pnsd per nessuna scuola divisa

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Mercati finanziari automatizzati; relazioni umane mediate dai like su Facebook; un flusso d’informazioni incessante e invadente; protesi digitali che arricchiscono l’esperienza. Le macchine sembrano conquistare funzioni sempre più autonome dall’intervento dell’uomo, e le piattaforme online sulle quali ci informiamo e coordiniamo impongono i loro algoritmi, mentre raccolgono e analizzano enormi quantità di dati imparando dagli utenti. È una dinamica evolutiva digitale che richiede un drastico adattamento culturale. Con Homo pluralis Luca De Biase propone un approccio all’infosfera che supera la contrapposizione tra ottimismo tecnofilo e allarmismo neoluddista, e riconosce la necessità per l’uomo di diventare cittadino consapevole di questo nuovo ambiente digitale, imponendo la propria creatività, intelligenza e senso etico, e conquistando così una dimensione più autentica.

La didattica digitale per me. La didattica digitale per me ha dei pregi ma anche dei difetti. Per quanto riguarda l’insegnamento e l’apprendimento interattivo, penso che sia utile perché negli ultimi anni il mondo si sta modernizzando e con lui anche la sua popolazione. Per questo penso che più gli anni passano, più i metodi di insegnamento devono evolversi dal punto tecnologico, rendendo così più interessante la lezione e l’apprendimento. Personalmente, però, preferisco molto di più il “vecchio stile” con libri cartacei, appunti scritti, lavagna e gesso. Questo perché credo che studiare su tablet, computer o lavagne interattive (Lim) possa creare distrazioni, e possa far cadere in tentazione i ragazzi ad andare su internet e abbandonare lo studio.

LA DIDATTICA DIGITALE QUEST'ANNO PER ME:

Quest'anno è il primo in cui in classe abbiamo una lavagna Lim ed è sicuramente un miglioramento. Grazie alla lim e di conseguenza l'uso di internet, siamo in grado di avere una lezione più ''vivace'', possiamo cercare qualsiasi informazione in pochissimo tempo, possiamo vedere video informativi e fare anche degli schemi più fantasiosi e quindi più simpatici, che facilitano il mantenimento dell'attenzione sulla lezione. Oltre alla lim, adesso su internet abbiamo Edpuzzle, un sito dove la professoressa carica dei video da visualizzare insieme a delle domande alle quali dobbiamo rispondere, questo facilita lo studio degli argomenti invece di dover sempre studiare sulle pagine del libro.

La didattica digitale per me:

Penso che i mezzi digitali utilizzati per l insegnamento siano molto più efficaci di quelli cartecei, perché danno maggiori informazioni e garantiscono quindi un approfondimento, con ricerche in internet, video etc. sugli argomenti da svolgere. È un metodo nuovo di insegnamento, meno noioso e poi interattivo, che riesce a coinvolgere di più i ragazzi e ad attirare la loro attenzione.

LA DIDATTICA DIGITALE PER ME.

La scuola quest'anno sfrutta spesso e volentieri l'ambiente virtuale utilizzando strumenti digitali come LIM, computer, tablet e smartphone..

Io personalmente non sono molto a favore di essa. Anche se in alcuni casi è molto utile internet perché ci aiuta in poco tempo a trovare ciò che cerchiamo. Perché non riesco a seguire e a concentrarmi come dovrei.

È molto importante utilizzare internet riguardo tutte le materie. È utile anche per confrontarsi, magari posso scaturire idee diverse da più persone grazie a molte opzioni che si possono su diversi siti. Magari anche per aggiornarsi o per trovare delle conferme se alcune cose sui libri non sono chiare

L'uso del digitale a scuola a mio parere è molto utile, può essere anche un modo per coinvolgere i ragazzi, che al giorno d'oggi quotidianamente usano la tecnologia. Avere la lim in classe è una fortuna, possiamo vedere video, cercare informazioni su internet, etc.

La didattica digitale quest'anno per me è molto utile perché mi rimangono impresse in maniera migliore le cose.Nelle altre materie lo faccio molto raramente.

La didattica digitale quest'anno per me: è importante perchè ti da quello che ti manca senza la digitalità, sul computer ci sono molte più informazioni che un qualsiasi professore ti può dare, anche il più dotto del mondo. Perchè internet consente di avere più opinioni di più professori da qualsiasi parte del mondo. È veloce. Efficace. Ed alla lunga risulterà anche economico. Pensiamo ai milioni e milioni di libri e al loro costo, tra non molto non sarà più necessario comprarli. Pensiamo alle cartine appese alle pareti della scuola, che dopo si rovinano ed è necessario ricomprarle; non sarà più necessario ricomprarle. Perchè la digitalizzazione farà tutto.

Il valore politico e riformatore dell’educazione critica ai media è concorrere al raggiungimento di almeno 4 obiettivi socialmente rilevanti:a la riappropriazione del ruolo di mediazione del docente e il suo riavvicinamento al sentire dei ragazzi, toccandone i linguaggi e facendosi catturare nella loro reteb l’acquisizione, da parte degli alunni, degli strumenti per la comprensione critica di quanto apprendono naturalmente, a, livello di alfabetizzazione tecnologica, da autodidatti e e da nativi digitalic la capacità di osservare la partecipazione mediale dei giovani, il modo in cui modificano il consumo rendendolo produttivo d non da ultima, la garanzia dell’equità grazie alla riduzione graduale, e dunque profonda, delle disuguaglianze.

I punti di debolezza dell’Istituzione scolastica sembrano questi: a capacità di aggiornamento del curriculum in modo tale da non far automaticamente retrocedere l’esperienza formativa, la reputazione collettiva e la conseguente necessità di una riclassificazione dei beni beni rilevanti (QUALI?), poiché la scuola non gode della centralità a livello di attenzione pubblica , che le spetterebbe per buon senso, la presa d’atto che esiste qualcosa nel sistema percettivo e nella costruzione dell’idea di contemporaneità che sembra ormai irreparabilmente desiderare tutti i luoghi della disentermediazione,in cui cioè non esiste uno scambio rilevante con l’adulto.

è anche opportuno riflettere sulla condizione di mancanza di mediazione dei moderni nei termini di una dismediazione (ilconcetto di dismadiazione è utilizzato come categoria interpretaativa per offrire una lettura della crisi delle tradizionali agenzie di socializzazione , prima fra tutte la famiglia. Sembrerebbe – più radicalmente che nelle società del passato- che i giovani amino soltanto la mediazione tra pari “peer to peer”.O almeno, ostentatamente respingono tutte le attenzioni delle culture e delle generazioni precedenti. Di fronte a un’evidente perdita della nostra forza di mediazione, come studiosi , insegnanti egenitori, non è possibile accontentarsi di affrontare la vita e il nostro tempo semplicemente reclutando e approvigionandosi di una mediazione orizzontale.

E’ diventato drammaticamente urgente un inventario più rigoroso dei miti e dei falsi miti del nostro tempo, avviando con coraggio un processo oltre l’individualismo moderno (M. Morcellini B. Mazza “Oltre l’individualismo. Comunicazione nuovo diritti e capitale sociale” Franco Angeli 2008 Milano.Non potremmo altrimenti essere influenti sulla vita degli uomini , e invece è proprio lì che saremo giudicati. Si può ipotizzare che la comunicazione possa porsi come ponte tra le generazioni?

Da introduzione a Media litaracy per crescere nella cultura digitale D. Buckingham armando editore 2007

JENKINS e i suoi colleghi (2006) sono intervenuti a questo proposito per identificare un altro “ gap” che ha che fare con la critica. Come suggeriscono, abbiamo bisogno di abilitarei giovani a diventare partecipanti attivi nella cultura mediale, ma la partecipazione o la creatività di per sé non bastano. Abbiamo anche bisogno che siano partecipanti critici e sviluppino unapiù vasta comprensione delle dimensioni economica sociale e culturale dei media. Tale comprensione critica non segue automaticamente l’esperienza della produzione creativa. Come Carmewn Luke argomenta in relazione all’alfabetizzazione, gli studenti non sviluppano competenze critiche soltanto attraverso l’esperienzadella lettura e della scrittura: devono fare un passo indietro rispetto all’esperienza immediata, al fine di riflettere e analizzare. Questo porta alla complessa e annosa questione di come integrare la teoria (analisi critica) e la pratica (produzione creativa). In che modo l’apprendimento si trasferisce dal settore della “lettura” mediale a quello della “scrittura” e viceversa.’ In che modo promuoviamo una riflessione non superficiale, ma significativa , critica su cosa gli studenti fanno come partecipanti o creatori di media? In che modo li aiutiamo a inserire e a comprendere quelle esperienze nel più vasto contesto sociale e culturale?

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