Storia della peste Progetto peste

MORFOLOGIA DI YERSINIA PESTIS

Yersinia pestis (Lehmann & Neumann, 1896) van Loghem, 1944 è un bacillo scoperto nel 1894 da Alexandre Yersin. Si tratta di un coccobacillo Gram-negativo appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae, immobile e psicrofilo. Esso fa parte dei Non Coliformi, cioè non è in grado di fermentare il lattosio. Ha una catalasi (+), pertanto, è in grado di scindere l'acqua ossigenata in acqua e ossigeno. La sua fermentazione è acido mista e, se coltivato in terreni contenenti sangue, cresce meglio. Lo Yersinia pestis è un batterio patogeno per mammiferi (tra cui l'uomo) e alcune specie di uccelli.

Le Yersinie sono spesso denominate differenziali perché oltre a crescere alla temperatura standard di circa 37 °C riescono a svilupparsi bene anche a temperature di 25-28 °C, inoltre quando vengono colorate assumono una granulazione "bipolare".Possiedono almeno tre tipi di antigene: antigene K , V , W , tutti e tre antigeni di superficie (presenti quindi sulla membrana plasmatica o sulla parete o all'esterno di essa, come, per esempio l'antigene k, che indica la presenza della capsula.Yersinia produce endotossina ed una tossina di natura proteica chiamata tossina murinica.

IL GENOMA DELLA PESTE

Il genoma della peste nera che si diffuse in Europa a metà del XVI secolo è stato esaminato da un gruppo di ricercatori della McMaster University a Hamilton, in Canada, e dell'Università di Tubinga in Germania.

Gli scienziati sono stati in grado di ricostruire l'intero genoma di un agente patogeno antico grazie a un un nuovo approccio metodologico. Con questo metodo sono riusciti a dimostrare che la peste che fra il 1347 e il 1351 sterminò oltre 50 milioni di europei è dovuta a una specifica variante del batterio Yersinia pestis.

Per determinare perché la peste era così mortale, hanno condotto altri studi prelevando il batterio dalla polpa dentale dei resti delle vittime sepolti nella fossa comune a East Smithfield, vicino Londra. Successivamente i ricercatori hanno scoperto che la sua prima manifestazione è avvenuta fra il XII è il XIII secolo, quindi la peste di Giustiniano del VI secolo non è dovuta al batterio del Yersinia pestis.

IL CLIMA ASIATICO INNECSA L'EPIDEMIA

Finora si è ritenuto che in seguito all'arrivo della peste in Europa nel XIV secolo, che decimò la popolazione del continente, si fossero creati dei serbatoi del batterio nella fauna selvatica locale o nei roditori urbani. Per cercare di identificare questi serbatoi Nils Chr. Stenseth e colleghi hanno esaminato i dati relativi ai focolai storici di peste confrontandoli con gli andamenti meteo-climatici in Europa e in Asia.

Da alcuni studi è emerso che non c'è traccia del fatto che si siano creati serbatoi della peste fra i roditori dell'Europa, con l'eccezione di un'area al suo confine est, vicino al Mar Caspio. E' invece emersa un collegamento con il cambiamento dei monsoni in Asia, chiaramente registrato nei tronchi degli alberi della regione del Karakorum, che ha influenzato il clima dell'Asia centrale, innescando un meccanismo di diffusione della peste.

Le primavere calde seguite da estati umide favoriscono l'espansione delle popolazioni di roditori, comprese quelle che sono i principali portatori di pulci infettate dal bacillo della peste.
Quando le popolazioni di questi animali crollano in risposta alle fluttuazioni climatiche, la densità delle pulci per animale aumenta drammaticamente, facilitando la diffusione della peste fra i roditori, tanto da indurre le pulci a cercare ospiti alternativi, fra cui gli animali domestici e in particolare i cammelli.

LA DIMINUZIONE DELLA FAUNA SELVATICA

Quando in un territorio diminuisce la grande fauna selvatica, il numero di roditori, soprattutto topi e ratti, può raddoppiare. E le popolazioni di pulci che ospitano aumentano ancora di più. La diminuzione della fauna selvatica di grandi dimensioni tende ad aumentare il rischio di trasmissione di malattie dai roditori all'uomo a causa dell'enorme proliferazione di pulci infette che sono ospiti abituali di ratti, topi e roditori in genere.

È partita una ricerca dalla constatazione che le zoonosi - le malattie che possono essere trasmesse dagli animali agli esseri umani - hanno una prevalenza maggiore nelle aree in cui le grandi specie di fauna selvatica sono in declino.

I ricercatori hanno misurato i cambiamenti nella quantità delle specie di roditori, nelle specie di pulci, e nel numero di pulci infettate da batteri del genere Bartonella, un batterio ubiquitario le cui specie causano svariate patologie anche umane e i cui principali ospiti sono i roditori. Possono essere considerati validi anche per altri tipi di pulci e per altri parassiti di cui i roditori sono vettori, come Borrelia burgdorferi, che causa la malattia di Lyme, gli hantavirus, agenti eziologici di polmoniti virali, e Yersinia pestis.

La perdita della fauna è essa stessa causata da una maggiore presenza di uomini, e dall'altro un numero maggiore di persone è propenso a trascorrere del tempo in aree considerate più sicure proprio perché prive di fauna potenzialmente pericolosa.

SERIE DI PESTILENZE IN EUROPA

PESTE NERA :Alcuni studi dimostrano che il batterio potrebbe aver avuto origine dall'Etiopia o dall'Egitto per poi essere diffusa fino al Nord della capitale Nella sola Costantinopoli l'epidemia uccideva 10.000 persone al giorno solo che a quel tempo non si trovavano luoghi dove seppellire i morti e i cadaveri il più delle volte venivano spesso lasciati all'aperto. Giustiniano (dal quale prende il nome la peste) promulgò nuove leggi per snellire le procedure legate alle pratiche ereditarie, che raggiunsero un picco causato dalle innumerevoli morti.

La peste influenzò anche la guerra Gotica dando agli Ostrogoti la possibilità di rafforzarsi durante la crisi degli avversari.Sebbene la guerra venisse poi vinta dai bizantini, si pensa che la peste sia stata una delle cause che impedirono una vera presa di possesso dei nuovi territori.

MORTE NERA:La malattia viaggiava nelle varie nazioni a causa delle pessime condizioni igieniche a terra, ma soprattutto sulle navi commerciali, che facevano scalo nei vari porti del mondo. Nel 1345 iniziò ad espandersi verso Ovest per poi nel 1347 arrivare nell'Italia peninsulare.L'anno dopo aveva colpito anche Francia, Inghilterra, Germania, Paesi Bassi per proseguire nei paesi più a nord, come la Norvegia ed infine la Russia nel 1350.

Dal punto di vista religioso e psicologico si credeva che la peste fosse una punizione divina per i peccati commessi e pregava e ostentava privazioni di ogni tipo per chiedere perdono.Ci fu anche chi fu convinto di vedere negli emarginati gli 'untori' che diffondevano il morbo, prendendosela così con vagabondi, mendicanti ed ebrei.

PANDEMIA CINESE:Peste di influenza, che fece ben 50 milioni di morti nel mondo, in 15 mesi e in tre ondate successive, che colpivano coloro che si erano immunizzati, sopravvivendo, alle variazioni precedenti dello stesso virus che, essendo in rapidissima evoluzione, presenta una evoluzione darwiniana rispetto al suo ambiente d’attacco che nessun altro organismo multicellulare, nemmeno i batteri, può superare in rapidità.

Lavoro svolto da: Giorgia Bertotto, Sara Barberis, Miriam Tariki, Miriam Fanzini, Erika Volpe

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