STALINISMO SS: URSS st: 1924 - 1953

L'ASCESA AL POTERE DI STALIN

Dopo la morte di Lenin nel 1924 inizia un violento scontro fra Lev Trockij e Joseph Stalin. Trockij era stato il fondatore dell'Armata Rossa ed era forte sostenitore della "Rivoluzione Permanente": cioè pensava che la rivoluzione russa si sarebbe dovuta esportare nel resto d'Europa e del mondo. Stalin invece, un Giorgiano segretario del partito comunista sovietico, era sostenitore del comunismo in un solo paese: ovvero voleva far crescere il comunismo in maniera minuziosa in Russia. Questo conflitto si conclude nel 1927 con l'esilio di Trockij. Ma ciò non si conclude qui in quanto Stalin perseguita l'ex-comandante fino in Messico, dove viene ucciso nel 1940 da un suo sicario.

In figura: Stalin, Lenin e Trockij

I CAMBIAMENTI PORTATI DA STALIN

Stalin comincia una serie di radicali cambiamenti dei sistemi fino ad allora esistiti ed utilizzati. Abolisce la NEP, Nuova politica economica (НЭП, Новая Экономическая Политика), sistema di riforme economiche, in parte orientate al libero mercato, che Lenin aveva istituito in Russia nel 1921 come soluzione al disastro economico che si era creato in dopo dopo la guerra civile.Comincia la repressione contadina. Uno dei primi ostacoli dello stato erano i kulaki, proprietari terrieri sovietici accusati di arricchirsi alle spalle del popolo e non consegnare allo stato la quota di prodotto dovuta. I contadini che invece erano stati trasferiti nelle fattorie collettive vennero sollecitati a rovesciare i kulaki privandoli dei propri mezzi di produzione e portati alla loro stessa occupazione. I militari, inoltre, reagiscono contro i kulaki fucilando i capi famiglia e poi nei primi mesi del 1930 avverranno deportatazioni di massa di tutti i kulaki, donne, uomini e bambini. Così, i lavoratori agricoli vengono prima espropriati delle proprie terre e poi portati nei campi di lavoro (Gulag). Le fattorie collettive si suddividevano in:

  • Kolchoz: Cooperative fra piccole fattorie.
  • Sovchoz: Fattorie di più grosse dimensioni, sequestrate ai kulaki, interamente dello Stato.

Al fronte di tale ingiustizia, essi reagiscono abbattendo il bestiame e resistendo al trasferimento nelle fattorie collettive. Ma, incapaci di creare delle vere e proprie rivolte come quelle del '20 e del '22, lo stato risponde con le fucilazioni di massa, che colpiscono centinaia di migliaia di ribelli. Con convogli ferroviari o in interminabili marce, almeno 2 milioni di contadini vengono deportati nel nord o in Siberia e abbandonati alla violenza del clima, senza essere neppure arrivare ai campi di concentramento. Morranno a centinaia di migliaia. Infine, si decide di sopprimere ogni resistenza contadina con l'arma della fame, attraverso la requisizione delle scorte. Tutto questo interminabile processo venne svolto con in mente un piano: Sacrificare l'agricoltura per favorire l'industria.

Deportazione dei kulaki

Tutto ciò avvenne sotto il presupposto che solamente un forte impulso di industrializzazione pesante avrebbe reso l'URSS una potenza mondiale. E così fu, ma ad immense spese umane.

LA FASE D'INDUSTRIALIZZAZIONE

Ma nonostante tutto, dinanzi alla prosperità dell'URSS preannunciata da Stalin con questo piano di industrializzazione, tantissimi operai aderirono sinceramente alla campagna, sopportarono privazioni di ogni tipo, nella convinzione che si trattasse di sacrifici necessari per la costruzione della società del futuro. Si giunge così ai cosiddetti piani quinquennali: una serie di cinque diversi piani che durante l'era di Stalin vennero sperimentati.

Il primo, durato dal 1928 al 1932, caratterizzato da una massiccia politica di orientamento industriale, collettivizzazione delle terre e conversione in fattorie cooperative(come osservato in precedenza) e di proprietà dello Stato. Quest'ultime dovevano vendere parte del proprio prodotto ad un prezzo fisso al fine di alimentare le attività industriali.

Manifesto di propaganda industriale dopo il primo piano.

Il secondo, dal 1933 al 1937. Fu rappresentato dallo sproporzionato aumento nella produzione metallurgica, rendendo l'URSS una dei massimi leader nel settore. Durante questo periodo, nel 1935 uno dei minatori, Aleksej Stachanov, raggiunse un massimo individuale mai raggiunto prima e da qui nacque lo Stachanovismo, diretto ad accrescere la produttività stimolando gli operai a un maggiore impegno.

a sinistra un ragazzo che lavora nell'industria metallurgica, a destra Stachanov.

I piani furono estremamente difficili da portare a termine e ovviamente non tutti i settori traevano gli stessi benefici degli altri, talvolta anche con livelli di produzione abbastanza deludenti. Ma, di fronte ad una crescita immensa nella produzione industriale, si arriva così al terzo piano, dal 1938 al 1942.

Il quarto piano, 1943-1950, si ritrova, però, in una Russia impegnata a gestire una difficile situazione economica a causa del periodo di guerra. Il lavoro da svolgere con il quarto piano risulta quasi impossibile a causa dei danni portati dalla guerra (100 mila fattorie, 7 milioni di cavalli, 17 milioni di capi di bestiame, 20 milioni di maiali, 27 milioni di pecore, 35 mila fabbriche, 6 milioni di edifici, 40 mila ospedali e altro).

Nel quinto piano, 1951-1955, si può osservare una ripresa nella propria crescita industriale. Piano che Stalin non riuscirà a portare a termina a causa della sua improvvisa morte nel '53.

GRAFICO SULLA CRESCITA INDUSTRIALE NEGLI ULTIMI 100 ANNI

Lo sviluppo intensivo dell’industria permette all'Unione Sovietica di produrre numerosi armamenti pesanti. Va ricordato che molte di queste industrie furono impiantate nella regione degli Urali, cioè nella zona più orientale della Russia europea. Questo garantì allo Stato una continua creazione di rifornimenti bellici durante il periodo della guerra a discapito dell'avanzata tedesca.

Manifesto di propaganda stalinista.

LA POLITICA DI STALIN

La politica di Stalin però porta un incatenamento della libertà. Inizia con la distruzione dei simboli religiosi. Essi dovevano essere sostituiti con la foto del grande leader sovietico.

Foto rappresentante la sostituzione dei simboli religiosi

Ogni critica assumeva caratteri di tradimento. Di fatto, nella seconda metà degli anni trenta, inizia il periodo del Grande Terrore. L’arma usata da Stalin per eliminare tutti gli oppositori al suo potere era il gulag. “Gulag” è la sigla dei campi di lavoro dell’Unione Sovietica (Glavnoe Upravlenie ispravitel'no-trudovykh LAGerei, che significa "Direttorato principale per i campi di lavoro correttivi"). I campi contemplavano tra i loro compiti la “rieducazione”, che consisteva in un durissimo lavoro fisico, condotto in condizioni spesso terribili. Durante le grandi purghe staliniane i campi erano circa 200, al cui interno vennero rinchiusi tra i 10 e i 20 milioni di prigionieri, la maggior parte dei quali non sopravvisse alla detenzione.

Gulag sovietico

La censura fu specialmente intensa nella scrittura. Per non poter scrivere liberamente, due tra i maggiori poeti russi (Esenin e Majakovskij) si suicidarono. Majakovskij, prima di morire, scrisse una coraggiosa poesia sull'Agitprop, l’organizzazione comunista per la propaganda e per il controllo degli oratori e degli scrittori:

A me l'Agitprop è venuto a noia.

Vergare

romanze per voi

sarebbe stato più lucroso

e più seducente.

Ma io

dominavo me stesso,

schiacciando

la gola

della mia propria canzone.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale arriva, sotto il nome di Zdanovismo, un indirizzamento politico-culturale rivolto all'arte. Giunge una pesante critica, all'individualismo presente in letteratura, nella musica, nell'arte, e richiami agli intellettuali sovietici a un impegno creativo fondato sui principi del marxismo-leninismo. I libri di storia furono riscritti per accentuare e glorificare il ruolo di Stalin, altri invece furono addirittura distrutti. Coloro che continuarono a scrivere furono obbligati a pubblicare assurdità di questo tipo:

Riceviamo il sole da Stalin.

Riceviamo una vita prosperosa da Stalin.

Perfino la buona vita nella tundra tra

le tormente di neve abbiamo diviso con lui,

col figlio di Lenin,

con Stalin il saggio.

Ledio Zefi 5A

FONTI

https://www.pinterest.com/pin/325596248029620026/

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:ArmenianDeportations.jpg

http://www.vanityfair.it/media/15336438/42bb4f1b-3396-45cf-b856-17c5ad61276c_599x469.jpg

http://www.germanici.altervista.org/russia/14_oppressione.htm

http://www.treccani.it/vocabolario/stacanovismo/

http://giovaninternazionalisti.forumcommunity.net/?t=55871990

http://www.annefrankguide.net/it-IT/bronnenbank.asp?aid=12715

http://www.britannica.com/event/New-Economic-Policy-Soviet-history

https://anticap.files.wordpress.com/2016/02/coverfeature_chart3.jpg?w=614

http://www.treccani.it/vocabolario/zdanovismo/

http://tceribella.altervista.org/pagina-907601.html

https://image.spreadshirtmedia.com/image-server/v1/designs/12660876,width=178,height=178,version=1391098038/Hammer-and-Sickle-CCCP-USSR-Coat-of-Arms-Russia.png

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