Bradamante & l'Ippogrifo Orlando furioso canto iV

Bradamante

È una valorosa guerriera, sorella di Rinaldo e di Ricciardetto e quindi cugina di Orlando. È innamorata di Ruggiero, nonostante costui sia un cavaliere pagano appartenente all’esercito nemico colpito da una maledizione amorosa dal quale cerca di proteggerlo il tutore Atlante .

L'ippogrifo

È una creatura leggendaria. Il suo nome deriva dalle parole greche ἵππος híppos (cavallo) e γρύψ grýps (grifone). L'ippogrifo è infatti una creatura alata, originata dall'incrocio tra un cavallo ed un grifone, con testa e ali di aquila, zampe anteriori e petto da grifone ed il resto del corpo da cavallo.

Ruggiero

È un guerriero virtuoso e leale dell’esercito pagano. Insieme a Bradamante sarà il capostipite della Casa d’Este. La sua spada è chiamata Balisarda ed è in grado di penetrare qualunque materiale, vincendo anche gli incanti.

Atlante

Atlante è un mago nel cui castello, a causa di un incantesimo, si radunano tutti i migliori paladini. Questo incantesimo ha lo scopo di aiutare Ruggero, l'eroe che Atlante vuole proteggere. Il mago sa infatti che qualora Ruggero dovesse sposarsi con Bradamante, e con lei avere dei figli, la vita dell'eroe sarebbe molto breve.

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iv canto

Un rumore forte giunge alle orecchie di Bradamante e Brunello. I due guardano in cielo e vedono passare il mago Atlante in groppa al suo cavallo alato, che si dirige verso i monti, come spesso faceva, portando al suo castello delle belle donne rapite nei paesi vicini. Bradamante si dichiara subito pronta a partire per combattere il mago e chiede all’oste chi la possa condurre al suo castello. Il barone Brunello cade nella trappola, si offre subito come guida e il mattino dopo partono insieme.

[4]E vede l’oste e tutta la famiglia, e chi a finestre e chi fuor ne la via, tener levati al ciel gli occhi e le ciglia, come l’ecclisse o la cometa sia. Vede la donna un’alta maraviglia, che di leggier creduta non saria: vede passar un gran destriero alato,che porta in aria un cavalliero armato.

[5]E, come dicea l’oste (e dicea il vero),Quel era un negromante, e facea spesso . Quel varco, or più da lungi, or più da presso.

[6] Volando, talor s’alza ne le stelle,E poi quasi talor la terra rade; E ne porta con lui tutte le belle... Che abbino o aversi credano beltade.

[7]— Egli sul Pireneo tiene un castello(narrava l’oste) fatto per incanto, tutto d’acciaio, e sì lucente e bello, ch'altro al mondo non è mirabil tanto. Già molti cavallier sono iti a quello, e nessun del ritorno si dà vanto:Sì ch’io penso, signore, e temo forte, oche sian presi, o sian condotti a morte. —

Giungono quindi sui monti Pirenei, in cima al quale sorge la fortezza di Atlante. Bradamante capisce che è il momento di uccidere la propria guida per impossessarsi dell’anello. Per non commettere un atto vile non uccide quell’uomo disarmato ma lo immobilizza legandolo ad un albero, riuscendo così ad impossessarsi dell’anello senza spargere sangue.

[12]Vi sorge in mezzo un sasso che la cima d'un bel muro d’acciar tutta si fascia; e quella tanto inverso il ciel sublima, che quanto ha intorno, inferior si lascia. Non faccia, chi non vola, andarvi stima; che spesa indarno vi saria ogni ambascia. Brunel disse: — Ecco dove prigionieri il mago tien le donne e i cavallieri. —

[13]Da quattro canti era tagliato, e tale che parea dritto a fil de la sinopia. Da nessun lato né sentier né scale v'eran, che di salir facesser copia: e ben appar che d’animal ch’abbia ale sia quella stanza nido e tana propia. Quivi la donna esser conosce l’ora di tor l’annello, e far che Brunel mora.

[14] Ma le par atto vile a insaguinarsi d'un uom senza arme e di sì ignobil sorte; che ben potrà posseditrice farsi del ricco annello, e lui non porre a morte.Brunel non avea mente a riguardarsi; sì ch’ella il prese, e lo legò ben forte ad uno abete ch’alta avea la cima: ma di dito l’annel gli trasse prima.

Giunge sotto la torre, suona il proprio corno e chiama a duello il mago. Atlante esce in groppa all’ippogrifo, con lo scudo magico ed il suo libro di magia, di cui pronunciava gli incantesimi per attaccare il nemico senza nemmeno avvicinarsi. Gli incantesimi vengono però annullati dall’anello e Bradamante sferra colpi a vuoto solamente per finzione e per ingannare l’avversario. Il mago, stanco del gioco, effettua infine il suo ultimo incantesimo liberando il proprio scudo dal velo che lo copriva. Bradamante chiude gli occhi e finge di svenire.

[20] Del mago ogn’altra cosa era figmento, che comparir facea pel rosso il giallo; ma con la donna non fu di momento, che per l’annel non può vedere in fallo. Più colpi tuttavia diserra al vento,e quinci e quindi spinge il suo cavallo; e si dibatte e si travaglia tutta,come era, inanzi che venisse, instrutta.

[21]E poi che esercitata si fu alquanto sopra il destrier, smontar volse anco a piede, per poter meglio al fin venir di quanto la cauta maga instruzion le diede. Il mago vien per far l’estremo incanto; che del fatto ripar né sa né crede: scuopre lo scudo, e certo si prosume farla cader con l’incantato lume.

[22]Potea così scoprirlo al primo tratto, senza tenere i cavallieri a bada; ma gli piacea veder qualche bel trattodi correr l’asta o di girar la spada: come si vede ch’all’astuto gatto scherzar col topo alcuna volta aggrada; e poi che quel piacer gli viene a noia, dargli di morso, e al fin voler che muoia.

Quando il mago, sceso da cavallo senza scudo e senza il libro magico, si avvicina a lei per legarla, la donna si alza di scatto, prende alla sprovvista Atlante e lo immobilizza a terra. Si rende conto che era solo un povero vecchio quindi si blocca e non riesce ad ucciderlo. Gli domanda chi sia e perché si comporti in quel modo . Atlante rivela il proprio nome e confessa che la sua unica intenzione è quella di salvare Ruggiero dalla maledizione . Le persone rapite avevano quindi la semplice funzione di fare compagnia al giovane in quella prigione .

[26]La donna in terra posto già l’avea: se quel non si difese, io ben l’escuso; che troppo era la cosa differente tra un debol vecchio e lei tanto possente.

[29] «Né per maligna intenzione, ahi lasso! (disse piangendo il vecchio incantatore) feci la bella rocca in cima al sasso,né per avidità son rubatore; ma per ritrar sol dall’estremo passo un cavallier gentil, mi mosse amore, che, come il ciel mi mostra, in tempo breve morir cristiano a tradimento deve.

Il mago chiededi essere ucciso, ma questa vuole liberare il proprio amato, lega il mago e si avvia con lui verso il castello . Giunti in cima Atlante spezza l’incantesimo, si libera da Bradamante e scompare insieme al castello. Tutti i suoi prigionieri, tra i quali Ruggiero, si trovano liberi . Bradamante e Ruggiero possono finalmente incontrarsi.

[41] Come a colei che più che gli occhi sui,Più che ’l suo cor, più che la propria vita Ruggiero amò dal dì ch’essa per luiSi trasse l’elmo, onde ne fu ferita.Lungo sarebbe a dir come, e da cui, e quanto ne la selva aspra e romita si cercar poi la notte e il giorno chiaro;Né, se non qui, mai più si ritrovaro.

[42] Or che quivi la vede, e sa ben ch’ella é stata sola la sua redentrice,di tanto gaudio ha pieno il cor, che appella sè fortunato ed unico felice. Scesero il monte, e dismontaro in quella valle, ove fu la donna vincitrice, e dove l’ippogrifo trovaro anco,ch'avea lo scudo, ma coperto, al fianco.

Scendono a valle e rivedono l’ippogrifo di Atlante con al fianco lo scudo incantato. Questo va incontro a Ruggiero, Il cavaliere gli sale in groppa credendo di poterlo domare, ma il cavallo, per volontà del mago Atlante, prende il volo e scappa lontano con Ruggiero in groppa. Bradamante non può fare altro che vedere ancora una volta scomparire il proprio amante. La donna si allontana con Frontin, il cavallo di Ruggiero, intenzionata a restituirlo al legittimo proprietario.

[47] La bella donna, che sì in alto vede e con tanto periglio il suo Ruggiero, resta attonita in modo, che non riede per lungo spazio al sentimento vero.

[50]Poi che sì ad alto vien, ch’un picciol punto lo può stimar chi da la terra il mira, prende la via verso ove cade a punto il sol, quando col Granchio si raggira, e per l’aria ne va come legno unto a cui nel mar propizio vento spira. Lasciamolo andar, che farà buon camino, è torniamo a Rinaldo paladino.

Ad opera di Manto Dora & Perna Germana.

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