I batteri saprofiti V.M.

I batteri saprofiti si nutrono della materia organica morta, restituendo al terreno i sali minerali, ad esempio i nitrati,che poi verrano sfruttati per generare nuova materia organica.

Un esempio di batteri saprofiti sono i "Funghi saprofiti". Essi possono svilupparsi su una grande varietà di substrati: legno morto, escrementi animali, fogliame, carcasse animali ecc...

Essi svolgono un'importantissima funzione per il nostro ecosistema: ci aiutano a tenere pulito l'ambiente, e donano al terreno, appunto attraverso la decomposizione, i nutrimenti di cui ha bisogno (sali minerali, acqua, anidride carbonica ecc...)

La penicellina

Fleming nel 1928 condusse degli studi su alcuni batteri patogeni, coltivandoli su alcune piastre di coltura. Una di queste piastre fu contaminata da un fungo, chiamato "pellicilium notatum". La cosa che colpi di più lo scienziato, non fu che questo batterio era cresciuto nel mezzo di una coltura , ma che questo fungo fosse in grado di uccidere tutti i batteri che li stavano intorno, creando un alone d' inibizione di crescita batterica attorno alle proprie colonie.

Fleming capí subito che l'attività antimicrobica poteva essere poteva essere attribuita ad una sostanza prodotto autonomamente da quello stesso fungo, e lo isolo nel tentativo di capire quale era, effettivamente, quella sostanza. Dopo alcuni tentativi, Fleming riuscì finalmente ad isolare da quel fungo un succo, che chiamò penicillina.

Fleming testo la penicillina su animali che erano affetti dalla stessa sostanza in vitro parerà sensibile ad essa, ottenendo buoni risultati.

Così nacque la penicillina: il primo antibiotico.

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