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GIORNALINO SCOLASTICO DELL'I.C. BELFORTE DEL CHIENTI n°1 - a.s. 2020-21

IL VALORE DELLA "RESPONSABILITÀ"

UNA RIFLESSIONE DEL NOSTRO DIRIGENTE SCOLASTICO

Cari tutti,

è trascorso del tempo dal mio arrivo in questa scuola ed il mio primo anno con voi è ricco di bei ricordi, relazioni nuove, storie vere; custodisco nel cuore tutte queste cose con orgoglio e gratitudine.

Alla vigilia di questo Natale, una parola emerge in maniera significativa dall’esperienza che tutti stiamo vivendo: “responsabilità”. Vorrei condividere con voi una breve riflessione.

Il termine responsabilità deriva dal latino respònsus, impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano. Pertanto, implica anche l’elemento della relazione. La responsabilità non esiste senza la libertà e ne rappresenta anche un limite.

“La responsabilità diventa fondamentale anche nelle piccole azioni quotidiane: è necessario passare dalla responsabilità alla cura. La responsabilità è un concetto che rischia di essere astratto se non ne recuperiamo l’elemento affettivo, che è la cura, che si traduce nella capacità e nell’impegno di farci carico quotidianamente delle cose, che dovremmo cominciare ad assimilare come forma di vita: la cura è un valore rivoluzionario”.

Afferma Elena Pulcini, professoressa di Filosofia sociale presso l’Università di Firenze.

Mi colpisce molto l’affermazione “la cura è un valore rivoluzionario”, sembra voglia lasciare intendere che le nostre vite siano distratte, frettolose.

Responsabilità vuol dire prendersi cura delle cose che si debbono e si vogliono fare; dedicare del tempo per esse, concentrarsi su di esse e non distrarsi. Ma quali sono le cose a cui dare la priorità, quali le scelte che ci responsabilizzano, quali le persone coinvolte. Per capire qual è la propria responsabilità bisogna partire da se stessi e avere coscienza di chi e cosa si è.

Prima di tutto sono una persona, quindi la prima responsabilità è il rispetto della propria intelligenza e quella altrui. Bisogna curare la propria intelligenza, alimentarla ed arricchirla.

Sono un genitore, quindi la responsabilità che ne scaturisce è verso i propri figli, per loro bisogna essere un esempio, un modello da imitare. Si dovrà quindi curare il proprio comportamento tenendo sempre presente il fatto che i bambini ci guardano, ci osservano, ci imitano. Se sono gentile, loro saranno gentili; se sono educato, lo saranno anche loro; se ascolto, ascolteranno anche loro …

Sono un insegnante, quindi la responsabilità è verso coloro che ho il compito di educare, gli studenti. Educare implica un percorso faticoso di scoperta e affermazione di sé. Un insegnante accompagna e sostiene ogni studente in questo cammino: egli si fa ponte affinché lo studente lo possa attraversare con le proprie gambe nel proprio cammino di ricerca, faticosamente, assaporando sconfitte e vittorie, alla scoperta del proprio progetto di vita.

La cura è un valore rivoluzionario, l’assunzione di responsabilità è un valore rivoluzionario. I nostri ragazzi impareranno da quanta passione e impegno ognuno di noi impiegherà qui ed ora, nel luogo dove si trova a vivere, con le persone con cui condivide la propria vita.

La cura della crescita dei nostro ragazzi rappresenta la sfida più grande. Se riusciamo a farlo insieme sarà più semplice.

Auguro ad ognuno la possibilità di scoprire le proprie responsabilità e di viverle con impegno, dedizione, passione.

Un caro augurio di Buon Natale.

Il Dirigente Scolastico dott. Paolo Lozzi

ANCHE QUEST'ANNO L'I.C. BELFORTE DEL CHIENTI HA VOLUTO PRESENTARE ALLE FAMIGLIE IL PROPRIO ISTITUTO, I VALORI E LE PECULIARITÀ CHE CONTRADDISTINGUONO LA PROPRIA OFFERTA FORMATIVA. VISTA L'IMPOSSIBILITÀ DI FARLO, COME SEMPRE, IN PRESENZA HA ORGANIZZATO UN TOUR "VIRTUALE" TRA I VARI PLESSI...SEGUITECI
Il COVID nelle scuole

Il COVID è una malattia molto pericolosa che adesso sta condizionando le nostre vite: siamo costretti a indossare la mascherina anche a scuola e in classe senza poterla togliere. Questo comporta una sensazione di mancanza d’aria e molte persone compreso me non ce la fanno più.

Indossando la mascherina è impossibile capire se uno ti sorride o se ti sta facendo una smorfia.

Per noi ragazzi è difficile perché non possiamo andare a casa degli altri, non possiamo stare troppo vicini, non ci possiamo passare delle cose, non possiamo andare a basket, calcio, nuoto, palla a volo ecc..... Non possiamo viaggiare per andare in vacanza. Io di solito per le feste di Natale andavo dai nonni in Toscana per mangiare, rivederli e abbracciarli oppure loro venivano da noi e poi andavamo a sciare in montagna.

Ci sono dei vantaggi però: le fabbriche si fermano e quindi diminuisce il riscaldamento globale, stiamo più a casa e la mattina possiamo dormire di più perché non c’è il traffico terribile.

Simone Viviani 1C - Fellini

LA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID-19

Il Covid-19, il nemico invisibile ha colpito anche nelle scuole, ma la scuola, nonostante tutto, è riuscita ad andare avanti. I docenti e gli studenti stanno facendo di tutto per non perdere l’anno scolastico, continuando a fare lezione, quando non è possibile in presenza, attraverso uno schermo. C’è chi pensa che questa soluzione sia efficace e chi pensa che abbia degli svantaggi. Io credo che la didattica a distanza possiede dei contro: uno sta nel fatto che gli alunni sono meno controllati e, anche se è un loro dovere ascoltare, molti pensano: "Tanto quest’anno non mi bocciano!" Oppure: “Tolgo la telecamera e prendo il telefono, tanto la prof non mi vede!”.

Certo questi comportamenti non sono corretti ma passare molte ore davanti ad uno schermo non è facile come sembra. Anche se noi siamo una generazione ultra tecnologica, dopo un po’ la stanchezza si fa sentire: viene mal di testa o gli occhi iniziano a bruciare.

Per fortuna per noi ragazzi delle medie la didattica a distanza è abbastanza limitata, noi abbiamo la possibilità di andare a scuola però ci sono regole molto importanti da rispettare: la mascherina va tenuta sopra al naso e sopra la bocca, non dobbiamo metterci vicini con i banchi, né stare vicini a ricreazione; non possiamo più passarci la gomma o una penna come negli scorsi anni...Insomma regole che hanno cambiato molto il mondo scolastico. E’ molto difficile per noi ragazzi vivere tutto questo ma dobbiamo pensare che lo facciamo per la nostra salute.

Penelope Corsini 1B - Fellini

Riprendiamoci i nostri sogni

Quest’anno in generale è stato un anno terribile per la maggior parte della gente. Per quanto mi riguarda posso dire che è stato molto faticoso soprattutto da quando abbiamo iniziato a svolgere lezioni online. I primi giorni ero contenta al pensiero di stare a casa, ma dopo un po’ non è stato più così.

La situazione è iniziata a pesare: stare a casa non è facile, è difficile pensare che non puoi fare altro, non si tratta di avere voglia o meno di uscire, il fatto è che non puoi. Questo, secondo me, è pesante per tutti, dai più piccoli che vorrebbero giocare nel parco, ai più anziani che vorrebbero fare due passi.

In pochi mesi tutto ciò che era la normalità è stata stravolta da questo virus.

Dobbiamo lottare per riprenderci la nostra vita, i nostri sogni (alcuni interrotti), tutto ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto in questi mesi.

Camilla Corrado 3C - Fellini

Uniti per andare avanti: una diretta Facebook per chiarire i dubbi sull’emergenza sanitaria

Quando siamo a casa i nostri genitori ci fanno da guida e ci aiutano il più possibile a capire come comportarci in questa situazione di confusione generale dovuta al Covid-19, ma nell’istituzione scolastica chi sono i nostri riferimenti? Naturalmente i nostri professori e soprattutto il nostro preside Paolo Lozzi, in prima linea ogni giorno ad aiutarci con le normative e in generale con tutta questa situazione che ormai caratterizza le nostre giornate. Proprio lui, per chiarire i dubbi, per rassicurare e per fare il punto su tutti i protocolli da rispettare, ha organizzato, per le famiglie di tutti gli scolari, una diretta Facebook trasmessa dagli edifici scolastici l’11 novembre scorso, all’insegna di una proposta di alleanza Scuola-Famiglie-Ragazzi che si dimostra essenziale a questo punto.

Gli ospiti presenti insieme al preside, tutti con mascherina e attenti nel mantenere la distanza di sicurezza tra di loro, hanno chiarito argomenti ormai oggetto di costante discussione.

La dottoressa Sighieri , per esempio, ci ha chiarito i dubbi sulle mascherine, che siano esse chirurgiche, ffp2 o ffp3. Le chirurgiche, ci ha spiegato, vanno benissimo per ogni evenienza. Sono assolutamente sicure ed efficaci e non dobbiamo temere la respirazione eccessiva di anidride carbonica: queste mascherine vengono usate dai medici chirurghi durante i loro interventi, che durano a volte dieci/dodici ore, mentre noi le teniamo solo per sei. La dottoressa ci ha anche raccontato la situazione reale che ormai si presenta in un reparto Covid-19 in ospedale, una situazione ormai drammatica, in cui lei vive da quasi un anno a questa parte.

Dopo di lei siamo balzati in ambito organizzativo, essenziale a questo punto per gestire la situazione, e ci ha parlato la responsabile del reparto Covid dell’ASL Roma 2, la dottoressa Cheirella. Con lei siamo riusciti ad approfondire la normativa anti-covid che ci è stata comunicata all’inizio dell’anno e come vengono gestiti i diversi casi nelle scuole, andando ad approfondire quali rapporti con possibili casi covid vengono definiti “diretti” e quali no.

Tante altre persone tra cui addirittura un pediatra sono venute per chiarire i nostri dubbi, persino qualche faccia familiare, come la dottoressa Cardines, che gestisce lo sportello di ascolto della nostra scuola e che sia noi studenti che le nostre famiglie conosciamo bene.

Tutti gli esperti che si sono presentati nella diretta e che ci hanno parlato volevano arrivare ad un solo punto: dobbiamo essere uniti per poter andare avanti e sconfiggere la minaccia invisibile che altrimenti lasceremmo a governare il mondo che tanto amiamo. Adesso più che mai stiamo uniti, seguiamo un unico obiettivo che è quello di liberare il nostro mondo dal Covid.

Zavaglia Gaia 2D - Fellini

Addio a Gigi Proietti

Gigi Proietti, nato il 2 Novembre 1940 a Roma, è stato un grande maestro di teatro e comicità. Faceva parte della formazione degli artisti che hanno avuto un gran successo agli inizi degli anni ‘60. Conosco molti suoi sketch, o perchè me li faceva vedere mio nonno oppure perché trasmettevano qualche sua commedia in TV. Infatti ogni anno vado in un villaggio dove ogni sera c’è uno spettacolo, e quest’anno hanno riprodotto uno sketch di Gigi, “Il conte Duval”, molto divertente. Nel 2003 fece nascere il “Globe Theatre”, un teatro di Roma ispirato a quello londinese. Purtroppo Gigi ci ha lasciato alle prime ore del giorno 2 novembre 2020, dopo aver compiuto 80 anni, per complicanze mediche legate ad un cuore malandato. Dopo la sua morte la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha deciso di intitolare a Gigi il teatro.

Sara Alborello 1C - Fellini

IL PADEL

Il padel è uno sport che assomiglia molto al tennis. Si gioca a coppie con un campo di 10x20 metri che è circondato da pareti che si possono usare per giocare le palline che arrivano vicino alle pareti. Si fa rimbalzare la pallina prima a terra, poi sulla parete e infine la si prende cercando di mandarla nel campo avversario. Le racchette sono molto diverse da quelle del tennis, infatti non hanno la retina, sono tutte ricoperte di legno. In base alle capacità e al modo di giocare del giocatore si prendono delle racchette diverse. Se un giocatore è esperto e gli piace colpire la pallina con più potenza si prende una racchetta più pesante, se invece al quel giocatore piace giocare meno offensivo si prende un racchetta più leggera e con cui magari si potrebbero pure fare degli effetti. Come ho detto prima il padel è uno sport di coppia e anche nel gioco ci si deve muovere in coppia, se uno dei due giocatori vuole andare sotto rete per fare una schiacciata anche l’altro giocatore deve andare sotto rete. Questo gioco non è difficilissimo perché in sostanza devi mandare una pallina dall’altra parte del campo, ma per fare degli scambi molto lunghi serve molta pratica e sintonia con il compagno, perché bisogna capire al volo chi deve prendere la palla, sennò si finisce per lasciarla e regalare un punto agli avversari oppure a scontrarsi cercando di prenderla. Ogni anno si tiene il torneo mondiale di padel chiamato Padel World Tour in cui si sfidano tutti i giocatori più forti del padel. Non serve essere esperti per guardarlo perchè in ogni caso si rimarrà a bocca aperta per le palline difficilissime che prendono i giocatori.

Luca Rosati 2C - Fellini

Una palestra più colorata

Chi è venuto a visitare la scuola Federico Fellini conosce già una sua caratteristica: sulla maggior parte delle mura ci sono i disegni colorati degli omini di Keith Haring. Tuttavia l'unica parte delle mura che non aveva questi omini erano sono le mura della palestra. Nessuno voleva vedere queste mura bianche e così la prof di Arte, Tiziana Cipri, ha deciso di abbellire anche le mura della palestra insieme a un suo alunno di nome Samuel e al prof Stefano Pugliese.

La Cipri ha pensato di disegnare sulle mura della palestra alcuni omini che giocano a diversi sport, per esempio omini che giocano a basket, omini che giocano a calcio, omini che nuotano, omini che giocano a tennis o omini che giocano a pallavolo.

Presto potrete vedere queste mura che saranno colorate come il resto delle pareti della nostra bella scuola.

Samuel Alon 1A - Fellini

LA TERZA A DI PALATUCCI A FELLINI

Lo sapete che succede

di Fellini nella sede?

Tra gli alunni grandicelli

ci son bimbi proprio belli,

che non son di secondaria,

ma frequentan la primaria!

Cosa mai sarà successo,

che han dovuto cambiar plesso?

Ora vi racconterò

cosa mai gli capitò:

classe terza, sezione A,

gruppo simpatico, ognuno lo sa,

in biblioteca era situata,

ma un brutto giorno la trovan bagnata!

E piove, piove, non smette mai,

la terza A è in un mare di guai!

Verremo a scuola col salvagente?

Se piove in aula non sto bene per niente!

Pensa e ripensa, siam preoccupati,

non possiamo studiare bagnati….

A Palatucci non c’è altro posto,

dobbiamo spostarci ad ogni costo.

Per fortuna che siamo vicini

al plesso dei grandi, Federico Fellini.

C’è un bel teatro, molto spazioso

e starci dentro è anche sfizioso:

andiamo sul palco, cantiamo e balliamo,

perciò anche qui volentieri veniamo.

E per di più molti bambini

qui hanno fratelli ed amici carini,

che ogni tanto mandan saluti

e li fanno sentire i benvenuti!

Quindi, che dire? Finché durerà,

la terza A siam contenta stia qua.

Roma, 10 dicembre 2020 - Francesca Pellizzaro

PICCOLI ITALIANI

Educazione civica nella scuola dell'infanzia - Palatucci e M. Monaco

Con l’introduzione dell’educazione civica nella Scuola dell’Infanzia noi docenti dei due plessi Palatucci e Montemonaco abbiamo programmato di realizzare un’iniziativa di sensibilizzazione ad un primo esercizio di cittadinanza e dopo varie proposte la scelta è ricaduta sulla bandiera Italiana.

L’attività è nata dall’esigenza di un apprendimento per scoprire il Paese in cui i bambini vivono, per comprendere i suoi simboli e la sua storia, per avvicinarli ai valori di cittadinanza attiva e di convivenza civile.

L’impegno di noi insegnanti è stato quello di informare e di suscitare curiosità ed entusiasmo per trasmettere dei valori in modo divertente e creativo.

L’iniziativa ha coinvolto molto i nostri “piccoli cittadini” che, durante una passeggiata nel cortile, hanno notato la bandiera italiana sventolare all’ingresso della scuola e questo è stato l’inizio di un lungo percorso.

I bambini hanno appreso di essere italiani attraverso l’osservazione della carta geografica, individuando nel particolare la loro regione e città di residenza e anche quella dei loro nonni, nel caso in cui quest’ultimi risiedessero in un’altra città.

Numerose e diversificate poi le attività svolte nelle sezioni dei due plessi: ascolto di eventi e personaggi della storia dell’Unità d’Italia, personificazione del Tricolore a cui è stata realizzata un’intervista da cui i bambini hanno appreso il significato dei colori e la direzionalità delle fasce, non è mancato l’ascolto dell’Inno in piedi e con la mano sul petto fino alla memorizzazione delle parole.

E poi tutti al lavoro: pennelli, tempere, forbici, colla per colorare con diverse tecniche la bandiera, disegni di sagome di bambini con la bandierina in mano ed infine una poesia a ricordo di questa entusiasmante esperienza con energico sventolio finale.

A conclusione di tutte le attività i bambini porteranno a casa la bandierina realizzata da loro stessi con l’augurio di noi insegnanti che “Chi rispetta la bandiera da piccolo, la saprà difendere da grande” (Edmondo De Amicis).

NELLA GALLERIA CHE SEGUE UNA RACCOLTA DI FOTO DELLE ATTIVITÀ SVOLTE DAI BAMBINI DELL'INFANZIA DI PALATUCCI E MONTEMONACO

PUOI INGRANDIRE OGNI IMMAGINE CLICCANDOCI SOPRA

LA TASSELLATURA

“IL MOSAICO CHE UNISCE “

Testo degli alunni della classe 2A (Fellini): Ginevra Monaco, Alice Sgardello, Eleonora Carrer, Emanuele Bronda, Claudia Erhahon, Carlotta Scozzi

LA DISTANZA NON CI HA FERMATI!

Partì tutto il 5 marzo 2020, quando decisero di chiudere le scuole e mettere in quarantena la popolazione italiana. Da lì iniziammo un percorso con la scuola, chiamato “didattica a distanza”. Tutti eravamo un po’ tristi perché non potevamo stare gli uni vicini agli altri e potevamo solo vederci attraverso uno schermo.

Abbiamo svolto molti lavori, ma, in particolare noi classi prime (A, B e D) in tecnologia, con la prof. Cappelli abbiamo realizzato un mosaico. Questo mosaico è formato da esagoni in cartone realizzati da ciascuno di noi. In altre parole ciascuno studente ha disegnato e colorato un tassello, per poi unirli in un unico grande mosaico che rappresentava le nostre emozioni durante il periodo di quarantena.

Questa idea era nata per rappresentare il momento che stavamo vivendo e per superare, in qualche modo, i limiti dell’isolamento. Per prima cosa, c’è da dire che la forma scelta per realizzare il mosaico non fu casuale. Infatti, proprio in quel periodo, nell’ambito dello studio dei materiali ceramici e delle pavimentazioni, in disegno geometrico stavamo studiando la tassellatura . L’esagono è infatti, insieme al triangolo ed al quadrato, una figura piana che si adatta perfettamente alla realizzazione di mosaici e pavimentazioni, usato fin dall’antichità, in quanto i vari tasselli possono essere accostati l’uno all’altro senza creare spazi vuoti o sovrapposizioni. Per decorarlo internamente abbiamo seguito le strutture geometriche dell’esagono come base, poi lo abbiamo colorato a piacere secondo la nostra fantasia e rendendolo così unico. Abbiamo, quindi, iniziato a riempire l’esagono con diversi colori e materiali che avevamo a casa e che rappresentavano i nostri stati d’animo e le emozioni che stavamo vivendo durante il lockdown.

Ovviamente lavorando tutti insieme per un progetto comune ci siamo sentiti un po’ più vicini, anche se non potevamo uscire dalle nostre case e la nostra prima media si è conclusa a distanza.

Poi, quando finalmente siamo riusciti a tornare a scuola, abbiamo completato il nostro lavoro unendo tutti i tasselli del mosaico: ognuno di noi ha incollato il proprio esagono con orgoglio ricevendo dal resto della classe un grande applauso!

Abbiamo poi scelto una frase che rappresentasse la nostra voglia di andare avanti tutti insieme, sempre.

#LA DISTANZA NON CI HA FERMATI! Tutti in 2A!!!!

QUESTI SONO I NOSTRI MOSAICI. CLICCA SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE.

I MOSAICI DELLE CLASSI 2A-2B-2D: IL VIDEO

Cari ragazzi, cari genitori,

in attesa di tornare presto ad incontrarvi e a lavorare nelle scuole, ARTU ASSOCIAZIONE GENITORI ha organizzato la riapertura di gran parte delle attività extrascolastiche, per dare continuità ai tanti progetti e laboratori che da anni caratterizzano una offerta formativa al territorio, varia e articolata, dedicata a tutte le fasce di età.

Venite a trovarci presso IF ART SPACE (via Nomentana 1018), struttura presso la quale abbiamo riaperto da ottobre i laboratori di Cineteatro, Teatro in Lingua Inglese, Cinema, Musica, Corsi studio per certificazioni Cambridge.

Vi accoglieremo in sicurezza e nel pieno rispetto delle norme sanitarie anticontagio.

VI ASPETTIAMO!!!!

SCEGLIERE LA SPERANZA

<<C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico>> scriveva Pascoli e mai verso riesce meglio a sintetizzare la situazione odierna.

Si, perché i nostri ragazzi, smettiamola di chiamarli bambini, sono approdati alla quinta e seppure il mondo intero si sia trovato di fronte a nuove sfide, i riti di passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza sono sempre gli stessi.

Siamo arrivati alla quinta, dicevamo, l’anno del Maestro Perboni e di Garrone, del libro Cuore per intenderci! In effetti se ci soffermiamo a riflettere, i protagonisti (molto noti per noi figli degli anni settanta/ottanta) li potremmo ritrovare ai giorni nostri seppur con nomi e forme diverse. Certo Franti non sarà più il monellaccio che crea scompiglio e che se la prende coi più deboli, ma sicuramente potrebbe essere chiamato “COVID”, la pandemia che colpisce i più fragili e ci divide dagli affetti e dalle amicizie. Il diario di Enrico Bottini ovviamente si è trasformato nel nostro modernissimo e potentissimo <<smartphone>> dove le nostre “Piccole Donne” e “Piccoli Uomini” hanno lasciato sotto forma di simboli, frasi e altro tutte le loro inquietudini di un’epoca in bilico tra l’incertezza e la speranza, tra la solitudine e la ricerca di un amico. Il gigante buono “Garrone” che ci difende dai brutti tiri di Franti, potrebbero essere i nostri dottori che in questi mesi ci hanno aiutato a non farci prendere dal panico e a non sottovalutare una malattia pericolosa.

Certamente i nostri “piccoli principi” più che mai come quest’anno sono stati morsi da una vipera, molto diversa da quella delle precedenti generazioni, perché ha inoculato un veleno istantaneo che, forse troppo velocemente, dal mondo dell’infanzia li sta trasportando nel modo dei “più grandi”. Eh si! Perché oramai tutto si è accelerato. Siamo arrivati in prossimità del Natale e sembra ieri il primo giorno di scuola. Dovendo essere sinceri, per chi scrive, sembra ieri il primo giorno della prima elementare. Tutte le volte che sento parlare dell’”iris” mi tornano in mente le avventure del libro di prima, dove la ricerca dell’”Iris Magico” era il fil-rouge per far imparare l’ABC a nostri figli.

Ovviamente, non dimentichiamo un ulteriore fattore che è quello della socialità. Chi di noi non ricorda almeno un compagno di scuola, al quale ancora oggi è legato da affetto e amicizia? Al quale abbiamo confidato intimi segreti? Ebbene ai nostri ragazzi, abbiamo insegnato a non avvicinarsi, non toccare, non abbracciare. Tutto giusto, dobbiamo combattere una guerra di trincea lunga e dolorosa e per vincerla l’unico modo è il distanziamento “sociale” (dalla società), ma a farne le spese è la socialità dei nostri ragazzi che sempre meno frequentano oratori, palestre, piscine dove incontrare amicizia, che è parte integrante della cultura e dell’educazione di tutti gli essere viventi. Per fortuna la scuola in qualche modo ha cercato di tenere stretti i suoi ragazzi. Le Maestre affrontando una piccola grande rivoluzione hanno stravolto tutte le loro programmazioni e ci hanno aperto le loro case e ci hanno accolto nel monitor dello loro computer. Strumento strano per delle elementari! (Vi posso assicurare, comunque, che mio figlio ha impiegato veramente poco tempo a capire come usarlo). Questo, però è successo grazie alla pazienza delle Maestre che hanno saputo capire e aspettare i nostri ragazzi. In particolare, hanno saputo rapirli davanti allo schermo proseguendo un programma veramente complesso nell’eseguirlo “a distanza”. Certo qualche lacuna andrà colmata in fretta ma devo dire che la speranza che intravediamo e data dal fatto che i nostri ragazzi non si sono persi.

Si perché, senza saperlo le nostre future donne e i nostri futuri uomini hanno seguito quello che diceva Seneca: “anche se il timore ha avuto sempre più argomenti, loro hanno scelto la Speranza”. La speranza che tutto passi e si vada verso un qualcosa di migliore. Di questo noi adulti dovremmo essere certi, perché gli stessi i nostri ragazzi sono quel mondo migliore. Infatti, in una realtà confusa e incerta, sospesa tra l’ordine e il caos, la loro voglia di vita e di futuro è l’unica cura per far guarire il mondo dalle ferite che questi tempo ha procurato. La loro voglia di conoscere e capire farà dimenticare questi mesi interrotti. I nuovi mezzi con cui hanno preso manualità saranno da loro utilizzati per andare ancora più lontano. A noi genitori, il duro compito, di spronarli a seguire i loro sogni sorreggendoli nelle loro incertezze perché loro sono migliori di noi. Ecco, quindi, il nuovo e l’antico che s’incontrano di nuovo e se è di Cicerone la frase: << finché c’è vita, c’è speranza>>, oggi vita e speranza le ritroviamo riflessi negli occhi dei nostri ragazzi.

Luca Sgardello, papà di Lorenzo della quinta elementare

LA PRIMA CAMPANELLA

L’inizio di un nuovo anno scolastico…l’emozione della prima campanella della vita di tuo figlio che segna il passaggio alla scuola dei “grandi”! Quel suono che segna la fine del tempo del gioco ed inizia quello dello studio per imparare a leggere e scrivere, per iniziare a costruire il puzzle del futuro dei propri figli. Ma quest’anno quella campanella ha avuto un suono diverso, lontano perché a causa del Covid non si poteva aspettare nel cortile della scuola ma all’esterno, sui marciapiedi, sparpagliati il più possibile, guardando continuamente l’orologio per non sbagliare la campanella delle classi prime tra quelle delle altre classi. Tutti noi genitori istruiti su percorsi, regole ed orario di appuntamento ci ritroviamo ignari di quella che sarà la classe assegnata al proprio figlio. Quest’anno il dirigente scolastico non ha voluto indicare prima dell’inizio dell’anno scolastico la composizione delle classi e così fino all’ultimo nella mente si rincorrevano sempre le stesse domande: chi saranno le maestre? Quali compagni della materna continueranno ad esserlo anche per i prossimi 5 anni? Tante domande ed incertezze fino a quando iniziarono a chiamare i singoli nomi dei bambini ai quale veniva assegnato un colore. E così piano piano si sono composte le classi distribuite e ben distanziate all’interno del campo di basket. I bambini della prima A erano attesi dalla maestra Roberta ed il maestro Vincenzo sotto un albero con tre palloncini rossi Ricordo benissimo il saluto vivace ed allegro con il quale la maestra Roberta ha accolto i bambini come ad indicare un senso di liberazione e felicità perché nonostante le difficoltà la scuola stava ripartendo dopo tanti mesi di chiusura totale. Mi sono chiesta: “come fa la maestra ad essere felice di passare parte della propria giornata in mezzo a bambini urlanti e scalmanati?”. In quel momento la mia ammirazione per la categoria delle maestre/i è schizzata alle stelle…lottano, sono felici e lavorano con passione per costruire il futuro dei nostri figli! Forza maestri in quest’anno sfortunato avrete la fortuna di avere solo 16 bambini urlanti, questa sì che è stata una fortuna per tutti!

Giulia Ronga, mamma di Giulio, 1A primaria

GENERAZIONE COVID

Si avvicina il Natale, e con esso ci prepariamo a vivere l’atmosfera di serenità che lo caratterizza, anche se diversa dagli anni passati, quest’anno risalta ancor di più la nostra voglia di magia e di sognare.

La chiamano generazione Covid.

I nostri bimbi hanno imparato ad amare e riconoscere anche le persone più care dietro a quelle mascherine che come scudi vengono indossate per proteggerci e per proteggere loro, gli esseri più indifesi al mondo.

Hanno imparato a riconoscere le emozioni in modo diverso: la felicità, solo da uno sguardo; un saluto affettuoso, attraverso un gesto; ad abbracciarsi a distanza ed emozionarsi per le piccole cose a cui prima si dava meno attenzione!

Grandi e piccoli, abbiamo imparato cosa vuol dire veramente la parola “distanza” e come ridurla. Abbiamo appreso l’importanza delle persone speciali, di quelle più fragili e dei nonni, imparando a prenderci cura di tutte loro.

A noi genitori e insegnanti è affidato il compito e la gioia di regalare ai nostri piccoli, i quali sono stati tra i più sacrificati, l’attenzione e la dolcezza che gli spetta, perché.....

“Se ci diamo la mano, i miracoli si faranno e il giorno di Natale sarà tutto l’anno”

cit. G. Rodari - da Lo Zampognaro

Marta, mamma di Pietro Fascetti - scuola dell'infanzia

NATALE 2020

Natale 2020… Come lo passeremo? Questa è una delle tante domande che più ci facciamo in questo periodo. A causa di questo virus non potremo passarlo come tutti gli altri anni, questo è certo.

Per quest’anno possiamo scordarci cenoni e tombolate in compagnia di amici e parenti.

Il Natale lo passeremo ognuno a casa propria, con la propria famiglia. Questo però non lo rovinerà. L’importante sarà stare in famiglia e passarlo il meglio possibile.

Dovremo cercare in tutti i modi di renderlo divertente, guardando un film natalizio o di qualsiasi altro genere; ad esempio, la sera della vigilia faranno su canale 5 il settimo film della saga di Harry Potter, da poter guardare in compagnia della tua famiglia. Poi si potrà giocare a Tombola, anche se si è in pochi. Insomma, per divertirsi ci sono tante opzioni.

Infine si scarteranno i regali, momento più atteso della serata.

A mezzanotte ci sarà sicuramente qualcuno che farà i fuochi d’artificio, e le persone si affacceranno dalle finestre e dai balconi, per ammirare quelle grandi scintille colorate che fluttuano nel cielo.

Alla fine questo Natale lo passeremo bene, con gioia e amore. Ed è così che riusciremo ad andare avanti e a superare questo periodo difficile.

Eva Confaloni 1C - Fellini

L'ALBERO A MODO MIO

Il Natale si avvicina e per vivere appieno il clima natalizio il nostro Dirigente ci ha lanciato una sfida: un concorso artistico avente per tema l’albero di Natale.

Sono coinvolti gli studenti della scuola media e le classi quinte della scuola primaria. Ogni classe, con i propri insegnanti, si cimenterà nella costruzione di un albero di Natale e nella realizzazione delle sue decorazioni con l’utilizzo di materiali e tecniche diverse.

Tutti gli alberi verranno esposti davanti alle aule e verrà premiata quello più creativo, originale ed eco-sostenibile.

Ci siamo subito messi al lavoro ed ecco alcuni dei nostri work in progress…

E SE BABBO NATALE FOSSE CATTIVO?

MA CHI E’ L’UOMO PIU’ BUONO DEL MONDO?

SICURAMENTE BABBO NATALE, SIMBOLO DI BONTÀ’, DI GENEROSITÀ’, DI FELICITÀ’ E DI ALLEGRIA!!!

SARÀ’ PER QUELLA FACCIA PAFFUTA, LO SGUARDO RASSICURANTE, LA BARBA LUNGA E IL SUO PANCIONE!!!

MA…SE PER UNA VOLTA LO FACESSIMO DIVENTARE IL SIMBOLO DELLA CATTIVERIA?

COSA POTREBBE FARE?

1. ROMPERE L’ALBERO DI NATALE

2. ROVESCIARE LA TAZZA CON IL LATTE E I BISCOTTI

3. DISTRUGGERE I REGALI

4. STRAPPARE LE LETTERINE

5. RUBARE I REGALI

6. PORTARE I REGALI SOLO AI BAMBINI CATTIVI

7. SCHIAVIZZARE GLI ELFI

8. CORREGGERE E METTERE IL VOTO ALLE VOSTRE LETTERINE

9. PORTARE I REGALI DELLO SCORSO ANNO

10. INVITARE A CENA LA BEFANA, MA NON PRESENTARSI ALL’APPUNTAMENTO

P.S. NON VI PREOCCUPATE BAMBINI!!! BABBO NATALE ARRIVERÀ’ PURE QUEST'ANNO…ANCHE CON LA MASCHERINA!!!

LUI E’ SEMPRE IL MIGLIORE!!!

ANDRÀ’ TUTTO BENE!!!

I RAGAZZI DELLA 5A – PALATUCCI

English dessert recipes

The carrot cake

In the most popular and traditional of the English desserts recipes there is the carrot cake. An easy and very good recipe. Now, let’s begin! In a bowl mix 180g of flour, 1 teaspoon of yeast, ½ teaspoon of bicarbonate, a little cinnamon and nutmeg, 1 teaspoon of chopped cloves and pinch of salt.

After, in another bowl, mix 200g of sugar, two eggs and an orange juice. Mix it until you have a spongy compound, and then, pour 150ml of seed oil and 200g of grated carrots. Add the two compounds and mix it slowly. Take a cake mold buttered and floured and cook it for 35 minutes at 180°.

Now we are ready for the icing: work 150g of cream cheese and 100g of softened butter, until you have a cream. Add 100g of powdered sugar, 1 teaspoon of ginger and two teaspoon of orange peel. Mix it and put in the fridge for 10 minutes. When the cake is ready let it cold in a wire rack. Add the icing on the cake and enjoy your meal! And share it with your family!

Simone D’Ascanio 3D - Fellini

SING ALONG! ADVENT CALENDAR

What am I going to do?

Since I entered middle school I have always been anxious about choosing my high school. I was afraid of choosing the wrong curriculum and not getting the future I wanted. At first I was undecided about where to go: I have always been good at languages and art but I couldn’t choose one.

These years of middle school helped me realize that drawing relaxed me and made me feel good, so in the end I decided to go for an art school. I had to face criticism from many people who said that my choice was wrong, but I decided to follow my dreams anyway. I had the opportunity to discuss my decision with my classmates and I found out that two of my classmates also want to go to the same high school, and that is really good because it means that I will have someone that I know by my side.

It was also interesting to know my classmates’ choices: I think it’s amazing to see how different we are. I had so much fun imagining all of us with our dream jobs.

Giulia Ponzi 3A - Fellini

What's the missing word?

Listen to the song, watch the video and fill in the missing words while listening! Ascolta la canzone, guarda il video e scrivi le parole mancanti mentre ascolti!

Made by Giulia Ponzi, Class 3A – Fellini

CRUCI……CHRISTMAS

Trova la definizione e traduci in inglese

5A - PALATUCCI
5B - PALATUCCI
Amicizia o Manipolazione?

L’Amicizia è un sentimento che si prova per un’altra persona quando si trovano stessi interessi, opinioni… A volte però può diventare pericolosa e quindi Manipolazione.

È un’esperienza molto comune che finora non ho mai riscontrato, ma dopo aver approfondito questo argomento, anch’io comincio a farmi delle domande sulla verità.

Il termine usato per definire le azioni che ti allarmano si chiama “Bandiera Rossa”, cioè le persone pericolose con i loro difetti. Un esempio comune sono le persone che creano un’amicizia solo per il loro interesse personale quindi per soldi o fama. A volte questi difetti si possono riscontrare immediatamente subito dopo aver conosciuto una persona, e quindi si possono prendere immediatamente in considerazione, a differenza nelle situazioni dove hai già creato un legame con una persona che vedi come buona, e che quindi influenza negativamente il tuo giudizio sulle Bandiere Rosse che iniziano ad evidenziarsi fino ad essere completamente trascurate. Un esempio di Manipolazione è l’isolamento completo di una persona da parte di un’altra, un esempio è: Elisa vuole uscire con gli amici ma questo non rientra nei piani del suo migliore amico Gabriele che le comincia a far perdere fiducia nei suoi amici mettendoli sotto cattiva luce e a parlandone male. Per evitare di ritrovarsi in queste situazioni, bisognerebbe definire una lista su come altri dovrebbero comportarsi nei tuoi confronti. Un altro caso di Manipolazione molto violento e minaccioso è il Ricatto Emotivo: questa tipologia controlla una persona tramite paura, colpevolezza e obbligazione. Vengono inoltre usate minacce come: “Fai questo o ti farò del male” o peggio ancora “Fai questo o mi faro del male”. In questo modo la persona è obbligata ad aggiungere altre responsabilità oltre a quelle che già possiede. In questi casi tu non sei… responsabile per la felicità di tutti! Infatti non devi sempre creare un rapporto con altre persone, specialmente se non ti piacciono o ti obbligano anzi, la cosa migliore che potresti fargli sarebbe incitarli ad andare da un specializzato in queste situazioni per trovare una soluzione ai loro problemi. Un tasto dolente sulle Bandiere Rosse è saper rompere un’amicizia con una persona che comincia a diventare pericolosa: all’inizio sarà difficile la divisione, ma bisogna sempre ricordarsi perché questa scelta è la migliore. Se dovesse tornare e chiedere scusa ma non è cambiato, allora la risposta sarà no fino a che non cambierà. Bisogna sempre essere sinceri con se stessi al 100% quando si ha litigato con l’amico poiché forse noi stessi siamo il problema, ed è anche doveroso saper chiedere scusa quando hai sbagliato, in modo di avere rapporti più duraturi e sinceri. In questi casi ignorare il tuo errore e scaricare tutta la colpa sul tuo amico e peggiorare la situazione. Nel caso rompere un rapporto sia molto difficile, bisogna essere sempre positivo e sempre confidente in te stesso. Se si ha problemi nel riconoscere una Bandiera Rossa bisogna chiedersi se il mio amico si comporta così e bisogna sapersi rispondere sinceramente: Ti senti peggio quando stai con lui/lei? Parla male di te alle tue spalle? Ti fa sentire come se senza di lui/lei tu non riesca a fare una sola decisione? Ti chiede soldi e favori che non ripaga? Ti scoraggia? Se la maggior parte delle risposte è sì, allora comunicaglielo. Se lui prova a migliorare e a riparare i suoi errori allora è ancora un’amicizia sana; in alternativa, se non ascolta le tue evidenze e le giustifica in maniere sgradevoli e non veritiere, allora l’Amicizia è diventata Manipolazione.

Un soluzione a questo problema sarebbe riconoscere le Bandiere Rosse e non trascurarle così da avere una Amicizia Sincera e Sana che durerà a lungo.

Antonio Grimaldi 3C - Fellini

L’abbandono degli animali è un crimine

L’abbandono è un argomento molto sentito e discusso, toccato anche dalla politica, tanto che esiste un gruppo di persone chiamato animalisti. L’abbandono è un atto compiuto dai padroni di animali domestici, e non va inteso come il solo voler lasciare l’animale, ma più generalmente di non prendersene più cura con la consapevolezza che un animale non può provvedere a se stesso. Questo porta la traumatizzazione degli animali o addirittura la morte degli stessi.

Abbandonare gli animali è un reato contravvenzionale che il nostro ordinamento prevede e punisce all’articolo 727 del codice penale. Tale norma, in particolare, prevede testualmente che “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena è sottoposto chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”. E’ anche un reato morale e le persone che lo fanno dovrebbero vergognarsi per il male che provocano a quegli animali. Le persone che abbandonano dovrebbero mettersi nei panni degli animali e provare il dolore che provocano, perché anche loro sono degli esseri viventi e vanno rispettati soprattutto perché anche loro hanno dei sentimenti.

Una consuetudine che fa riflettere è il fatto che ad oggi si tende più a comprare cani o gatti di razza da allevamenti, invece di adottarli e così si è complici del sovraffollamento dei canili e dei gattili. Molti canili e gattili a causa del sovraffollamento sono costretti a sopprimere gli animali che ritengono meno propensi all’adozione (animali molto malati, aggressivi o anziani). Questo è un problema molto sottovalutato e preso sottogamba, a cui andrebbe prestata più attenzione prendendo misure di sicurezza maggiori e cercando di prevenire le situazioni di abbandono. Andrebbero anche istruite le persone nel comportarsi in maniera più civile ed empatica.

Simone Giuliano Garisto Donzelli 1C - Fellini

La difficoltà di essere amici veri al giorno d’oggi

L'argomento che voglio affrontare è l'amicizia, uno dei temi di cui si parla di più.

E’ importante sapere che se adesso hai molti amici, nel futuro potrebbe non essere così. Gli amici veri, come dice il proverbio, "si contano sul palmo di una mano", cioè sono veramente pochi.

So che spesso riconoscere, distinguere un amico vero, rappresenta un ostacolo che, come tutti gli altri, va superato. Vi è mai capitato di avere paura di essere soli? Di avere una amicizia importante che col tempo si può sgretolare senza capirne il perché? Bene:è proprio in questi momenti che bisogna essere forti, trovare la forza per

rialzarsi e continuare, o ricominciare. Un Amico vero non ti cerca solo per i compiti, per una videochiamata, o solo quando ne ha voglia, perchè l'amico vero è sempre lì per te, per aiutarti nei momenti più bui, ti capisce, ti ascolta. Può accadere di non avere molti amici nel contesto scolastico, e questo può essere legato al fatto dello studio, perché spesso i più studiosi nelle classi vengono esclusi o vengono presi in giro. Una cosa fondamentale che dovrai ricordare è che devi innanzitutto essere amico di te stesso, perché non c'è amico altrettanto importante quanto te. C'è un ostacolo? Affrontalo. Hai paura? Parlane. Sfogati.

Non devi preoccuparti di avere tanti amici, devi invece preoccuparti di quelli che già hai e capire se loro sono i tuoi veri amici. Non dico non sia importante avere tanti amici, ma è preferibile averne pochi sui quali contare, piuttosto che averne tanti di cui non puoi fidarti.

Angelica Ricci 2C - Fellini

Come orientarsi nella scelta della scuola superiore

Ormai siamo giunti quasi alla fine del primo ciclo scolastico e dobbiamo prendere una decisione.

Siamo tutti un po’ confusi e preoccupati, perché questa scelta ci indirizzerà verso un futuro ancora incerto.

Per essere più sicuri di noi stessi, dagli inizi di novembre i professori hanno iniziato a consigliarci ed indirizzarci verso alcune scuole, organizzando incontri con vari istituti e offrendoci la possibilità di recarci in uno sportello dedicato all’orientamento, per ragionare sulle scelte che dovremo fare.

La nostra sfortuna, però, è stata che nel periodo dell’orientamento la nostra classe era in quarantena, quindi abbiamo seguito tutto da casa ed è stato molto difficile.

Le presentazioni delle scuole avvenivano online consecutivamente, si collegavano con noi alcuni professori di alcune scuole superiori e iniziavano a parlarci delle cose che saremmo andati a fare se avessimo scelto determinati indirizzi.

Questo percorso è stato molto utile perché ci ha fatto ragionare e capire ciò che ci piace veramente fare, e ciò che vogliamo raggiungere nel nostro futuro.

Manila Landucci 3C - Fellini

Ragazzi VS Covid

Il periodo che stiamo vivendo entrerà nei libri di storia. E’ difficile per tutti, ma specialmente per noi ragazzi e per tantissimi motivi: ci viene chiesto di nuotare senza affogare tra tutte le voci contrastanti che girano sul web, ma veniamo sostanzialmente gettati in acqua con la speranza di galleggiare, di capire le regole e come vanno applicate, ma soprattutto di avere la consapevolezza del momento che stiamo vivendo e la maturità di porci dei limiti importanti secondo le regole che ci vengono sottolineate ormai quasi da un anno.

Eppure, proprio noi ragazzi, ci mettiamo a postare sui social con un nuovo slogan dall’effetto contagioso quasi quanto il virus: “Rivogliamo quello che avevamo, rivogliamo la nostra adolescenza. Fateci vivere, non sopravvivere!”

Dopo il web, sentendoci forti dell’appoggio di sempre più ragazzi, siamo passati ai fatti e siamo scesi in piazza a protestare senza nemmeno portare quelle benedette mascherine, le uniche che ci possono salvare. Ma tanto noi siamo così: siamo testardi. Vogliamo sentirci grandi, ascoltati a tutti i costi. E così abbiamo portato sotto casa addirittura i cartelli, gli striscioni e siamo finiti a fare a botte coi poliziotti perché siamo isterici, non riusciamo ad aspettare di poter riavere quello che avevamo, siamo affamati e lo vogliamo ora. O adesso, o niente.

E’ vero, noi vogliamo la nostra libertà. E’ vero, noi vogliamo la nostra indipendenza. E’ vero, noi vogliamo essere adolescenti e vivere la nostra vita come desideriamo, ma non riusciamo a capire che se non ci impegniamo oggi, la nostra vita da adolescenti non l’avremo più e finisce adesso, in questo istante. Non sono gli adulti a portarcela via, siamo noi che la stiamo buttando giù per il dirupo da soli. E il dirupo l’abbiamo scelto pure bello profondo.

Perciò, quando scriveranno di questo momento storico nei libri e le nostre azioni verranno impresse sulla carta per sempre, cosa vogliamo che scrivano? Magari, speriamo, scriveranno di un popolo, quello italiano, che si è impegnato nel rispettare le restrizioni e che in questo modo ha aiutato i medici a vincere il virus, e di un impegno che ci ha portato fino alla fine della crisi sani e salvi.

Stiamo uniti e facciamo attenzione adesso più che mai perché siamo noi ragazzi il futuro del nostro paese, quello che è stato dei nostri genitori e che sarà dei nostri figli. Impegnamoci nelle cose che facciamo e siamo prudenti per garantirci dopo quello che vorremmo adesso.

Gaia Zavaglia 2D - Fellini

Da grande farò il calciatore

Poco tempo fa ho letto un libro di Luigi Garlando intitolato “Da grande farò il calciatore” della casa editrice “Il battello a vapore” pubblicato nel 2003.

Luigi Garlando è un giornalista e scrive libri per grandi e ragazzi, in cui parla di persone importanti e tra tutti i libri che ha scritto il più letto è ”Per questo mi chiamo Giovanni” su Giovanni Falcone.

Il libro che ho letto è una biografia; Pietro, un ragazzo di 12 anni, grande tifoso interista, per il suo compleanno ha l’opportunità di conoscere il suo calciatore preferito, Iaki il Magnifico un famoso calciatore dell’Inter. I due fanno amicizia e, dopo una settimana insieme, Iaki procura un provino a Pietro per entrare e giocare nelle giovanili dell’Inter. Pietro inizia la sua avventura e già il primo anno vince il campionato esordienti insieme ai suoi nuovi compagni.

Questo libro è facile da leggere e molto bello perché fa capire cos’è una passione e quanti sacrifici ci vogliono per coltivarla; Inoltre si percepisce un senso di amicizia molto forte e senza secondi fini. Lo consiglierei a persone appassionate di calcio, sport in generale e a chiunque ha un sogno. Cito: “Non esistono sogni irrealizzabili… crederci con tutto il cuore questo è il primo segreto”

Federico Gugliotta 2C - Fellini

Sherlock Holmes e il mastino di Baskerville

Un uomo colto, intelligente, pieno di sé e del suo ego, per un enigma cupo e misterioso; se si dovesse dare un colore a questo enigma sarebbe senza dubbio il nero. Nero come la notte, quando le “bestie di Satana” escono allo scoperto per trovare le loro prede. Nero come l’oscurità, cioè quello che prova Holmes all’idea di non sapere la risposta dell’indovinello. Nero come la pelliccia della bestia, che per anni ha portato terrore e disperazione alla famiglia Baskerville, che ormai chiamano maledizione. Questa storia è ambientata alla fine dell’Ottocento, in un appartamento che tutt’oggi è ancora famoso a Londra: si trova in una via chiamata Baker Street, al numero 221B, dove iniziò la grande avventura verso la verità. Questo romanzo può farti tornare al passato nei panni di John Watson con tutti i suoi incarichi, doveri e preoccupazioni. La scrittura usa termini che non si usano più o esclamazioni del tipo “Tuoni e fulmini!” e ti spiega come si discuteva a quei tempi e le formalità che oggi possono sembrare strane. L’incipit è narrativo ed entra direttamente nei fatti, e da subito ti sorgono in mente una miriade di domande: in una solita giornata Holmes si svegliò presto per dedicare la sua attenzione a qualcosa, perché? Che cosa ha attirato la sua attenzione? Dopo che Watson avrà descritto dettagliatamente il tempo e il luogo in cui si trovavano, arriva la persona che darà inizio alle indagini del Signor Holmes, il Dottor Mortimer, che spiega ai due cosa sta accadendo alla famiglia Baskerville e la famosa “maledizione”. Il giorno seguente il Dottor Mortimer porta un suo amico, Sir. Henry Baskerville, il nipote della vittima, cioè Sir. Charles Baskerville. Dopo le loro spiegazioni, Holmes e Watson accettano il caso, ma non sarà facile. Il colpevole si dimostrerà più astuto del previsto.

Simone D’Ascanio 3D - Fellini

Qualcuno con cui correre

“Qualcuno con cui correre” è un romanzo scritto da David Grossman, pubblicato nel 2000 dalla casa editrice Mondadori. Grossman è nato nel 1954 a Gerusalemme. Oltre a “Qualcuno con cui correre” ha scritto anche “Il sorriso dell'agnello”, “Ci sono bambini a zig-zag”, “L'uomo che corre” e “Caduto fuori dal tempo”. Ha vinto il premio Nobel per la letteratura.

Questo romanzo parla della storia di Assaf, un sedicenne che per l’estate lavora in municipio, a cui viene affidato un compito importante, ovvero ritrovare il padrone di un cane randagio. Seguendolo per tutta Gerusalemme, comincia a comporre i pezzi della storia di Tamar, intenta a salvare il fratello, immischiato in brutti giri di droga.

Assaf è un ragazzo timido e impacciato, che non sa cosa vuole dalla vita. Il compito di ritrovare Tamar gli cambia la vita e il modo di vedere le cose, così si mette in testa di riportarle il cane a qualunque costo.

Tamar, una sedicenne bassa e con i capelli ricci e neri, ha un bel rapporto con il fratello. E’ molto brava a cantare e infatti frequenta il coro della scuola insieme ad dei suoi amici che da molto tempo non considera più tali. Tamar non riesce mai a capire quanto la realtà sia diversa dalla fantasia in cui si immerge, non sa quanto sia diversa dai suoi pensieri. Suo fratello è un ragazzo di diciotto anni che suona la chitarra. E’ alto e molto magro e quasi non si regge in piedi da quanto è debole.

Insieme a loro vi sono tanti altri personaggi minori. Uno fra questi è Teodora, una suora dalla storia molto intrigante, costretta a restare in una torre per accogliere i pellegrini, molto piccola e fragile, abbastanza anziana e con la voglia di scoprire com'è fatto il mondo. E’ così tanto curiosa che obbliga Assaf a raccontarle quello che gli succede là fuori anche contro la sua volontà.

Il libro esprime l'affetto che ha Tamar verso suo fratello, tanto da dargli una mano al momento del bisogno, rischiando anche la sua vita; anche Assaf, pur non sapendo chi sia Tamar, decide di mettere insieme tutto il suo coraggio e la sua tenacia per aiutarla.

Il romanzo, inoltre, fa capire quanto a volte la realtà e la fantasia siano due mondi completamente diversi e che bisogna imparare a distinguerli.

Il libro racchiude due punti di vista: quello di Assaf e quello di Tamar. Ci sono molte sequenze riflessive, in contrasto con quelle narrative, più movimentate.

Il romanzo è molto appassionante ed è bello il fatto che, per incuriosire tanto il lettore, l'autore abbia voluto farci conoscere la storia pezzo per pezzo e non tutta insieme.

Dalla lettura di questo romanzo ho imparato che a volte possiamo anche programmare qualcosa per mesi e mesi, ma quando ci troviamo lì per viverla veramente niente sarà uguale a come lo avevamo immaginato. Ed è bene così. Perché se non esistessero gli imprevisti che motivo ci sarebbe a vivere?

Non bisogna mai fantasticare troppo a lungo, altrimenti rimani bloccato in un tunnel senza uscita, convinto che la tua realtà sia come te la immagini.

Fantasia e realtà sono come due rette parallele che non si incontrano mai.

Il romanzo ti fa capire, anche, che tutto è possibile quando ci metti impegno e tenacia.

Insomma quante possibilità avrebbe avuto Assaf di trovare Tamar, se non fosse stato determinato a farlo?

Quante possibilità avrebbe avuto Tamar di ritrovare il fratello, se non ci avesse messo così tanto impegno nel preparare un piano elaborato?

Consiglierei la lettura di questo romanzo ai miei amici perché, anche se è lungo e le parole sono scritte con un carattere molto piccolo, ogni pagina ripaga dello sforzo di averla letta.

Ilaria Chicarella 3D - Fellini

IO LEGGO PERCHÉ

Il giorno 27 novembre, la scuola primaria G.Palatucci ha partecipato, anche per questa edizione, all’iniziativa #ioleggoperchè, organizzata dalle referenti della biblioteca per promuovere la lettura e incrementare le donazioni di libri per la Biblioteca scolastica. L’iniziativa si è svolta grazie alla collaborazione della Libreria La librotéca di Torraccia gemellata con la scuola.

L’evento, dal titolo “LEGGIAMO E IMMAGINIAMO”, si è svolto tramite collegamento online con la libreria ” per ascoltare la lettura del libro “La sedia blu” e guidare i bambini alla trasposizione visiva della storia con la visione di un video al quale è seguito un laboratorio manuale per la costruzione di una sedia blu portafoto.

I bambini hanno incollato dei tappi di sughero al cartoncino formando sia le gambe che lo schienale della sedia sul quale sono state apposte delle spillette dove inserire la foto. L’attività ha entusiasmato i bambini che hanno partecipato con vivacità e interesse, portando a casa un ricordo della giornata.

Gli alunni della classe I sez. C – Palatucci

Black Ops Cold

Il 13 novembre 2020 è uscito un nuovo gioco di nome Black Ops Cold War che a parer mio è molto bello. E’ ambientato in Russia con due diverse squadre di soldati: la Nato e il Patto di Varsavia.

Questo gioco ha tre modalità: la modalità Zombi è complicata ma se giocata con amici é facilissima e soprattutto divertentissima; la modalità Multigiocatore é molto bella e con essa dimostri le tue abilità nello scappare o andare nella parte degli altri giocatori per prendere il loro posto e arrivare primo; invece la modalità Campagna è molto seria ma allo stesso tempo divertentissima, con diverse missioni o partite

Questo gioco è disponibile su PS4/PS5/PC/XBOX ONE/XBOX SERIE X e S.

Secondo me è un gioco molto bello se giocato sia da solo che con gli amici, io lo consiglio a tutti quelli che sono appassionati dei giochi di guerra.

Marvin Lolli 1A Scuola media Fellini

Minecraft a scuola

Pensi che minecraft sia solo un gioco elettronico e che non servi a nulla? Niente di più sbagliato! Minecraft è un gioco approvato perfino dalla scuola!

Molte scuole infatti usano minecraft come tecnica per insegnare agli alunni in modo più interessante e senza farli distrarre facilmente.

I ragazzi sono contenti di usare Minecraft per studiare e quando fanno un piccolo errore sono disposti a rifare tutto da capo.

Minecraft è un gioco dove si può costruire tutto quello che vuoi, è un gioco adatto a tutti e si può giocare con diverse modalità, in “survival” e in “creativa”, online oppure offline, si può giocare con altre persone a mini giochi diversi.

Il gioco di Minecraft è ambientato in diversi biomi: foresta, montagna, palude, pianura e deserto che si possono esplorare anche con una mappa.

A scuola Minecraft permette agli alunni di affrontare materie in un modo molto più leggero, per esempio misurando con blocchi di legno i metri di una stanza. Insomma con Minecraft si possono imparare facilmente cose che normalmente si imparano con molta più difficoltà.

Facondo Raul e Di Berti Stefano 1B Scuola media Fellini

PS5 o Xbox series x? Quale scegliere?

La PS5 e l’Xbox series x sono le due nuove console next-gen di Sony e Microsoft, ma nemmeno il tempo di farle uscire sul mercato che gli utenti fans di Xbox e fans di Playstation si sono scontrati sul web per stabilire chi delle due sia la migliore. Ovviamente, non si è arrivati a nessuna conclusione, quindi sono qui per fare degli approfondimenti in modo tale da rendere più semplice la scelta delle console per chi ha intenzione di comprarne una.

Quale scegliere allora?

Naturalmente ognuno è libero di scegliere ciò che preferisce ma vediamo le differenze concrete.

Partiamo da Playstation 5: ha il vantaggio di avere un controller nuovo ed innovativo ovvero il DualSense, inoltre ha dei videogiochi in esclusiva, tra cuiSpider Man:Miles Morales e altri, e anche la Playstation plus collection ovvero una collezione di 20 giochi per ps4 che potranno essere giocati su ps5 dagli abbonati al Playstation Plus; infine bisogna parlare anche dell'audio 3D su cui sembra che Sony stia puntando molto quest'anno.

Ora invece tocca alla Xbox che oltre alla maggiore potenza ha dalla sua parte altre due cose importanti: il quick resume e l’Xbox gamepass. Il quick resume è la possibilità di avviare più giochi contemporaneamente, il che è molto comodo per le persone a cui piace giocare a molti giochi insieme ma non ha voglia di riavviarli ogni volta. Il gamepass, che a mio parere, è uno dei migliori motivi per acquistare l’xbox, è un abbonamento di 9,99 euro che offre la possibilità di giocare a più di 200 giochi tra cui le esclusive microsoft.Ciò significa che l’Xbox a differenza della i Playstation può essere utilizzata con una spesa molto più piccola rispetto agli 80 euro di un gioco della Playstation 5.

Considerazioni finali:

Io cercherei di interpretarla così: se avete più tempo che soldi, allora la scelta migliore per voi è l’Xbox series x perchè il gamepass ti permette di giocare a tanti giochi spendendo di meno. Mentre se avete più soldi che tempo allora la scelta migliore per voi sarà la PS5, perché le esclusive playstation sono tra le migliori in campo console.

E allora non mi resta che augurarvi buona scelta e buona giocata!

Francesco Nobili 2D Scuola Fellini

GRAZIE DI CUORE A TUTTE LE PERSONE CHE HANNO COLLABORATO
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Giornalino Belforte
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