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PBL Project based learning OFFICINA DI IDEE

PERCHE' PBL? I VANTAGGI.

  • Offre una struttura ben definita in fasi di lavoro con prodotti attesi e rubric di valutazione.
  • Parte da un tema/ problema (pedagogia del problema vs pedagogia della risposta)
  • Favorisce l'acquisizione di competenze complesse e permette uno scambio osmotico tra mondo reale e mondo scolastico. L'alunno non vede il compito collegato direttamente alle discipline scolastiche.
  • La valutazione si basa sull'uso di rubric, checklist e documenti di narrazione (autobiografia cognitiva). Valutazione autentica, alternativa e formativa.
  • E' una didattica centrata sullo studente: persona che apprende al centro dell'azione educativa
  • E' una metodologia inclusiva, offre spazi ed occasioni a ciascuno, secondo i propri tempi
  • Promuove, sviluppa, valorizza e valuta le competenze necessarie per il mercato del lavoro 2020
  • Sostiene ed incentiva l'alfabetizzazione funzionale (capacità di ricercare, elaborare, selezionare le informazioni)
  • E' un metodo fondato scientificamente (Design Based Research)
  • Pone attenzione al processo inteso come insieme delle operazioni che l'alunno compie per interpretare il compito, coordinare conoscenze e abilità già possedute, ricercarne di nuove e valorizzare le risorse interne ed esterne
Il futuro non è un destino, ma un progetto (L. Di Biase)

I BENEFICI PER GLI STUDENTI

  • prepara i ragazzi ad affrontare le sfide del futuro con coraggio ed intraprendenza (enterprise)
  • educa i ragazzi a porsi delle domande per risolvere i problemi della vita reale (problem solving)
  • promuove il piacere dell'apprendimento attraverso la motivazione (NEED TO LEARN). C'è una ragione per impegnarsi.
  • rende gli alunni protagonisti consapevoli del loro processo di apprendimento (imparare ad imparare)
  • abitua i ragazzi a pensare, progettare, organizzare, prima di fare perchè imparino che la costruzione del futuro richiede un tempo lungo (la vita è una maratona, non i 100 metri)
  • rafforza negli alunni i legami cooperativi e l'attitudine al confronto e alla relazione (collaborazione)
  • promuove e sviluppa la capacità di ricercare e selezionare le informazioni (pensiero critico)
  • favorisce un apprendimento profondo (deep learning), duraturo e significativo perchè costruito dall'alunno stesso
  • migliora le prestazioni nei test ufficiali e nelle prove standardizzate

PBL: CHE COS'E'?

  • didattica laboratoriale per progetti (pedagogia del progetto).
  • metodologia d'apprendimento per favorire sviluppo, promozione e accertamento delle competenze disciplinari e di cittadinanza (trasversali)
  • ambiente costruttivista e costruzionista (alunno al centro dell'apprendimento, alunno artigiano della conoscenza)
  • apprendimento per scoperta, apprendimento autentico
  • ambiente di apprendimento dinamico in cui gli studenti si pongono domande e risolvono problemi
  • strategia educativa del XXI secolo
Project-based learning is a comprehensive approach to classroom teaching and learning designed to engage students in investigation of authentic problems. (Blumenfeld, C. Phyllis; Soloway, Elliot; Marx, W.R.; Krajcik, J. S.; Guzdial M.; Palinscar)

GLI INGREDIENTI

  • contenuti significativi, legati al mondo reale
  • ruoli definiti all'interno dei gruppi. Collaborazione strutturata
  • valutazioni multidimensionali e molteplici
  • domande guida individuate dal docente per sostenere gli alunni durante tutto il percorso
  • indagini&ricerche
  • voce e scelta, autonomia e responsabilità
  • feedback, rinforzo, riflessione
  • autenticità
  • ambiente di apprendimento
8 elementi fondamentali per PBL

FRAMEWORK PEDAGOGICO E NORMATIVO

  • PNSD azioni #14 #15. Competenze degli studenti: risolvere problemi, concretizzare le idee, sviluppare pensiero creativo e pensiero critico, acquisire flessibilità nel reperire soluzioni
  • PNSD L'educazione nell'era digitale deve porre al centro i modelli di interpretazione didattica laboratoriali e per progetti
  • Teoria dell'apprendimento situato (Brown)
  • Paradigma dell'interpretazione cognitiva (Dewey)
  • Learning by doing: la pratica genera conoscenza. Aula laboratorio. (Dewey)
  • Indicazioni nazionali: centralità della persona nell'azione educativa, scuola come luogo di promozione di partecipazione ed inclusione, apertura al territorio e coinvolgimento della comunità,, finalità formativa "insegnare ad essere" e "saper stare al mondo".
  • Indicazioni nazionali. Profilo dello studente. Lo studente è in grado di affrontare in autonomia e responsabilità le situazioni di vita.
  • Indicazioni nazionali. La scuola valorizza i metodi didattici capaci di attivare le potenzialità di ciascuno.
  • Linee guida Certificazione competenze 2017 . La scuola deve sviluppare, sostenere, valutare e certificare le competenze disciplinari e trasversali attraverso modalità di insegnamento laboratoriali che consentano di trasformare l'aula in ambiente di apprendimento.

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI DIGITAL

  • piattaforma cloud di condivisione, archiviazione risorse e materiali, documentazione del percorso (es. Piattaforma Gsuite)
  • dotazione mista di device (pc/tablet/ smartphone)
  • BYOD
  • connettività/ accesso ad Internet/ wifi
  • web per reperire risorse informative
  • pacchetto web tools per deliverable e manufatti digitali (mappe concettuali, presentazioni, trailer,etc)
  • social network per contattare esperti e comunicare con il mondo esterno

LEPIDA SCUOLA.

PBL. Enzo Zecchi version.

VARIANTI

  • introduzione nel percorso pbl degli step del Project management
  • introduzione del concetto di APPROCCIO ITERATIVO: arrivare alla soluzione per approssimazioni successive e revisioni
  • introduzione elementi dell’Agile Project Management:

APPROCCIO AGILE

Per affrontare due COMPLESSITA': variazione di conoscenze dello studente durante il percorso e variazione dell'ambiente di apprendimento per incremento mind tools.

  • cambiamenti possibili durante tutto il percorso
  • discussione in piccoli gruppi su obiettivi specifici senza attendere la fine di una fase del progetto
  • approccio più informale e flessibile
  • pianificazione adattiva non rigida e deterministica

La complessità dei problemi reali ed autentici richiede un approccio più agile basato sulla possibilità di cambiare e rivedere in corso d'opera il progetto intero o alcune fasi.

PREQUEL (prima di cominciare)

  • scegliere il tema/problema
  • definire i tempi dell'intero progetto
  • formazione gruppi
  • mono/pluridisciplinare

COME SCEGLIERE IL TEMA PROBLEMA

  • deve essere un problema da risolvere, una domanda a cui rispondere
  • deve essere sia complesso e reale
  • deve essere stimolate, motivante per gli alunni
  • parti dalla comunità, dal territorio e dai loro bisogni
  • parti dalla tua scuola e dai suoi bisogni
  • parti da progetti legati ad eventi locali o nazionali (giornate mondiali a tema, festival o fiere tematiche)
  • parti dall'attualità
  • parti dai nuclei fondanti delle discipline
  • cerca sul web progetti ed idee. Edutopia e Catalogo progetti

Chi sceglie il tema

  • gli insegnanti
  • gli studenti rispettando i vincoli imposti dall'insegnante (es. tema legato all'attualità oppure ad una disciplina)
  • l'insegnante sceglie il tema e gli alunni i sottotemi. Es. realizzare siti web per argomenti di studio. Ogni gruppo sceglie quale argomento.

Esempi di temi/prodotti

  • Far costruire delle prove di verifica
  • Far costruire dei giochi didattici
  • Far costruire un sito web che spieghi un argomento disciplinare
  • Far costruire un video, un cartone animato, un fumetto, ri-doppiare un video, comporre e cantare un brano rap su un argomento disciplinare
  • Riscrivere un capitolo del libro di testo per un destinatario specifico (es bambini più piccoli o alunni stranieri)
  • Indagini conoscitive (tecnologie, bullismo, alimentazione, ecc,)
  • Guide turistiche per la propria città
  • Gestione iniziative d'istituto o locali (Zecchi)
  • Organizzare eventi in occasione di giornate speciali
  • Organizzare giornate di accoglienza e orientamento
  • Docenti TIC per nonni o anziani (Zecchi)
  • Progettare o riqualificare parchi e giardini del quartiere
  • Promozione della storia locale
  • Gestire una sezione/pagina del sito web d'istituto

Per aiutare gli alunni a definire e circoscrivere il problema da risolvere è utile farli ragionare e riflettere a partire da alcune driving question.

PREPARARE LA CLASSE

  • capire il livello di conoscenze e competenze degli alunni
  • motivare gli alunni con esempi di altri progetti realizzati e presentando loro il percorso da compiere (narrazione). Abituarli a pensare in grande: alunno/rockstar.
  • mostrare agli alunni il piano di valutazione
  • illustrare i device a disposizione (pc, tablet, smartphone) e gli strumenti a disposizione
  • avvicinare gli alunni ai contenuti del tema e alle competenze/conoscenze necessarie a risolvere il problema attraverso minilesson introduttive.

ciclo di vita di un progetto

Lepida scuola

FASI

  • IDEAZIONE
  • PIANIFICAZIONE
  • ESECUZIONE
  • CHIUSURA

Ogni fase prevede attività + deliverables + strumenti di valutazione

TIP ZONE: fornire in ogni fase domande guida ed esempi per dare agli alunni strategie e suggerimenti di lavoro

IDEAZIONE.

DEFINIAMO L'IDEA E LE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO/SERVIZIO.

Realizzazione della MAPPA SPLIT TREE (deliverable) per definire utenti, bisogni e caratteristiche del prodotto.

Mappa split tree

PIANIFICAZIONE. Studio di fattibilità.

In questa fase gli alunni cercano di capire se il progetto è fattibile. Fanno un elenco delle attività che servono per realizzarlo e per ogni attività definiscono risorse umane, risorse materiali, apprendimenti e tempi di realizzazione

Studio di fattibilità

TIP ZONE

Fase fondamentale e difficile per i ragazzi perchè richiede competenze di progettazione e astrazione. che non sempre essi posseggono.

  • non insistere sul rigore eccessivo nella schedulazione delle attività
  • introdurre da subito il concetto di revisione e approssimazione: I PIANI VENGONO FATTI PER ESSERE RIFATTI. Elemento agile
  • il piano essenziale deve definire CHI FA COSA e I TEMPI

ESECUZIONE. MANI IN PASTA.

In questa fase del percorso gli alunni realizzano concretamente il prodotto. Si parte dal progetto, dall'ideazione e dalla pianificazione, ma occorre essere disponibili a rivedere le proprie idee. In particolare, i ragazzi rifletteranno su quali attività saranno IRREALIZZABILI, a quali caratteristiche dovranno rinunciare, come dovranno riformulare l'idea perchè sia realizzabile.

  • l'aula si trasforma in laboratorio, in bottega "medievale", in atelier creativo
  • saper fare e sapere coincidono (apprendimento situato). La pratica diventa occasione di conoscenza
  • gli alunni sviluppano la competenza per eccellenza: imparare ad imparare.
Dal know about al know how.
Il sentiero delle emozioni. Il cantiere.

FLESSIBILITA', CAPACITÀ DI ADATTAMENTO, COMPLESSITA'

CHIUSURA. Presentazione finale.

Il percorso si conclude con un momento finale ufficiale di presentazione del prodotto e del percorso agli utenti, ai genitori, alla scuola. E' l'occasione per celebrare i successi e condividere con il mondo esterno un intero percorso di lavoro. E' un momento di grande motivazione ed orgoglio per i ragazzi che collocano il loro lavoro in un orizzonte di senso. Inoltre, aggiunge autenticità al progetto e rende visibile l'apprendimento.

  • audience reale e prodotto pubblico
  • sviluppo competenze di comunicazione
Il sentiero delle emozioni. The end.

IL RUOLO DELL'INSEGNANTE.

  • in ogni fase di lavoro il docente/coach deve guidare gli alunni nel loro percorso con DRIVING QUESTIONS
  • l'insegnante fornisce strategie, NON soluzioni
  • modello insegnante OMBRA: non davanti, non di fianco, bensì DIETRO all'alunno
  • il docente crea un ambiente di apprendimento dove gli studenti possono esprimere la loro VOCE e compiere le loro SCELTE
  • l'insegnante crea un clima in cui ciascuno possa avere idee sentendo che ad esse si dà valore.
  • l'insegnante è facilitatore. Dopo aver incoraggiato e sostenuto l'alunno-apprendista il docente diventa "risorsa informativa" e mediatore.
Aiutami a fare da solo (Montessori)
Ambiente di apprendimento

DOCUMENTO DI NARRAZIONE. Narrazione di sè e riflessione metacognitiva.

  • strumento fondamentale per sviluppare la consapevolezza di sè
  • da somministrare durante l'intero percorso
  • in diversi format adatti al contesto e all'età: diario di bordo, questionario, storytelling digitale o cartaceo
  • per promuovere e sostenere la riflessione metacognitiva nel processo di apprendimento
  • per aiutare gli alunni a dare un senso al proprio lavoro e a raccontare la storia cognitiva di ciascuno
  • per documentare il punto di vista del soggetto sulla propria esperienza di apprendimento
  • narrazione e riflessione favoriscono la metacognizione che, a sua volta, innesca la motivazione ad apprendere. Quest'ultima conduce al SUCCESSO FORMATIVO
  • al termine dell'intero percorso, metariflessione collettiva per costruire e rafforzare la comunità di apprendimento
L'alunno apprende meglio quando torna a riflettere sul suo processo di apprendimento (C. Petracca)

LA VALUTAZIONE NEL PBL.

  • valutazione del prodotto
  • valutazione del processo per arrivare al prodotto
  • valutazione delle competenze sviluppate durante il percorso
  • valutazione formativa per permettere all'alunno di migliorare e orientare le proprie scelte
  • valutazione autentica e alternativa
  • utilizzo di rubric e checklist con criteri, livelli e descrizioni per rendere la valutazione più oggettiva, trasparente e condivisa con gli alunni.
  • accompagna l'apprendimento e fornisce un feedback costante all'alunno

IL SENTIERO DELLE EMOZIONI. Un pbl per un compito di realtà.

RISK ZONE

  • rischio progettificio: evitare il fai da te. Ogni progetto ha una sua fisiologia. Occorre seguire le fasi del percorso!
  • difficoltà del docente a gestire la classe in un contesto più informale e meno rigido.
  • ansia da prestazione del docente che deve confrontarsi con problemi e argomenti al di fuori delle sue discipline. NO PANIC!
  • difficoltà a valutare prestazioni complesse, inadeguatezza degli strumenti di valutazione tradizionali (es prove standardizzate, interrogazioni, etc)
  • alunni non abituati ad apprendere "mani in pasta". Disorientamento. Il docente deve guidarli e sostenerli attraverso la creazione di nuovi rituali e routine
  • mancanza di flessibilità delle scuole anche nel coinvolgimento di esperti esterni, nella mobilità degli studenti e nell'uso di strumentazioni non standard
  • rischio burn out per l'insegnante che si trova a dover gestire e supervisionare un percorso complesso, lungo e pieno di insidie e di imprevisti. Impegno significativo anche a casa per la progettazione del PBL.
  • difficoltà degli insegnanti a lavorare in team. Rischio isolamento.
  • rischio "logica aziendale/ capitalistica": il prodotto prima del processo. Ricordiamoci che operiamo nel contesto scuola, non in una azienda. L'obiettivo finale sono gli apprendimenti degli alunni, non il prodotto. Focus sul processo.
  • rischio interventismo da parte dell'insegnante che per sua natura tende a fornire prima spiegazioni poi esperienze, prima risposte e soluzioni poi domande. Occorre superare i rituali trasmissivi e sostituirli con altri che prevedono la partecipazione attiva degli alunni. Si parte dall'esperienza, dal fare in contesto, dallo spazio della scoperta, da cui deriva lo stupore.

TIP ZONE (per sopravvivere a un PBL)

  • scegli con cura le driving questions che servono per guidare i ragazzi nell'intero percorso. Ricordati di aiutarli sempre sottoponendo loro dei quesiti, non delle risposte. Lasciali liberi di cercare soluzioni e di commettere errori.
  • offri e organizza un vasto repertorio di materiali e risorse. Crea un dossier con Blendspace o Padlet.
  • insegna loro come e dove reperire le informazioni. Prepara alcune minilesson dedicate alle ricerche sul web per promuovere lo spirito critico e la capacità di selezione delle informazioni (vs rischio abbondanza). Ricorda che un ambiente di apprendimento ben strutturato prevede l'accesso a un vasto sistema di risorse informative.
  • organizza un kit base di strumenti cognitivi da fornire ai ragazzi per cominciare ad affrontare le vari fasi del percorso. Lasciali però liberi di trovarne altri in base alle loro esigenze e preferenze.
  • imposta una serie di rituali (liturgia dei riti) per favorire la creazione di routine rassicuranti che promuovono l'autonomia degli studenti e generano confidence. Poi struttura ogni sessione del percorso in momenti predefiniti: all'inizio comincia con una minilesson su un aspetto organizzativo o su alcuni contenuti necessari per poter procedere nel lavoro, poi lavoro autonomo degli studenti e in conclusione share time per condividere il lavoro svolto, le criticità emerse e gli impegni per la sessione successiva
  • inizia ogni sessione con un momento link per collegare le attività di quella sessione di laboratorio a quelle precedente. Fai in modo che i ragazzi abbiano sempre in mente la visione globale del progetto (da dove siamo partiti, dove dobbiamo arrivare, a che punto siamo del percorso)
  • proponi sempre scadenze intermedie per aiutare i ragazzi a scandire e gestire i tempi
  • prevedi diversi minibriefing intermedi per fare il punto della situazione
  • insisti sempre sulla motivazione. A intervalli regolari proponi dei momenti "motivazionali" per incentivarli, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà o stanchezza. Fai in modo che abbiano la consapevolezza di essere protagonisti di una invenzione, di essere produttori/creatori/artisti di un'opera innovativa. Rendili orgogliosi del loro lavoro (teoria growth mindset: ALLENAMENTE!)
  • promuovi su di te e sui ragazzi la capacità adattiva, prevedi la possibilità di rivedere la pianificazione iniziale. Ricorda che il cambiamento è una risorsa e un'opportunità.
  • lascia agli studenti la possibilità di compiere le loro scelte, anche quando non coincidono con le tue. Aiutali a capire eventuali criticità e a riconoscere punti di forza e buone idee.
  • offri strategie, non soluzioni
  • considera l'errore come un'occasione per migliorare
  • Give power to empower. Lascia che i ragazzi abbiano "potere" e possibilità per promuovere responsabilità, autonomia e intraprendenza. Dai loro l'opportunità di prendere decisioni.
  • confrontati con altri docenti anche frequentando forum sul web. Cerca di imparare da altre esperienze. Documentati e condividi.
  • cerca di coinvolgere gli altri colleghi, offrendo loro la possibilità di contribuire alla realizzazione del progetto. Soprattutto per quelle conoscenze e abilità che tu non possiedi (es. attività di falegnameria o coding)
  • valorizza i contatti e gli incontri con gli esperti. I "casi correlati" (E. Zecchi) sono fondamentali per aiutare i ragazzi a risolvere problemi complessi e costituiscono uno degli elementi imprescindibili dell'ambiente di apprendimento (Jonassen). Aiutali a capire quali esperti contattare e come.
  • celebra i successi e offri occasioni "pubbliche" perchè i ragazzi possano mostrare il loro lavoro. Avere un audience reale fornisce un impulso significativo alla motivazione e aiuta i ragazzi a costruire un orizzonte di senso. Es. presentazione ai genitori, presentazione al Collegio docenti, presentazione alle autorità locali, etc.
  • tieni presente che la parte più difficile è lo studio di fattibilità. Non irrigidirti su questo aspetto. Aiuta i ragazzi a stabilire chi fa cosa e i tempi per ogni attività. Poi passa alla fase operativa.
  • cerca di valorizzare il momento della narrazione e della riflessione metacognitiva per abituarli a riflettere sui loro processi di apprendimento e ad individuare i loro punti di forza e di debolezza. Aiutali a scrivere la loro storia cognitiva.

MAGIC TIP

Abbi fiducia in loro e in te stesso. Alla fine a te sembrerà di aver compiuto un'impresa epica e a loro di essere diventate delle rockstar!

ADESSO TOCCA A VOI

  • a coppie, a gruppi, da soli
  • scegliete 2 temi per un pbl: 1 tema di carattere disciplinare (legato alle discipline) + 1 tema extracurricolare (legato al territorio, alla comunità, all'attualità)
  • riportate su questo muro digitale le vostre idee per condividerle

Domande guida

  • è un problema reale?
  • è un problema complesso (più soluzioni possibili)?
  • è un tema legato ai loro interessi?
  • è abbastanza "ampio" da lasciare spazio alla scelta?
  • è alla loro portata? (zona sviluppo prossimale)
  • è una domanda?

Reflective practice

"Dovrai lavorare parecchio, più di quanto tu abbia fatto finora. E avrai voglia di mollare quasi ogni giorno, ma se invece tieni duro e ti fidi di me, nel giro di pochi anni imparerai a volare. Te lo giuro. Sarai in grado di sollevarti da terra e volteggiare nell'aria come un uccello" (P. Auster)
All life is problem solving (K. Popper)

Bibliografia

  • C. Petracca, Valutare e certificare nella scuola (ed. Lisciani)
  • J. Poletti, Pbl Tutta un'altra scuola
  • P. Meirieu, Il piacere di apprendere, Lisciani
  • contenuti tratti da articoli vari di Enzo Zecchi

Ringraziamenti

Grazie a Jenny Poletti per l'incoraggiamento costante, i consigli preziosi e il materiale di studio e di ricerca che mi ha fornito; a Daniela Pellacani per l'esperienza, la determinazione e la saggezza.

grazie per l'attenzione

Elisa Turrini

Created By
Elisa Turrini
Appreciate

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