), poi si sviluppa dopo la metà del V secolo a.C. per concludersi con la morte di Alessandro Magno (323 a.C.).

IV. Periodo ellenistico è il periodo della crisi, ovvero dal 323 a.C. al 31 a.C., data della fine dell'ultimo regno ellenistico, quello dell'Egitto tolemaico (con capitale Alessandria), conquistata da Roma. La scultura esprime grande pathos e movimento (Prassitele e Scopas, oltre a Lisippo sono i protagonisti), l'architettura ricerca soluzioni monumentali è fortemente decorative.

Ripassati i PREREQUISITI, eccoci al tema della nuova lezione:

partiamo, allora, dalla locuzione latina (parte della decima satira del poeta romano Giovenale)

mens sana in corpore sano

cioè "mente sana in un corpo sano", Giovenale (Satire, X, 356).

L'idea è che CORPO e ANIMA possano crescere e svilupparsi soltanto insieme. Nel mondo greco, infatti, l'attività fisica e agonistica non sono intese per un fine di lucro e nemmeno intese per ottenere fama o puro edonismo.

Nell'antica Grecia, la cura del corpo raggiunta con l'esercizio fisico era fondamentale nell'educazione dei giovani. Il corpo per i greci era lo specchio dell'anima e l'uomo virtuoso non poteva che essere anche bello.

MAPPA MENTALE della lezione

Lo sport:

Origine della PAROLA

La parola sport deriva dal francese antico "DESPORT" che significa divertimento.

Tuffati... in quest'arena profonda, se la spargono addosso l'un l'altro, e vi si dimenano e vi razzolano come galli nella polvere. (Luciano di Samosata)

DATA e LUOGO di nascita

Giochi e gare atletiche si svolgevano sin dall'epoca degli egizi e dei minoici, famosi per la tauromachia conosciuta già da II millennio a.C.. nell'isola di Creta, o in età micenea in occasione di riti funebri (se vuoi saperne di più vedi il video "La vera storia dei giochi olimpici", é in spagnolo ma puoi fare uso dei sottotitoli in italiano), ma la pratica "autentica" dello sport iniziò in Grecia, nel Peloponneso, all'epoca delle poleis (dall'età di formazione VIII secolo a.C. poi con l'età arcaica VII-VI sec. a.C. con la diffusione delle colonie).

Gli atleti partecipavano a gare organizzate all'interno di cerimonie religiose che si svolgevano nei principali santuari ellenici: nel santuario di Zeus a Olimpia o Nemea, nel santuario di Apollo a Delfi, nel santuario di Poseidone a Corinto.

I giochi olimpici, cioè di OLIMPIA, furono fondati nel 776 a.C., in onore di Zeus, e sono i più noti: si svolgevano per cinque - sette giorni. Coinvolgevano ogni quattro anni tutte le città greche e le colonie asiatiche e italiche. Qui i giovani si educavano alle diverse discipline all'interno di ambienti specifici.

Il ginnasio: luogo sacro -dedicato a Eracle (dio che rappresenta la forza fisica e il coraggio) ed Ermes (dio emblema di intelligenza ed eloquenza), divinità tutelari dei giovani- dove i ragazzi praticavano esercizi atletici, dove si allenavano i corridori.

La palestra: cortile porticato, che divenne spesso il centro del ginnasio, attorno al quale si disponevano ambienti nei quali praticare le specialità sportive (locali attrezzati per le unzioni degli atleti, i bagni a immersione e a vapore, biblioteche e auditori destinati a scuole filosofiche, come accadde a quella importante che trovò sede ad Atene).

Disegno che mostra l'educazione (atletica, musicale, culturale) ricevuta dai giovani nel ginnasio
Ginnasio di Olimpia, fine del III - inizio del II secolo a.C..

Il ginnasio era in origine un luogo dove i giovani greci, fra i diciotto e i tren'anni, si preparavano al combattimento nelle falangi oplitiche (la falange è un'antica formazione di combattimento composta da fanteria pesante i cui soldati sono armati di lance o picche, scudi e spada. L'oplita era un soldato della fanteria pesante dell'antica Grecia).

Il ginnasio di Olimpia era composto da un gran cortile quadrangolare, circondato da portici, affiancato a sud da una palestra a peristilio, con vari ambienti aperti sui portici e dotati di sedili lungo le pareti. Il porticato orientale del ginnasio, suddiviso in due navate da colonne doriche, era lungo 210 metri, per consentire gli allenamenti di corsa su una distanza pari a uno stadio e lasciare in più lo spazio necessario perché gli atleti potessero girare e tornare indietro senza ostacolare quelli che seguivano.

DOVE nasce?

Nasce ad Olimpia in Grecia, dunque, più avanti capiremo anche il perché (ARTE, architettura).

Nel video una ricostruzione virtuale (da Second Life) dell'antica città greca:

L'attività fisica era praticata dagli atleti nudi, appunto, la parola ginnastica deriva dalla parola greca "GUMNOS" cioè nudo.

Ricostruzione ideale di un ginnasio ispirata al ginnasio di Sicione (da Settis 202, Atlante).

Gli antichi greci credevano che praticare sport ed avere un corpo ben allenato facesse piacere agli dei, pertanto onoravano le divinità con gare ed eventi atletici che furono all'origine della Olimpiadi.

Per ripassare le principali divinità greche e comprendere meglio il legame con l'arte e lo sport, premi il titolo qui sotto e vedi il breve video.

Come abbiamo già appreso, i primi giochi di Olimpia si svolsero per la prima volta nel 776 a.C., diverse le ipotesi che mirano a spiegare ne il motivo. Il primo documento scritto che può riferirsi alla nascita delle Olimpiadi parla di una festa con una sola gara: lo STADION (gara di corsa). La loro importanza è sottolineata dal fatto che i greci contavano gli anni a partire da quella data. Essi erano una festa in onore di Zeus. Infatti, il primo giorno delle gare ad Olimpia, gli atleti e i giudici prestavano un giuramento alla statua di ZEUS conservata nella cella del Tempio di Zeus: gli atleti garantivano di essersi allenati per dieci mesi e promettevano di non violare le regole. I giudici giuravano di arbitrare onestamente. Immaginiamo che i primi partecipanti correvano una corsa chiamata "Stadion" (percorso pari alla lunghezza della stadio, lungo circa 190 metri). Alle estremità della pista furono realizzati "blocchi di partenza" (venti lastre di pietra sagomate con due scanalature parallele che servivano come presa per i piedi scalzi dei corridori).

Stadion di Olimpia, qui si disputavano numerose gare di corsa. Disponeva di una piattaforma di pietra dove si sedevano i giudici, il pubblico si sedeva direttamente sui pendii erbosi della collina naturale disposti ai lati della pista di terra battuta. Aveva una capienza di 40.000 spettatori.
Particolare di Kylix attica a figure rosse, con Atleta che si prepara al salto in lungo, da Vulci, 510 a. C. circa, Parigi, Louvre. Il salto in lungo non veniva praticato come specialità singola ma, insieme alla corsa, al lancio del disco, al giavellotto e alla lotta, facevano parte del Pentathlon, considerata la più completa delle discipline sportive dell'antichità. L'atleta impugna gli ALTERES, manubri di pietra o metallo, che venivano portati avanti nella fase di dincorsa e di stacco per prolungare lo slancio del salto.

Con il passare degli anni si aggiunsero altri sport come il Pugilato, il Pentathlon. Quest ultimo era un insieme di cinque gare: il salto in lungo, la corsa, il lancio dell disco (che consisteva nel lanciare un disco di bronzo, marmo o di ferro il più lontano possibile), il lancio del giavellotto (che consisteva nel lanciare una lancia legata ad una cintura di cuoio per far sì che il lancio fosse più dritto) e la lotta libera. Facevano parte dei giochi olimpici anche la corsa dei cavalli e quella dei carri. I vincitori erano oggetto di ammirazione ed erano immortalati in poemi e statue, i vincitori venivano premiati con una corona d'alloro (a Delfi) o d'ulivo (ad Olimpia). I giochi si svolgevano ogni quattro anni ed imponevano la sospensione dei conflitti in tutta la Grecia. Potevano cimentarsi nelle gare solo i cittadini liberi per via dei lunghi allenamenti.

Giavellotto, il tiro della lancia (pittura vascolare a figure rosse)
Corsa coi carri, la corsa e la corsa coi cavalli (pittura vascolare a figure nere)

Come si praticano le varie discipline olimpioniche?

Il Pugilato è la disciplina conosciuta da tutti ancora oggi.

Il Pentathlon è sinonimo delle cinque specialità olimpiche, comprende: il lancio del disco, cioè al lancio del bronzo circolare che, per vincere, si deve lanciare più lontano possibile, il lancio del giavellotto consisteva nella maggior distanza raggiunta dalla lancia spinta in avanti, il pancrazio è una sorta di lotta tra due persone che hanno lo scopo di far cadere l'avversario, il salto in lungo consisteva nel balzare un lungo salto dopo una rincorsa, infine, la corsa anche essa è semplice, arrivare per primi da un punto ad un altro di un percorso... ma all'epoca, ricorderete, si gareggiava nudi.

All'inizio di ogni gara gli atleti si cospargevano il corpo con oli, come puoi vedere dalla ricostruzione nel video (in inglese ma puoi attivare i sottotitoli).

Il gusto per la competizione era assai sentito: ci furono, oltre a quelle atletiche, gare di poeti, di cantori, di pittori, di scultori. Questo gusto si è trasmesso nel mondo dell'Occidente. Infatti, ogni artista da noi è in gara con altri e deve dimostrarsi sempre innovativo e differente. In Oriente, invece, è più stimata la capacità di mantenere in vita la tradizione.

Discobolo, che significa "lanciatore del disco", opera dello scultore Mirone
Mirone: ritmo e respiro, sintesi pagine 117-119 del manuale in uso.
Disco da lancio in bronzo, Lanciatore di giavellotto, da Egina, 470 a.C. circa, Berlino, Antikensammlung. Disco con probabile funzione di ex voto, oggetti dedicati dagli atleti vincitori agli dei posti nei santuari.

Video di pochi minuti che riassume la vita e l'opera dell'artista greco Mirone, autore di epoca severa, l'autore del Discobolo

Per ripassare col sorriso la nascita delle Olimpiadi, vedi qui sotto il video a cartoni animati di tre minuti.

L'arte:

Le arti avevano, quindi, una stretta connessione con la religione. Eccellenti manufatti venivano prodotti sia come dono per gli dei (kouroi e korai o altri soggetti simbolici con funzione di ex voto), sia per l'uso quotidiano (decorazioni dei vasi). I greci furono esperti artigiani, grandi artisti. I filosofi ammiravano l'arte e l'architettura.

Ricorda il Partenone sull'Acropoli di Atene (collezione di video link sul Registro alla lezione "Introduzione alla sezione aurea")

Tra la vittoria sui Persiani (479 a.C.) è l'inizio della guerra del Peloponneso (431 a.C.) la città di ATENE si afferma sia politicamente sia culturalmente.

La ricostruzione dei templi incendiati e distrutti in Attica dai Persiani non vengono ricostruiti, a monito del pericolo permanente: solo dopo la pace di Callia (449 a.C.) CADE il divieto di ricostruire gli edifici sacri distrutti dai Persiani. Sotto la guida politica di Pericle e l'apporto di personalità artistiche come Fidia la città di Atene raggiungerà l'egemonia che la pone in epoca classica a modello di perfezione. Le rivalità tra tra poleis condurrà però alla Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) che divide la Grecia indebolendola.

Prima della ricostruzione degli edifici sacri (che inizia dal 449 a.C.) solo ad OLIMPIA era rimasto integro un grande edificio sacro: il Tempio di Zeus.

Linea del tempo: il Tempio di Zeus e le altre opere greche di riferimento per orientarsi
Ricostruzione ipotetica del Tempio DORICO di Zeus ad Olimpia, circa 460 a.C..

Tempio di Zeus ad Olimpia. La struttura del tempio di ordine dorico, la pianta presenta una peristasi di 6x13 colonne, ha sia il pronao sia l'opistodomo, con due colonne e ante allineate con le colonne della peristasi (osserva e riconosci gli elementi architettonici nell'immagine della pianta dell'edificio posta qui sotto).

Pianta del Tempio di Zeus a Olimpia
Frontone occidentale del Tempio di Zeus. Vd. in Booktab il video sulla scultura frontonale

Sculture

Sin dal Periodo arcaico (VII - VI secolo a.C.) la raffigurazione della figura umana è il tema principale della scultura greca. Al centro dell'interesse della cultura greca è l'uomo inteso come

misura di tutte le cose

secondo le parole del filosofo Protagora.

La scultura a tuttotondo (lavorata su tutti i suoi lati, a 360 gradi) esisteva già nelle civiltà dell'Egitto e della Mesopotamia, l'innovazione greca sta nel superamento del contenuto magico e culturale di quelle civiltà teocratiche.

Gli scultori crearono le statue con diversi materiali: prima in legno o pietra (Periodo di formazione) poi in marmo (Periodo arcaico) e in bronzo (Periodo classico). Le sculture avevano corpi rappresentati in modo sempre più armonioso (a seconda dello stile delle differenti scuole) dall'aspetto giovane, sano e forte. Il soggetto privilegiato era la divinità: maschile e femminile, entrambi erano rappresentati con statue grandi o piccole ma tutte dall'aspetto umano. Erano raffigurate con atteggiamenti relativi al loro ruolo sul monte Olimpo: ZEUS con un lampo in mano, POSEIDONE con il suo tridente, AFRODITE mentre emerge dalle onde.

La scultura riprodotta qui sotto potrebbe essere Poseidone o Zeus.

Cosiddetto Zeus (o Poseidon) ritrovato nei fondali marini presso Capo Artemisio (nell'odierna Eubrea, Grecia), circa 460 a.C.. Bronzo, h. 209 cm. Sintesi delle pp. 112-113 del manuale in uso.

Alla statua bronzea, fusa con la tecnica della CERA PERSA, manca infatti l'attributo necessario per il riconoscimento certo del soggetto. Se fosse stato ritrovato il TRIDENTE o il FULMINE stretto dalla mano destra della statua avremmo risolto il caso.

L'opera CRONOLOGICAMENTE e STILISTICAMENTE risale al periodo tardo severo, infatti, si colloca alla fine del periodo severo, quel momento di passaggio tra la fine del Periodo arcaico e l'inizio del Periodo classico: 470 - 460 a.C..

Le sculture in Grecia venivano costruite in rame, pietra, marmo, oro, argento, avorio, bronzo, legno ma venivano dipinte per farle sembrare umane.

Ricostruzione colorata ipotetica della testa del Bronzo A di Riace - dettaglio policromo del volto del Bronzo A, circa 450 a.C.. Bronzo, h. 198 cm. Reggio Calabria, Museo Nazionale della Magna Grecia.

Con Policleto prende avvio il Periodo classico, l'autore del Doriforo (portatore di lancia), scrisse un importante trattato sulle proporzioni dell'anatomia umana: il Canone.

Le diverse versioni (copie) del giovane atleta portatore di lancia (lanciatore del giavellotto durante i giochi sportivi) sono riconducibili al Doriforo di Policleto, la scultura infatti è l'espressione del trattato, che teorizza i temi della bellezza e dell'armonia, chiamato Canone (450 a.C.)
Sintesi del manuale in uso, pp. 120-122 vol 1.
1^ fig. PROPORZIONI (testa 1/8 del corpo). 2^ fig. PONDERAZIONE (distribuzione del peso). 3^ fig. CHIASMO (bilanciamento ad X elementi portanti/ riposo)

Il più noto scultore del Periodo ellenistico fu Lisippo, autore prediletto da Alessandro Magno. La ponderazione di Policleto viene superata con le nuove proporzioni del corpo: la testa è piccola nei confronti del corpo, la scioltezza dei gesti dimostra il dominio dello spazio circostante.

Lisippo, Apoxyomenos, copia romana dell'originale del 320 a.C., marmo, h. m 2 (Roma, Vaticano, museo Pio-Clementino). L'originale bronzeo della statua che rappresenta l'atleta nell'atto di detergersi con un raschiatoio (stringile) venne portato a Roma dalla Grecia ed esposto alle terme di Agrippa.
Atleta che si deterge con lo STRIGILE (strumento metallico mancante nella scultura) dopo la gara per eliminare l'olio dal corpo.
Due atleti dipinti a figure rosse fanno uso dello STIGILE, dettaglio di un Kylix del V secolo a.C.

Bassorilievi

Le regole della lotta o pancrazio, che faceva parte del Pentathlon, erano molto rigide: partendo dalla posizione eretta, gli atleti si affrontavano testa a testa, allungando le braccia, e tentavano di atterrare l'avversario; l'atterramento doveva avvenire tre volte perché fosse proclamata la vittoria. (Scena di lotta. Bassorilievo messo alla base di una statua a rilievo, 510-500 a.C.. Atene, Museo Archeologico Nazionale)

Anche i bassorilievi venivano costruiti in diversi matieriali con altrettante tecniche: marmo, avorio (scolpiti), oro, argento, rame, bronzo (fusi o sbalzati e cesellati); in questo caso, vedi sopra l'immagine, il bassorilievo rappresenta una scena di combattimento nella quale due uomini si spingono a vicenda. Il blocco di marmo viene prima sbozzato, poi rifinito sempre più nei dettagli col fine di far emergere i corpi ben definiti nei particolari anatomici e nell'articolazione dei movimenti ginnici. Spesso i rilievi venivano dipinti per rendere maggiormente naturalistico l'effetto di imitazione del soggetto (in questo caso la lotta dei due atleti), obiettivo degli artisti diventa la ripresa del vero naturale.

Vasi dipinti

I vasai modellavano splendide anfore, crateri, kylix, rython e le decoravano raffigurando scene eroiche o di vita quotidiana. Le migliori ceramiche greche venivano prodotte ad Atene dove si trovava un'argilla di qualità che assumeva uno splendido colore rosa, se bollita. I vasai lavoravano in un quartiere chiamato "KERAMEIKOS" e dalle loro botteghe uscivano in gran numero terraglie lavorate per l'uso interno e per l'esportazione.

Stile delle ceramiche. Nel Periodo di formazione tra il 1000 e il 700 a.C. erano di moda i motivi geometrici (losanghe, svastiche, meandri, spirali, scacchiera). Lentamente, verso il 700 a.C., diventarono in voga i ritratti e motivi orientali.

L'interpretazione dei dettagli nelle opere d'arte ci guida verso la comprensione di realtà misteriose. L'occhio, ad esempio, era un simbolo importante nell'antica Grecia, che dava vita e potere agli oggetti: le statue avevano occhi dipinti; gli occhi presenti sulle navi da guerra facevano da magica guida.

Decorazione e pittura a figure nere sulla pancia di Kylix (coppa utile per bere ai banchetti).

I vasi erano solitamente fatti di argilla modellata (uso del tornio) e cotta (terracotta) ma a volte venivano fatti anche con materiali più resistenti, come quelli metallici (tecnica dello sbalzo e cesello).

I soggetti dei vasi potevano essere scene olimpioniche (guarda sotto), altre volte scene di caccia, scene mitologiche, scene religiose o tratte dalla vita quotidiana.

Come noto, i vasi a figure nere avevano le figure scelte per il racconto dipinte con il colore nero sulla base della terra cotta.

Vaso greco a figure nere con Scena di pugilato

I vasi a figure rosse avevano le figure scelte per il racconto dipinte con il colore della base colore della terra cotta, lo sfondo veniva dipinto di nero per far risaltare col rosso i colore dei corpi.

Vaso greco a figure rosse con corsa con le fiaccole

Tomba di ginnasta (atleta di Taranto)

Tomba dell'atleta di Taranto

L'atleta di Taranto é un soprannome dato ad un uomo aristocratico, perchè aveva ricevuto un'importante e ricca sepoltura, vissuto a Taranto forse intorno al V secolo a.C. campione di molti giochi olimpici. Alla morte dell'altleta venne sepolto in una tomba molto decorata con al suo interno: il corpo dell'atleta e le quattro anfore sopra alle quali erano rappresentate le sue abilità da ginnasta.

La tomba venne ritrovata il 9 dicembre 1959. Dagli studi archeologici si desume che l'atleta fosse alto 170 cm, pesasse 77 kg., avesse capelli mori e ricci, gli occhi scuri e il fisico possente. Il ritrovamento avvenne in via Genova al numero 9 di Taranto. L'atleta tarantino fece quattro giochi panatenaici ad Atene. Sopra alle alle quattro anfore (una è andata dispersa) che erano all'interno della tomba erano raffigurate le vittorie raggiunte nel lancio del discosalto in lungotiro del giavellottocorsa e lotta. L'atleta si presume sia morto a 35 anni e, dai reperti archeologici studiati si è scoperto che si cibava di frutta, cereali, pesce e poca carne.

La Tomba dell'Atleta di Taranto conservata al Museo Archeologico di Taranto (MARta)
Anfore con rappresentazioni del lancio del disco, corsa e lotta dipinte a figure nere.

Magna Grecia

All'incirca per tre secoli, dalla metà dell' VIII fino alla metà del V secolo a.C., i greci migrarono lungo le coste del mar Mediterraneo sino al mar Nero creando colonie.

Le colonie sono luoghi dove un popolo, partendo dalla madre patria con l'intento espansionistico, si fermava per creare una sorta di "accampamento", un luogo che fosse punto di riferimento in cui, al ritorno dai viaggi, si poteva fermare tranquillo facendo pause che diedero luogo alla fondazione delle città con stretti legami con le terre l'origine dei popoli fondatori.

Taranto è detta la più importante colonia greca fondata dagli spartani perchè, come dimostra l'altleta tarantino, è diventata una sede di cultura aristocratica, quindi deteneva molteplici risorse, a quei tempi, infatti, la città era ritenuta in posizione strategica.

Espansione delle colonie greche.

BIBLIOGRAFIA:

G. Cricco, F.P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte. Versione arancione, vol. 1. Zanichelli, Bologna 2016.

A. A. V. V., Approfondimento LO SPORT in La grande storia dell'arte. 14 L'ARTE GRECA, E-ducation.it S.p.A., Firenze 2006, pp. 156-157.

S. Ratto, Sport in Dizionari delle civiltà. Grecia, Electa, Milano 2006, pp. 197-208.

G. Calandra Buonaura, M. N. Passaglia, Come nasce SPORT E GIOCHI, Franco Cosimo Panini, Modena 2008, pp. 10-11.

E. Bairati, A. Finocchi, La Magna Grecia in Le ricche miniere. Percorsi di storia dell'arte 1. Il mondo antico, Loescher, Torino 2000, pag. 64.

M. Pope Osporne, N. Pope Boyce, Guida all' antica Grecia, Ed. La Magica Casa Sull' Albero

A. A. V. V., L'antica Grecia, Ed. Istituto Geografico De Agostini, collana In Primo piano

G.P. Panini, Il grande libro della Grecia, Ed. Mondadori

SITOGRAFIA:

https://it.wikipedia.org/wiki/Atleta_di_Taranto

www.tarantomagna.it/cosa-vedere-taranto/atleta-di-taranto-chi-era-davvero-

www.pugliain.net/taranto-capitale-magna-grecia/

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