Marcel Proust Borgognoni - Ferrero - Tittarelli

La Vita

Marcel Proust nasce ad Auteil, periferia di Parigi, Il 10 luglio 1871.

Egli nasce da una famiglia benestante: il padre era un importante medico, mentre la madre era figlia di una ricca famiglia ebraica.

Gli studi e la passione per la letteratura

Proust studia con profitto in uno dei più noti licei parigini affrontando poi gli studi di Giurisprudenza, al termine degli studi svolge per poco tempo il lavoro di avvocato, ma la sua passione per la letteratura prende il sopravvento, accetta quindi un lavoro da bibliotecario, cominciando a frequentare dei salotti molto importanti, Proust, conosce anche lo scrittore inglese Oscar Wilde.

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Ritorno a Parigi

Torna poi a Parigi, dove soffre sempre di più di crisi asmatiche, infatti la madre, molto protettiva, non accetta i suoi forsennati ritmi notturni di scrittura.

Nel 1903 muore il padre e successivamente, nel 1905, muore anche la madre, questi gravi lutti lo sconvolgono tanto che comincia ad isolarsi, inizialmente rimane in isolamento terapeutico in una clinica per cercare di condurre una vita più sana, visti i suoi problemi asmatici, dopo di che si trasferisce in un hotel di Versailles dove vive in solitudine, ed infine va ad abitare a casa di un parente materno.

Nel 1909 inizia la stesura del suo romanzo più importante “le Recherche” (Alla ricerca del tempo perduto).

Nel 1910 si trova a Cabourg, dove fa ricoprire completamente la sua stanza di sughero, così da tenere fuori tutti i rumori esterni. Ospita con lui il suo autista Alfred Agostinelli con il quale avrà anche una relazione sentimentale.

Stanza di Marcel Proust

La sua salute però peggiora, arrivando a condizioni critiche nel 1922 quando muore a seguito di una polmonite.

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

INTRODUZIONE

Alla ricerca del tempo perduto (À la recherche du temps perdu) è l'opera più importante di Marcel Proust, divisa in 7 volumi scritti tra il 1909 e il 1922 e pubblicati tra il 1913 e il 1927.

I 7 Volumi:

  • Dalla parte di Swann (1913),
  • All’ombra delle fanciulle in fiore (1919),
  • I Guermantes (1920),
  • Sodoma e Gomorra (1921-22),
  • La prigioniera (1923),
  • La fuggitiva (1927),
  • Il tempo ritrovato (1927).

Questi 7 Volumi possono far pensare ad un ciclo, come quelli degli scrittori naturalisti o veristi, mentre invece si tratta di una nuovo tipo di narrazione, con continui salti cronologici e senza il dovere di rappresentare precisamente la società del tempo.

RIASSUNTO E TRAMA

Alla ricerca del tempo perduto si presenta come un romanzo autobiografico di un personaggio che, anche se molto simile all’autore, non coincide con esso.

Il racconto inizia con il protagonista, Marcel, che narra in prima persona la storia della sua infanzia trascorsa a Combray con i nonni materni. In questa prima parte si fa molto riferimento alla memoria, infatti il narratore rievoca i suoi pensieri e sentimenti passati, attraverso l’importante episodio delle madeleine.

Marcel prosegue il racconto con la sua adolescenza parigina, dove conosce Gilbert, della quale si innamora, spostandosi poi in un altro spazio, la Normandia, dove ha passato gran parte della sua gioventù.

Si torna poi a Parigi dove frequenta la famiglia dei Guermantes, intanto il protagonista scopre l’omosessualità di Charlus, omosessualità che è uno dei temi più importanti del quarto volume e del racconto, inoltre passa l’amore per Gilbert e si innamora di Alberteine, della quale però sospetta l’omosessualità (tema riportato nuovamente).

Sviluppa comunque una relazione con Alberteine, rappresentando però una gelosia ossessiva, tanto da tenere prigioniera Alberteine, fino a quando essa riesce a fuggire.

Dopo di che Marcel viene a sapere della morte di Alberteine in seguito ad una caduta a cavallo, il protagonista si rinchiude quindi in se stesso, aggravando la sua condizione esistenziale.

Nell’ultimo volume il protagonista, in visita ai Guermantes, rievoca nuovamente momenti passati, grazie ai quali ritrova se stesso ed il tempo perduto.

LO STILE

Il principale elemento di questo nuovo stile narrativo, è l’alternarsi di una prospettiva soggettiva ed una oggettiva, cioè il narratore che a tratti racconta in prima persona (come un autobiografia), e a tratti racconta sotto forma di narratore onniscente, questa nuova tecnica unisce quindi l’autobiografia ed il romanzo.

Inoltre i fatti raccontati dall’autore si svolgono in un periodo molto lungo, questa decisione ha uno scopo ben preciso, cioè quello di mettere in primo piano il ricordo, dando spazio ai pensieri del narratore, infatti, non si ha un tratto cronologico preciso e lineare, ma si hanno continui passaggi dal presente al passato.

I TEMI

Il tema principale è quello della memoria, secondo Proust la memoria involontaria si verifica in alcuni momenti specifici, definiti da lui “intermittenze del cuore”, cioè attraverso sensazioni visive, olfattive, uditive o tattili, facendo tornare in vita il passato nel presente.

Un altro tema è quello dell’omosessualità, presentata da Proust nel romanzo molto frequentemente, senza fare distinzioni fra omosessualità maschile e femminile.

DALLA PARTE DI SWANN - EPISODIO "LE MADELEINE"

Durante un pomeriggio d'inverno, il protagonista si trova a casa della madre, che gli offre una tazza di tè ed un biscotto, dopo il primo assaggio, egli riconosce il sapore delle madeleine, biscotti mangiati nella sua infanzia, riaffiorando in lui i ricordi della sua infanzia passata a Combray.

I TEMI

Il tema centrale di questo episodio è quello di rappresentare la vicenda in cui si verifica la memoria involontaria, dove, il protagonista, ricorda la sua infanzia passata a Combray, ricordi molto forti dove il suo passato, diventa improvvisamente presente.

LO STILE

In questo testo possiamo notare facilmente lo stile caratteristico di Prost, dove abbiamo periodi lunghi e lenti, infatti il racconto si basa sulla rappresentazione dettagliata del ricordo del protagonista, puntando l'attenzione anche sulle sensazioni ed i pensieri del protagonista, interrompendo il racconto dell'episodio con riflessioni riguardo al ricordo che stava vivendo.

IL TEMPO RITROVATO

Durante un ricevimento a casa dei Guermantes, si viene a ricreare un nuovo episodio, come nella madeleine, nel quale si manifesta nel protagonista la memoria involontaria.

DIFFERENZE ED UGUAGLIANZE FRA GLI EPISODI

In questo episodio, non è un biscotto a far scatenare la memoria involontaria nel protagonista, ma sono piccoli particolari, come il rumore di un cucchiaino su un piatto, semplici episodi, che però danno un senso di felicità nel protagonista, felicità che aveva provato anche nell'episodio della madeleine ad inizio testo.

La differenza dei due episodi, oltre a come la memoria viene provocata, sta nelle immagini evocate.

"La differenza, puramente materiale, stava nelle immagini evocate; un azzurro profondo mi inebriava gli occhi, impressioni di freschezza, di luce abbagliante volteggiavano accanto a me ... E quasi subito la riconobbi, era Venezia ... allo stesso modo, il sapore della piccola madeleine mi aveva ricordato Combray, ma perchè le immagini di Combray e Venezia mi avevano dato, in quel momento e in questo, una gioia simile a una certezza, e capace senza bisogno d'altre prove di rendermi indifferente la morte?"

Nell'episodio iniziale, le madeleine avevano fatto ricordare all'autore la sua infanzia a Combray, mentre, nell'episodio dai Guermantes, egli ricorda il suo viaggio a Venezia.

Tutti e due questi ricordi, riaffiorano la stessa felicità e sicurezza nel protagonista, rendendolo anche indifferente davanti alla morte.

Proust visto da Virginia Woolf

Secondo il tema della memoria involontaria di proust, ogni azione tra le più comuni di una giornata, va a risvegliare emozioni che dormivano sulle pareti della mente. La difficoltà di leggere Proust sarebbe dovuta all'obliquità di questi suoi contenuti in quanto, oltre a narrare una vicenda, egli raccoglie e si sofferma su tutti gli oggetti legati al punto centrale di essa, estraendone le emozioni e le sensazioni che suscitano. Usando queste tecniche narrative, i personaggi di proust sembrano costituire un globo per quante immagini sono capaci di darci.

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