La nostra francisca un bel gruppo di allegri pellegrini

Mercoledì 18 gennaio 2017 siamo partiti per la prima tappa della via Francisca,o Via Francigena novarese. E' l'antica via dei viandanti che dall'Ossola scendevano a Novara e verso Roma.

La prima tappa di questo impegnativo progetto è la Novara- Momo. La partenza, in una fredda giornata di gennaio, è fissata per le 9.00 in Via Giovanni da Verrazzano, nell'ampio parcheggio della sede della DeAgostini.

Il sole è brillante e le ombre lunghe. Ma l'aria è fredda, alla partenza registriamo 2 gradi. Percorriamo per un breve tratto la strada vicinale Molino Chiglia per poi seguire la strada che porta alla Cascina Grande

Il Monte Rosa vigila su di noi.
il Canale Cavour

Il Canale Cavour, scavalcato dai bei ponti in mattoni, e dai viadotti delle rogge, scorre lento di fianco a noi. Tutte le risaie intorno sono intersecate da una fitta rete di cavi e rogge,oggi gelate.

Sullo sfondo la Cascina Grande

Costeggiamo la recinzione devastata dell'Istituto Agrario Bonfantini.

Fa talmente freddo che l'acqua dei canali è gelata.

in breve tempo lungo la strada Molinazzo d'Isarno raggiungiamo la cascina Isarno con la sua bella chiesa, dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Qui si possono vedere anche i resti dell' antico acquedotto romano che trasportava l'acqua alla città di Novara.

la chiesa della cascina Isarno

Raggiunta Caltignaga cogliamo l'opportunità di una breve pausa per un caffè e due chiacchiere con gli avventori del bar. Usciamo dal paese lungo Via Giulio Cesare per dirigerci verso Sologno, che attraversiamo seguendo Via Milano.

A Sologno ammiriamo la bella chiesa. Il sole incomincia a riscaldarci.

Verso la cascina Mirasole. Questa si presenta come una dimora rurale dalle caratteristiche torrette cilindriche. Le prime notizie di questa cascina risalgono al 1497.

Entriamo in Momo e ci fermiamo a considerare il monastero delle Umiliate, chiamate anche Monache bianche. Il monastero esiste dal 1100. Usciamo da Momo seguendo Via San Rocco.

Dopo aver attraversato un boschetto. Incontrato neve ghiacciata, corso il rischio di brutte cadute in fondo ad un bel parto vediamo la bella chiesa della SS Trinità.La chiesa in epoca medievale era una cappella di sosta per i viandanti che percorrevano la via Francisca da Novara verso l'Ossola. Nel 1200 venne ampliata e trasformata in chiesa. Nel 1500 l'interno fu magnificamente affrescato dalla bottega del Cagnola

Hanno fatto parte di questo bel gruppo: Silvana, Teresa, Marzia, Maria Grazia, Mirella,Enrico, Sergio, Paolo,Eugenio, Mario, .

Chilometri percorsi 18.50. Tempo impiegato circa 4 ore.

25 Gennaio, ore 8.45 appuntamento a Momo alla SS Trinità per percorrere la seconda tappa della nostra Francigena. Tappa che noi percorriamo al contrario, da Bogogno a Momo, per ragioni logistiche. La tappa non è per niente impegnativa, anzi dal punto di vista paesaggistico e naturale piuttosto banale. Si sviluppa su 15,50 chilometri. Tempo impiegato circa 3 ore e 30 minuti. Usciamo da Bogogno seguendo via Marconi e ci dirigiamo in direzione Suno. Attraversiamo la cascina Cristoforina e, di sicuro interesse, la frazione Casale Montecchio. Frazione tranquilla, immersa nella campagna,dalle tipiche case rurali con i ballatoi esterni in legno

il sentiero coperto di neve
Casale Montecchio

Attraversiamo Suno e usciamo da Via Stazione verso Baraggia di Suno.Parte del percorso in questa zona è su strada asfaltata, per altro poco trafficata. Lambiamo il Nuovo Lago Smeraldo nato da massicce escavazioni.

Il tratto più significativo è l'attraversamento di alcuni boschetti lungo l'Agogna.

l'Agogna

Costeggiamo l'Agogna. Il freddo è pungente e l'acqua, ancora, in parte ghiacciata.

Bisogna attraversare la Meja ghiacciata

In lontananza la Santissima Trinità e l'Unità produttiva più importante di Momo

Registro due rovinose cadute, del solito sbadato Sergio e di Enrico. Chilometri percorsi 15.80. Tempo di percorrenza 3.ore e 50 minuti.

Mercoledì 1 febbraio terza tappa della nostra Francigena. Da Bogogno a Briga Novarese. Chilometri percorsi 16,24 in 4 ore e 17 minuti. Partiamo da Bogogno. Il gruppo è sempre lo stesso,manca Enrico che soffre ancora per i postumi della caduta di mercoledì scorso, si sono aggiunti due amici di Omegna e Giuseppe che ci lascia quasi subito a causa del suo ginocchio malandato. Attraversiamo il bel paesino di Bogogno. Questo borgo non ha solo il rinomato golf e le cantine ma un centro storico di notevole bellezza. Percorriamo via Novella in direzione Veruno.

Fuori dall'abitato lungo la strada che porta a Veruno incontriamo l'oratorio di San Giacomo. Peccato non aver potuto ammirare gli affreschi all'internoi: il matrimonio mistico di Santa Caterina ed il miracolo di Sant'Eligio.

Molto interessante è anche il Castrum di Arbora, cascina fortificata in Comune di Veruno. La parte più antica risale al XV secolo. Si tratta di una cascina o piccolo castello, denominato in luogo Varal vec. Fabbricati a due piani raggiungibili attraverso balconi ed un edificio a tre piani.

il castello di Gattico, la torre della Baraggiola, il roccolo e l'oratorio di San Tommaso.

Attraversiamo tutto l'abitato di Veruno percorrendo Via Circonvallazione per raggiungere il comune di Gattico, di cui ammiriamo il castello, con la sua bella finestra. Lungo il cammino incontriamo un bel roccolo, qualche raro vigneto ed attraversiamo un bel bosco di querce e carpini. Raggiungiamo Maggiate Superiore . Sconfinando in Comune di Borgomanero incontriamo la torre della Baraggiola, alta una ventina di metri identificata come punto di avvistamento databile tra il x e l'inizio dell'xi secolo. All'oratorio di San Tommaso termina il nostro tour. L'oratorio è un gioiello prezioso di antichissime origini che per secoli ha rappresentato il luogo dei morti delle streghe insomma.... il luogo del mitologico, del misterioso.. In realtà il nostro cammino termina con una piacevole pausa ristoratrice.

Approfittiamo del cammino per fare un pò di legna per il camino.

facciamo legna

Il 15 febbraio si percorre la quarta tappa da Briga a Legro frazione di Orta. Kilometri percorsi circa 14.00.La tappa è illustrata dal video di Giampiero.

Riprendiamo dall'inizio la nostra via francisca, Dal nord questa volta. Le prime tappe sono quelle di montagna. Il maltempo sconsiglia di percorrere il tratto svizzero, però all'arrivo a Domodossola non manca nessuno.Domodossola è invasa dagli allegri spazzacamini e dal folclore.

a Domodossola
il rilievo dato dalla Stampa.

il giorno seguente ci aggreghiamo anche noi donne: Rosy, Io, Silvana e Mirella. Dal Calvario a Vogogna o Pieve Vergonte.

Dal Calvario

Mercoledì invece facciamo da Vogogna a Gravellona Toce. Sentiero infame di nessun interesse culturale ed artistico, tra l'altro non segnalato seppur accatastato dalla Regione. Vediamo le foto di testimonianza. L'unico interesse è il cimitero di Megolo e la bella piana di Azola.

Una vergogna
Eccoli a nei pressi di Pella

Giovedì da Gravellona a Pella e venerdì ritorniamo sul percorso già fatto quest'inverno. Legro-Veruno o Legro-Cureggio.

Sabato due gruppetti un poco stanchi e disorientati si dirigono verso Momo: uno parte da Veruno l'altro da Cureggio. Alcuni oratori campestri sono aperti e per caso ammiriamo gli afferschi della Madonna della Neve di Cureggio. Dopo Cureggio attraversiamo la cascina Cacciana, Molino Marco per raggiungere la cascina Monastero. Infine Cavaglietto la cascina Rinalda e la Trinità di Momo. Bella la visita alla Trinità, interessante gli incontri con gli amministratori locali. Domenica da Momo a Novara per l'ultima tappa e la conclusione in duomo a Novara. Per una degna conclusione. Il gruppo finale è certo numeroso anche se i camminatori sono stati molto meno.

la pianura con il biondo riso è particolarmente bella questa mattina. Il Monte Rosa coperto di neve brilla in lontananza

Video di Giam Piero

COMUNICATO STAMPA

L’associazione Novarese Amici di Santiago ha percorso dal 1 al 10 settembre la Via Francisca – Cammino di S. Bernardo per verificarne i problemi e dotarla di una segnaletica provvisoria. Partenza dal Sempione dopo la benedizione di Padre Francois Lamont priore dell’Ospizio con prima tappa a Gondo. Sul territorio svizzero non è stato possibile segnalare il percorso dal momento che le regole locali non lo permettono. La segnaletica provvisoria quindi è stata apposta solo dopo la frontiera su due percorsi alternativi. Il primo da Gondo a Varzo attraverso la presa cima ed il secondo da Gondo a Bognanco attraverso il percorso Stockalper. Di ogni percorso sono stati registrate le condizioni dei sentieri e svolto un primo inventario sulla percorribilità in sicurezza in previsione di una sistemazione definitiva entro il 2020. A Varzo è stato organizzato un incontro con il sindaco Bruno Stefanetti l’assessore Mauro Tiboni e con il Presidente della provincia Stefano Costa che si sono detti interessati al progetto manifestando il loro appr4ezzamento. Tiboni e Costa sono inoltre stati presenti, ribadendo il loro interesse, all’incontro del 4 settembre presso il Comune di Domodossola; incontro che ha visto anche la partecipazione del vicesindaco del capoluogo ossolano Angelo Tandurella oltre a Franco Grosso, vicepresidente della Rete dei cammini ed al componente la commissione CAI per l’escursionismo Renato Boschi. L’incontro è servito per gettare le basi per un coordinamento tra associazioni ed istituzioni avente lo scopo di affrontare concretamente le problematiche legate all’ospitalità dei futuri pellegrini ed alla percorribilità dei sentieri. A Domodossola i due itinerari si sono riuniti presso il Sacro Monte del Calvario ed i partecipanti sono stati accolti dai padri Rosminiani. Successivamente il percorso si è ulteriormente suddiviso facendo tappa l’uno a Pieve Vergonte ed il secondo a Vogogna; il tutto percorrendo la senti eristica CAI con piccole variazioni quando le condizioni dei percorsi non ne permettevano la percorribilità. Infine i due gruppi si sono ritrovati a Premosello per terminare la tappa a Gravellona. La tappa successiva ha toccato Pella per poi suddividersi verso Veruno e Cureggio e ricongiungersi a Momo ed arrivare al duomo di Novara. A Cureggio Venerdì sera presso la sala multimediale del Comune è stato organizzato un incontro durante il quale lo storico Alberto Temporelli ha percorso un excursus sull’importanza delle vie dei pellegrinaggi, commerciali e civili a partire dal medio evo ed ha ricordato le testimonianze dei pellegrini che nei secoli hanno percorso la via Francisca Novarese. Durante lo stesso incontro il sindaco Angelo Barbaglia ha rammentato il progetto TAM (itinerari dal Tardo Antico al Medioevo novarese) che prevede la nascita di uno spazio multimediale specifico sui battisteri e la storia locale. A Momo sabato 9 alle 17,30 è stata celebrata da Don Silvio Barbaglia, alla presenza dei sindaci e rappresentanti dei comuni di Momo, Caltignaga, Vaprio d’Agogna, Cureggio e Barengo oltre all’assessore regionale Augusto Ferrari ed alla Presidente della ATL Maria Rosa Fagnoni, una messa pellegrina presso la SS. Trinità durante la quale è stato illustrato il progetto e gettate le basi, grazie all’intervento di Ferrari, per un nuovo tavolo di coordinamento. Precedentemente, durante la tappa da Veruno a Momo, vi era stato un incontro con il sindaco di Suno che aveva dimostrato interesse per il progetto. Dopo un incontro con il sindaco di Momo Michela Leoni sotto una leggera pioggia si è svolta l’ultima tappa fino al Duomo di Novara dove, di fronte all’altare che conserva le spoglie di S. Bernardo, dopo il saluto dell’assessore del Comune di Novara Valentina Graziosi, si è concluso il cammino. La presenza sul percorso di sentieri destinati ad escursionisti esperti e di zone impraticabili sono stati oggetto di monitoraggio da parte dei soci che hanno partecipato alle varie fasi del cammino. Per ora alcuni tratti non sono ancora segnalati a causa della mancanza di supporti adeguati: sarà questa una delle questioni da affrontare nel futuro. Una ulteriore valutazione è stata effettuata in ordine alle possibili strutture di accoglienza. L’obiettivo, entro il 2020 (millenario della nascita di S. Bernardo ed inaugurazione ufficiale del cammino) è quello di dotarlo di strutture a misura di pellegrino (un letto e dei servizi a costi ridotti ed un menù del pellegrino calmierato) come si registra su cammini simili quali quelli spagnoli che portano a Santiago e su alcuni tratti della Via Francigena. Nel complesso le varie tappe hanno registrato la presenza di 15 soci oltre ad altre 3 persone che hanno conosciuto l’iniziativa attraverso la stampa o le comunicazioni mail. Ora si tratta di rendere fruibile e sicuro il percorso e questo sarà il compito delle future iniziative.

Created By
Maria Teresa Annovazzi
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