Batteri simbionti Nelle piante

Premessa importante.

Nel linguaggio comune, il termine simbionte rimanda ad un microorganismo che condivide la propria vita con un altro, mentre entrambi traggono benefici e vantaggi reciproci da tale unione; in realtà, questa definizione fa riferimento ad un tipo ben preciso di simbiosi, definita mutualistica. Metaforicamente parlando, la popolare espressione "vivere in simbiosi", entrata nel linguaggio comune, esprime il forte legame che unisce due persone: chiaramente, in gergo, la "simbiosi" identifica un'iperbole, un'esagerazione nel contesto di una descrizione della realtà attraverso fraseggi che amplificano il concetto in modo considerevole.

In termini biologici, gli organismi simbionti vivono (letteralmente) insieme: la parola simbiosi, infatti, deriva dal greco sýn-bíōsis, che significa "vita insieme/convivenza". Tale relazione può essere vantaggiosa per una sola parte o per entrambe, arrecare danno ad un organismo o risultare innocua per entrambi.

Batteri simbionti nelle piante.

Sono detti simbionti gli organismi che vivono obbligatoriamente un rapporto con altri organismi viventi e non per forza traggono reciproco vantaggio della vita in comune.

La simbiosi non si limita solo al mondo dei funghi. I ‘'funghi'’ furono probabilmente i primi organismi con i batteri a colonizzare dapprima la battigia e poi la terra ferma, date le condizioni difficili, dovettero sviluppare comportamenti gregari per sopravvivere.

Si selezionarono pertanto nel tumultuoso mondo in evoluzione una miriade di specie che realizzarono simbiosi con una varietà impressionante di organismi. Ad esempio simbiosi tra funghi e alghe, sono questi i licheni (oltre tredicimila specie conosciute).

I licheni vengono classificati in tre grandi categorie in virtù del loro aspetto:

  1. Crostosi.
  2. Fogliosi.
  3. Fruticosi.
Crotosi e fogliosi.

La più studiata forma di simbiosi è quella tra funghi e piante.

A volte più essenze forestali sono in grado di ospitare lo stesso fungo.

È possibile che un insieme di specie arboree possa soddisfare le esigenze di una specie fungina, cioè che il fungo attinga qua e là dalle varie essenza ciò di cui necessita, come pure che una pianta ospiti più specie fungine contemporaneamente (in differenti punti del suo apparato radicale).

L'intimo intreccio fra apparato radicale e micelio fungino prende il nome di micorriza.

Si sospettano simbiosi nascoste tra funghi e altre specie fungine o fra queste ultime e i microrganismi che regolano le complesse interazioni tra saprofiti in certe nicchie ecologiche. Alcuni producono vitamine necessarie ad altre specie in modo particolare il gruppo B, antibiotici o veleni, con cui preservano l'ecosistema da attacchi virali o batterici.

Fungo simbionte nelle radici di una pianta.

Altri batteri sono azotofissatori, o azotoriduttori, gli esoscheletri dei batteri morti (le loro pareti cellulari) costituiscono una fonte d'azoto importantissima. Nella coltivazione di alcuni funghi con substrato di paglia, questo deve essere sottoposto a processo di pastorizzazione, non sterilizzato, affinché sia uccisa parte della carica batterica, i cui esoscheletri costituiranno infatti fonte primaria d'azoto per il micelio in crescita.

Esiste anche un altro parametro da considerare, i prodotti metabolici dei batteri che vivono in un substrato contribuiscono ad abbassarne il pH permettendo quindi una più favorevole crescita dei miceli fungini, per la maggior parte questi infatti preferiscono i terreni acidi.

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