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Che cosa farò da grande audiolezione

Oggi troviamo il professor Grammaticus alle prese con i ricordi di suoi vecchi alunni e dei loro sogni. Nella vita si cambia spesso idea e non sempre diventiamo quello che immaginavamo da piccoli. Leggi con attenzione, ascolta l'audio della storia e rispondi alle domande.

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Che cosa farò da grande

Una volta il professor Grammaticus scovò in un vecchio armadio un pacchetto di componimenti infantili. Roba di trent’anni prima, quando egli faceva il maestro in un’altra città. “Tema: che cosa farò da grande”. Questo stava scritto in cima a ciascun foglio, accanto al nome dell’antico scolaretto. Erano ventiquattro nomi: Alberti Mario, Bonetti Silvestri, Caruso Pasquale… Il professor Grammaticus cercò nel suo album la fotografia di quella classe e si provò a confrontare con i volti. Ripose la fotografia e cominciò a leggere qua e là nelle pagine ingiallite, sorridendo agli errori di ortografia. Un apostrofo dimenticato trent’anni fa, che importanza volete che abbia, ormai?

“Da grande farò l’aviatore”, scriveva Alberti Mario. “ In attesa di poter volare raccolgo le fotografie dei modelli di aeroplani e passo le ore a guardarli e a sognare il mio avvenire…” Veramente il buon Mariolino aveva scritto “sogniare”, con quella “i” di troppo. Spero che quella “i” non gli abbia impedito di realizzare il suo sogno, sospirò il professore. “Mio padre è idraulico, e vorrebbe che io continuassi il suo negozio quando sarò grande. Io però voglio fare il musicista.”

Il professor Grammaticus si alzò per accendere la luce, perché mentre leggeva il tempo era passato e la sera era scesa dentro e fuori la stanza. Nel girare l’interruttore gli venne in mente che… - Ma no, che assurdità! - esclamò ad alta voce. Però capì subito che ormai la decisione era presa, e chel’indomani mattina… L’indomani mattina il professor Grammaticus prese il treno, si recò nella grande città di quella vecchia classe e corse all’anagrafe. Il professore levò di tasca il foglietto su cui aveva copiato i nomi dei suoi ventiquattro scolari e cominciò le ricerche. Voleva sapere se quei ragazzi, da grandi, facevano veramente quello che avevano sognato da piccoli.

Io vi debbo dire la verità anche se è brutta. Vi debbo dire che il professore ebbe molte delusioni, e divenne molto triste a causa delle sue scoperte. Scoprì ad esempio, che tre dei suoi antichi scolaretti erano morti in guerra.

Scoprì che Alberti Mario non era diventato aviatore, ma cameriere. E’ un mestiere come un altro, però nessuno scrive mai nei temi: “Da grande farò il cameriere…”. Eppure di camerieri ce ne sono moltissimi. Il figlio dell’idraulico, invece che musicista, era diventato commerciante di bombole a gas.

Tanti sogni, cammin facendo, cambiano pelle, come certi animali quando è la stagione. Altri è la vita che li disperde, come il vento troppo forte fa cadere i fiori dagli alberi prima che possano diventare frutti. Per ultimo il professore scoprì che Corsini Renzo, quello che voleva diventare elettricista, era diventato anche lui professore, e lo andò a trovare.

“Caro Renzo come stai? Ti ricordi di quando volevi diventare elettricista?” “Io? non è possibile.” “Eh già! Guarda qui: questo è il tuo tema.” “Strano, è proprio vero. Eppure non ricordo assolutamente di aver pensato una cosa simile.” “Ma allora nel tuo tema, hai scritto un sacco di bugie?” “Chissà forse è proprio così.”

Su queste cose il professor Grammaticus rifletté a lungo. Anzi, ci sta ancora riflettendo.

(adattato da Gianni Rodari, Il libro degli errori, 1964)

COMPITO

1. Secondo te, perché Alberti Mario non ha fatto l'aviatore?

2. Riporta le similitudini presenti nel testo.

3. Secondo te, a quali conclusioni è giunto Grammaticus dopo aver riflettuto?

4. E tu, cosa sogni di diventare da grande?

Created By
Nello De Luca
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