Una luce sul mondo ADDENTRARSI NELL'AMBIENTAZIONE - 1 parte -

Per ciascuno di noi, come per qualsiasi persona di questo pianeta, alcuni luoghi sono più significativi di altri. Sono quelli a cui le nostre vite o i nostri ricordi sono legati: ci sono luoghi che ci abbracciano e ci avvolgono, altri che sfidano a duello il nostro coraggio o le nostre paure, altri ancora che stimolano la nostra curiosità.
Possono essere luoghi reali che conosciamo bene: la nostra camera da letto, la cucina di casa dei nonni che profuma di dolci appena sfornati, il parchetto del nostro Comune o la stamberga ai margini del paese che tutti dicono essere infestata dagli spiriti e in cui osiamo avventurarci con gli amici, la meta abituale delle nostre vacanze estve ...
Possono essere posti lontani in cui sogniamo di poterci un giorno avventurare, che ci attirano così tanto da spingerci a immaginare quanto sarebbe diversa, lì, la nostra vita, o che ci incuriosiscono a tal punto da motivarci a studiarne le più piccole sfaccettature ...
...o possono essere luoghi immaginari in cui cerchiamo rifugio quando sentiamo il bisogno di evadere dalla realtà ... magari in compagnia di qualche essere leggendario, fiabesco o mitologico ...

ma noi NON SIAMO persone COMUNI: siamo anche scrittori

E tutti gli scrittori che si rispettano sanno che ogni luogo (della vita- del cuore - della mente) può essere lo scenario di un raccontO, o che può rivestire un ruolo fondamentale all'interno di una storia.

Pensateci bene:

per le vite DI CIASCUNO DI NOI un posto non vale l'altrO.

E SAPETE? LO STESSO VALE SIA PER LE VITE DEI NOSTRI PERSONAGGI SIA PER ... LE VITE DEI NOSTRI RACCONTI.

Facciamo un esperimento

Con quali aggettivi specifici descrivereste questo luogo? Che rumori e odori gli assocereste? In base a queste premesse, quale GENERE di racconto ambientereste qui? Quali personaggi letterari - fantastici - del vostro mondo reale o immaginario ci catapultereste per scrivere un pezzo realistico?
E qui? Quali personaggi potreste collocare in questo ambiente? Perchè? Con quali aggettivi specifici, con quali espressioni sensoriali lo descrivereste? Quale GENERE testuale associate a questa immagine?
Di questo luogo che mi dite?
E questo? Com'è? A quale GENERE di storia e di personaggi ci introduce?
Un ultimo sforzo: questa biblioteca potrebbe essere il luogo ideale per iniziare quali generi di racconto? Se la immaginaste a luci spente o piena di gente, le vostre ipotesi sarebbero le stesse? Come si modificherebbero?

RAGIONANDO SULLE IMMAGINI ABBIAMO CAPITO CHE

  1. Per noi, per i nostri racconti e per i nostri personaggi UN LUOGO NON VALE L' ALTRO
  2. Non tutte le ambientazioni possono essere adatte ad ogni GENERE LETTERARIO
  3. Uno stesso luogo può diventare lo scenario di racconti diversi e di genere diverso: a fare la differenza sono la nostra immaginazione e la nostra capacità di descrivere in modo realistico, accurato e coinvolgente.

E' ora di prendere spunto da qualche scrittore.

In una caverna sotto terra viveva uno hobbit. Non era una caverna brutta, sporca, umida, piena di resti di vermi e di trasudo fetido, e neanche una caverna arida, spoglia, sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una caverna hobbit, cioè comodissima. Aveva una porta perfettamente rotonda come un oblò, dipinta di verde, con un lucido pomello d'ottone proprio nel mezzo.

La porta si apriva su un ingresso a forma di tubo, come un tunnel: un tunnel molto confortevole, senza fumo, con pareti foderate di legno e pavimento di piastrelle ricoperto di tappeti, fornito di sedie lucidate, e di un gran numero di attaccapanni per cappelli e cappotti: lo hobbit amava molto ricevere visite. Il tunnel si snodava, inoltrandosi profondamente anche se non in linea retta nel fianco della collina (o meglio la Collina, come era chiamata da tutta la gente per molte miglia all'intorno) e molte porticine rotonde si aprivano su di esso, prima da una parte e poi dall'altra. Niente piani superiori per lo hobbit: le camere da letto, i bagni, le cantine, le dispense (molto numerose), i guardaroba (c'erano camere intere destinate ai vestiti), le cucine, le sale da pranzo, erano tutte sullo stesso piano, anzi sullo stesso corridoio. Le camere migliori erano tutte sul lato sinistro (entrando), perché erano le sole ad avere finestre: finestre rotonde profondamente incassate che davano sul giardino e sui campi dietro di esso, lentamente degradanti verso il fiume."

Tolkien - Lo Hobbit -

“Per tutta una fosca giornata, oscura e sorda, d’autunno, col cielo greve e basso di nuvole, avevo cavalcato da solo traverso a una campagna singolarmente lugubre fino a che mi trovai, mentre già cadeva l’ombra della sera, in vista della malinconica casa degli Usher.

Non so come, ma appena l’ebbi guardata una sensazione di insopportabile tristezza mi prese l’anima. Insopportabile, dico, già che non le si univa il sentimento poetico e perciò quasi piacevole che accompagna in genere le immagini naturali anche quando siano le più cupe della desolazione e del terrore. Guardavo la scena che mi stava davanti: e lo spettacolo della casa e del paesaggio all’intorno, le fredde mura, le finestre come vuote orbite, i radi filari di giunchi e alcuni bianchi tronchi rinsecchiti, mi davano un avvilimento così estremo che potrei paragonarlo soltanto allo stato del mangiatore d’oppio durante l’amaro ritorno alla realtà quotidiana, l’orribile momento in cui il velo dilegua. Era un gelo nel cuore; e una oppressione, un malessere, e nella mente un invincibile orrore, che la rendeva inerte ad ogni stimolo della fantasia.”

Edgar Allan Poe - La caduta della casa degli Usher ~ Racconti del terrore.

Se lo si giudicava solo dall'esterno, il castello di Garre, con quelle mura tetre e merlate, impenetrabili a qualsiasi raggio di luce, non lasciava sospettare quanto fosse confortevole all'interno.

[...] Quella sera se ne stava seduto davanti all'enorme camino dello studiom lo sguardo perso in direzione dei ceppi ardenti e scoppiettanti. L'ambiente era veramente bello, arredato con gusto e funzionalità. Pannelli di legno rivestivano le pareti fino al soffitto intravato, mentre pesanti tendaggi di velluto blu celavano le finestre ad arco acuto. Dal fuoco, gli occhi del signor Bellamy si spostarono sullo scudo di pietra che sovrastava il camino, con i leopardi rampanti che l'azione del tempo aveva quasi cancellato...

E. WALLACE - L'ARCIERE VERDE -

Ora tocca a noi!

Avete presente lo studio dei luoghi di un possibile racconto che ciascuno di voi ha realizzato partendo dalla mappa del nostro comune? Bene! Prendetela e concentratevi su un solo luogo. Ripensate al GENERE che avreste voluto affrontare e provate ad individuare alcune PAROLE SUGGESTIVE da utilizzare per aiutare il lettore a "vedere davvero" QUEL luogo in QUEL contesto. Dopo averle segnate sul taccuino, gettatevi a capofitto nella descriziome.

Quando avrete terminato VI CHIEDERO' DI CONDIVIDERLE CON I VOSTRI COMPAGNI PER POTERLE MIGLIORARE ED ARRICCHIRE SFRUTTANDO IL CONTRIBUTO DI QUESTA NOSTRA SPECIALE COMUNITA' DI SCRITTORI.

Buon Lavoro!

Credits:

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