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Avventura “Senza avventura, la vita sarebbe mortalmete noiosa. Con un pilotaggio attento, vele spiegate e allegra tenacia non c'è motivo perchè il tuo viaggio non sia un completo successo, per piccolo che sia il corso d'acqua da cui un giorno partisti” B.P.da Strada Verso il Successo, 1922

Mai come in questi tempi le parole di B.P.sono state più calzanti. L'Avventura permea la proposta scout sin dalla pista del Lupetto, ma è nella “Vita all'aria aperta” del Reparto che essa diventa l'occasione per scoprire che lo scoutismo non è solo un bel gioco ma che gli Esploratori sanno affrontare l'ignoto, sono capaci di cavarsela da soli. Attraverso alcuni scritti vi proponiamo delle riflessioni su com'è permeata di AVVENTURA la proposta in Branca RS, iniziando dal Noviziato:

Art. 13 Il Noviziato è il primo momento della vita di Branca R/S in cui i tre elementi del metodo (Strada, Comunità e Servizio) sono vissuti nella dimensione della scoperta. È un’esperienza di comunità orizzontale che permette ai novizi e alle novizie di consolidare il cammino fatto, affrontando il cambiamento tipico dell’età. La dimensione dell’avventura, arricchita dall’esperienza della strada, aiuta a conoscere meglio se stessi, a scoprire e superare i propri limiti, valorizzando le proprie potenzialità e imparando a cooperare con i compagni di strada. Le competenze acquisite in Branca E/G, unitamente a quelle necessarie per la vita di Branca R/S, sono rivolte a sviluppare la capacità di saper vivere all’aria aperta, relazionarsi agli altri e servire il prossimo."

Gli articoli che seguono sintetizzano come la ricchezza dell'esperienza del roverismo\scoltismo si basino sulla Strada e la sua Spiritualità

Art. 10 Il roverismo/scoltismo si ispira fortemente al valore della strada, per questo la Comunità R/S vive i suoi momenti più intensi in cammino. Infatti: camminare a lungo sulla strada permette di conoscere, dominare e superare i propri limiti e dà il gusto dell’avventura; portare a lungo lo zaino e dormire in tenda insegnano l’essenzialità vissuta non come privazione ma come capacità di vivere con quanto strettamente necessario, restituendo il giusto valore alle cose, consentendo di sperimentare la precarietà, che aiuta a riflettere sulle situazioni di povertà, di solitudine e di lontananza proprie di tanti fratelli; camminare nella natura è un momento privilegiato di incontro con Dio che è il Creatore di tutte le cose. La comunione con il Creato fornisce ai giovani l’occasione di sentirsi maggiormente corresponsabili verso l’ambiente."
ART 18: Il rover e la scolta vivranno il dinamismo vocazionale della fede cristiana con lo stile proprio della Spiritualità della strada. La strada è caratterizzata da tratti di essenzialità, fedeltà, gioia, sacrificio, precarietà, attenzione all’altro, ed è occasione d’incontro e di silenzio, di scoperta della bellezza del creato, di abbandono fiducioso alla Provvidenza e di condivisione. Pertanto, la spiritualità della strada è disponibilità ad una continua crescita, secondo l’azione dello Spirito, al confronto e superamento delle proprie paure, verso il raggiungimento della piena maturità in Cristo."
“La strada è avventura, cioè accettazione dell’imprevisto e scelta consapevole di affrontare i rischi che possiamo incontrare, di cavarsela in ogni occasione e… anche di tornare sui propri passi! Prepararsi bene a vivere la strada è la vera sfida da raccogliere per cercare di trarne il meglio”. Da Camminiamo Insieme ottobre 2019

Come ci poniamo noi Capi di Fronte alla sfida che lo scoutismo ci mette davanti?

Quando si parla di roverismo/scoltismo si intende quell’esperienza fondata sulla strada, che è ambiente educativo privilegiato e specifico della branca. L’ambiente educativo per lo scautismo, in generale, così come ideato da B.-P., è la natura, perché ambiente di libertà, di autonomia, di immaginazione e di indipendenza dall’adulto. L’ambiente educativo simula l’ambiente reale, è una riduzione in scala, e ha un criterio di gradualità rispetto all’età dei ragazzi, in modo che al progredire del processo educativo, l’ambiente educativo si dilati riducendo il divario con quello reale (sempre meno ambiente fantastico, sempre più ambiente reale). E via via si arricchiscono nei ragazzi le competenze e gli strumenti per governarlo, in modo che possano essere competenze di vita. È fondamentale pensare un’educazione basata sull’esperienza, in cui l’educatore non è più colui che trasmette i suoi modelli, ma che costruisce conoscenza insieme ai suoi ragazzi, vivendo con loro esperienze significative. Allora l’educatore non sale in cattedra, non spiega il mondo, ma costruisce e garantisce le condizioni per cui i ragazzi possano fare esperienze e cammina per il mondo. L’esperienza diretta è il luogo in cui si apprende, in cui la natura e gli altri ci insegnano come ci si deve comportare, se si vuole raggiungere lo scopo che ci siamo prefissi”. Anna Cremonesi- Servire-Il capo in branca RS

Baden - Powell nel “Il libro dei capi” scrive:

Il capo da al ragazzo l’ambizione e il desiderio di imparare da solo, suggerendogli attività che lo entusiasmano e a cui egli si dedica finchè, provando e riprovando, riesce ad eseguirle correttamente”.

Tutte le attività devono suscitare nell’animo del ragazzo quel senso di curiosità che è la migliore premessa per sviluppare in lui il gusto di imparare. Per questo bisogna sempre mantenere alto l’interesse e rendere ogni attività sempre coinvolgente ed interessante. Avventura, scoperta, esplorazione, movimento, osservazione, sono alcuni degli “ingredienti” tra i più efficaci per rendere ogni attività unica e irripetibile.

Lo scautismo è avventura, per definizione del suo stesso ideatore. Lo scautismo genuino si è sempre richiamato all’elemento del pioniere, dell’esploratore, che è parte della nostra natura (nell’uomo più che nella donna) ed è maggiormente presente nell’adolescente. La vita all’aria aperta, con le sue svariate possibilità, costituisce il mezzo migliore per fornire al ragazzo concrete occasioni in cui dare prova di sé. La vita all’aria aperta va però vissuta nella sua interezza, con il bello o cattivo tempo, accettando ogni sfida come straordinaria occasione di crescita. In questo modo si riesce a soddisfare quell’innato gusto per l’avventura e per il rischio che ritroviamo in ogni ragazzo. Non si tratta tanto di lanciare i ragazzi in eroiche avventure quanto piuttosto prepararli gradualmente ad affrontare con competenza le difficoltà della strada, preludio per meglio affrontare le difficoltà della vita. L’avventura, quella con la A maiuscola, richiede imprevisto, incognite, mete da raggiungere, un continuo cercare di superarsi. Avventura che deve essere proporzionata alle possibilità fisiche del ragazzo e al suo bagaglio tecnico -e anche un po' oltre- ma che sia AVVENTURA! Baden - Powell sprona il capo scout ad effettuare uno sforzo per cercare di capire cosa veramente attragga i suoi ragazzi:

“Mi piace paragonare colui che vuol condurre dei ragazzi sotto una buona influenza ad un pescatore desideroso di far buona pesca. Se il pescatore arma la sua lenza con il genere di cibo che piace a lui, è probabile che di pesci non ne prenda neanche uno; certo non quelle specie di pesci che si usano pescare con la lenza, che sono particolarmente timide. Perciò egli si serve come esca del cibo che piace al pesce. Con i ragazzi è la stessa cosa. (...) L’unico sistema è dunque quello di proporre loro qualcosa che veramente attragga i loro interessi. (...) In seguito potrete condire questo qualcosa con ciò che volete dare loro” (Il libro dei capi).

Il peggior nemico dello scautismo è la monotonia e l’ordinarietà. Uno scautismo da città è destinato inesorabilmente al fallimento e i ragazzi non vi seguiranno più, attratti, come sono, dai continui eccitamenti della società moderna con le sue futili ma attraenti occasioni di divertimento. Il capo che si limita a cose facili e ripetitive non possiederà mai lo slancio per trasportare gli altri.

L’avventura evoca grandi imprese ma anche grandi ideali.

Utilizziamo pertanto la leva dell’avventura per presentare personaggi che possano essere di esempio per il ragazzo. Baden - Powell attinge ai cavalieri, condottieri, navigatori, esploratori ma non sono da tralasciare i santi protettori delle branche o anche personaggi contemporanei. L’obiettivo non è presentare un personaggio ma l’alto ideale che esso incarna.

- Avventura è spingersi oltre le proprie forze.

- Avventura è guardare un valico di montagna e avere voglia di raggiungerlo.

- Avventura è voler scoprire cosa c’è dietro la collina.

- Avventura è abbandonare la strada larga e conosciuta per il sentiero ripido e angusto.

- Avventura è voler vedere con i propri occhi ciò che si può solo immaginare attraverso una cartina topografica.

- Avventura è non fermarsi alla prima difficoltà ma andare avanti con tenacia e perseveranza.

- Avventura è seguire Cristo costi quel che costi e senza voltarsi indietro.

L’avventura è un mezzo educativo non un fine. Aiuta a sviluppare competenza, forza ma anche perseveranza, tenacia. Il capo scout che non aspira all’avventura (e pertanto non la fa vivere ai suoi ragazzi) tradisce il metodo scout. Merita di cambiare mestiere.

La vita di un cristiano poi è da considerarsi un'avventura continua, perchè è la sete stessa di Dio che lo sospinge avanti, perchè è Dio stesso che chiama a camminare con Lui e verso di Lui...

“Nessuno è più viandante di un cristiano. Un altro può sostare ove gli piace, poiché davanti ad ogni sorgente l'attende una sete. Il cristiano ha sete di tutte le cose visibili ed invisibili; la sete che non può frazionare in piccole avventure, saldato com'è a qualcuno, che pur non conoscendo ancora bene, pur non sapendo con qual nome chiamarlo, sa di dover cercare in un'avventura, che gli impone il ritorno, qualora la strada non cammini." P.Mazzolari, “Tempo di credere”

Vi invitiamo a chiedervi: Come potete valorizzare il vostro tempo e impegnarvi a fare le cose con competenza ed in modo completo? Disdegnando la banalità di alcune proposte, non improvvisando ma compensando la vostra eventuale scarsità tecnica attraverso il continuo aggiornamento, essendo fantasiosi e cercando di fare un proposta sempre diversa, nuova, avventurosa, aiutando i Rover e le Scolte che il Signore ha messo sul vostro cammino a vivere esperienze ricche di “Significato” . Abbiate la pazienza di leggere, il gusto di documentarvi per essere capaci di gettare il vostro cuore oltre l'ostacolo!

Vi lasciamo con alcuni spunti di lettura per iniziare a sognare nuove avventure. Buona lettura

La pattuglia regionale R/S