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Il deserto del Sahara Geografia dell'immensità rovente

L'immensità rovente

Il Sahara (in arabo, "deserto" o "vuoto") è il più vasto deserto caldo della Terra, un’immensa fornace di 9 000 000 km², dove la temperatura al suolo può superare gli 80 gradi. Si estende per gran parte dell’Africa settentrionale (dall'Atlantico al Mar Rosso e dal Mediterraneo alle regioni centrali dell'Africa), con l'unica interruzione della valle del Nilo, un'area verde e fertile.

Il passato "verde" e i "soliti" extraterrestri

Non sempre il Sahara è stato un deserto. In passato, era un posto pieno di foreste e di vita. I cambiamenti climatici naturali lo hanno trasformato in ciò che è adesso.

Il passato "verde" del Sahara è testimoniato dalle pitture rupestri rinvenute proprio in mezzo al deserto, con disegni di animali e vegetazione.

Sul Tassili, altopiano situato nel sudest dell'Algeria, nei pressi del confine con la Libia, sono state infatti scoperte migliaia di pitture rupestri, risalenti a un periodo compreso tra 10.000 e 5.000 anni fa, che descrivono la vita di una comunità di cacciatori e di allevatori.

Una delle pitture rupestri trovate sul Tassili

Le pitture "raccontano" la vita di un popolo che usava il boomerang, guidava carri e aveva addomesticato il cane. Esse mostrano inoltre la fauna locale: ippopotami (il che presuppone l’esistenza di grandi laghi e fiumi), antilopi, elefanti, dromedari, varie specie di bovini. Il Sahara era dunque una savana e non un deserto.

In alcune grotte del Tassili sono dipinte figure umane e di divinità con la testa rotonda, che assomigliano vagamente ad astronauti con un casco di vetro, il che ha alimentato le solite dilettantesche e deliranti teorie sugli extraterrestri come fondatori di questa civiltà.

L'area del Tassili è oggi un grande parco nazionale di 80.000 kmq (2 volte la Svizzera!) che, per il suo immenso valore naturale e culturale, è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell’umanità.

Pitture rupestri nelle grotte del Tassili

L'origine misteriosa

Alcuni scienziati ritengono che il deserto del Sahara sia nato a causa di un cambiamento dell'orbita della Terra, avvenuto alcune migliaia di anni fa, in seguito al quale l'Africa settentrionale ha iniziato a ricevere una maggiore quantità di raggi solari e si è inaridita. In realtà la formazione di questo deserto è ancora oggi un mistero.

uidian, i fiumi fossili

Nel Sahara non ci sono corsi d’acqua e quindi l’idrografia è rappresentata soltanto da una rete di fiumi fossili ("uidian", al singolare "uadi"), nei quali scorre l’acqua solo in caso di piogge eccezionalmente abbondanti. Ricchissima è, invece, la circolazione idrica sotterranea alimentata da numerose falde poste a diverse profondità che danno origine alla grande maggioranza delle oasi.

Uno uadi algerino durante un eccezionale momento di piena

Adattati alla graticola

La fauna del Sahara, al contrario di quanto lasci pensare l'ambiente torrido, è molto varia: gli animali del deserto hanno sviluppato, col passare del tempo, strategie che li aiutano a conservare acqua e a sopportare il caldo, e riescono a prosperare anche in un ambiente così ostile.

Dalla foto in alto a sinistra: varano del deserto, vipera del deserto, scorpione, cuccioli di caracal, fennec

La nave del deserto

L'animale simbolo del Sahara è, senza dubbio, il dromedario, parente del cammello asiatico e del lama. Questo animale è stato molto importante per le tribù del deserto, che ne utilizzavano tutto: carne, latte, pelle, grasso; il dromedario veniva anche cavalcato e usato come animale da soma (come il lama nelle Ande). Per la sua capacità di percorrere lunghe distanze su terreni accidentati, senza bere né mangiare per mesi, è stato soprannominato "la nave del deserto".

Dromedari

Rocce, ciottoli e dune

Nel Sahara si incontrano almeno tre tipi di paesaggio diverso: l'hammada, il serir, l'erg.

Hammada

È il deserto più secco è ostile alla vita umana, caratterizzato da immense distese di pietra in schegge acute e taglienti e da altopiani rocciosi estremamente aridi. Il 70% del Sahara ha questo aspetto brullo e inospitale, che ricorda certi paesaggi marziani.

Serir

Deserto di ciottoli e ghiaia.

Lo sconfinato deserto libico inizia come un serir piatto e uniforme che lentamente, man mano che si procede verso sud, sfuma in una distesa di sabbia dorata.

Erg

È il caratteristico deserto di dune sabbiose che nell'immaginario collettivo rappresenta il deserto per eccellenza. L'erg si estende a macchia di leopardo in tutto il Sahara, ma soprattutto in Algeria e in Egitto.

Le "macchie" di Erg nel Sahara

È sempre bene ricordare le proporzioni: il Grande Erg Orientale (tra Algeria e Tunisa) è, da solo, più grande del Portogallo.

Il Ghibli

o vento del deserto

Il ghibli è un vento caldo e secco tipico della Libia, che soffia da sud o sudest, a volte con grande irruenza. Tale vento proviene dal cuore del Sahara, trasporta quindi polvere e sabbia e spesso genera delle tempeste che danno al cielo un colore giallastro.

Ghibli è il nome locale del nostro scirocco.

La sabbia sollevata dal ghibli spesso arriva anche sull'Europa.

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Le oasi

Un'oasi è un'area di vegetazione isolata in un deserto, che di solito circonda una sorgente o una fonte simile d'acqua naturale.

Le oasi hanno rivestito un’importanza decisiva per le carovane di mercanti che attraversavano il Sahara e che trovavano in esse un punto di ristoro che assicurava il rifornimento di acqua.

Nefta: un esempio di oasi

L'oasi di Nefta si trova 400 km a sud-ovest di Tunisi, in una depressione salina chiamata Chott Djerid.

Depressione = area più o meno estesa della superficie terrestre che si trovi a un livello inferiore a quello medio della regione che la circonda.

Accogliente stazione di sosta per le carovane del deserto e centro religioso, Nefta costituisce un punto di riferimento per le migrazioni da e per l'interno del continente africano.

Alimentata da più di 150 sorgenti, l'oasi sviluppa una vegetazione in cui predominano le palme da dattero.

Le "attrazioni" del Sahara

il deserto bianco

Sembra neve o zucchero a velo, ma è una distesa sterminata di calcare bianco nell'Egitto settentrionale, a una quarantina di km dall'oasi di Farafra.

Le dune bianche lasciano qua e là il posto a pilastri calcarei scolpiti dal vento.

Pilastri di calcare presso l'oasi di Farafra

L'OCCHIO DEL SAHARA

Per millenni ben pochi si sono accorti accorti della sua esistenza. Poi, con l'avvento delle missioni spaziali e delle fotografie satellitari, l'Occhio del Sahara, una misteriosa formazione geologica circolare nel deserto del Sahara occidentale (Mauritania), è divenuto un punto di grande interesse.

Inizialmente si pensava che si trattasse di una "struttura da impatto", ossia del cratere causato da un meteorite; oggi la maggior parte degli studiosi ritiene invece che si tratti di una cupola di magma collassata su se stessa.

ALOBA ARCH

In Ciad il Sahara crea bizzarri e imponenti paesaggi di roccia rossa, dove si susseguono gole e profondi canyon, da cui fa capolino l'Aloba Arch, l'arco di roccia più alto del mondo: è strabiliante non solo per i suoi 77 metri di altezza, ma anche perché al di fuori del Colorado (USA) è molto difficile trovare questo tipo di formazioni.

A cura di V. Sciacca

Istituto Comprensivo E. Donadoni, Sarnico

Credits:

Created with images by veronica111886 - "desert tunisia sahara"

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