Una valle senza pace Indiani e cowboy uniti per salvare la Peace River Valley

La firma in estate di alcuni permessi di deviazione delle acque da parte del governo Trudeau ha dato il primo via libera ufficiale del nuovo governo canadese alla costruzione della diga Site C, un mega progetto ereditato dal passato che prevede di allagare un centinaio di chilometri di vallate nella zona fra Hudson's Hope e Fort St. John. Ricorsi in tribunale, petizioni anche di Amnesty International, scioperi della fame, alleanze fra tribù di nativi, allevatori e amministrazioni comunali: nulla sembra fermare il progetto della BC Hydro, azienda energetica di bandiera della British Columbia.

I campi e la fattoria dei Boon, che hanno ricevuto l'ordine di sgomberare entro Natale 2016

La costruzione della diga porterebbe il letto del fiume ad allargarsi fino a 3 volte. Si perderebbero per sempre pregiati terreni agricoli, sepolcri e luoghi sacri ai nativi, sponde ricche di foreste e di un ecosistema unico a quelle latitudini. Abbiamo visto cactus e coltivazioni di meloni in una zona dove a pochi chilometri di distanza d'inverno si toccano i -40° C: l'erosione nei millenni ha adagiato il Peace River sul fondo di una trincea protetta dai venti in grado di creare un microclima complesso. Tutto questo andrebbe perduto per sempre, e il bacino idroelettrico che per quasi un centinaio di chilometri sostituirebbe la Peace River Valley sarebbe invece una massa di acqua sterile in grado di influire negativamente sul clima con emissioni di metano e livelli di umidità eccessivi. Tra i primi a dover sgomberare casa e terreni, Arlene e Ken Boon nella piana di Bear Flats, dove una nuova strada dovrebbe sostituire l'attuale che corre più a sud. L'esproprio è avvenuto a dicembre 2016.

Centinaia di persone si danno appuntamento ogni anno per la Paddle for the Peace, la regata di protesta contro la diga. Arrivano anche dalla lower mainland, le zone più popolose del sud della British Columbia, a oltre mille chilometri di distanza.

"Indiani e cowboys insieme", è l'amaro slogan coniato sul posto

10 anni di cantieri e 70 anni per pagare i costi di costruzione: questi i costi della Site C. Ma non si sono calcolati i costi concreti degli espropri e i costi "immateriali" della perdita di un'intera vallata, ricca di terreni agricoli e siti archeologici, nonché luoghi sacri e sepolture dei nativi.

L'installazione "di scuse" presso l'altra grande diga sul Peace River: "Lo chiamano progresso, per noi si chiama distruzione". La diga WAC Bennett, costruita alla fine degli Anni Sessanta, fu un trauma per le popolazioni indigene e per migliaia di animali, visto che il bacino artificiale interrompe le rotte migratorie di decine di specie selvatiche.

Le stesse conseguenze si avrebbero sul Peace River con la Site C.

Tra gli animatori più attivi dell'annuale raduno "paddle for the Peace", il capo tribù Chief Roland Willson dei West Moberly First Nations. Nel primo episodio della serie, Chief Willson racconta dell'impatto della diga Site C sulla cultura e sulle tradizioni dei nativi.

Il cantiere della diga a novembre 2016. Sono già stati disboscati 900 ettari di sponde, pari a quasi mille campi da calcio.

Porteremo la diga al punto di non ritorno (christy Clark, premier della BC)
Created By
paola rosà
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