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Un progetto partecipato tra giovani e artisti

Mentre i giovani attori de iNuovi e della Compagnia Teatro La Comunità di Roma affrontavano la messinscena dello spettacolo prodotto dal Teatro della Toscana The Dubliners per la regia di Giancarlo Sepe, mani ed occhi di giovani artisti del Master di Illustration & Concept Art A.A.2019/20 della The SIGN Comics & Arts Academy di Firenze traducevano visivamente su supporti tradizionali o digitali i personaggi di The Dead (I Morti) e Ivy Day in the Committee Room (Il giorno dell’edera), due racconti da Gente di Dublino di James Joyce.

Il risultato del progetto di studio e narrazione transmediale che sfida i giovani a raccontare il proprio percorso professionale e di ricerca sono 36 illustrazioni che interpretano, divergono e fanno eco allo spettacolo teatrale.

Gli studenti

Di ciascuna studentessa e ciascuno studente vengono mostrati gli artwork con il brano ispiratore e la tecnica utilizzati.

Romina Bandini

I morti

Freddy Malins

[...] Aveva lineamenti grossolani, un naso smussato, una fronte convessa e sfuggente, labbra tumide e sporgenti. Gli occhi dalle palpebre pesanti e i capelli radi in disordine gli davano un'aria assonnata. [...] Le era stato detto che Freddy era arrivato e che stava quasi bene. [...]

Tecnica: pittura digitale - Photoshop

Sara Bardi

Chiara Bartali

Gretta, Gabriel e La festa, flusso di coscienza

Gretta

Musica lontana, avrebbe intitolato il quadro [...] La canzone sembrava un'antica ballata irlandese, e la voce incerta del cantante pareva esitare sulle parole. un po' rauca e fatta lamentosa dalla lontananza, rischiarava debolmente la cadenza del motivo con parole di dolore.

Tecnica: digital painting - Photoshop

Elisa Bindi

Zia Kate, zia Julia e Lily

Zia Kate, zia Julia e Lily

Zia Kate era più vivace. Il viso, più sano di quello della sorella. era tutto rughe e grinze, come una mela rossa avvizzita, e i capelli, intrecciati nello stesso modo antiquato, non avevano perso il loro colore nocciola matura.

Zia Julia era più alta di circa un pollice. I capelli, tirati bassi sopra la parte superiore delle orecchie, erano grigi; e grigio anche, con ombre più scure, era il largo viso flaccido. Sebbene fosse robusta di costituzione e si tenesse dritta, gli occhi lenti e le labbra aperte le davano l’aspetto di una donna che non sapesse dove si trovava o dove stesse andando.

«Nevica di nuovo, signor Conroy?» chiese Lily. Lo aveva preceduto nella dispensa per aiutarlo a togliersi il mantello. Gabriel sorrise alle tre sillabe date al suo cognome e la guardò. Era una ragazza sottile, in crescenza, dal colorito pallido e dai capelli colore fieno. Il gas nella dispensa la faceva sembrare ancora più pallida.

Ho ritratto i personaggi in base a come vengono descritti nei primi paragrafi della loro apparizione, dalla allegra e vivace zia Kate, la sonnolenta zia Julia e la gentile e giovane Lily. Mettendo a disposizione il mio stile più cartoon, l'obiettivo di questi ritratti era quello di essere usati come die cut stickers e per essere affiancati a brevi testi.

Tecnica: photoshop in bianco e nero. Linea presente e modulata. Forme prevalentemente tondeggianti e stilizzate. Colore assente per favorire l'accompagnamento in più contesti.

Matilde Guerra

Gretta

Gretta

Era sua moglie. Era appoggiata alla ringhiera e ascoltava qualcosa. Gabriel era stupito della sua immobilità e tese l'orecchio per ascoltare anche lui. Ma udiva poco tranne il rumore di risa e di discussioni sui gradini della facciata, qualche accordo suonato sul pianoforte e qualche nota di una voce maschile che cantava. Rimase immobile nel buio dell'ingresso, cercando di afferrare l'aria che la voce cantava e tenendo gli occhi fissi sulla moglie. C'era grazia e mistero nell'atteggiamento di lei come se fosse un simbolo di qualcosa. Si chiese di cosa è simbolo una donna in piedi sulle scale nell'ombra, che ascolta una musica lontana.

«Oh, sto pensando a quella canzone, La fanciulla di Aughrim». Gli sfuggì e corse al letto e, gettando le braccia sulla spalliera di ferro, nascose il viso.

Tecnica: photo manipulation di ritratto e digital painting su photoshop

Leonardo Logli

Gabriel e Gretta

Gabriel, The Dead

La sua anima si abbandonò lentamente mentre udiva la neve cadere lieve nell'universo e lieve cadere, come la discesa della loro ultima fine, su tutti i vivi e i morti.

Gretta, The Dead

A uno a uno, stavano tutti diventando ombre. […] La sua identità svaniva in un mondo grigio e inafferrabile.

Tecnica: digital painting - Photoshop

Beatrice Pellegrini

Gretta e Gabriel

Anemoni

“Lei in silenzio distolse lo sguardo da lui dirigendolo lungo la lama di luce verso la finestra. «È morto» disse alla fine. [...] La voce era velata e triste. [...] «Credo che sia morto per me» rispose.

Pervinca

Meglio entrare in quell'altro mondo con audacia, nell'intensa gloria di una passione, che languire e appassire tristemente con gli anni. Pensò a come colei che gli giaceva accanto aveva custodito nel cuore per tanti anni l'immagine degli occhi dell'innamorato, quando le aveva detto che non desiderava vivere.

Tecnica: digital painting - Photoshop

Luca Picchi

Gretta e Michael Furey

Il mattino era ancora buio. Un'opaca luce gialla covava sopra le case e il fiume; e il cielo sembrava abbassarsi. Per terra era fangoso, e sui tetti, sui parapetti del molo e sulle ringhiere dei seminterrati c'erano solo strisce e chiazze di neve. I lampioni mandavano ancora una luce rossa nell'aria scura e, dall'altra parte del fiume, il palazzo di giustizia si stagliava minaccioso contro il cielo plumbeo.

Gretta

C'era una donna in piedi vicino alla cima della prima rampa, anche lei nell'ombra. Non ne vedeva il viso ma vedeva i pannelli terra cotta e rosa salmone della gonna che l'ombra faceva sembrare neri e bianchi. Era sua moglie. Era appoggiata alla ringhiera e ascoltava qualcosa. Gabriel era stupito della sua immobilità e tese l'orecchio per ascoltare anche lui. Rimase immobile nel buio dell'ingresso, cercando di afferrare l'aria che la voce cantava e tenendo gli occhi fissi sulla moglie. C'era grazia e mistero nell'atteggiamento di lei come se fosse un simbolo di qualcosa. Si chiese di cosa è simbolo una donna in piedi sulle scale nell'ombra, che ascolta una musica lontana. Fosse stato un pittore l'avrebbe dipinta in quell'atteggiamento, il cappello di feltro blu avrebbe messo in risalto il bronzo dei capelli contro l'oscurità e i pannelli scuri della gonna avrebbero messo in risalto i chiari. Musica lontana avrebbe chiamato il quadro se fosse stato un pittore.

Michael Furey

«Sto pensando a una persona che tanto tempo fa cantava quella canzone. Era un ragazzo che conoscevo» rispose «che si chiamava Michael Furey. Cantava quella canzone, La fanciulla di Aughrim. Era molto delicato. Credo che sia morto per me. Era d'inverno» lei disse «press'a poco al principio dell'inverno, quando stavo per partire da casa della nonna e venire qui al convento. E a quel tempo era malato nel suo appartamentino a Galway e non volevano lasciarlo uscire, e avevano scritto ai suoi a Oughterard. Deperiva, dissero, o qualcosa del genere. Non l'ho mai saputo esattamente. E allora quando venne per me il momento di partire da Galway e venire al convento, stava molto peggio e non mi permisero di vederlo, così gli scrissi una lettera dicendo che andavo a Dublino e sarei tornata in estate e speravo che allora sarebbe stato meglio. Allora la notte prima di partire, stavo in casa di mia nonna a Nun's Island, facendo le valige, e udii gettare ghiaia contro la finestra. La finestra era così bagnata che non riuscivo a vedere, così corsi giù per le scale com'ero e sgattaiolai fuori da dietro in giardino e lì c'era quel poveretto in fondo al giardino, che rabbrividiva. Lo supplicai di andare a casa subito e gli dissi che sarebbe morto con quella pioggia. Ma lui disse che non voleva vivere. Vedo i suoi occhi talmente bene! Era in piedi in fondo al muro dove c'era un albero.»

Tecnica: per realizzare gli artworks è stata usata la pittura digitale, scegliendo pennelli che simulano la pittura ad olio, tramite l’utilizzo del software Photoshop. Inoltre sono state aggiunte texture invecchiate, in modo da creare nell’osservatore una percezione di foto o cartoline d’epoca.

Adriano Rizza

Freddy Malins, Gretta e Molly Ivors

Freddy Malins

Difatti, proprio dietro di lei si poteva vedere Gabriel pilotare Freddy Malins attraverso il pianerottolo. Quest'ultimo, un giovane sulla quarantina, aveva la statura e la corporatura di Gabriel e spalle molto rotonde. Il viso era carnoso e pallido, con tocchi di colore solo sugli spessi lobi pendenti delle orecchie e sulle ampie pinne del naso. Aveva lineamenti grossolani, un naso smussato, una fronte convessa e sfuggente, labbra tumide e sporgenti. Gli occhi dalle palpebre pesanti e i capelli radi in disordine gli davano un'aria assonnata.

Tecnica: pittura digitale - Photoshop

Elisa Rossi

The Dead. Gabriel e Gretta

The Dead

C’era una donna in piedi vicino alla cima della prima rampa, anche lei nell’ombra. [...] Era sua moglie. Era appoggiata alla ringhiera e ascoltava qualcosa. Gabriel era stupito della sua immobilità e tese l’orecchio per ascoltare anche lui. [...] Rimase immobile nel buio dell’ingresso, cercando di afferrare l’aria che la voce cantava e tenendo gli occhi fissi sulla moglie. C’era grazia e mistero nell’atteggiamento di lei come se fosse un simbolo di qualcosa. Si chiese di cosa è simbolo una donna in piedi sulle scale nell’ombra, che ascolta una musica lontana.

Gabriel e Gretta

La sua anima si abbandonò lentamente mentre udiva la neve cadere lieve nell’universo e lieve cadere [...] su tutti i vivi e i morti.

Tecnica: digital painting - Photoshop.

Matteo Trabaldo

The Dead (I morti) e The Ivy Day (Il giorno dell’edera)

The Dead (I morti)

Non udiva nulla: la notte era perfettamente silenziosa. Tornò ad ascoltare: perfettamente silenziosa. Sentì di essere solo.

Sempre, in riunioni come questa, i tristi ricordi affiorano alla nostra mente: memorie del passato, della giovinezza, dei cambiamenti, dei visi scomparsi di cui sentiamo stasera la mancanza.

Pensava come colei che gli giaceva accanto avesse per tanti anni custodito gelosamente nel cuore l'immagine degli occhi del suo innamorato, quando le aveva detto che non desiderava vivere.

Egli osservava la scena e pensava alla vita, e (come sempre accadeva quando pensava alla vita) si faceva triste. Una dolce malinconia s'impossessava di lui e sentiva quanto fosse inutile incaponirsi contro il destino.

The Ivy Day (Il giorno dell’edera)

... La fiamma gli illuminò una foglia di edera scura e lucida sul risvolto della giacca. Il vecchio lo osservò attentamente e poi [...] cominciò a sventolare lento il fuoco mentre il compagno fumava.

Dopo avere bevuto ciascuno si mise la bottiglia a portata di mano sulla mensola del caminetto e trasse un lungo sospiro di soddisfazione.

Tecnica: digital painting - Photoshop

Reference

In questa sezione si presenta, per immagini e giustapposizioni, parte del materiale cinematografico e letterario suggerito dal regista Giancarlo Sepe che compone, insieme a riferimenti artistici di Claudia Filippeschi e Giacomo Guccinelli, la traccia del percorso semantico di ricerca e approfondimento transmediale degli studenti.

Ciascun argomento è accompagnato da un ascolto musicale.

Le ambientazioni ed il sentire

A sinistra: Giuseppe Pelizza da Volpedo, Il Quarto Stato, 1901, olio su tela 293 x 545 cm. Milano Museo del Novecento [Soundtrack: Nina Simone, “Ain't Got No, I Got Life”] - A destra: Foto di scena Filippo Manzini
A sinistra: Gustave Caillebotte, Boulevard Haussmann effet de neige, 1880, olio su tela 65 x 82 cm, collezione privata. [Soundtrack: The Notwist, “Consequence”] - A destra: Artwork Luca Picchi
A sinistra: Claude Monet, Bed of Chrysanthemums, 1897–98, olio su tela, collezione privata. [Soundtrack: Sacred Harp Singers, “I'm Going Home”] - A destra: Foto di scena Filippo Manzini
A sinistra: Gustave Caillebotte, Chrysanthemums in the Garden at Petit-Gennevilliers, 1893, olio su tela, 99,4 x 61,6 cm, The Met. [Soundtrack: Kronos Quartet With Bryce Dessner, “Tenebre”] - In alto a destra: Foto di scena Teatro La Comunità 2016 - In basso a destra: Scena dal film Com’era verde la mia valle (How green was my valley), John Ford, 1941
A sinistra: Giovanni Segantini, Le cattive madri, 1893-94, olio su tela, 120 x 225 cm, Vienna Osterreichisches Galerie. [Soundtrack: Dustin O'Halloran, “The Walk Home”] - A destra: Artwork Elisa Rossi | Gretta

I tipi psicologici

A sinistra: Honoré Daumier, Il vagone di terza classe, 1862-65, olio su tela su tavola, 67 x 93 cm, Ottawa, National Gallery of Canada. [Soundtrack: Sébastien Tellier, “La Ritournelle”] - Al centro: Foto di scena Filippo Manzini - A destra: Foto di scena Teatro La Comunità 2016
A sinistra: Artwork Elisa Bindi | Aunt Kate. [Soundtrack: Dmitri Shostakovich, “Waltz No.2”] - Al centro: Scena dal film The Dead, John Houston, 1984 - A destra: Grant Wood, American Gothic, 1930, olio, 75 x 63 cm, Chicago, Art Institute
A sinistra: Foto di scena Teatro La Comunità 2016. [Soundtrack: Julia Kent, “Tithonos”] - Al centro: Scena dal film Il vento che accarezza l’erba (The Wind That Shakes the Barley), Ken Loach, 2006 - A destra: Scena dal film Un uomo tranquillo (The Quiet Man), John Ford, 1952
A sinistra: William Newenham Montague Orpen, Un posto vicino, 1901, olio su tela, 93 x 50 cm, Londra, Governament Art Collection. [Soundtrack: Piano Magic, “Theory Of Ghosts”] - Al centro a sinistra: Artwork Matteo Trabaldo - Al centro a destra: Artwork Elisa Rossi - A destra: Artwork Chiara Bartali | Gretta
A sinistra: William Newenham Montague Orpen, La signora Charles Hughes, 1901, olio su tela, 50 x 60 cm, Kirklees Museums and Galleries. [Soundtrack: Andrew Bird, “Ethio Invention No.1”] - A destra: Artwork Beatrice Pellegrini
A sinistra: Scena dal film The Dead, John Houston, 1984. [Soundtrack: Penguin Cafe Orchestra, “Perpetuum Mobile”] - A destra: Artwork Sara Bardi
A sinistra: Edgar Degas, Assenzio, 1875-76, olio su tela, 92 x 68 cm, Parigi, Orsay. [Soundtrack: Jan Roth, “Herbst”] - A destra: Foto di scena Filippo Manzini
A sinistra: William Newenham Montague Orpen, Bloomsbury family, 1907, olio su tela, 87 x 92 cm, National Galleries of Scotland. [Soundtrack: The Chieftains, “Wren in the Furze”] - A destra: Scena dal film The Dead, John Houston, 1984
A sinistra: Edouard Manet, Il bar delle Folies-Bergère, 1882, olio su tela 96 x 130 cm, Londra, Courtauld Gallery. [Soundtrack: Morphine, “In Spite of Me”] - A destra: Foto di scena Filippo Manzini
A sinistra: Gustave Caillebotte, I raschiatori di parquet, 1875, olio su tela, 102 x 147 cm, Parigi, Orsay. [Soundtrack: Sara Neufeld, “Hero Brother”] - A destra: Foto di scena Filippo Manzini
A sinistra: Sir Frederic William Burton, The Aran fishermans drowned child, 1841, acquerello su carta, 88,4 x 78,5 cm, National Gallery of Ireland. [Soundtrack: Mumford & Sons, “The Boxer”] - A destra: Foto di scena Filippo Manzini

Video

Le atmosfere ed il ritmo di resa narrativa uniscono il palcoscenico ed i supporti tradizionali e digitali; le parole cantate dagli attori in scena e l’inchiostro ed i tratti degli autori e delle autrici.

L’apatia e l’immobilità del quotidiano dublinese esplode nella potenza della resa visuale degli studenti e delle studentesse, di cui emergono i singoli stili e le differenti voci creative.

Il video montaggio mostra il frutto del lavoro svolto dagli studenti guidati dai docenti e dalle docenti fra poesia, letteratura e pittura con un lavoro che ha superato le difficoltà del lockdown, continuando da remoto, e che ha indagato “il sentimento del tempo: la percezione del tempo interno e tempo esterno della narrazione” in un percorso monografico che ha toccato, oltre a James Joyce, capolavori di Woolf, Bergson, andando a ritroso fino a S. Agostino.

Video a cura di Marina Tanaka

Musica The Curse, Agnes Obel, Live session Berlin 2013.

Piano & Vocals Agnes Obel Cello, Anne Müller Viola, Mika Posen

Il Teatro illustrato | The Dubliners

una mostra del Centro Studi del Teatro della Pergola e di The SIGN Comics & Arts Academy

a cura di Claudia Filippeschi e Giacomo Guccinelli

web editor Costanza Venturini

immagine di copertina Romina Bandini

illustrazioni Romina Bandini, Sara Bardi, Elisa Bindi, Chiara Bartali, Matilde Guerra, Leonardo Logli, Luca Picchi, Beatrice Pellegrini, Elisa Rossi, Adriano Rizza e Matteo Trabaldo

video Marina Tanaka

foto di scena Filippo Manzini e Teatro La Comunità

docenti Master di Illustration & Concept Art A.A. 2019/2020 Giacomo Guccinelli, Gloria Pizzilli, Claudia Ianniciello e Alberto Pagliaro

si ringrazino per la collaborazione Valentina di Cesare, Gabriele Guagni, Walter Sardonini, Giancarlo Sepe, Grazia Sgueglia, Laura Vaioli

Il progetto si è concluso con la mostra, il lancio online è avvenuto in occasione della prima replica della Stagione 2021/2022 della Fondazione Teatro della Toscana: The Dubliners, 1 ottobre 2021.

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