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cenere Mercoledì 17 febbraio

Un pizzico di cenere sul capo, segno di fragilità che richiama la materia di cui siamo fatti e che ci apre al soffio di Dio che in essa ha generato la vita. Ho bisogno di riconoscere ed eliminare i rami secchi che sottraggono forza alla mia pianta e le impediscono di portare frutto. Tutte queste parti di me vanno ridotte in cenere. Quella stessa cenere, cosparsa al piede della mia pianta, risanerà il terreno e mi darà nutrimento.

È quello che mi viene consegnato all'inizio del cammino. Un pizzico di cenere sul capo per ricordarmi chi sono e come finirò.

Quest'anno in verità è difficile non ricordarlo. Ma forse la cenere che mi viene posta sul capo – sulla sommità del capo – vuole dirmi anche altro.

Mi suggerisce che se voglio essere autenticamente quello che posso essere, ho bisogno di riconoscere ed eliminare i rami secchi, le parti ammalate, i succhioni che sottraggono forza alla mia pianta e le impediscono di portare frutto. Tutte queste parti di me vanno ridotte in cenere.

Quella stessa cenere, cosparsa al piede della mia pianta, risanerà il terreno inacidito dall'inquinamento, e mi darà nutrimento.

Quella cenere, inoltre, ha inattese proprietà disinfettanti, sgrassanti, sbiancanti.

Se voglio tenere pulito il mio sguardo, la lampada del mio occhio, per poter vedere la fiamma che brucia all'interno, e perché la luce sprigionata da essa possa illuminare il buio circostante, anche solo il tratto di strada che sto percorrendo, mi servirà quella cenere che è il prodotto della combustione di tutto ciò che è negativo, inutile, rattrappito e mummificato dentro di me.

Quel pizzico di cenere sul capo mi aiuta a tenere presente tutto ciò.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18)

Convertitevi e credete

State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

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