Purgatorio Canto viii

Introduzione: è la sera di domenica 10 aprile del 1300, alle sette.

Ci troviamo nella valletta dei principi,Virgilio e Dante sono accompagnati da Sordello. Le anime nella valletta intonano l'inno dell'ora di compieta. Il tramonto, l'ora in cui i viaggiatori sentono nostalgia di casa, specie quando ascoltano il suono delle campane che indica la Compieta. Dante osserva una delle anime della valletta dei principi negligenti che si alza e alza le mani al cielo:essa inizia a recitare l'inno Te lucis ante con grande devozione, imitata dalle altre anime che alzano tutte gli occhi al cielo. Il poeta vede le anime della valletta restare in attesa e guardare in alto, poi vede scendere due angeli armati di spade infuocate e senza punta, che indossano vestiti verdi e ali dello stesso colore. Uno si pone sopra di lui, Virgilio e Sordello, l'altro si colloca all'altro capo della valletta, per cui le anime si raccolgono al centro. Sordello spiega che entrambi gli angeli vengono dal grembo di Maria, a proteggere la valle da un serpente(demonio)che arriverà tra poco. Dante, non sapendo da quale parte giungerà,si sente raggelare e si stringe al suo maestro.Sordello invita i due poeti a scendere nella valletta per parlare con le anime, cosa che sarà molto gradita. Dante, giunto nella valle, si accorge di uno spirito che lo osserva,come se volesse riconoscerlo. È quasi buio, ma Dante riconosce in lui il giudice Nino Visconti, che gli va incontro mentre lui si avvicina . I due si salutano con affetto, poi il Visconti chiede a Dante quando sia giunto sulla spiaggia del Purgatorio con la barca dell'angelo nocchiero: il poeta risponde di essere giunto lì attraverso l'Inferno e di essere ancora vivo, poiché compie questo viaggio per ottenere la salvezza. All'affermazione di Dante sia Sordello sia Nino si traggono indietro stupefatti, e mentre il Mantovano si rivolge a Virgilio, Nino chiama Corrado Malaspina per mostrargli ciò che la grazia divina ha concesso. Il Visconti si rivolge a Dante e lo prega di dire sulla Terra alla figlia Giovanna di pregare per lui,dato che la moglie risposatasi non lo ama più.

Dante alza lo sguardo al cielo, nel punto dove le stelle ruotano più lentamente (il polo), e Virgilio gli chiede cosa stia osservando. Risponde che sta guardando tre stelle, tanto risplendenti da illuminare tutto il cielo australe. Virgilio risponde che le quattro stelle viste da Dante al mattino sono ora dietro il monte, mentre queste tre sono sorte al loro posto. Mentre sta parlando, Sordello lo tira a sé e gli indica il punto in cui dice, sta arrivando il loro avversario: da dove L a valletta non è riparata dal monte arriva un serpente,( forse lo stesso che aveva dato il frutto proibito ad Eva). Il serpente striscia tra le erbe e i fiori, leccandosi il dorso con la lingua: Dante non vede come si muovano i due angeli, ma si accorge che calano in basso addosso all'animale e fendono l'aria con le ali verdi, per cui il serpente è messo in fuga e gli angeli tornano in alto.

L'anima che Nino Visconti aveva chiamato a sé si rivolge al poeta e, dopo avergli augurato di giungere alla fine del suo viaggio ultraterreno, gli chiede se ha qualche notizia della Val di Magra o dei luoghi vicini, dove lui in vita è stato potente. Il suo nome fu Corrado Malaspina (il Giovane). Dante gli risponde di non essere mai stato nella sua terra, ma la fama di questa è diffusa in tutta Europa. La cortesia dei Malaspina è celebrata dai nobili e dal popolo, così che è nota anche a chi non è mai stato là; Dante giura che la sua famiglia è talmente privilegiata dall'onore cavalleresco e dalla natura che è la sola a camminare diritta in un mondo dove tutti si volgono al male. Corrado risponde con una predizione che il sole non entrerà in congiunzione con l'Ariete altre sette volte (non passeranno cioè altri sette anni) prima che la cortese opinione di Dante gli sia confermata con prove più convincenti dei discorsi altrui, se i decreti divini non arrestano il loro corso.

Corrado Malaspina

Figlio di Federico I, machese di Villafranca in Val di Magra, fu nipote di Corrado il Vecchio, capostipite della famiglia dei Malaspina dello Spino Secco o di Mulazzo, signori della Lunigiana. Morì nel 1294. Dante nel 1306 fu in Lunigiana durante l'esilio, ospite di Franceschino Malaspina.Dante include Corrado fra i principi negligenti della valletta dell'Antipurgatorio, descritta nel Canto VIII del Purgatorio. Dopo il colloquio con Nino Visconti e l'arrivo del serpente, messo in fuga dai due angeli armati di spada, è Corrado a rivolgersi a Dante e a chiedergli notizie della Val di Magra o delle terre vicine, dove lui in vita fu potente; l'anima si presenta come Corrado Malaspina, discendente da Corrado il Vecchio di cui porta lo stesso nome. Dante risponde di non esserci mai stato, ma di conoscere quelle zone grazie alla fama della famiglia Malaspina che è diffusa in tutta Europa e che li descrive come gente assolutamente valorosa e ripiena delle virtù cavalleresche. Corrado ribatte che ben presto, se i decreti divini non cambiano, Dante vedrà confermata questa sua opinione dall'esperienza personale e non solo dalle voci altrui (allusione al fatto che il poeta sarà ospite in Lunigiana durante l'esilio).

Canto IX

Introduzione: 10 Aprile 1300(domenica di Pasqua) fino al Lunedì di Pasqua,11 Aprile

Passate le nove di sera,Dante si corica per dormire nella valletta dove era seduto con Virgilio ,Sordello,Nino e Corrado. All'alba,Dante vede in un sogno un'aquila che vola su di lui e lo afferra,come se fosse Ganimede sul monte Ida,a Dante sembra che l'aquila lo voglia portare alla sfera del fuoco. Così si risveglia con la sensazione di calore sul suo corpo. Dante si scuote come Achille, quando si risvegliò a Sciro non sapendo dove si trovasse poiché la madre Teti lo aveva rapito a Chirone mentre dormiva. Dante si sveglia d'improvviso e impallidisce, accanto c'è solo Virgilio,all'Alba.Virgilio si affretta a spiegargli che non ha nulla da temere e deve anzi confortarsi, poiché il viaggio procede bene ed egli è giunto alla porta del Purgatorio, scavata nella parete rocciosa del monte là dove il maestro gli indica. Virgilio spiega inoltre che poco prima, sul fare dell'alba quando Dante dormiva, una donna era giunta nella valletta dicendo di essere santa Lucia e prendendo il poeta addormentato, per condurlo in alto. Sordello e gli altri principi della valletta erano rimasti lì e Dante era stato trasportato alla porta del Purgatorio quando fu giorno fatto, seguito dallo stesso Virgilio. Lucia aveva deposto Dante in quel punto, ma prima i suoi occhi avevano indicato al maestro l'accesso al monte, quindi la santa se ne era andata proprio nel momento del risveglio di Dante. Il poeta è riconfortato dalle parole di Virgilio e appena il maestro lo vede privo di dubbi e di paure procede verso la porta, seguito da Dante.

Dante avverte il lettore che la materia del suo poema si innalza, insieme al suo stile. I due poeti si avvicinano dove c'è una porta alla quale si sale lungo tre gradini, di colore diverso, e sulla soglia c'è un angelo che fa la guardia.Dante fissa lo sguardo e vede che l'angelo siede sul gradino più alto e il suo volto è così luminoso che non riesce a vederlo; egli tiene in mano una spada, che riflette i raggi del sole e impedisce a Dante di vederla bene. L'angelo chiede loro chi siano e Virgilio risponde che santa Lucia li ha condotti lì , quindi l'angelo dà ai due il permesso di salire.

Dante inizia salire i tre gradini e li guarda attentamente: il primo è bianco il secondo è molto scuro, il terzo sembra di porfido, rosso. L'angelo tiene i piedi su quest'ultimo e sta sulla soglia. Dante si getta devotamente ai piedi dell'angelo, chiedendo misericordia dopo essersi battuto per tre volte il petto. L'angelo incide sette P sulla fronte di Dante con la punta della spada, raccomandandogli di cancellarle nel suo cammino. L'angelo estrae dalla sua veste grigia,due chiavi, una d'oro e l'altra d'argento, con le quali apre la porta. L'angelo avverte che se una delle due chiavi non funziona la porta non può aprirsi, aggiungendo che quella d'oro è più preziosa, ma quella d'argento richiede molta scienza e acutezza in quanto è quella che permette al penitente di entrare e dice che le chiavi gli sono state date da san Pietro.Poi l'angelo spinge la porta per aprirla, dicendo di entrare e avvertendoli che se guardassero indietro dovranno tornare fuori. Dall'interno del regno proviene un canto dolcissimo di ringraziamento a Dio.

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