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«Europa anno zero»: La ricerca di un ordine internazionale Gli alleati alla prova della vittoria

Rovine e speranze per il futuro

Il 1945 fu l'anno della guerra e della pace, degli ultimi lutti e delle nuove speranze. La Seconda guerra mondiale lasciò in eredità milioni di morti, feriti e mutilati.

Alla fine della guerra l'Europa conobbe una serie impressionante di trasferimenti forzati di popolazione, soprattuto di tedeschi dall'Europa orientale. La maggior parte delle espulsioni si verificarono nei territori dell'ex Germania orientale trasferita alla Polonia e all'Unione Sovietica (circa 7 milioni di profughi) e dalla Cecoslovacchia (circa 3 milioni di profughi). Gli espulsi poi furono portati nelle zone di occupazione alleata in Germania ed Austria.

Cartina pubblicata sul sito della rivista di geopolitica «Limes» (Fonte: http://www.limesonline.com/trasferimenti-di-popoli/7594)

L'Europa era un continente in macerie, teatro della guerra per un quinquennio: i combattimenti e i bombardamenti aerei lasciarono un paesaggio desolante.

Berlino nel 1945 dopo una battaglia combattuta casa per casa tra i tedeschi e i sovietici.

Dresda distrutta dai bombardamenti alleati.

Varsavia, la capitale polacca, distrutta dai tedeschi dopo l'insurrezione popolare dei suoi abitanti.

La marcia degli Alleati verso il Nord d'Italia: i combattimenti lasciano macerie.

I progetti divergenti per il dopoguerra di USA e URSS

Alla fine della guerra l'Europa coperta da macerie aveva perso la sua centralità nella dinamica mondiale. Si delineava il bipolarismo di due «superpotenze» extraeuropee, ancorché storicamente legate all'Europa, come gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica.

Il concetto di «superpotenza» nacque proprio per distinguere una nuova categoria di soggetti di politica internazionale, diversi dalle «grandi potenze» europee tradizionali: erano Stati di dimensioni e potenzialità demografiche ed economiche almeno semi-continentali, con un raggio d'azione globale e disegni politico-ideologici di portata complessiva, capaci proprio per questa somma di caratteristiche di gerarchizzare gli altri Stati attorno alle proprie mete. La presenza di questi nuovi soggetti globali era un altro segno di un mondo sempre più integrato. Ed era un profondo cambiamento sul cruciale piano della «sovranità»: non tutti gli Stati erano sovrani allo stesso modo, ormai.

La prima e vera «superpotenza» erano gli Stati Uniti d'America. La situazione economica del paese, eccezionalmente dinamica alla fine delle ostilità, continuò a esser florida per parecchi anni. Gli Stati Uniti arrivavano da soli a superare la metà della produzione manifatturiera mondiale. […] Gli effetti nella politica internazionale di questo assoluto primato erano evidenti. Il predominio militare dispiegato in guerra, soprattutto in campo aeronavale, aveva smosso le resistenze all'assunzione di responsabilità globali: l'eccezionalismo della tradizione era stato ormai declinato in termini universalistici. […] Il primato assoluto delle posizioni statunitensi in Estremo Oriente, con l’occupazione militare del Giappone e lo smantellamento delle sue posizioni imperiali, fece riscontro a un'estensione delle zone di interesse nel Mediterraneo e nella stessa Europa.

Sul continente europeo, però, gli Stati Uniti dovevano fare i conti con gli alleati. Spiccava in questo quadro la situazione dell’Urss, l’«altra» superpotenza. Le immense perdite umane e materiali del paese dei soviet non vanno trascurate: un totale di 18-20 milioni di morti con il conseguente duraturo squilibrio demografico, si accompagnava alle estese distruzioni nell'ampia zona occupata dai tedeschi, che aveva visto il passaggio del fronte. La produzione del 1945 era crollata alla metà di quella del 1939, nonostante lo sforzo produttivo bellico. […] D’altra parte, il ruolo internazionale sovietico non era più marginale, ma proprio la guerra l’aveva reso determinante, almeno in Europa. La scomparsa della potenza tedesca e di quella giapponese aveva risolto uno storico dilemma per Mosca, ma non eliminato il problema di una potenziale ostilità del capitalismo globale. Su questa base, Stalin elaborò una politica di sicurezza quasi sicuramente difensiva nel suo nocciolo duro, ma assertiva, unilaterale e poco cooperativa. […] In termini territoriali, le conquiste del 1939 furono estese con l'inglobamento nella stessa Urss di nuovi territori strategici o simbolici. La costruzione di una sfera d'influenza nell'Europa orientale era il secondo determinante obiettivo, assolutamente decisivo per Stalin.

L'illusione di un governo mondiale: la nascita dell'ONU

Il fotografo Alfred Eisenstaedt nel 1945 riuscì a scattare la fotografia che più di tutti lo rappresenta: il «bacio in Times Square» tra un soldato ed una giovane infermiera. Il bacio, per quanto si sia discusso a lungo, era originale e casuale e venne dato dal soldato durante i festeggiamenti per la sconfitta del Giappone, evento che segnò la definitiva fine della seconda Guerra Mondiale (14 Agosto 1945). (Fonte: https://www.fotografareindigitale.com/2013/08/alfred-eisenstaedt-ger-1898-1995)

Pur in questa situazione le speranze prevalsero anche nei paesi dove si contavano i morti e si rimuovevano le rovine. Si diffuse perciò nell'opinione pubblica mondiale la convinzione che fosse possibile fare nascere una nuova, pacifica civiltà sovranazionale.

Ma all'interno dello schieramento vincitore esistevano due differenti modelli di civilizzazione, il liberaldemocratico e il comunista, che si proponevano entrambi come mèta ideale la realizzazione di una società in grado di assicurare agli uomini la felicità e il benessere, ma con sistemi politici, economici e sociali opposti.

Per questo, non c'era tra essi nessuna possibilità di conciliazione e anche la convivenza era difficile. E tuttavia l'alternativa della guerra nucleare era troppo spaventosa perché i dirigenti delle maggiori potenze, pur rendendosi conto dell'illusorietà dell'obiettivo, non proclamassero la loro volontà di dare vita a un'era in cui i contrasti fra gli Stati potessero essere risolti al tavolo delle trattative.

Già nel corso del conflitto furono progettati gli organismi internazionali che avrebbero dovuto garantire una pace duratura.
Churchill, Roosevelt e Stalin a Yalta

A Yalta fu decisa la fondazione delle Nazioni Unite e il 5 marzo 1945, a nome anche dell'Unione Sovietica e della Gran Bretagna, il governo degli Stati Uniti indisse una conferenza che si tenne a San Francisco dal 25 aprile al 26 giugno e in cui furono gettate le fondamenta della futura organizzazione.

La nascita dell'ONU a San Francisco (Fonte: http://www.un.org/sustainabledevelopment/fr/2015/06/26/)

Il fatto che fosse stata messa in cantiere prima ancora che il conflitto si concludesse, mostra che essa era espressione delle sole potenze vincitrici. Questo carattere fu ribadito dalla creazione di un organismo dirigente, il Consiglio di sicurezza, composto dai cinque paesi vincitori della guerra, che ne sarebbero stati membri permanenti: tra essi vi furono anche la Francia e la Cina. Per evitare che l'URSS potesse restare in minoranza, fu introdotto il diritto di veto.

Il 10 dicembre 1948 fu solennemente approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani "come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le nazioni". Il riconoscimento che si trattava di un obiettivo più che di una realtà toglieva un po' della patina d'ipocrisia che ricopriva la Dichiarazione e che appariva evidente se tenendo conto del fatto che una parte dei paesi che l'approvarono non rispettava quei diritti.

La stessa ONU, d'altra parte, per il modo in cui era nata, non poteva costituire il governo del mondo, ma soltanto - ed era già molto - il luogo dove i grandi contrasti potevano essere attenuati e i piccoli risolti dalla diplomazia. Ma negli anni successivi, tranne che in pochi casi, sarebbe stato soltanto teatro delle diverse propagande.

Il controllo statunitense sull'economia mondiale: gli accordi di Bretton Woods

La sala del Mount Washington Hotel di Bretton Woods (località nei pressi di Carroll, New Hampshire). La conferenza di Bretton Woods si tenne dal 1º al 22 luglio 1944 nell'omonima, per stabilire le regole delle relazioni commerciali e finanziarie internazionali tra i principali paesi industrializzati del mondo occidentale. conferenza (Fonte: http://www.centerforfinancialstability.org/brettonwoods_images.php)

Non fu raggiunto nessun accordo sull'economia. In questo campo non erano possibili i compromessi e le mediazioni della politica: non si poteva tentare o fingere di governare insieme il mondo avendo interessi contrapposti. I rappresentanti delle potenze vincitrici si riunirono a Bretton Woods, nel New Hampshire. Gli Stati Uniti e gli altri paesi capitalistici intendevano favorire la formazione di un ampio mercato mondiale, fondato sul libero scambio, ma l'economia sovietica non sarebbe stata in grado di reggere alla concorrenza e l'URSS non accettò le conclusioni della conferenza.

Gli accordi di Bretton Woods portarono alla fondazione della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo e del Fondo monetario internazionale e segnarono il riconoscimento della centralità economica degli Stati Uniti: il dollaro, infatti, diventò la moneta di riferimento, assolvendo alla funzione che una volta era stata propria dell'oro e della sterlina.

L'impossibile controllo dell'energia nucleare

Testo nucleare americano nell'atollo di Bikini (1946)

La consapevolezza che la sua scoperta e l'impiego della bomba atomica segnavano una svolta nella storia della civiltà e una minaccia alla sua esistenza fu viva fin dagli inizi.

"La scoperta del modo di liberare l'energia atomica ha dato inizio a una nuova era nella storia della civilizzazione". Mai nella sua storia l'umanità si era trovata di fronte a una forza "così piena di potenziale pericolo e nello stesso tempo così piena di promesse per il futuro dell'uomo e per la pace del mondo". (Truman, 3 ottobre 1945)

Nello sviluppo della società umana, aggiunse il presidente, si trattava di un avvenimento più rivoluzionario dell'invenzione della ruota o dell'uso dei metalli, del vapore o del motore a scoppio. La sopravvivenza della civiltà richiedeva che si arrivasse al più presto al suo controllo e al suo impiego per scopi pacifici. Il 15 novembre questa affermazione fu ripresa in una dichiarazione congiunta degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e del Canada; in cui si sosteneva che nessuno Stato avrebbe dovuto avere il monopolio di scoperte scientifiche tali da mettere a disposizione dell'umanità mezzi di distruzione fino ad allora sconosciuti.

Alla conferenza di Mosca del 27 dicembre i ministri degli Esteri dell'URSS, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, Molotov, James Francis Byrnes ed Ernest Bevin, concordarono sulla necessità di trovare un accordo. Ma cominciò subito il gioco degli equivoci o degli inganni, o di tutte e due le cose insieme. Nel gennaio del 1946 l'ONU nominò una commissione incaricata di formulare un progetto per estendere a tutte le nazioni lo scambio d'informazioni riguardanti l'energia atomica, adottando, nello stesso tempo, gli strumenti necessari a controllarla.

Le armi atomiche avrebbero dovuto essere proibite.

Il 14 giugno Bernard Baruch, un industriale che era stato collaboratore di Wilson e Roosevelt e che Truman aveva scelto come capo della delegazione statunitense alla Commissione per l'energia atomica dell'ONU, presentò un piano. Nel discorso di presentazione disse: "Siamo qui per fare una scelta: o agiremo più velocemente o moriremo [...]. Se sbagliamo, abbiamo condannato ogni uomo a essere schiavo della Paura". Baruch concluse l'esposizione del suo piano con una frase a effetto: "Tutti noi desideriamo restare in piedi, con i volti al sole, invece di essere costretti a rintanarci nella terra come topi". Propose che, una volta raggiunti adeguati sistemi di controllo, la costruzione di armi atomiche fosse arrestata e un'Authority internazionale per lo sviluppo atomico assumesse il controllo della produzione di energia nucleare e quindi anche di armi.

Ma proprio su questo punto c'era un ostacolo insormontabile. L'Authority, infatti, sarebbe stata formata da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Cina, Canada e Unione Sovietica e quest'ultima non avrebbe avuto potere di veto, come avveniva, invece, al Consiglio di sicurezza. Le potenze occidentali e la Cina, allora loro alleata, avrebbero avuto perciò il controllo e la gestione della nuova forma di energia e anche delle armi atomiche.

Il piano Baruch, infatti, non mirava alla loro distruzione, ma solo a porle sotto il controllo dell'Authority. Prevedeva, infatti, due fasi: nella prima essa avrebbe avuto il potere di decidere e condurre ispezioni e solo successivamente si sarebbe arrivati alla proibizione della costruzione di armi.

L'Unione Sovietica rispose al piano Baruch con un altro, illustrato da Andrej Gromyko, in cui era chiesta l'immediata distruzione delle armi atomiche, alla quale sarebbe poi seguito il controllo. Le due fasi prospettate da Baruch venivano capovolte, ma il risultato era lo stesso: l'impossibilità di pervenire a un accordo, perché, in questo caso, gli Stati Uniti avrebbero perso il primato che ormai avevano, senza ottenere nessuna contropartita. D'altra parte, il governo statunitense stava procedendo sulla strada di nuovi esperimenti.

Due settimane dopo l'annuncio del piano Baruch fu effettuata la prima di una serie di esplosioni nucleari a Bikini, un atollo delle isole Marshall, nell'oceano Pacifico. Esse offrirono ai sovietici un ulteriore motivo per credere che gli USA intendessero solo ritardare il loro programma nucleare, acquistando intanto nuovi vantaggi. Stalin, inoltre, era convinto che la bomba atomica non fosse un'arma decisiva e che comunque il suo monopolio, come disse in un'intervista pubblicata il 25 settembre dal "Sunday Times", non sarebbe durato a lungo.

Bibliografia:

  • A. LEPRE, Guerra e pace nel XX secolo. Dai conflitti tra Stati allo scontro di civiltà. Bologna, Il Mulino, 2005, pp. 267-280.
  • G. FORMIGONI, Storia della politica internazionale nell’età contemporanea, Bologna, Il Mulino, 2005, pp. 313-323.

Filmografia

  • I caduti della seconda guerra mondiale (https://vimeo.com/128373915)
  • Filmato di Berlino nel 1945 dopo la guerra (https://www.youtube.com/watch?v=rLlhVc5qErY)
  • La dichiarazione dei diritti universali dell'uomo del 1948 (https://www.youtube.com/watch?v=F-WktGCFLA0)
  • Gli accordi di Bretton Woods e la nascita dell'FMI (https://www.youtube.com/watch?v=aSoStWapBjc)
  • Esplosione di bomba nucleare nell'atollo di Bikini (https://www.youtube.com/watch?v=HZyIVVW1mFY)

Credits:

Created with images by WikiImages - "arc de triomphe paris avenue des champs"

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