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Cerimonia di apertura del Consiglio generale 2020 sessione ordinaria

Chiamati ad annunciare con audacia e creatività

"Siamo esseri umani e questa condizione è determinata dal nostro essere legati alla socialità, alla possibilità di riunirci, ad essere parte di una collettività chiamata famiglia umana. Oggi c’è una tendenza ad isolare l’individuo, a fare in modo che dimentichi la sua socialità, tuttavia io mi oppongo a questo e insisto nella necessità di essere sociali."

(Luis Sepúlveda 1949- 2020)

Cari Consiglieri generali,

per la prima volta nella storia dell’AGESCI, non iniziamo il Consiglio generale guardandoci negli occhi, stringendoci la mano e con la cerimonia dell’alzabandiera. Ci è però chiaro che, in un contesto di emergenza sociale, lavorativa ed economica, sia fondamentale mettere al centro l’educazione. Per questo motivo non dobbiamo fermarci, anzi è una nostra precisa responsabilità quella di continuare a riflettere come possiamo lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato, attraverso l’educazione dei giovani.

Come una tempesta di neve in montagna o una burrasca sul mare, la pandemia ha colpito il mondo all’improvviso, costringendo ciascuno di noi a fermarsi, a volte in maniera drammatica, quando non definitiva. Lo ha fatto mentre, come comunità associativa, eravamo in cammino. Il cammino delle nostre vite personali, che sono state rimodellate radicalmente. Il cammino dei nostri Gruppi fatto di riunioni, uscite, campi, che abbiamo dovuto sospendere. Il cammino dell’intera Associazione che, attraverso i suoi Consiglieri, si stava preparando al Consiglio Generale. Mai avremmo immaginato che il titolo scelto per questo appuntamento centrale dell’AGESCI, “Chiamati ad annunciare con audacia e creatività”, potesse essere da noi così letteralmente vissuto. Volevamo annunciare la Buona Notizia dell’amore di Dio in Gesù Cristo. Volevamo farlo con “audacia e creatività”. La realtà con crudezza e senza sconti ci ha lanciato il suo guanto di sfida: fatemi vedere come siete audaci davanti a ciò che uccide, mostratemi nella mancanza di contatti sociali la vostra creatività educativa. Di fronte a questa sfida ci siamo rimboccati le maniche. Sorridendo e cantando, non abbiamo mai smesso di camminare insieme.

Una bella dimostrazione di coraggio è costituita da tutte le attività che i nostri Gruppi sono riusciti a mettere in piedi, gettando il cuore oltre l’ostacolo: riunioni di squadriglia virtuali, veglie di preghiera, attività di Branco o di Cerchio, impegni dei Clan/Fuoco. Non si tratta di luci che brillano solitarie, è piuttosto un firmamento di stelle di speranza che come Associazione unitaria teniamo accese nei nostri territori. Come ha detto il nostro Presidente della Repubblica Mattarella: “con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili”. Con questo spirito dobbiamo anche superare le incognite che ora si pongono rispetto a quando potremmo riprendere a fare uscite e campi in mezzo alla natura. Le regole dell’AGESCI si fondano sul senso di responsabilità, non sulle imposizioni. Siamo quindi convinti che, nei prossimi mesi, ogni livello saprà assumersi le proprie responsabilità, in linea con quanto indicato dalle ordinanze del Governo e degli Enti locali. Il ruolo dei Consiglieri generali sarà quello di supportare la nostra Associazione a compiere scelte sagge, rispettose di tutti, leggendo i bisogni del proprio territorio. Il pensiero di tutti diventa ancora oggi più prezioso. Ci attende il difficile compito di conciliare la necessità di tutela della salute con le esigenze educative delle ragazze e dei ragazzi.

Il percorso che abbiamo intrapreso non comincia ora, inizia con la scelta di fede contenuta nel Patto associativo. È un percorso che ha trovato nel discernimento lo stile con cui noi capi desideriamo vivere la nostra sequela del Signore Gesù: scegliere nel qui e ora della vita presente il bene possibile, che Dio ci propone. È un percorso che ha individuato come cuore della proposta di fede, quello di educare i nostri lupetti e coccinelle, esploratori e guide, rover e scolte «a vivere le diverse fasi e i diversi momenti della loro vita […] come “luogo” di incontro con il Signore» (Atti CG 2019). Fedeli a questo percorso vogliamo vivere il Consiglio generale, a cui oggi stiamo dando inizio, come una tappa del discernimento comunitario che i capi stanno vivendo, e a cui -in forme a loro proprie- partecipano anche le ragazze e i ragazzi dei nostri Gruppi. Abbiamo cominciato con una prima fase in cui attraverso la quotidiana preghiera di consapevolezza ci siamo messi in ascolto di ciò che la situazione causata dalla pandemia ci provoca. Ci saranno poi le fasi dell’interpretazione e della scelta. In esse le Comunità capi individueranno le “prospettive per il tempo futuro” che ritengono lo Spirito del Risorto suggerisca loro. Attraverso i Consiglieri, queste “prospettive per il tempo futuro” saranno consegnate al Consiglio generale e a tutta l’Associazione. I Consiglieri potranno prima di tutto ascoltare e raccogliere le “prospettive per il tempo futuro”, che le Comunità capi hanno individuato. Rispetto a questo, sarà prezioso il dialogo e la condivisione nei Consigli di Zona e in quelli regionali. I Consiglieri saranno poi chiamati a interpretare -alla luce dello Spirito- queste indicazioni, confrontandosi tra loro nelle Commissioni e in particolare in quella dedicata alle Strategie nazionali d’intervento. Così facendo, l’intera attività del Consiglio generale sarà preghiera, cioè ricerca attiva della presenza di Dio che anche in questa tragica situazione di pandemia mondiale ci sta invitando a collaborare con lui per migliorare il mondo.

Iniziamo ora il Consiglio generale confrontandoci a domicilio nelle Commissioni, attraverso internet, con l’obiettivo di deliberare solo relativamente agli aspetti in cui riusciremo a trovare la massima condivisione. Come vi avevamo già scritto, cercheremo di lavorare nel seguente modo:

  • le Commissioni si potranno confrontare fino a metà luglio circa. Nei casi in cui emergeranno delle linee fortemente condivise, la Commissione potrà scrivere una mozione da far girare a tutti i Consiglieri, tramite il Comitato mozioni. Queste deliberazioni potranno essere messe in votazione dopo l’estate, anche in via telematica se non dovessimo incontrarci;
  • le uniche deliberazioni obbligatorie saranno quelle relative al bilancio. Nessuna altra Commissione deve sentirsi obbligata a proporre delibere. Tutto quello per cui non arriveremo ad ampia convergenza sarà affrontato in futuro, anche l’anno prossimo se dovesse servire;
  • entro il 31 ottobre, se non verrà ulteriormente spostata la scadenza, dovremmo anche deliberare le modifiche al nostro Statuto come richiesto dalla “nuova” Legge sul Terzo Settore. Vi aggiorneremo se le scadenze cambieranno;
  • alcune Commissioni partiranno e si concluderanno con tempi diversi dalle altre. In particolare, quelle sulle SNI e sulla riflessione “Chiamati ad annunciare”.

Ci auguriamo di poter completare il Consiglio generale con una sessione tradizionale, dopo l’estate o in autunno, nella quale votare tutti gli adempimenti dovuti ed eleggere le Chiamate al Servizio.

In tutto questo periodo rimaniamo a disposizione dei Consiglieri generali per scambiare idee, ipotesi di lavoro, confrontarci e siamo pronti a modificare le modalità di lavoro in base alle indicazioni che riceveremo dal Governo.

In conclusione, ribadiamo che siamo chiamati a interpretare questo periodo come un’opportunità. Citando papa Francesco: “l’inversione di marcia è questa: passare dai pensieri sul mio io alla realtà del mio Dio; passare – con un altro gioco di parole – dai se al sì. Dal se al sì, dalla lamentela alla gioia del servizio”. La buona notizia è che non siamo soli, Dio è con noi e possiamo incontrarlo attraverso il suo Volto.

Buona strada.

Donatella Mela, Fabrizio Coccetti, p. Roberto del Riccio s.j.

La Capo Guida, Il Capo Scout, L'Assistente ecclesiastico generale