Le orchidee Come prendersene cura

Phalaenopsis

Il nome Phalaenopsis deriva dalle parole latine phalaen (farfalla) e opsis (simile a) e indica la somiglianza del fiore alla forma delle farfalle. Crescono molto bene a temperature alte con un alto tasso d'umidità ma in realtà si abituano anche alle temperature delle nostre abitazioni. Amano una luce molto intensa ma schermata. L'innaffiatura va effettuata preferibilmente con acqua demineralizzata poiché le radici aeree sono molto sensibili a eccessi di sali. Un buon metodo per capire quando innaffiare è dato dal colore delle radici: quando queste si asciugano cambiano lentamente colore passando dal verde acceso al grigio. Soffrono molto i ristagni idrici. Il concime va somministrato con l'innaffiatura, diluendo le dosi indicate sulle confezioni, poiché le radici sono molto sensibili all'eccesso di concime. Il concime, se somministrato a terriccio asciutto, reca gravi danni. Finita la fioritura, è possibile tagliare gli steli floreali al di sotto dell'ultimo nodo che precede il primo fiore, il substrato di coltivazione deve essere leggero e a grossa pezzatura: si può usare la corteccia a scaglie grosse

Cymbidium

Amano luoghi non troppo caldi, con temperature estive inferiori ai 30°C, e inverni freschi; non temono brevi gelate, anche se in genere durante l'inverno vengono coltivate in appartamento. Si rinvasa in genere ogni 3-4 anni dopo la fioritura, potete usare un terriccio già pronto per orchidee. Si annaffia evitando che la superficie del substrato si asciughi fra un'annaffiatura e l'altra. Durante l'estate, o anche in inverno nel caso di esemplari coltivati in casa, vaporizziamo frequentemente il fogliame per fornire un'abbondante umidità ambientale. Vanno concimati con regolarità con un concime specifico che andrà sciolto nell'acqua di irrigazione. E' raccomandabile che le concimazioni siano effettuate con il substrato umido, è importante non lasciare mai asciugare completamente. Le foglie e i fusti possono essere infestati dalle cocciniglie, che rendono le piante appiccicaticce e fuligginose, rallentandone la crescita. Se sottoposte a repentini sbalzi di temperatura, umidità o illuminazione possono facilmente perdere i boccioli ed i fiori.

Miltonia

Hanno fiori che assomigliano alle Viole del Pensiero: sono grandi e hanno colori molto vivaci, sono anche gradevolmente profumate. Fioriscono in primavera e autunno. La temperatura ideale per questa pianta è intorno ai 20°. Ha bisogno di luce, ma non deve essere colpita direttamente dai raggi del sole. Vanno coltivate in appartamento, ma in estate potete metterle sul balcone solo se c’è ombra e se sono al riparo da correnti d’aria, vento e pioggia. Va annaffiata due volte a settimana per tutto l’anno, evitando i ristagni. Non bisogna mai far asciugare il terriccio altrimenti le foglie della pianta si accartocciano. Per garantire la giusta umidità si può vaporizzare dell’acqua distillata sulla pianta. Si deve somministrare un concime apposito per Orchidee una volta al mese.

Oncidium

Comprendono circa 600 specie distribuite dall’America tropicale fino al Brasile. La maggior parte predilige temperature notturne che si aggirano intorno ai 13-16 °C durante la notte e 18-24°C e anche più durante il giorno. L’umidità deve essere moderata, intorno al 50% e se si effettuano le vaporizzazioni sul fogliame occorre far attenzione soprattutto ai giovani germogli che sono molto sensibili ad eventuali eccessi d'acqua. Le annaffiature devono essere abbondanti durante il periodo vegetativo e durante la fioritura. Le radici sono molto sottili e devono essere tenute sempre umide, tuttavia un substrato molto bagnato può comportare marciumi radicali. Gli Oncidium devono essere concimati in maniera leggera dalla ripresa vegetativa fino alla fine dell’estate, per poi essere interrotte durante l'autunno. Possono essere attaccati dal ragnetto rosso con estrema facilità, è buona norma effettuare dei trattamenti antiparassitari con un acaricida

Cattleya

Sono piante robuste, che si possono coltivare in casa con successo e soddisfazione a patto di attenersi a poche e semplici regole che si possono così sintetizzare: molta luce e poca acqua. Date alle piante un'esposizione molto luminosa, vicino a una finestra ben esposta in inverno e all'aperto durante la bella stagione, in un angolo dove ricevano il sole del mattino o del tardo pomeriggio. Da buone piante epifite hanno radici aeree e per questa ragione si coltivano in un composto a base di corteccia che permette una buona aerazione dell'apparato radicale. L'importante è bagnare poco: la maggior parte delle orchidee che periscono nelle mani dei principianti muoiono annegate per le troppe annaffiature. Bagnate solo quando siete sicuri che le piante siano asciutte: è comunque preferibile avere piante più asciutte che troppo bagnate. Se mettete un sottovaso sotto le vostre piante, riempitelo di sassolini o argilla espansa in modo che il vaso non sia a contatto con l'acqua.

Cambria

Il genere Cambria non esiste in natura ma è il risultato dell'ibridazione tra alcune specie, quali Oncidium, Odontoglossum e Miltonia. Da tali ibridazioni derivano Cambria con fioriture diversificate nel colore, nella dimensione dei fiori e nella durata. Pianta di facile coltivazione, va tenuta in un luogo luminoso, ma lontano dai raggi solari, che potrebbero causare vistose scottature alle foglie. La temperatura ottimale durante il periodo vegetativo, da marzo a settembre, è di circa 18-20°C; durante i mesi freddi è consigliabile porre le piante in luogo più fresco, con temperature comprese tra i 10 ed i 15°C. Amano gli ambienti ventilati. Da marzo a settembre annaffiare regolarmente, ogni settimana, se è possibile per immersione, ovvero immergendo i vasi in acqua per alcuni minuti, per poi riporli in luogo asciutto; durante questo periodo concimeremo le piante ogni 25-30 giorni, con fertilizzante specifico per orchidee. Durante i mesi freddi annaffiamo circa una volta al mese, o anche meno se le piante sono tenute in luogo con temperature inferiori ai 10°C.

Dendrobium

Il genere Dendrobium comprende circa 1600 specie ed è al secondo posto per quantità nella famiglia delle orchidee. Presentano fusti rigonfi e nodosi detti pseudobulbi, nei quali conservano una scorta di nutrimento e di acqua, che consente loro di sopravvivere durante la stagione secca. Essi sono molto simili a canne di bamboo. Sono i più rustici e necessitano di un periodo di riposo invernale a temperature di 10 gradi e totale assenza di innaffiature. Sono decidui e gli pseudobulbi si presenteranno come bastoncini raggrinziti e rinsecchiti. Solo con l'arrivo della primavera, la pianta inizierà a vegetare e si dovrà iniziare ad annaffiare e concimare regolarmente. I nodi si gonfieranno e spunteranno i primi boccioli. La pianta inizierà a produrre nuovi getti che daranno vita durante l'estate ai nuovi steli. Si potranno tenere all'esterno, alla luce e in luoghi ben ventilati. Evitare i raggi del sole diretti, fino a quando i primi freddi segneranno l'inizio del riposo e la sospensione delle annaffiature. La concimazione va fatta con una soluzione molto diluita e il rinvaso va fatto soltanto quando non si può evitarlo.

Paphiopedilum

Detta anche Pantofola di Venere, è originaria dell'Asia tropicale. I fiori, di colore variabile dal bianco al giallo, al verde, al bruno, al violetto, al cremisi, al porpora e larghi da 5 a 10 cm., sono per lo più solitari. I fiori durano molto, anche due mesi, sia sulla pianta che come fiore reciso. Gli ibridi possono fiorire anche due volte l'anno. Coltivare i Paphiopedilum non è particolarmente difficile. Sono orchidee terrestri, al contrario della maggior parte dei generi tropicali comunemente coltivati. Amano condizioni di luce tenue e non sopportano la luce piena del sole che può bruciare le foglie, inoltre gradiscono un substrato più umido della maggior parte delle orchidee epifite. Infatti il motto base sulle annaffiature (se non sei sicuro, aspetta) per i Paphiopedilum va rovesciato (se non sei sicuro, bagna). Andrebbero rinvasati ogni due anni, in quanto il composto, essendo sempre umido, si degrada piuttosto velocemente. Il vaso va scelto non molto più grande della pianta, così le radici, crescendo, occupano più velocemente lo spazio rimasto libero.

Zygopetalum

Lo Zygopetalum è un’ottima orchidea robusta e malleabile, solitamente i suoi fiori emanano un delicato profumo: può restare in casa o nella veranda per tutto l’anno tra i 15 e i 25 °C. Anche in estate la pianta vegeta con buoni risultati all'esterno, magari all'ombra di qualche pianta riparata dai raggi diretti del sole. Il substrato deve rimanere costantemente umido, ma non zuppo d’acqua. Questa orchidea è molto sensibile ai ristagni per cui innaffiate con parsimonia soprattutto durante l'autunno e l'inverno. E' bene non eccedere con le vaporizzazioni poiché questa orchidea si è rivelata molto sensibile ai ristagni idrici sulle foglie. Le fertilizzazioni devono essere effettuate con parsimonia poiché le radici sono molto sensibili non solo agli eccessi idrici ma anche ai depositi salini. Sono consigliabili concimazioni sporadiche e molto leggere. Se i vasi sono posti all'esterno nei periodi caldi è probabile che l'oziorrinco causi danni agli pseudobulbi, prestare attenzione ad afidi e cocciniglia. Per eliminare le cocciniglie è possibile intervenire manualmente con l'impiego di un batuffolo con alcool, mentre per gli afidi esistono appositi prodotti, oppure, è possibile intervenire con l'impiego di prodotti naturali a base di aglio o ortica.

Created By
Sgaravatti Garden
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