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Movimento è vita! Aspetti psico-corporei legati all’attività fisica

Autrice: Christine VanGheluwe

Tratto dalla rivista Accordages N°3 1° semestre 2015

Traduzione: Fabio Colonnello

Possiamo considerare il corpo in movimento in modi diversi, che ognuno di noi può legare alla propria dinamica psico-comportamentale.

• Esiste l'attività fisica fisiologica, i movimenti fondamentali che ci legano alla vita. Questi movimenti fondamentali sono rappresentati dai battiti del cuore, il sangue che pulsa nelle nostre arterie, l'inspirazione, l'ispirazione. Essi sono ritmo, sono alternanza. Essi sono ( in linguaggio delle Catene GDS ndT ) AP , la sorgente della vita.

• Esiste l'attività fisica volontaria per assicurare la nostra sussistenza, il nostro mantenimento in vita. Anticamente rappresentata del cacciatore e dal guerriero , mentre al giorno d'oggi rappresentata dal viaggiatore e dall’imprenditore di successo, queste attività sono tutte in relazione con la PM , la struttura che invita all'azione, che ci fa agire.

• Esiste pure l‘ attività fisica che noi pratichiamo nel tempo libero ,che anch’essa può essere legata alla PM. In effetti , sia che essa si faccia per sentirsi bene ,per abitare bene il nostro corpo ( “abitare il proprio corpo “ è una frase di valenza AM ndT) quindi per una motivazione AM, oppure per semplice divertimento, o per gioco, o per passione del gesto giusto, all’ interno cioè di una motivazione PAAP, (gioco, divertimento, gesto giusto“ sono Parole Chiave PAAP) oppure che la si faccia per una motivazione PM, improntata cioè agli obiettivi , alla performance o per modellare il proprio aspetto (tutte modalità, queste, tipicamente PM ndT),l’attività fisica praticata nel tempo libero è globalmente più in analogia con la PM che agisce,la parte propriamente muscolare della nostra catena PM.

Nel sedendario mondo occidentale l’attività fisica ha molti adepti. Istintivamente, molti pensano di compensare l’inattività e lo stress con il movimento, ma a volte il risultato è peggiore , quando il lavoro fisico è mal impostato.

Allora come vivere l’attività fisica, gli sport , in modo armonioso ed equilibrato, rispettando il corpo e la sua PM ?

PM si vive in modo equilibrato sul piano psico-comportamentale se questa struttura resta legata alle altre strutture che la precedono sull’Onda di strutturazione psico-comportamentale (il percorso di crescita personale tipico di GDS, rappresentato nella figura di copertina ndT)

Prima di agire ( l’azione è una parola tipica PM ndT) in modo armonioso, bisogna prima di tutto esistere, ossia aver integrato il proprio corpo, sentirlo, percepirlo, abitarlo , esperienza che appartiene ad un tempo strutturativo AM.

In seguito, bisogna essere costruiti. In posizione assisa, la base assicurata da AM, bisognerà trovare un asse verticale, trovare la propria PA, trovare la propria architettura interna e il modo di utilizzare il corpo che è di già iscritto nella forma dell’osso.

Ma tutto questo, non si fa in un giorno , nemmeno in qualche mese. A volte ci vuole una vita intera. Ci si ritrova invece sparati nell’ attivismo sportivo senza aver compreso ed integrato queste nozioni essenziali.

Quello che possiamo allora permetterci di fare , non è chiudersi in una dinamica comportamentale PM, una PM sradicata, eccessiva, obnubilata dalla performance, con il rischio di non ascoltarsi più, fino al punto di rompersi un tendine d’achille o lussarsi un’articolazione?

La chiave, l’astuzia, il “trucco” come diceva Godelieve, è l’AP.

E’il movimento contenuto nel movimento. E’ il respiro, il ritmo, l'energia preservata nel cuore del movimento, che darà flessibilità e la necessaria adattabilità all’attività fisica .

È la parte del gioco, della leggerezza, di incuria, di spensierato distacco, questo permetterà al PM di lasciare e lasciarsi andare, per essere riportato alla cavità di l'onda: in AM per ritornare alle sorgenti di tutto, quindi in PA per prendere una distanza e riflettere sul

senso delle cose. AP è il garante della alternanza delle dinamiche comportamentali che ci protegge dagli eccessi di una singola struttura.

La AP può essere stimolata da rimbalzi, respingimenti , movimenti ritmici, da delle torsioni ...

Ha senso, per esempio, a riscaldarsi prima di uno sforzo, rimbalzando sulle caviglie, svegliandosi con delle flessioni, piccoli salti, torsioni del busto, circonduzioni delle braccia.

Esercitarsi sul senso ritmico per imparare a sentire il ritmo che per noi è più adatto.

Sentire che per esempio per alcuni di 35 minuti di jogging sono migliori per le loro articolazioni di 1 ora e un quarto. Sentire che c'è un’età per correre e c’è un’età per camminare.

Sentire , secondo il proprio livello, che una nuotata troppo veloce può ostacolare la respirazione e “ impaurire” il cuore. ( la paura è l’emozione della PM ndT)

Sentire, durante la pratica dello sci , il momento in cui le ginocchia sono stanche e che fermarsi un momento può preservare da un infortunio.

Sentire che dopo uno sforzo, il nostro corpo ha bisogno di riposo, di guarigione.

E finalmente, dopo questo riposo, sentirsi rinascere con nuovamente questo bisogno vitale di muoversi …

È nella partnership PM-AP che quella PM trova la propria maturità,una PM che viene come coronazione dell'Onda e che può permetterci di essere dentro attività fisica in modo armonioso, e perché no, magari ad alto livello di pratica sportiva.

Insomma, perché il movimento sia reale portatore di vitalità, PM deve preservare l’AP !

Autrice: Christine VanGheluwe

Tratto dalla rivista Accordages N°3 1° semestre 2015

Traduzione: Fabio Colonnello

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Fabio Colonnello
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