Loading

IN CAMMINO preghiera martedì 14 aprile

Nel giardino Egli si manifestò apertamente a Maria di Magdala, che lo aveva seguito con amore nella sua vita terrena, lo vide morire sulla croce e, dopo averlo cercato nel sepolcro, per prima lo adorò risorto dai morti; a lei diede l’onore di essere apostola per gli stessi apostoli, perché la buona notizia della vita nuova giungesse ai confini della terra. (Prefazio della festa liturgica di Santa Maria Maddalena)

In questa scena, tratta dal film Maria Maddalena di Garth Davis, assistiamo ad un inteso dialogo fra Gesù e Maria.

Maria, che i Vangeli sinottici presentano, insieme ad altre, come colei che ha seguito e servito Gesù durante tutto il suo ministero (cf. Mc 15,41 s e par.) e il Vangelo di Giovanni presenta come colei che cerca (cf. Gv 20,15), si fa plasmare pienamente dalla Parola di Gesù. Ella è in grado di emergere dall'abisso in cui la morte del Maestro ha fatto precipitare i suoi discepoli perché ha compreso la logica del Regno con l'intelligenza del cuore.

Leggi il brano con grande attenzione. Prova a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. Lascia affiorare il tuo sentire, senza censure, senza giudizi.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: "Ho visto il Signore!" e ciò che le aveva detto.

Interroga il testo cercando di coglierne il messaggio essenziale (cosa rivela di Dio, dell'uomo, del mondo, dei valori fondamentali?). Colto il messaggio, applicalo alla tua vita. Che cosa ti dice il testo? Se ti sono d'aiuto, utilizza gli spunti seguenti per meditare il brano.

Maria Maddalena non si rassegna all'evidenza della morte. Cerca colui che le ha regalato un’esperienza felice di libertà e guarigione, cerca il suo tesoro perduto. Non si lascia consolare facilmente. I segni della speranza – la tomba aperta, il corpo che manca – non le parlano. Anzi aumentano il dolore: neppure più un corpo su cui piangere. Persino agli angeli rimane indifferente. E cerca ovunque il corpo dell’amato, interroga tutti quelli che incontra (donna, chi cerchi?). Non cerca per fede, cerca per amore. Non perché crede o spera qualcosa, ma perché ha conservato tutto l’amore di cui era capace.

Ed ecco che quello che era un semplice atto d’amore si muta in un evento, in un avvenimento che cambia la vita. Colei che cerca con tanta passione si accorge di essere cercata. L’amante si accorge di essere amata: Maria! E tutto esplode: Rabbunì, amore mio!

La prima parola del Risorto incanta e commuove: «Donna, perché piangi?». Il Dio della vita si interessa delle lacrime. Il Risorto vi si cela dentro, non sfolgora, non abbaglia, nella sua voce trema un dolore: non piangere, amica mia.

Gesù prova dolore per il dolore dell'uomo e se ne prende cura. Ha passione per la passione dei suoi piccoli, per questa urgenza di lacrime da asciugare: ‘Fa piaga nel suo cuore la somma del dolore del mondo...’ (Ungaretti). La prima cosa che gli occhi nuovi del Risorto vedono è la più antica faccia della storia, un volto in pianto. Il mondo è ancora un immenso pianto, lo vediamo attorno a noi, dentro di noi, ma il mondo è anche un immenso parto, dove Dio presiede ad ogni nascita, ad ogni rinascita. Nel giorno della sofferenza, della malattia, del dramma, posso allora pensare, credere che, per la forza delle lacrime che fanno piaga nel cielo, una mano si staccherà dalla croce e si poserà sulla mia fronte; una mano forata staccherà la mia dalla croce, e si bagnerà di queste lacrime.

Maria si sente chiamare per nome. Tutti ti chiamano, ma chi ti vuole bene ti chiama in modo diverso da tutti gli altri, e 'senti che il tuo nome è al sicuro nella sua voce, nella sua bocca'. Maria si volta e lo riconosce. L’Assente è il Risorto, e ci chiama ognuno per nome. E io mi sento al sicuro nella sua voce.

Maria vorrebbe afferrarlo e non lasciarlo andare. Ma Gesù le chiede altro: 'Non mi trattenere, dice, devo andare!' da questo giardino al cosmo intero, da queste tue lacrime a tutte le lacrime.

Le chiede di andare ad annunciare ciò che ha visto e udito, e una donna diventa l’apostola degli apostoli. Colei che era l’ultima agli occhi di tutti diventa la prima ad annunciare la storia nuova. Lo possiamo fare anche noi, possiamo sperimentare e annunciare che di fronte a chi decide di 'amare', non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via. (Commento: padre Ermes Ronchi)

«Donna, perché piangi? Chi cerchi?»: sosta un istante in silenzio, fai risuonare dentro di te le domande di Gesù. Dai un nome al tuo pianto... ai tuoi desideri...

Gesù si rivela a Maria come il suo Signore, colui che lei cerca. É molto bella questa personalizzazione del rapporto ed è un'arditissima immagine di tutta la vita di grazia: la vita di grazia è il Signore che sussurra il nostro nome con amore, lo dice come Crocefisso e Risorto, cioè con tutto il peso della sua redenzione. Preghiamo che questo si realizzi in noi.

Signore Gesù, apri i nostri occhi perché possiamo vederti; apri il nostro cuore perché possiamo gioire con te; apri la nostra bocca perché possiamo esprimere con chiarezza e insieme con coraggio che Tu sei risorto per tutti.

Concludi la preghiera ascoltando questa canzone che racconta la gioia di aver incontrato Gesù e il suo amore.

.

.

Penso che nessun’altra cosa ci conforti tanto, quanto il ricordo di un amico, la gioia della sua confidenza o l’immenso sollievo di esserti tu confidato a lui con assoluta tranquillità: appunto perché amico.

Conforta il desiderio di rivederlo se lontano, di evocarlo per sentirlo vicino, quasi per udire la sua voce e continuare colloqui mai finiti. (David Maria Turoldo)

Credits:

Creato con immagini di Schwoaze - "ladybug insect beetle" • Ichigo121212 - "hands friendship hold"