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IN CAMMINO preghiera giovedì 26 marzo

Dal libro dell'Esodo

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va', scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: "Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto"». Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».

Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: "Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra"? Desisti dall'ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: "Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre"».

Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

Rileggi il testo con calma e attenzione, interrogalo cercando di coglierne il messaggio essenziale (cosa rivela di Dio, dell'uomo, del mondo, dei valori fondamentali?). Colto il messaggio applicalo alla tua vita. Che cosa ti dice il testo? Se ti sono d'aiuto, utilizza gli spunti seguenti per meglio comprendere il testo.

In questo passo dell'Esodo ci viene trasmessa un'intensa esperienza di Dio, di relazione con lui: Mosè condivide con Dio la paternità di un popolo, Israele, e anche l'amore, il desiderio di bene e di meglio per questo stesso popolo. In un momento di crisi, il dialogo tra loro si fa difficile: c'è un risentimento di Dio per il dono suo non accolto, non riconosciuto da Israele e la reazione fortemente emotiva di voler chiudere e sterminare il popolo stesso sembra non stemperarsi. Solo l'invito a ricordare smonta l'ira di Dio: Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele...». Dio si lascia muovere e commuovere dalla sua intercessione che riconduce alla memoria della promessa! Da allora l'esperienza che l'uomo può fare di Dio è all'insegna della misericordia: la forza della promessa di Dio supera la capacità di riconoscere e corrispondere al dono di Dio da parte dell'uomo stesso. E la promessa si fa realtà, presente attuale, che si manifesta in accoglienza incondizionata e rigenerante! (Casa di preghiera San Biagio)

L'intercessione di Mosè è così radicale che giunge persino a offrire la propria vita. Non lo ascoltiamo nel testo che oggi la liturgia ci propone, ma qualche versetto più aventi, sempre in questo capitolo 32 dell'Esodo: «Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato... Altrimenti, cancellami dal tuo libro che hai scritto! (Es 32,32). Mosè è disposto a lasciare che il suo nome venga cancellato dal libro della vita purché Dio perdoni Israele. Mosè vive già, sia pure in modo parziale, quella che sarà la grande intercessione del Crocifisso, che offre la propria vita perché sia perdonato non solo il peccato di Israele, ma quello dell'umanità tutta. Gesù lascerà che la sua vita venga appesa a una croce per rivelare che il nome santo di Dio è perdono e misericordia per il peccato di tutti. (Fr. Luca Fallica)

Intercedere significa 'fare un passo tra', 'interporsi' fra due parti, indicando così una compromissione attiva, un prender sul serio tanto la relazione con Dio, quanto quella con gli altri uomini. In comunione con tutta la Chiesa preghiamo gli uni per gli altri.

Adoriamo Dio Padre, che nel Cristo, suo Figlio, ha ridato al mondo la speranza e la vita. Animati da questa certezza, diciamo: Signore,ascolta la nostra preghiera.

Dio, Padre di tutti, che ci hai fatto giungere all'alba del nuovo giorno, fa' che viviamo nell'amore del Cristo a lode e gloria del tuo nome.

Rafforza in noi la fede, la speranza e la carità, che lo Spirito Santo ha seminato nei nostri cuori.

Il nostro sguardo sia sempre rivolto a te, perché rispondiamo prontamente alla tua chiamata.

Salvaci dalle insidi e dalle seduzioni del male; difendici da ogni pericolo nel cammino vero la patria del cielo.

Padre nostro...

Padre buono, accorda a ciascuno di noi un ascolto sapiente e profondo della tua Parola, perché attraverso di essa possiamo conoscere il tuo vero volto, gustare la tua misericordia, credere nel tuo perdono. La tua Parola smascheri ogni forma di idolatria che può insinuarsi nella nostra fede, affinché possiamo credere davvero nel tuo Figlio Gesù e ricevere da lui salvezza e vita. Amen.

L'arte di essere fragili

L’uomo è sempre stato fragile e lo diventa di più quando finge di non esserlo. (Alessandro D'Avenia)

Credits:

Creato con un’immagine di Joey Kyber - "Light trails on a suburban highway"