Evoluzione dell' automobile e dell' industria automobilistica

PROGETTATO NEL 1769, IL CARRO DI CUGNOT FU IL PRIMO PROTOTIPO FUNZIONANTE DI "AUTOMOBILE"; ERA AZIONATO DA UN MOTORE A VAPORE A DUE CILINDRI VERTICALI PER UNA CILINDRATA TOTALE DI CIRCA 62.000 CM E POTEVA RAGGIUNGERE UNA VELOCITA' DI 5 KM/H. AVEVA LO SCOPO DI SERVIRE COME TRAINO PER L'ARTIGLIERIA.
NEL 1807, LO SVIZZERO ISAAC DE RIVAZ METTEVA A PUNTO LA PRIMA VETTURA A MOTORE CON COMBUSTIONE INTERNA.
HIPPOMOBILE

IL 1839 FU L'ANNO DELLA PRIMA AUTO ELETTRICA, INTRODOTTA DA ROBERT ANDERSON AD ABERDEEN. NEL 1860 IL BELGA E'TIENNE LENOIR FU POI IN GRADO DI METTERE A PUNTO UN MODELLO ALIMENTATO A GAS CHE VENNE APPLICATO AD ALCUNI TRICICLI DENOMINATI HIPPOMOBILE. NEL 1864 L' ITALIANO INNOCENZO MANZETTI INTRODUSSE LA PRIMA AUTOVETTURA A VAPORE IN GRADO DI CIRCOLARE LUNGO LE STRADE.

NEL 1876 IL TEDESCO NICOLAS OTTO COSTRUI' IL PRIMO MOTORE A COMBUSTIONE INTERNA A QUATTRO TEMPI E NEL 1885 DAIMLER NE INSTALLO' UNO DI DIMENSIONI PIU' RIDOTE SUL TELAIO DI UN VELOCIPEDE.

IN QUEGLI STESSI ANNI VENGONO FONDATE NUOVE INDUSTRIE AUTOMOBILISTICHE: IN FRANCIA PANTEOUX, LE DE DION, IN GERMANIA , LA BENZ E CIE FONDATA DALL INGENIERE TEDESCO CARL BENZ.

NEL 1886 CARL BENZ COSTRUI' IL PRIMO VEICOLO CON MOTORE ENDOTERMICO. NELLO STESSO ANNO IL CONNAZIONALE DAMLIER REALIZZ0' UN MODELLO INDIPENDENTE DA QUELLO DI BENZ.

Fra il 1886 e il 1891 vennero costituite le prime due case per la produzione automobilistica su scala industriale di vetture con motore a benzina, la Panhard-Levassor (derivata da una fabbrica di macchine per la lavorazione del legno) e la Peugeot (antica acciaieria). Entrambe costruivano automobili equipaggiate con motori Daimler sistemati in posizioni differenti (rispettivamente, nella parte anteriore e in quella posteriore del veicolo).

Da questo momento, parallelamente allo svilupparsi e all'affermarsi delle case costruttrici in Europa e negli Stati Uniti , l'automobile comincia la sua progressiva evoluzione tecnica che si protrarrà fino ai giorni nostri senza mai arrestarsi.

NEL 1892 RUDOLF DIESEL BREVETTO' IL PRIMO MODELLO DI MOTORE DIESEL, MIGLIORANDO IL GRADO DI EFFICIENZA DEL CICLO OTTO, IMPIEGATO NEI MOTORI A BENZINA.

Da questo momento, parallelamente allo svilupparsi e all'affermarsi delle case costruttrici in Europa e negli Stati Uniti , l'automobile comincia la sua progressiva evoluzione tecnica che si protrarrà fino ai giorni nostri senza mai arrestarsi.

Nel 1892 Rudolf Diesel brevettò il primo modello di motore Diesel, migliorando il grado di efficienza del ciclo Otto, impiegato nei motori a benzina.

L'11 luglio del 1899 a Torino fu fondata la Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino, nome che venne cambiato qualche mese più tardi in Fabbrica Italiana Automobili Torino per dar vita alla sigla FIAT

NEL 1902 VENNE COSTRUITA LA PRIMA AUTOMOBILE NON CARROZZIFORME, LA MERCEDES 3PS, PROGETTATA DALL 'INGENIERE Wilhelm Maybach E Prodotta DALLA CASA automobilistica TEDESCA DAIMLER.

Nel 1903 la Ford Motor Company viene fondata da Henry Ford a Dearborn (Michigan). Nota per l'introduzione della catena di montaggio e del nastro trasportatore, in seguito adottati da numerose altre aziende e tuttora usati nelle industrie modernE

Con la seconda guerra mondiale gli autoveicoli dovevano garantire la massima affidabilità e avere una meccanica e motori in grado di sopportare notevoli sollecitazioni in ogni condizione ambientale. Nel dopoguerra, questo favorì il progresso tecnico e quindi la produzione in serie dell'automobile per usi civili, che portò alla costituzione di grandi complessi industriali ( Ford, General Motors, Chrysler, FIAT, Volkswagen, Opel, Renault, Citroën, Peugeot) e di piccole Case di prestigio quali Alfa Romeo, Lancia, Ferrari, Maserati, Daimler-Benz (poi divenuta Mercedes), Volvo, BMW, Porsche, Audi, Jaguar, Rover, Bentley, in Europa, e Cadillac, Chevrolet, Buick, Plymouth, Pontiac, negli USA.

Negli anni Cinquanta e Sessanta cominciarono a essere costruite automobili di media cilindrata con motore Diesel. Già dall'inizio degli anni Settanta, la motorizzazione di massa, la crescente concorrenza fra le varie Case, e soprattutto le mutevoli esigenze dei mercati, con la richiesta di una maggior sicurezza delle automobili e di costi più contenuti, avevano portato alla progettazione di nuove ed efficienti carrozzerie, e soluzioni meccaniche e motoristiche, che garantissero migliori prestazioni, con una riduzione dei consumi di carburante, senza diminuire l'affidabilità e la sicurezza della vettura.

Le nuove esigenze derivate soprattutto dall'enorme impatto ambientale dei motori termici hanno portato allo sviluppo di motori a propulsione alternativa:

motore ibrido

motore elettrico

motore a gas naturale

Propulsione ibrida

Veicolo con due differenti sistemi di propulsione accoppiati. Nella maggior parte dei casi vengono abbinati un motore elettrico e un motore termico che, nella maggior parte dei casi forniscono entrambi coppia alle ruote.

Il motore elettrico ha il compito di recuperare l'energia nelle fasi di decelerazione, generando energia altrimenti dissipata nei freni; l’energia viene poi immagazzinata in un apposito pacco batterie

Propulsione elettrica

Utilizza come fonte di energia primaria l'energia chimica immagazzinata in un "serbatoio" energetico costituito da una o più batterie ricaricabili e resa disponibile da queste al motore sotto forma di energia elettrica.

Propulsione a gas naturale

Ha lo stesso funzionamento del motore termici ma utilizza il gas naturale (per la maggior parte metano) come alternativa meno inquinante ad altri carburanti.

LE STRATEGIE INDUSTRIALI

FORDISMO

Ford impose un modello unico caratterizzato dalla produzione meccanizzata e dalla divisione accentuata del lavoro, concedendo ai suoi operai, nella maggior parte non qualificati, salari superiori al livello corrente. La standardizzazione era estrema, tanto che la Ford modello T era l'unica ad essere prodotta ed era venduta soltanto di colore nero.

l’operaio viene relegato a un ruolo puramente meccanico, che accentua l’alienazione del lavoratore dell’era industriale, già denunciato da pensatori come Karl Marx.

SLOANISMO

Alfred Sloan, direttore generale della GM, elaborò una nuova strategia industriale, che, introducendo il principio della politica delle "gamme", che consiste nel moltiplicare le combinazioni di un numero ristretto di componenti standardizzate, offriva ai consumatori la possibilità di scegliere tra una gamma di prodotti e prezzi.

TOYOTISMO

Gli obiettivi sono quelli di eliminare sovraccarichi e inconsistenze e di eliminare gli sprechi. La parte più importante è quella di progettare un processo produttivo che sia capace di raggiungere i risultati in modo semplice. Per fare questo si deve eliminare: sovra-lavorazione, sovra-produzione, ri-lavorazione, giacenza, intelletto, trasporto e

movimento

Created By
Sara Bonacina
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