Conosci la Chiesa? una casa per noi

Sai cosa significa la parola Chiesa ?

E' una parola antica, deriva dal greco Ekklesia e significa assemblea, convocaziozione.

La Chiesa e' un insieme di persone chiamate da Gesù per conoscerlo

GESU', INFATTI, NON E' MAI STATO DA SOLO

San Luca, negli Atti degli Apostoli, racconta che la prima comunità cristiana

"metteva tutto in comune" :
l' ascolto dei racconti degli apostoli
la condivisione dei beni
lo spezzare il pane
la preghiera

allora ti piace questa CASA ?

NON é PERFETTA, ma ci si può LAVORARE per STARCI BENE, ed è comunque

sempre casa tua !

Adesso ti svelo un segreto :

questa casa è stata abitata da sempre da gente un po'

scassata !!!

San Matteo , pur essendo ebreo, riscuoteva le tasse per i romani, fino a quando Gesù non lo chiamò a stare con Lui e Matteo lasciato tutto lo seguì
San Paolo reggeva il mantello a chi uccideva i primi cristiani fino a quando Gesù non lo chiamò a testimoniarlo fino a Roma e Paolo diede la sua vita per Lui
San Francesco da ragazzo amava le lucide armature e festeggiare con gli amici all'osteria, ma Gesù lo inviò a "ricostruire" la sua Chiesa

Conosci questi quadri ? Sono opere d'arte molto importanti ! Ricercale su internet e raccogli informazioni su di esse. I loro autori hanno rivoluzionato il mondo della pittura.

Ora leggi questo racconto:

Una numerosa colonia di pernici argentate si era stabilita ai bordi di un bosco. Ma un cacciatore si accorse di loro e tese le sue reti. Una volta prigioniere delle maglie della rete, le sfortunate pernici si dibattevano invano. Una pernice saggia e anziana radunò le pernici scampate alla cattura e cercò di insegnare loro una tattica per salvare le piume. «Sorelle mie» disse, «state ben attente. Avete visto come cadono le reti del cacciatore, nel prato. Se per disgrazia ci finite dentro, dovete semplicemente infilare la testa nelle maglie della rete e poi battere le ali con forza tutte insieme. Riuscirete a sollevare la rete e lasciarla sui rami di un albero».

Il giorno dopo, molte pernici incapparono nella rete del cacciatore. Si ricordarono delle raccomandazioni della vecchia pernice, infilarono la testa nelle maglie della rete e cominciarono a sbattere le ali con tutta la loro energia. La rete volò con loro fin sopra la chioma di un faggio. Là, appoggiata come un vecchio straccio inutile, la trovò il cacciatore. Qualche giorno dopo, alcune pernici razzolavano nel prato beccando insetti e teneri germogli. Improvvisamente la rete del cacciatore calò su di loro.

«Ascoltate, sorelle!» disse una delle pernici.

«Sappiamo che cosa dobbiamo fare per liberarci. Facciamo passare le nostre teste attraverso le maglie della rete; e poi al mio tre, battiamo le ali tutte insieme. Siete pronte? Uno, due, tr...».

«Non vedo perché devi essere tu a comandare! - interruppe bruscamente un’altra pernice - Sono io la più forte. Tocca a me dirigere l'operazione... ».

«E allora?» strillò un'altra. «Sono io la più anziana.».

«Ma chi vi credete di essere?» sbraitò un'altra pernice. «Non ho nessuna intenzione di stare ad ascoltare voi!».

«Io ho più esperienza» riprese la prima. «È normale che sia io a comandare. Attente! Al mio segnale: uno, due, tr ... ».

«Tocca a me! Voglio dare io il segnale».

«No, tocca a me! O sentirete quant'è affilato il mio becco!».

«Provaci se hai il coraggio, grassona!».

«Per favore, ascoltatemi!» supplicò la prima pernice. «Il cacciatore non tarderà. Al tre, battete le ali: uno, due tre!».

Ma le pernici non sentivano più niente. Con le piume arruffate, lottavano a colpi di becco, di zampe, di testate furibonde, schiamazzando e strepitando. Tutto quel trambusto attirò il cacciatore, che ridacchiando ficcò le pernici nel sacco, dove continuarono a colpirsi e insultarsi.

  • Quale tattica insegna la pernice saggia alle sorelle ?
  • Le pernici ascoltano il suggerimento della pernice anziana ?
  • Perché il suo insegnamento non ha successo ?
  • Che cosa insegna questa storia ?
  • Ti sembra che nella nostra classe si sia mai presentata una situazione simile ?
  • Hai qualche soluzione da suggerire ?

ecco la soluzione che ci propone Gesù...

questo quadro commovente è di un pittore olandese del XVII secolo.

Si intitola "Ritorno del figliol prodigo".

Te la ricordi la parabola ? La trovi nel Vangelo di Luca 15, 11-32, puoi andare a rileggerla.

Che ne pensi ?

Tutti noi siamo un po' scassati, ma il Padre sempre ci aspetta a braccia aperte.

Dentro di noi possiamo trovare il desiderio di essere perdonati e di poter perdonare.

La Chiesa cammina nel mondo

Anche per le strade della nostra città incontriamo persone provenienti da tante parti del mondo, che professano una fede diversa dalla nostra.

Per questo nel nostro tempo la Chiesa è chiamata sempre più a confrontarsi con le altre religioni.

Bambini induisti, mussulmani, ebrei, buddisti condividono i nostri studi, i nostri giochi, la nostra voglia di crescere

Tutte le religioni aspirano alla pacifica convivenza dei popoli.

Nel documento "Nostra Aetate"

del Concilio Vaticano II leggiamo

La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini.

Il Concilio Vaticano II che ebbe inizio nel 1962, come tutti gli altri concili ecumenici che si sono svolti nella storia della Chiesa, è stato una riunione di tutti i vescovi cattolici del mondo, per discutere di argomenti riguardanti la vita della Chiesa cattolica.

Svolgi una ricerca per saperne di più.

Gli ultimi Papi hanno lavorato instancabilmente per lanciare ponti di dialogo e di pace con le altre religioni.

Puoi vedere qui sotto uno stralcio dell'incontro di preghiera per la pace dei rappresentanti delle religioni del mondo voluto dal Papa San Giovanni Paolo II e tenutosi ad Assisi il 27 ottobre 1986.

Questo è uno dei volti della chiesa di oggi e di domani.

Ogni cristiano è chiamato a far risplendere sempre più in esso il volto misericordioso di gesù.

Created By
elisabetta orlich
Appreciate

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