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Porto Boufalo Un assonnato borgo di pescatori disteso sulle rive del talassa più bello che c’è!

Devo la scoperta di questo incantevole frammento di paradiso dell'Eubea a due persone: a un amico caro, agente di viaggi molto speciale, amante come me dei percorsi poco battuti, e a un'utente sconosciuta sul web, che nel postare una foto che mi ha catturata all'istante, ha scritto queste parole magiche :

Non c'è praticamente niente.

Ma cos'è il niente, oggi che possiamo avere di tutto eppure sempre rincorriamo qualcosa? Un qualcosa che ci lascia ogni volta più mancanti e affannati di ricerca? Less is more insegna che abbiamo dimenticato che cosa è essenziale non all'ego ma all'anima nostra.

Una piccola panchina in pietra grezza può bastare a colazione, o all'ora dell'aperitivo, con i pesci che all'alba o al calare del sole guizzano indisturbati. Quando soffia forte, il Meltemi si ruba gocce di caffellatte o vi assaggia il vino...

Qualche goccia di leggenda . . .

Le leggende su Eubea sono innumerevoli, fra queste l'eterna lotta fra Giganti e Titani, primi, originari abitanti dell'isola. Quando i Giganti sbarcarono su Eubea si scatenarono una serie di battaglie, così tremende e pesanti fra loro, che ogni volta che ne scoppiava una la terra tremava. I sismi della preistoria venivano attribuiti a queste lotte. Un altro mito sull'isola narra che fu separata dalla terraferma dell'Attica da Poseidone con il suo tridente, ed infine pare che Eubea sia stata l'isola natale della dea Era, moglie di Zeus, che sfuggita all'ira del padre trovò rifugio proprio qui dove mi trovo, fra le colline alle mie spalle, sul monte Ochi, che proteggono questa baia dai venti forti.

(Chiedete a Dimi, che ne sa molto più di me!)

Teti e Oceano, genitori adottivi della dea Era che presso di loro si era rifugiata quando imperversavano le lotte violente fra Titanie Giganti.

... e due note storiche:

Gli Eubei che prima degli altri Greci hanno solcato il Mediterraneo da Oriente a Occidente, sono responsabili della colonizzazione che portò come risultato alla nascita della Magna Grecia in Italia, attraverso scambi felici e interazioni produttive con altre terre e altri popoli.

Capite perché, Una raza una faza?
Gli Eubei sono al centro della storia della circolazione mediterranea nei primi secoli del I° millennio, un momento chiave nello strutturarsi di un mondo ‘nuovo’ dopo la fine dei regni micenei.

La campagna circostante ricorda la brulla sorella nei Nebrodi siciliani...

La baia di Porto Buffalo

...ma il mare qui è direttamente ai vostri piedi!

È un mare (Mediterraneo) dai confini mobili (...), un mare che ha nella densità delle relazioni la sua cifra caratterizzante, lente necessaria per interpretarne la storia.

Porti greci (in rosso) e fenici (in giallo) nel Mediterraneo del IV secolo a.C.

Ed è proprio nel contesto di questo mare che chiede di essere letta e seguita la storia degli Eubei, che l’hanno percorso in lungo e in largo nel segno delle interazioni produttive con altre terre e con altri popoli. È la storia della circolazione mediterranea nei primi secoli del I° millennio, un momento chiave nello strutturarsi di un mondo ‘nuovo’ dopo la fine dei regni micenei: sono i secoli in cui prende corpo e definizione quella straordinaria innovazione di carattere sociale e politico cui diamo il nome di polis.

[Stefania De Vido: "Capitani coraggiosi gli Eubei del Mediterraneo", in Contributi di storia antica, a cura di Bearzot- Landucci]

Certo, a Porto Boufalo bisogna avere un po' di pazienza, perché le comodità scarseggiano:

La pescheria fa orari insoliti...

Ma il pesce è freschissimo!

Grazie a Marios . . .

... e al suo collaboratore Matheus.

Da Stella e Nicos trovate le patate fritte più buone del mondo! Oltre a molte altre leccornie greche... naturalmente.

Le patate fritte in Grecia sono rigorosamente fresche, affettate a mano e fritte in olio d'oliva.

Risalendo di una cinquantina di metri la strada, ecco casa di Cristina, dove è come mangiare dalla zia o dalla cognata. Salite le scale, entrate, vi sedete sull'unico tavolo utile (ma non apparecchiato), salutate e chiacchierate (se sapete un po' di greco) con lei e con sua figlia.

Poi, prima una e dopo l'altra, spariscono: una in cucina, l'altra dietro un bancone. E si dimenticano di voi. O così sembra... a chi non sa aspettare. Dopo dieci minuti buoni, Cristina torna con una pentola in mano e dentro una mezza dozzina di pesci trinzi* e crudi. Già puliti. Se parlate greco, meglio per voi, e vi accordate. Così magari vi spiega il menù del giorno. Altrimenti, ci pensa lei. Vi tocca fidarvi.

*Postilla lessicale: "trinzi"

Trinzo, in dialetto apuano indica cosa di poco conto o valore, ovvero persona o lochescion non alla moda, non à la page, non elegante. A Carrara, ultima ruota del carro toscano, sorella trinzissima fra le province sue toscane, l'aggettivo trinzo è spesso sinonimo di un'originalità anarchica e fuori dal coro del mainstream, che vuole ormai che ogni cosa sia fashion, in linea con il marketing, se vuoi che qualcuno ti si fili. Spesso, quindi, dietro un'apparenza a prima vista trinza, si celano sorprese autentiche e genuine...

Carrara: unica nel suo genere!
Cosa c'entra Carrara, direte voi?

In effetti niente, se non per dire che il talassa tirrenico-apuano lascia un po' a desiderare, ma il marmo lo abbiamo molto meglio noi dei greci, eh-eh-eh...

Ma continuiamo con le portate, che il pesce va mangiato caldo.

Antipasti e cucina casalinga greca in tutto il suo splendore!

La figlia di Cristina, che per una serata si trasforma in vostra cognata, avrà cura di voi e del vostro palato, fra un ευχαριστώ! e un Παρακαλώ! sul tavolo, poco prima sguarnito, atterrano sarde fritte pescate la mattina stessa, alici marinate nei limoni dell'orto, olive della campagna limitrofa, e purè di fave, che su Eubea hanno il primato di bontà e genuinità. E stanno all'isola come il lardo sta a Colonnata!

Il vinello bianco o rosé è pure nostrano, così come il tzatziki e i semi di capperi che provengono direttamente dagli scogli della baia.

Ognuno ha i capperi che si merita!
Il trinzo si trasforma in sublime...

Dunque che dire di questo Boufalo? Che in effetti sì... è molto trinzo e c'è poco e niente! Veniteci e giudicate voi!

Created By
Sonia Pendola
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Credits:

Foto e video di mia proprietà