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IN CAMMINO PREGHIERA VENERDì 27 MARZO

In questo venerdì di Quaresima vogliamo seguire Maria ai piedi della croce. Lei ci invita a fissare il nostro sguardo sul Cristo, sul Figlio di Dio fatto uomo, per noi e per la nostra salvezza. Ella ci è di esempio nel custodire nel cuore la Parola di Dio e nel seguire i passi del suo amato Figlio Gesù.

'Vergine Madre, figlia del tuo Figlio': sta qui l’intuizione di Michelangelo, che ci mostra una madre più giovane dello stesso figlio, trasformando la Pietà in una maternità. La Vergine continua a tenere in braccio il bambino, anche nel momento estremo della morte. Madre, senza tempo. La giovinezza di Maria nasce dall'obbedienza alla volontà di Dio. La sua vita è stata una grande Annunciazione, perché quel 'sì' pronunciato all’Arcangelo Gabriele è riecheggiato ogni giorno nel suo cuore, facendo continui atti di fede in Dio e nella sua Parola anche se velata dal mistero.

Ti lodiamo, Santa Maria.

Madre fedele presso la croce del Figlio.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Fa' un momento di silenzio. Rileggi il brano. Sosta anche tu con Maria ai piedi della croce.

Riflessione

Giovanni scrive che Maria 'stava' presso la croce. Il verbo greco 'stare' è contrapposto a 'cadere', evocando così la capacità di resistenza. 'Stare' dunque è espressione di fedeltà e di comunione. Anche altre donne, infatti, 'stavano'; di fronte al dolore si può “stare” solo nella comunione, mai in solitudine.

Maria non sta 'ai piedi' della Croce, quasi fosse icona di sottomissione, passività e dolore, ma è scritto nel Vangelo, sta 'presso' la Croce, in un significato di dignitosa forza e prossimità a Colui che soffre. Questo è il compito che interpella gli uomini e le donne di oggi. Il dolore può essere una vera scuola di compassione e di resurrezione.

Quando tutto muore, quando tutto si fa buio, Gesù pronuncia parole di vita: «Ecco tua madre», «Ecco tuo figlio». Sono parole che dicono generazione, affetto, vita che riprende a scorrere. È il segno della speranza di Gesù. Disperato è colui che vede il trionfo della morte. Gesù no, vede una madre e un figlio. «Donna, ecco tuo figlio», un figlio muore, ma un figlio ti è donato. La tua vocazione, Maria è, da sempre e per sempre una sola: essere madre. Amore è toglimento di morte (a-mors). L'amore prevale sul dolore. I tuoi amori valgono più della tua vita. Senza un tu amato, la sopravvivenza è morte strisciante. Ecco un figlio: ritorna ad essere madre.

La vocazione del credente è la stessa di Maria, madre: custodire, proteggere, prendere cura, amare. Ogni credente ha un compito supremo: custodire delle vite con la sua vita, soprattutto le vite deboli. (Ermes Ronchi)

Ave Maria...

Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, noi contempliamo il mistero che avvolge la tua vita e restiamo affascinati dalla tua bellezza. Lo Spirito Santo, che ti ha riempita della grazia divina, ci illumini sempre e guidi il nostro cammino perché anche noi possiamo lodare Dio ogni giorno, vivere come suoi figli gioiosi e annunciare a tutti il Vangelo di Gesù, Figlio tuo e salvatore nostro.

Fermati ancora un istante. Contempla il 'cammino' di Maria attraverso questo canto evocativo.

Credits:

Creato con un’immagine di Ante Hamersmit - "woman with baby on her back hiking an adventerous path on top of a mountain"