Quattro volte distante dal vero Platone reincarnato nell'era virtuale

La realtà virtuale riproduce una copia

L'Idea si allontana, il paradigma diventa un miraggio

Mi sveglio alle otto, catapultato in un caotico vortice di rumori, sapori, odori, contrasti cromatici. Non riconosco molto di questa tela incomprensibile fatta di strumenti roboanti e luci fredde. Pare che le stelle siano state imbrigliate e rinchiuse in strane trame metalliche.

Un senso di spaesamento mi impedisce di respirare

Strani automi percorrono strade parallele, contemplando i propri piedi. Delle mire iperuraniche non rimane più nulla. I volti sono rivolti al terreno, attratti da piccoli strumenti muti, ma catalizzatori. Le dita impazziscono in un tichettio nervoso, saltellano imperterrite in un'instancabile danza. Non riesco a respirare! Ovunque copie, microrealtà lanciate da piccoli ritovati di una techne per me incomprensibile. Simulacri di conversazioni, luoghi, relazioni. Simposi privi di occhi e condivisone. La magia dell'attesa non corre più attraverso gli sguardi. Piccoli suoni acuti denotano una presenza e interrompono la solipsisitica solitudine di queste maschere smarrite.

Created By
Veronica Bernardis
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