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Il discorso di Pietro  il primo annuncio

Per iniziare

Dopo la Pentecoste, Pietro prende la parola in risposta alle accuse di ubriachezza: “si sono ubriacati di vino dolce”, ha detto qualcuno ascoltando gli apostoli parlare inspirati dallo Spirito Santo… Possiamo così ascoltare il primo dei tre discorsi missionari di Pietro presenti negli Atti degli apostoli: la prima “predica”. È il primo annuncio, che mette a fuoco l’essenziale: Dio si è fatto uomo in Gesù Nazaret, è stato crocifisso, è morto e Dio l’ha resuscitato, e noi tutti ne siamo testimoni. Questo il punto di partenza della missione!

Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza. Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. (At 2, 22-32)
GESÙ

Ti sei mai chiesto come si parlava di Gesù ai tempi degli Atti? La descrizione di questo brano è di Pietro: proprio Pietro, che poco tempo prima aveva rinnegato Gesù, ora prende la parola di fronte ad una moltitudine di persone e racconta la storia di Gesù, evidenziandone i passaggi fondamentali. La sua descrizione è una testimonianza di fede. Pietro ci aiuta a capire che la conoscenza di Gesù è progressiva, e non è mai data per sempre. Vale lo stesso anche per noi! Immaginati di dover descrivere Gesù davanti ad una folla… Quali parole utilizzeresti?

RISURREZIONE

In queste settimane, il virus è entrato nelle nostre vite e ha seminato morte, incertezza, angoscia, paura. Può capitare di arrendersi un po’, farsi travolgere dalla malinconia e dalla tristezza... perdere la speranza. Quando finirà? Davvero si vedrà la luce? Rileggi questa frase: “Non era possibile che questa (la morte) lo tenesse in suo potere”. Dio non ci abbandona alla morte. Semplicemente non lo fa. Non ci lascia in suo potere. Nei momenti di fatica, aggrappati a questa frase, ripetila, pregala. Dio non ci lascia in balia della morte, perché Lui ha vinto la morte. Credici. Cerca i segni di risurrezione che anche oggi, nonostante tutto, risplendono. Ne trovi tanti: testimoni di speranza e di fiducia che non si arrendono e si pongono al servizio della vita, seminando speranza, vincendo la morte. Se vuoi, ascolta questo canto, aiuta a far filtrare la luce

CHIESA

“Noi tutti ne siamo testimoni”: ecco l’essenza della missione degli apostoli: rendere testimonianza di Gesù e della sua resurrezione. Tutto parte da qui. La missione dei primi apostoli è anche la missione della chiesa di oggi: annunciare la resurrezione! Dovremmo concentrarci su questo: testimoniare la risurrezione nella vita quotidiana, vivere da testimoni del risorto. Cosa significa secondo te? Ne hai esperienza?

SCRITTURE

Nel secondo libro di Samuele (7,1-17) trovi la profezia che Natan rivolge a Davide: leggendola, ti accorgerai di come Dio capovolge la prospettiva di Davide. Davide infatti credeva di dover costruire una casa degna per Dio; Dio gli ricorda che è Lui a far qualcosa per l’uomo, e non viceversa. Con Gesù, discendente di Davide, ha compimento la promessa che Dio aveva fatto a Davide: il suo regno è per sempre.

Forse questo tempo di edifici ecclesiali vuoti mette simbolicamente in luce il vuoto nascosto delle Chiese, e il loro possibile futuro se non si compie un serio tentativo per mostrare al mondo un volto del cristianesimo completamente diverso. Abbiamo pensato troppo a convertire il “mondo” (il “resto”) e meno a convertire noi stessi, che non significa un mero “migliorarci”, ma un radicale passaggio da uno statico “essere cristiani” a un dinamico “divenire cristiani”.

Da T. Halik “Il segno delle chiese vuote. Per una ripartenza del cristianesimo”, Vita e Pensiero, Milano 2020, p. 10

La sua Parola diventa la nostra preghiera

Il salmo 16 appartiene alle scritture che Pietro utilizza per parlare di Gesù: è Lui il Messia, non Davide, il cui corpo riposa in un sepolcro. Pensa e prega con queste parole, immaginandotele sulla bocca di Davide, di Pietro e di tanti cristiani che le hanno fatte proprie: tra i tanti ci sei anche tu. Anche tu puoi pregare dicendo: “Sei tu il mio Signore, solo in te è il mio bene”.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto al Signore: "Il mio Signore sei tu,

solo in te è il mio bene".

Agli idoli del paese,

agli dèi potenti andava tutto il mio favore.

Moltiplicano le loro pene

quelli che corrono dietro a un dio straniero.

Io non spanderò le loro libagioni di sangue,

né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi:

la mia eredità è stupenda.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte il mio animo mi istruisce.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,

sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore

ed esulta la mia anima;

anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,

né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena alla tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra.

Credits:

Creato con immagini di Wonderlane - "A woman advises the CEO, (out of frame), while he fields questions from the floor, A Celebration of Woman’s Day, Seattle Region, Bellevue, Washington, USA. All the women shown work in high tech as consultants in the US. They are the best and brightest from universities in India. They remain concerned about children in general but specifically girls in India and the rest of the developing world and aspire to help them. Their topics deal with improving children’s lives with education, fulfilling other needs. A sub-section of technology workers, many of these women are in the US on H1-B Visas." • Mick Haupt - "untitled image" • Dewang Gupta - "untitled image" • Priscilla Du Preez - "untitled image" • Stefan Kunze - "untitled image" • John Thomas - "This was taken in the mountains surrounding Interlaken, Switzerland. I loved the quiet peace that I felt in these forests and the feeling of ancient serenity."