I gruppi di resistenza

I gruppi di resistenza italiana più diffusi sono:

  • i Garibaldi
  • i Matteotti
  • le Formazioni Autonome
  • Brigate di Giustizia e Fedeltà

Le brigate d'assalto Garibaldi

  • Le brigate d'assalto "Garibaldi" sono formazioni promosse e legate al PCI (Partito Comunista Italiano);
  • militano anche esponenti di altri partiti del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), soprattutto socialisti, azionisti e cattolici, nonché autonomi e apolitici;
  • le Garibaldi sono le formazioni partigiane più numerose, organizzate ed efficaci della Resistenza italiana;
  • le brigate si strutturano su una base strettamente militare;
  • il reclutamento è aperto a tutti, senza alcun tipo di restrizione politica, e questo vale anche per i ruoli di comando all'interno delle formazioni;
  • l'attività delle Garibaldi è sia militare sia politica.
tesserino di riconoscimento dei membri delle Brigate Garibaldi

Le brigate Matteotti

medaglia a croce delle formazioni Matteotti
  • Le Brigate Matteotti sono formazioni legate al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP);
  • viene organizzato il “centro militare” del partito, guidato da Sandro Pertini e basato su un nutrito gruppo di ferrovieri;
  • in realtà, il partito è lacerato da tensioni interne e adotta prevalentemente una linea attendista;
  • sul monte Grappa (Veneto), si forma la prima brigata Matteotti;
  • Pertini, inviato al Nord, a Milano, riorganizza i socialisti e dà vita al comitato esecutivo del PSIUP per l'Alta Italia, il quale decide la costituzione delle brigate Matteotti;
  • l'inverno 1944-45 è tragico: la I brigata viene sterminata insieme alla Gl (Giustizia e libertà) di Italia libera sul Grappa.

Giustizia e libertà

  • Le brigate di Giustizia e Libertà (GL) sono legate al Partito d'Azione e guidate dal suo massimo esponente, coordinatore del comando militare del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) e poi vicecomandante generale del CVL (Corpo Volontari della Libertà), Ferruccio Parri;
  • nelle formazioni entrano militari italiani sbandati, ex prigionieri di guerra alleati, disertori e renitenti alla leva di Salò;
  • le bande GL sono organizzate come reparti militari;
  • ogni volontario è obbligato a prestare giuramento e ad adeguarsi al grado che il comando ritiene di attribuire, indipendentemente dalla posizione militare posseduta all'8 settembre;
  • le formazioni compiono azioni importanti e rischiose, collaborano attivamente con i reparti comunisti e cattolici, superando anche difficoltà ideologiche scaturite da alcune decisioni non del tutto condivise;
  • il vertice di GL e del PdA, Ferruccio Parri, diverrà il primo presidente del Consiglio dell'Italia libera.

Formazioni autonome

  • Le formazioni autonome sono reparti partigiani non formalmente collegati con i partiti del CLN;
  • costituite inizialmente da militari sbandati dopo l'armistizio;
  • si ingrossano soprattutto grazie ai disertori e ai renitenti alla leva di Salò;
  • prevale la struttura militare di tipo classico, nonché una strategia difensiva che, nei primi tempi, non può reggere agli attacchi sferrati dai nazifascisti;
  • si sviluppano nelle zona delle Alpi e degli Appennini, e combattono le prime sfortunate battaglie a Boves e Bosco Martese Teramo;
  • a Boves si costituisce, dopo l'atroce rappresaglia attuata dai tedeschi, la prima “banda autonoma”;
  • gli autonomi sono militari monarchici, anche se nelle loro formazioni affluiscono partigiani di diversi orientamenti politici;
  • la gerarchia militare dipende dai meriti conseguiti sul campo e non da fattori indipendenti o precedenti la guerriglia;
  • gli autonomi non hanno commissario politico;
  • autonome sono alcune formazioni di estrema sinistra, come Bandiera rossa, divisione Pasubio, e l'Organizzazione Franchi di Edgardo Sogno, dichiaratamente monarchica e “badogliana”.

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