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SUI TUOI PASSI preghiera venerdì 22 maggio

Il buon Dio non ha scritto che noi fossimo il miele della terra, ragazzo mio, ma il sale. Il sale, su una pelle a vivo, è una cosa che brucia. Ma le impedisce anche di marcire. (Geogers Bernanos)

Mettiti alla presenza del Signore. Cerca la calma. Fa' un lento segno di croce. Chiedi allo Spirito la pace interiore e la libertà di cuore per accogliere la Parola che oggi ci viene donata.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

Per riflessione

La fede genera gioia. La gioia è consapevolezza di ciò a cui siamo chiamati, a Gesù risorto. Egli ci genera a vita nuova e inattesa così come una madre mette alla luce un figlio.

A Nicodemo Gesù aveva annunciato la necessità di rinascere, di nuovo e dall'alto, dall'acqua e dallo Spirito (Gv 3,3-5). Ora ai discepoli annuncia la necessità di diventare come una partoriente, che sa accogliere, custodire e mettere alla luce una vita nuova. Gesù, manifestandosi risorto e vivente, trasformerà la tristezza dei discepoli in gioia, la loro sterilità in fecondità.

Il Signore risorto passa nella nostra vita rigenerandola. Tale è anche l'esperienza di Paolo a Corinto (At 18,9-18). Sperimenta la tristezza di essere impedito nell'annuncio, eppure, nell'amarezza causata da questa ostilità, il Signore torna a rendere fecondo il suo impegno: «Non avere paura: continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso» (At 18,9-10).

La presenza del Signore libera Paolo non solo dalla tristezza, ma anche dalla sterilità della paura; rende fecondo il suo annuncio, che diventa segno di fecondità che precede: quella del Signore che suscita ovunque un «popolo numeroso» di figli e figlie di Dio. (Commento: fr. Luca Fallica)

Lode e intercessione

Rit.: Dona fecondità alla nostra vita, Signore.

Benedici l'impegno di tutti coloro che, con passione e competenza, servono e promuovono la vita, in tutte le sue stagioni e le sue forme.

Benedici tutte le donne che aspettano un bambino: rendi contagiosa la loro gioia per il dono della maternità.

Sostieni quanti annunciano il Vangelo in mezzo a incomprensioni e ostilità: liberali dalla paura e dona frutti abbondanti al loro impegno.

Padre nostro...

Signore risorto, tu prometti a ciascuno di noi: «Non avere paura, io sono con te». Rendi forte e luminosa la nostra fede, essa ci consenta di discernere i segni della tua presenza in mezzo a noi, quanto i segni di vita nuova che tu generi nelle nostre esistenze. Rendi le nostre comunità, che sono tentate di diventare sepolcri chiusi e morti, grembi fecondi, gravidi di vita, aperti all'incontro e all'accoglienza.

Padre Ermes Ronchi ci invita a crescere in libertà, consapevolezza e amore. Condizioni necessari per liberaci dai frastuoni quotidiani e incontrare davvero noi stessi.

Nessun cammino è lungo per chi crede e nessuno sforzo è grande per chi ama. Seminiamo l’aurora, oggi, di un giorno nuovo.” (Canto popolare dell’America latina)

Credits:

Creato con immagini di Daniel Páscoa - "untitled image" • pompi - "salt grains himalayan salt" • Omar Lopez - "untitled image" • Casey Horner - "Walking the line"