Gli Oceani

Con il termine Oceani si definiscono le le più vaste distese d'acqua salata presenti sulla superficie terrestre. Sono distinti dai mari a causa delle loro dimensioni maggiori; i mari sono infatti insenature marginali degli oceani, e sono generalmente diversi per caratteristiche geologiche dei fondali. Dal 1953 si crede che: l'Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano formino un'unico Oceano, ma, questo Oceano è diviso in 3 bacini.

Gli Oceani ricoprono il 71% della crosta terrestre, cioè circa 350 000 000 (3,5*10^8) km^2, 150 000 000 di questi si trovano nell'Emisfero Boreale, invece, i restanti nell'Emisfero Australe.

Caratteristiche

Nelle acque oceaniche sono disciolti vari sali e gas, la cui presenza è fondamentale per la vita in questi ambienti. Da un litro di acqua di mare si possono estrarre 35 grammi di sali, dei quali il più abbondante è il cloruro di sodio. I principali gas disciolti nelle acque sono:

  • bicarbonato di sodio
  • l'ossigeno
  • l'azoto
  • il metano
  • il solfuro di idrogeno

Questi provengono dall'atmosfera e dall'attività degli organismi marini. Tra questi gas il più importante è l'ossigeno, poiché dalla sua concentrazione dipende la sopravvivenza della vita acquatica. La quantità di ossigeno presente nell'acqua dipende dalla temperatura: più l'acqua è fredda, maggiore è la concentrazione di ossigeno. Le acque oceaniche sono in continuo movimento a causa del moto ondoso, delle maree e delle correnti. Tra questi movimenti il più importante è determinato dalle correnti: spostamenti per lunghe distanze di grandi masse d'acqua. Esse sono causate principalmente dai venti dominanti che spirano sulle acque oceaniche: (alisei e monsoni), ma anche dalle differenze di densità dell'acqua, dovute alla loro maggiore o minore salinità e temperatura.

Sedimenti

La crosta dei bacini oceanici è ovunque ricoperta di sedimenti che possono avere origine diversa. I sedimenti terrigeni, di origine minerale, costituiti da materiali provenienti dall'erosione di rocce continentali, portati dai fiumi al mare e qui depositati. La velocità con la quale essi si accumulano sulle piane abbissali è molto bassa: per formare uno strato di appena 1 cm di spessore possono essere necessari migliaia e migliaia di anni. I sedimenti biogeni, di origine organica, formati da accumuli di conchiglie, gusci, scheletri, resti di alghe calcaree. I più comuni sono i cosiddetti fanghi calcarei, costituiti da bicarbonato di calcio, formati principalmente da esoscheletri calcarei di organismi unicellulari che vivono in prossimità della superficie (plancton). Oltre i 4 500 m di profondità si trovano i cosiddetti fanghi silicei, formati da resti di organismi unicellulari con esoscheletro siliceo.

Le scogliere coralline

Uno degli ambienti più interessanti delle aree oceaniche è quello delle scogliere coralline. Le più estese si trovano in Australia, in Indonesia, intorno alle isole dei Caraibi, nel Mar Rosso e nell'arcipelago delle isole Maldive nell'Oceano Indiano. Si tratta di formazioni calcaree, simili a grandi muraglie che si estendono per centinaia (a volte migliaia) di chilometri nei mari tropicali. Esse sono costituite dagli esoscheletri dei polipi dei coralli, organismi invertebrati che vivono in colonie di milioni di individui. Ogni colonia ha una base formata dall'accumulo di esoscheletri dei coralli morti e una parte superficiale ancora abitata. Questi organismi possono emergere dal loro scheletro rigido e allungare i tentacoli per filtrare le sostanze nutritive contenute nell'acqua. Non tutti i coralli formano le scogliere coralline, ma solo le specie che vivono in simbiosi con un'alga unicellulare dalla quale ottengono la sostanza organica di cui si nutrono. Dato che i coralli sono organismi molto esigenti, l'ambiente delle scogliere coralline corre seri pericoli: minime variazioni, nella trasparenza o nella temperatura dell'acqua, possono bloccare la crescita delle colonie distruggendo così l'habitat di migliaia di altre specie.

vi sono 5 Oceani in tutto il mondo

Oceano Antartico

Se si considerano gli oceani della Terra cinque, e non tre come di consueto in Italia, l'Antartico è il più piccolo e il più meridionale della Terra. In Italia e in altri Paesi la zona di mare circostante l'Antartide non viene considerata un oceano a parte, ma ricade in parte nell'Oceano Atlantico, in parte nell'Oceano Indiano, in parte nell'Oceano Pacifico. È situato nell'emisfero australe e circonda l'Antartide estendendosi fino alla latitudine, di 60° S oltre la quale vi sono l'oceano Pacifico, l'oceano Atlantico e l'oceano Indiano (partendo dall'emisfero occidentale e andando da ovest verso est). L'oceano Antartico, con una profondità generalmente compresa tra 4 000 m e 5 000 m, è un oceano profondo con poche ristrette zone di acque poco profonde. La piattaforma continentale antartica è stretta e anch'essa relativamente profonda rispetto alle altre: dai 400 m agli 800 m, contro una media mondiale di 133 m. La maggior parte del fondo oceanico è coperta da depositi di origine glaciale, scavati sul terreno dai ghiacciai e poi trasportati in mare. Il punto più profondo dell'oceano si trova all'estremo meridionale della fossa Sandwich Sud, e arriva a 7 235 m di profondità. Clima, la temperatura del mare varia da 10 °C a -2 °C. Tempeste cicloniche si muovono verso est girando attorno al continente antartico, e sono spesso di forte intensità a causa della differenza di temperatura tra il ghiacci e l'oceano aperto. In alcune coste, venti forti e costanti provenienti dall'interno mantengono la costa libera dal ghiaccio anche in inverno.

Oceano Pacifico

L'oceano Pacifico è l'oceano più esteso per superficie e volume. Scoperto dagli europei solo nel 1520, fu così battezzato da Magellano per via delle sue acque calme durante la spedizione che il navigatore portoghese intraprese, nella quale compì la prima circumnavigazione del globo.

L'oceano Pacifico occupa circa un terzo della superficie terrestre, con un'estensione di 179 milioni di km². Si allunga da nord a sud per circa 15 500 km, partendo e comprendendo il mar di Bering nell'Artide fino ai margini ghiacciati del mare di Ross nell'Antartide. La maggior larghezza in senso est-ovest viene raggiunta a circa 5 gradi di latitudine nord, con una distanza di 19 800 km dall'Indonesia alle coste della Colombia. Il luogo più basso della superficie terrestre si trova nel Pacifico, presso la fossa delle Marianne. Lo stretto di Malacca unisce il Pacifico con l'oceano Indiano ad ovest, mentre lo stretto di Magellano e lo Stretto di Drake (in parte) lo uniscono con l'oceano Atlantico ad est, lo stretto di Bering unisce il Pacifico con l'oceano Artico a nord.

Fondo Oceanico

Il fondo oceanico del bacino centrale del Pacifico è relativamente uniforme, con una profondità media di 4 270 m. Le irregolarità più grandi consistono in genere in montagne sottomarine estremamente ripide, con una cima piatta. La parte occidentale del fondale oceanico presenta "archi vulcanici" che emergono dalla superficie dell'acqua come raggruppamenti di isole (per esempio le isole Salomone, le Hawaii e la Nuova Zelanda), lunghi anche 3 000 km; i rilievi che le compongono si elevano anche per un'altezza di 3 000 m rispetto al fondale oceanico adiacente. Poiché il bacino idrografico del Pacifico è relativamente piccolo, e a causa dell'immensità di questo oceano, la maggior parte dei sedimenti sono di origine pelagica.

Temperatura

La temperatura dell'acqua dell'oceano Pacifico varia da poco più del punto di congelamento nelle zone polari fino a circa 29 °C vicino all'equatore. Anche la salinità varia con la latitudine. L'acqua vicina all'equatore è meno salata di quella alle medie latitudini, a causa delle abbondanti precipitazioni equatoriali durante tutto l'anno. Più a nord delle latitudini temperate la salinità torna a scendere.

Oceano Atlantico

L'oceano Atlantico, è il secondo oceano della Terra, di cui ricopre circa il 20% della superficie ed è secondo solo al Pacifico per ampiezza. Il nome dell'oceano, derivato dalla mitologia greca, significa "mare di Atlante".

Questo oceano ha un bacino a forma di "S", disposto nella direzione nord-sud. È diviso in due sezioni principali, l'Atlantico del Nord e l'Atlantico del Sud. È delimitato ad ovest dal continente americano e ad est dall'Europa e dall'Africa (ma due dei suoi mari adiacenti, il Mediterraneo e il Mar Nero bagnano anche l'Asia). Comunica con l'oceano Pacifico attraverso il Mare Glaciale Artico a nord, e il Canale di Drake e Capo Horn a sud. Le terre occupate dal bacino idrografico dell'Atlantico sono quattro volte quelle del Pacifico o dell'Indiano. La profondità media dell'Atlantico è di 3 926 m, ridotta a 3 332 m se si prendono in considerazione i mari adiacenti. La profondità maggiore è di 9 219 m, raggiunta nell'abisso Milwaukee, che si trova nella Fossa di Porto Rico, circa 135 km a nord dell'isola di Porto Rico. La larghezza dell'Atlantico varia tra 2 848 km nel punto più stretto, tra il Brasile e la Liberia, fino a 4 830 km tra gli Stati Uniti e l'Africa settentrionale.

Fondo Oceanico

La caratteristica principale della topografia del fondo oceanico dell'Atlantico è una grande catena di montagne sottomarine, chiamata la Dorsale medio atlantica. Si estende dall'estremità nord, accanto all'Islanda, fino all'estremo sud a 58° di latitudine, raggiungendo una larghezza massima di circa 1 600 km. Lungo la dorsale, nei pressi della sommità, si trova una grande fossa che scorre per la maggior parte della catena montuosa. La profondità delle acque sopra la dorsale è spesso inferiore a 2 700 m, e numerosi picchi si ergono fuori dall'acqua, formando delle isole, quali ad esempio le Azzorre. L'Atlantico del Sud presenta anche altre due ristrette dorsali asismiche, la Catena di Walvis e la Catena di Rio Grande. La Dorsale medio atlantica separa l'oceano Atlantico in due grandi sezioni, che hanno una profondità compresa tra 3 000 e 5 500 m. Dorsali trasversali, che uniscono i continenti alla Dorsale medio atlantica, dividono il fondo oceanico in numerosi bacini. Alcuni dei più grandi sono i bacini della Guiana, del Nord America, di Capo Verde e delle Canarie nell'Atlantico del Nord, mentre in quello del Sud si trovano i bacini dell'Angola, dell'Argentina e del Brasile. Il fondo marino è considerato in genere abbastanza piatto, anche se non mancano montagne, fosse e altre caratteristiche. Due fosse superano gli 8 000 m di profondità. Le piattaforme continentali, vicino alle terre emerse, costituiscono circa l'11% del fondo oceanico. Inoltre, molte formazioni simili a canali scavati tagliano queste piattaforme.

Temperatura

La temperatura delle acque superficiali varia con la latitudine, con le correnti, le stagioni e la distribuzione di energia solare. Lungo l'Oceano, varia da meno di 2 °C nelle regioni polari fino a 29 °C all'equatore. A causa delle basse temperature, la superficie è normalmente coperta di ghiaccio nel mare del Labrador, nello Stretto di Danimarca e nel mar Baltico da ottobre a giugno. A causa della forza di Coriolis, l'acqua del Nord Atlantico circola in senso orario, mentre l'acqua del Sud Atlantico circola in senso antiorario. Le maree dell'Oceano sono semidiurne, cioè comprendono due alte maree nell'arco delle 24 ore. Le maree sono un'onda che si muove da sud a nord. A latitudini superiori a 40°, è presente anche un'oscillazione est-ovest.

Oceano Indiano

L'oceano Indiano, sia per superficie che per volume, tra i cinque oceani della Terra è il terzo. L'importanza dell'oceano Indiano come rotta di transito tra Asia e Africa lo ha reso sede di numerosi conflitti. A causa della sua grandezza, nessuna singola nazione lo ha dominato fino all'inizio del XVIII secolo, quando la Gran Bretagna riuscì a controllare per diverso tempo gran parte delle terre che lo circondano. La sua importanza strategica è ancora oggi enorme. La sua linea di divisione ufficiale con l'Oceano Atlantico è rappresentata da Capo Agulhas, estremità meridionale del continente africano.

L'oceano Indiano occupa circa il 20% della superficie terrestre coperta da oceani. È situato completamente nell'emisfero orientale ed è delimitato a nord dall'Asia meridionale, a nord-ovest dalla Penisola arabica, ad ovest dall'Africa, a sud-ovest dall'oceano Atlantico, a nord-est dall'Indocina, ad est dall'Arcipelago Malese e dall'Australia, a sud-est dall'Oceano Pacifico, a sud dall'oceano Antartico, se lo si considera esistente, altrimenti dall'Antartide. Molte isole punteggiano i 66 526 km di coste dell'oceano Indiano e alcune di esse sono stati indipendenti: il Madagascar (la quarta isola più grande del mondo), le Comore, le Seychelles, le Maldive, Mauritius e lo Sri Lanka. L'Indonesia si trova al suo confine col Pacifico, ma appartiene a quest'ultimo.

Geologia

Le placche crostali africana, indiana e antartica convergono nell'Oceano Indiano. Le loro linee di giuntura sono marcate dalle tre dorsali oceaniche chiamate dorsale indiano-sudoccidentale, dorsale indiana sudorientale e dorsale medio-indiana che formano una Y invertita, con il gambo che si origina dalla piattaforma continentale al largo di Mumbai, India. I tre bacini orientale, occidentale e meridionale che vengono formati in questo modo sono divisi ulteriormente da dorsali più piccole. Le piattaforme continentali sono strette. La profondità media dell'oceano è di 3 890 m. Il suo punto più basso, la Fossa di Giava, raggiunge i 7 450 m. A nord della latitudine 50° sud, l'86% del bacino principale è coperto da sedimenti pelagici. Il rimanente 14% è coperto da sedimenti terrigeni, costituiti principalmente dalle due enormi conoidi torbiditiche dell'Indo, a ovest, e del Gange-Brahmaputra, a est del subcontinente indiano. Le latitudini più a sud sono dominate da sedimenti originati dai ghiacciai dell'Antartide.

Clima

Il clima a nord dell'equatore è influenzato da un sistema di venti monsonici. Forti venti da nordest soffiano da ottobre ad aprile. Da maggio ad ottobre prevalgono venti da sudovest. Nel Mar Arabico, i violenti monsoni portano pioggia al subcontinente indiano. Nell'emisfero sud i venti sono generalmente più calmi, ma le tempeste estive nei dintorni di Mauritius possono essere forti. Quando i venti monsonici cambiano, a volte si formano dei cicloni che colpiscono le coste del Mare Arabico e del Golfo del Bengala.

Oceano Artico (Mar Glaciale Artico)

Il mar Glaciale Artico è un mare situato interamente nella regione del Polo nord, circondato dalle estreme regioni settentrionali di Europa, Asia e America. Le fonti italiane lo definiscono un mare dipendente dall'oceano Atlantico. La caratteristica principale di questo mare è il fatto di avere, nella sua parte centrale, la superficie permanentemente gelata, attorno al Polo Nord; da ciò deriva il suo nome. Si tratta della banchisa artica, che subisce variazioni in base alla stagione, estendendosi verso sud durante i mesi invernali. L'Organizzazione Idrografica Internazionale, massima autorità internazionale in ambito idrografico, considera questo mare un oceano: l'oceano Artico, espressione però non usata in Italia. L'ambiguità tra oceano e mare non ha solo una valenza toponomastica, ma anche geografica: considerando il Glaciale Artico come mare, l'Oceano Atlantico ha un'estensione maggiore in quanto comprende anch'esso.

Il maggior flusso di acqua in entrata viene dall'oceano Atlantico, grazie alla corrente norvegese, che scorre lungo la costa dell'Eurasia. Altra acqua entra dall'oceano Pacifico attraverso lo Stretto di Bering. La maggior parte dell'acqua in uscita passa attraverso la corrente orientale della Groenlandia. La temperatura e la salinità variano stagionalmente, seguendo la formazione e lo scioglimento dei ghiacci. Il ghiaccio galleggia sulla superficie dell'acqua, con uno spessore medio di 3 m . La coltre di ghiaccio raddoppia le proprie dimensioni in inverno, inglobando parte della terraferma circostante. Gli iceberg si staccano dal confine della banchisa, e navigano lentamente verso sud sciogliendosi.

Clima

Il ghiaccio copre la maggior parte della superficie del mare per tutto l'anno, e di conseguenza le temperature sono sottozero per la maggior parte del tempo. L'Artico è una forte sorgente di aria fredda che si muove verso l'equatore, incontrando nel suo passaggio aria più calda alle medie latitudini e provocando piogge e nevicate. La sua posizione polare fa sì che l'inverno sia lungo e per la maggior parte nell'oscurità. In tale periodo, il tempo è freddo stabile e il cielo generalmente pulito. In estate, la notte si riduce quasi a zero, ma la maggiore radiazione solare non fa alzare di molto le temperature. Il tempo è nebbioso, con deboli cicloni che portano pioggia e neve.

Fusione dei ghiacci

Con l'aumento della concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera terrestre ed il conseguente fenomeno di riscaldamento globale sotto forma di effetto serra, a partire dal secolo scorso e a tutt'oggi si sta verificando una progressiva fusione dei ghiacci artici in volume ed un loro ritiro in estensione. Tra il 1979 e il 2006 l'estensione dei ghiacci artici si è complessivamente ridotta del 25%, mediamente ogni anno 100 000 km² di ghiaccio si fondono e non si riformano durante l'inverno. Nel 2009 un'equipe di scienziati utilizzando un moderno modello climatico e seguendo uno scenario di inquinamento medio ha stimato che entro il 2100 nel mare Artico tutti i ghiacciai saranno fusi. Il Polo Nord soffre di un buco nell'ozono simile a quello più conosciuto del Polo Sud, ma più piccolo.

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ALESSIO COSTA
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