loredanamusina architetto

EDIFICIO "ZERO" KÖMMERLING | Madrid | 2017

Il progetto si sviluppa su un lotto situato nella zona industriale di Camarma de Esteruelas, in una pianura circondata da colline nella campagna di Henares. Il punto di partenza del progetto è l’integrazione con l'ambiente e la connessione tra l'edificio produttivo e quello amministrativo/espositivo, fisicamente separati ma collegati da una passerella. Dal momento che il nuovo edificio ospita tutte le attività amministrative, la zona di accesso alla fabbrica viene liberata da questa funzione e utilizzata come parcheggio coperto da pensiline metalliche per un totale di 70 posti auto, ottenendo una prima impressione pulita e ordinata.
L'obiettivo principale è quello di creare uno spazio in cui l'architettura sia l'espressione del luogo in cui si progetta, sia dal punto di vista costruttivo, tecnologico ed energetico, che psicologico. Una delle tecniche di costruzione per raggiungere questo obiettivo è l'uso della terra battuta. Questo sistema di costruzione che nasce dalla terra, è legato al paesaggio e al territorio circostante. È una architettura sostenibile che offre una grande qualità estetica insieme ad un ambiente sano, più efficiente ed integrato nel contesto. La scelta della terra battuta deriva dalle valutazioni tecniche legate all’efficienza energetica, ma anche di natura psicologica: all’interno della fabbrica si rafforza la relazione con il paesaggio campestre pur essendo nel cuore di una zona industriale.
La tecnica costruttiva individuata è quella della parete monolitica costruita in modo uniforme. Si evidenzia la funzione strutturale alternando setti murari a pareti di vetro, aumentando così il contrasto tra materiali differenti. Tenendo in conto dell'esposizione, dei carichi termici e delle necessità strutturali, si crea un diverso ritmo di facciata in ogni orientamento in maniera coerente con tutto il sistema dell’edificio dove il muro di terra gioca costantemente con la luce naturale.
Un altro elemento che conferisce carattere al progetto è la passerella, elemento di collegamento del complesso produttivo e amministrativo. Essa offre una vista sulla linea di produzione che passa attraverso la fabbrica e termina nel giardino pensile del nuovo edificio agendo come un potente elemento di marketing con il marchio stampato sulla parte anteriore della struttura. L'edificio si articola a partire da un volume di ingresso a doppia altezza che connette le diverse funzioni del nuovo volume: il servizio clienti, lo show-room, la mensa e una zona di riposo all'aperto. Il giardino pensile recupera l’impronta dell’edificio, creando uno spazio relax o un-area per riunioni informali all'aperto.
La passerella conduce al giardino sul tetto da dove si accede allo show-room. In questo spazio si trova il punto informazioni, la mensa, le sale riunioni / formazione e i vari corridoi che portano alle diverse aree funzionali. Lo show-room con carattere rappresentativo, è stato creato come una vetrina dei prodotti Kömmerling che si affaccia sull’esterno, e allo stesso tempo come luogo di incontro per eventi e forum di discussione.
L’obiettivo principale del nuovo edifico è quello di accompagnare i lavoratori durante le attività stimolando l’interazione, la creatività e la produttività. Dal momento che l’organizzazione attuale del lavoro è caratterizzata da frequenti cambiamenti nella struttura e nell’organizzazione delle attività abbiamo pensato spazi flessibili che stimolino l’interazione tra dipendenti.
Sono stati individuati quattro grandi aree suddivise in dipartimenti, sviluppati attorno a due pati centrali, all’interno dei quali trovano spazio i posti di lavoro separati da posti di riunione. Intervallando zone formali e informali, ambienti chiusi o aree aperte ne risulta un ambiente di lavoro dinamico ed adattabile ad ogni esigenza.
Showroom | Kömmerling | Madrid | 2017
Tenendo in conto l'utilizzo, i guadagni interni e le condizioni meteorologiche del sito è stato progettato un corpo rettangolare orientato con l’asse longitudinale E-O leggermente ruotato verso est. Le facciate nord-est e ovest sono leggermente permeabili alla radiazione solare diretta, al fine di ridurre le perdite a nord e gli apporti solari pomeridiani, difficili da controllare per via della bassa inclinazione del sole. La facciata sud, insieme ai due cortili centrali, cattura la luce naturale, mentre la radiazione solare diretta è controllata dallo sbalzo della terrazza e da un sistema frangisole con doghe orizzontali che impedisce il surriscaldamento della struttura.
Fachada sur | Kömmerling | Madrid | 2017

CASA TIBALDI | Torino | 2016

Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016
Casa Tibaldi | Torino | 2016

MRSN | Torino | 2015

Concorso per la progettazione delle aree di accoglienza, dei servizi accessori e dell'immagine coordinata del Museo di Scienze Naturali di Torino

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino è ubicato nella struttura già sede dell’Ospedale San Giovanni Battista, sorto alla fine del XVII secolo ad opera di Amedeo di Castellamonte. La struttura, composta da un corpo centrale con pianta a croce greca inscritta in un rettangolo, situato tra Via Accademia Albertina, Via Giolitti e Via San Massimo, è divenuto Museo nel 1978. Ha una superficie destinata ad attività museale di circa 22.000 mq ed un’area espositiva di 4.300 mq. Il Museo promuove e stimola lo studio del mondo naturale, contribuendo a diffondere l’interesse e la curiosità verso il metodo scientifico, ponendo particolare attenzione al dialogo con gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. La Regione Piemonte, ente banditore del concorso, vuole attuare una trasformazione del Museo capace di imprimere una nuova immagine, nel rispetto della storia dell’edificio.
La proposta progettuale prevede la divisione funzionale della manica oggetto di concorso in due parti: a destra dell’atrio di ingresso, il loggiato, il ‘Cortile della didattica’ e gli ambienti ad esso collegati, assolvono ad una funzione di supporto alla didattica oltre che di servizio ed accoglienza al visitatore; a sinistra, il porticato ed il ‘Cortile della Farmacia’ hanno invece un carattere più pubblico, con la caffetteria, il bookshop e un’ampia piattaforma rivolta alle attività extramuseali aperte anche al di fuori dei percorsi e degli orari di apertura del museo. L’idea alla base del progetto proposto è quella di un ampliamento, di una ‘gemmazione’ dello spazio coperto del Museo, all’interno dei due cortili esistenti attraverso l’inserimento di due volumi vetrati sporgenti dalle facciate, così da permettere un notevole recupero di spazio. La ‘gemma’ sporgente nel ‘Cortile della Farmacia’ diventa una zona di relax collegata alla caffetteria che espande visivamente il loggiato sul rinnovato cortile.
Nel ‘Cortile della didattica’ l’altro “germoglio” di vetro accresce la volumetria delle anguste sale della didattica, generando un affaccio privilegiato sull’esterno ed una uscita in piano nella zona verde del secondo cortile, per attività ludiche e laboratori all’aperto. I nuovi volumi in acciaio e vetro si inseriscono, sulle facciate del solo piano terra, con forma e disegno da concordare con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio in armonia con le architetture e la storia del palazzo, senza interventi che ne compromettano la consistenza muraria.
Un elemento di novità è la proposta di inserire alcune vetrine sporgenti dalle finestre esistenti in affaccio sul cortile. Queste semplici elementi, inseriti al posto di alcune finestre, sono visibili dal visitatore che utilizza il cortile e potranno contenere modelli realistici di animali, macro riproduzioni di vegetali o di microorganismi in una sorta di pop-up sulle facciate del palazzo.
L’identità visiva del museo è basata su una mesh dinamica che rappresenta un organismo cellulare, la sezione di un albero, una struttura minerale. Il mutare continuo della natura si rispecchia nella trasformazione della mesh, dinamica e stabile al tempo stesso.

Created By
loredana musina
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