La concezione della donna e i suoi diritti

The Role Of Women During The Victorian Age

The Suffragettes

  • The movement for women's vote started in 1897 with Millicent Fawcett
  • Women could hold responsible posts in society, since women had to pay as many taxes as men, they should have the same rights as men.
  • At the beginning of the 20th century, only men had the right to vote.
  • Some educated ladies had been arguing for voting rights since 1860.
  • In 1903 Mrs. Emmeline Pankhurst and her daughter Christabel founded the WSPU (women's social and political union) and they were called as the Suffragettes.
  • They began a campaign of vandalism: 1)They chained themselves to railings outside Downing Street and Buckingham Palace 2)They made arson attack on post boxes, churches and railways stations.
  • The government sent many suffragettes to prison
  • Women wanted the equality between sexes,
  • Only in 1918 British women over 30 were given the right to vote, the first women in Europe to be given this right
Emmeline Pankhurst
  • She was a political activist and leader of the suffragette movement who fought for women's right to vote
  • She was born on 14 July 1858 in Manchester
  • In 1879 she married Richard Pankhurst, a lawyer and supporter of the suffragette movement
  • In 1903 she helped to found the Women's Social and Political Union (WSPU)
  • Emmeline was arrested many times, she went on hunger strike and was force-fed
  • Emmeline died on 14 June 1928

La discriminazione razziale in america

ESSERE DONNA E dI COLORE NEGLI STATI UNITI D'AMERICA SIGNIFICAVA SUBIRE UN DOPPIO PREGIUDIZIO:

1) RAZZIALE IN QUANTO AFROAMERICANE

2) SESSUALE, IN QUANTO DONNE.

•LE DONNE AFRO-AMERICANE ERANO COSTRETTE A LAVORARE DURAMENTE SIA FUORI SIA DENTRO CASA PER SOSTENERE LE PROPRIE FAMIGLIE

•LE DONNE BIANCHE NELLE LORO CASE ERANO AIUTATE DA DOMESTICI E DA BALIE E SPESSO QUEST'ULTIMI ERANO AFROAMERICANI.

•LE DONNE DI COLORE ERANO DOPPIAMENTE SOTTOMESSE A UNA SOCIETÀ DOMINATA DAI BIANCHI E DAGLI UOMINI.

KATHERINE JOHNSON

  • Fin da bambina é sempre stata talentuosa in matematica e all'età di 10 anni era già iscritta al liceo
  • Katherine venne a sapere che la National Advisory Commitee for Aeronautics, (oggi NASA) stava cercando nuovo personale, cosí nel 1953 iniziò a lavorare con un gruppo di donne che facevano calcoli complessi. In seguito iniziò a lavorare con un team maschile su ricerche di volo aerospaziale.
  • Grazie alla sua ottima conoscenza della geometria analitica e nonostante i pregiudizi perché donna e per giunta afro-americana riuscì a conquistare l'ammirazione dei suoi colleghi.
  • Nel 1959 le fu asseganto il compito di calcolare la traiettoria per il viaggio di Alan Shepard (primo americano nello spazio) .
  • Nel 1962 la NASA usò per la prima volta i computer per calcolare l’orbita di John Glenn (primo statunitense a entrare in orbita attorno alla Terra) e Katherine verificò la correttezza dei calcoli dalla macchina.
  • Calcolò la traiettoria dell’Apollo 11, l'astronave che avrebbe portato Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna, nel 1969.
  • Nel 1970 lavorò anche per la missione dell’Apollo 13 e anche se la missione non andò a buon fine, le carte aerospaziali preparate da Katherine aiutarono gli astronauti a tornare sani e salvi quattro giorni dopo.
  • Il lavoro di Katherine Johnson è stato assai prezioso per il progresso scientifico, la sua mente acuta e brillante, confermata dalla laurea conseguita a soli 18 anni in matematica e francese sono stati di grande aiuto per la scienza e la quasi novantanovenne vive oggi ad Hampton in Virginia.

Nel 2016 nel film "Il diritto di contare" viene raccontata la sua storia.

Calcolo delle orbite satellitari

Quale velocità deve avere un satellite per rimanere su un'orbita circolare intorno alla Terra?

Durante il moto del satellite, la forza di gravità della Terra funge da forza centripeta.

Conoscendo le espressioni di entrambe le forze è possibile ricavare la formula della velocità del satellite, che non dipende dalla sua massa.

La velocità dipende dal raggio dell’orbita: quanto più è grande la distanza dal centro della Terra, tanto più lento sarà il moto del satellite. Immaginiamo di immettere un satellite su un’orbita circolare sul piano dell’equatore e di farlo ruotare nello stesso verso in cui la Terra gira su stessa (da Ovest verso Est). Se stando sull’equatore riuscissimo a osservare il satellite mentre percorre un’orbita bassa lo vedremmo muoversi sulla nostra testa a gran velocità,

se invece il satellite fosse in un'orbita alta lo vedremmo muoversi più lentamente. Aumentando sempre di più il raggio dell'orbita arriveremmo a un punto in cui il satellite ci apparirebbe come un punto fermo nel cielo,

questo significa che per fare un giro intorno alla Terra impiega lo stesso tempo che occorre al pianeta per ruotare su se stesso, cioè circa 24 ore. Un satellite che si trova su questa orbita, a circa 36.000 km si definisce come un satellite geostazionario (fermo rispetto alla Terra). Questi tipi di satelliti vengono utilizzati per le telecomunicazioni e possono comunicare con la super terrestre 24 ore al giorno.

La condizione della donna a Ciudad Juarez in Messico negli ultimi trent'anni

La città è situata sulle rive del Rio Grande di fronte alla città texana di El Paso, al confine con gli Stati Uniti. Secondo una statistica è considerata la città più pericolosa del mondo, davanti ad altre molto più conosciute come Miami, Caracas e New Orleans. Nel solo 2009 si sono contati oltre 2500 omicidi. La causa di tutta questa violenza è il narcotraffico, molto sviluppato sul confine Messico-USA. Nel 2011 si è registrato un calo degli omicidi del 32% (da 3042 a 2086), ma conseguentemente si è scoperto che i residenti erano calati di 112.000. Nel 1993 la città messicana è diventata tristemente famosa per le 4.500 donne scomparse e a causa degli oltre 400 omicidi perpetrati ai danni di giovani donne. Inizialmente si tratta di poche decine di ragazze che poi diventarono centinaia e infine una cifra indefinita. Tutto ciò è tenuto in scarsa considerazione dalle autorità. A Juárez vengono regolarmente uccise donne innocenti perché si può fare, questo a causa di una cultura machista, (atteggiamento maschile di ostentata virilità che si manifesta attraverso comportamenti aggressivi e cura esasperata della propria prestanza fisica) che non educa al rispetto della donna. Oggigiorno nella città messicana di Juarez scompaiono tre donne ogni due giorni e nel 97% dei casi questi delitti vengono impuniti.

Elina Chauvet "Scarpette rosse"

L'artista messicana Elina Chauvet ha voluto soffermarsi su questa drammatica situazione, creando il progetto denominato "Scarpette Rosse". Consiste in un'installazione di centinaia di paia di scarpe rosse da donna, che hanno lo scopo di sottolineare la reticenza della scomparsa e dell’uccisione di centinaia di donne a Ciudad Juárez e di rendere pubbliche le ingiustizie, i maltrattamenti e le uccisioni che ancora oggi rimangono impunite.

L'installazione consiste in una moltitudine di scarpe di colore rosse sistemate ordinatamente lungo un percorso urbano, esse visualizzano una marcia di donne assenti, un corteo che sottolinea il dolore che tale mancanza provoca sia a livello sociale sia nei confronti dei propri cari. Ogni paio di scarpe, rappresenta una donna e il simbolo di una violenza, un tentativo di rivolta dei cittadini che cedono le proprie scarpe all'artista per manifestare la propria solidarietà verso le donne che hanno subito violenza, che sono state uccise o rapite e delle quali si sono perse le tracce. "Scarpette rosse" non è rimasta un'installazione isolata, ma si è espansa in tutto il mondo e in importanti città italiane come Milano, Genova, Mantova e molte altre. Inoltre il progetto "Scarpette rosse" (“Zapatos Rojos”) viene costantemente incrementato durante i giorni dell’esposizione e ogni visitatore ha la possibilità di portare un paio di scarpe da donna rosse o tinte di rosso per contribuire all'accrescimento dell'installazione.

Intervista all'artista (rilasciata al Corriere della Sera il 25 novembre 2014)

L'artista messicana gira il mondo per sensibilizzare la gente riguardo le violenze sulle donne, troppo spesso protagoniste della cronaca. A Cremona espone la sua installazione nella giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre). Le sue 33 paia di scarpe rosse, le stesse 33 che usò per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juárez (città di confine tra Messico e Stati Uniti dove è nato il termine femminicidio).

Come mai ha scelto come simbolo le scarpe?

Perché hanno tantissimi significati: avevo bisogno di un oggetto che esistesse in tutto il mondo e che si potesse donare. E le scarpe erano perfette. Inoltre, molte delle giovani donne di cui hanno trovato le ossa nel deserto di Ciudad Juárez sono state identificate attraverso le loro scarpe, alcune di loro stavano andando a lavorare nella più famosa fabbrica che produce scarpe in quella città, altre stavano andando lì a cercare lavoro, altre invece erano lì per fare shopping. Tante di loro non sono più tornate a casa.

La donna partorisce, la donna è mamma, la donna abbraccia, la donna è compagna. Perché questa violenza?

E' il risultato di un processo di una decomposizione sociale molto forte, un problema che non è stato risolto a suo tempo e nemmeno ora viene trattato adeguatamente.

Che cosa vuole dire alle donne di oggi?

A loro vorrei dire che possiamo rompere gli schemi. Spero che le mie installazioni abbiano la funzione di far capire che le donne sono state sottomesse a uno stile di vita patriarcale. Non si tratta di dare la colpa agli uomini, ma di far capire loro, di renderli coscienti, che siamo esseri umani uguali e con i loro stessi diritti.

Come vede le donne in politica?

Mi piacerebbe molto che il prossimo presidente degli Stati Uniti fosse una donna. Mi piacerebbe che ci fosse una presidente donna in tutti i Paesi. Non ci sarebbero più guerre.

Created By
Leonardo Damato
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