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Come un pesce fuor d' acqua Storie da un mare di plastica

BEN

E LA "QUESTIONE"

PLASTICA

PAOLO TOMA

C’era una volta, nelle profondità dell’Oceano Pacifico, un cucciolo di pesce di appena pochi mesi chiamato Ben. La sua storia è un po' triste da raccontare: un giorno, quando era ancora piccolino, aveva bisogno di nutrirsi di plancton, ma, visto che in mare si trovavano pezzetti di plastica cancerogeni, cioè dannosi per la salute, che potevano essere scambiati per cibo, sua mamma andò a comprare una scatola di plancton da un negozio all’interno di uno scoglio. Visto che la mamma non tornava, il piccolo Ben iniziò a preoccuparsi e dopo pochi giorni si venne a sapere che era rimasta impigliata in una busta di plastica da cui fu difficilissimo liberarsi. Ben pianse per giorni e giorni e trascorse la sua triste infanzia pensando sempre di poter ritrovare la sua mamma.

Un giorno, quando Ben divenne più grande, incontrò Otto, uno squalo. In città lo evitavano tutti perché si diceva che era cattivo e arrogante. Quando lo incontrò, si nascose dietro una roccia per non farsi vedere. Otto, accortosi di lui, gli chiese perché si stesse nascondendo. Ben tremava e non aveva il coraggio di rispondere, ma con un pizzico di coraggio disse: ”Ehmm… Sei Otto, lo Squalo?” e quest’ultimo rispose:” Sì, in carne e pinna! Perché?” Ben rimase spiazzato, non aveva idea di cosa rispondere: ”Perché in città parlano tutti male di te e io mi sono un po' spaventato” disse con un po' di sfacciataggine il cucciolo. Otto rispose rammaricato:” Sì, lo so però io non sono come tutti dicono.

Lo sai che io ho studiato per 5 anni la pericolosità della plastica, gli effetti negativi sull’ambiente e l’inquinamento che provoca?” Ben non aveva capito di cosa Otto stesse parlando, ma aveva riconosciuto la parola "plastica" che per lui era dispregiativa:” La mia mamma è rimasta impigliata in una busta di plastica e non è più tornata a casa, ma io non capisco perché la plastica possa essere così letale”.

Otto, con diplomazia, rispose:” Vedo che sei un bambino colto, Ben. E visto che ti vedo molto intraprendente, ti spiegherò cos’è e perché è dannosa la plastica”. Ben era contentissimo: finalmente poteva capire cos’era quella cosa che gli aveva portato via la mamma. I due si diedero appuntamento per il giorno dopo, nel laboratorio dove lo Squalo analizzava la plastica. Ben entrò e rimase meravigliato dalla quantità di materiale plastico presente nel laboratorio. E così chiese:” Perché raccogli la plastica?” Otto rispose:” Io non la raccolgo, la analizzo e capisco quali sono i danni che ci può arrecare. Infatti, ho creato un’associazione che si chiama “NO PLASTIC” proprio per combattere il “problema” plastica.

Tu, vuoi entrare a farne parte?” Il cucciolo con gli occhi luccicanti disse:” Siiii!!!” E così Otto incominciò a illustrargli tutto quello che sapeva sulla plastica tanto che Ben ne rimase affascinato e incominciò anche lui a difendere il mare dalla plastica. A questa associazione si unirono numerosi pesci che si impegnarono ad eliminare la plastica dal mare. Otto, soddisfatto della sua impresa, disse al suo allievo:” Hai visto Ben, con piccoli gesti possiamo salvare il mare dalla plastica; se ognuno di noi dà un piccolo aiuto alla nostra associazione potremo avere il mare più pulito!” Ben con le lacrime agli occhi esclamò.” Si! Tutti insieme ce la possiamo fare!” Ma l’avventura di Ben e Otto non finisce qui…

GOLDY

IL CAVALLUCCIO MARINO

Castriota M. Tafuro B. Toscano M.

Mentre si trovavano nel loro laboratorio Ben e Otto udirono un lamento proveniente dall’esterno, così decisero di andare a controllare. Uscendo si accorsero che davanti alla porta del loro studio c’era un cavalluccio marino incastrato in una busta di plastica che supplicava disperatamente aiuto. Otto chiese a Ben di andare a prendere l’attrezzatura per liberare il cucciolo, così lui si precipitò, deciso a salvare il piccolo in pericolo.

Otto, nonostante la sua esperienza, in quel momento si trovava in difficoltà perchè il sacchetto di plastica in cui era impigliato era incastrato tra due scogli e lui non riusciva a liberarlo. Ben, accortosi delle difficoltà del suo collega nel soccorrere il cavalluccio marino, decise di aiutarlo, così con le sue pinne afferrò la busta e insieme iniziarono a tirare con tutte le loro forze, tanto da rompere il sacchetto di plastica. Successivamente lo portarono nel laboratorio accompagnati dal loro nuovo amico che, per ringraziarli, li invitò a bere un tè in casa sua, dentro uno scoglio.

Ben e Otto rimasero affascinati dalla bellezza della sua casa che sembrava un castello delle fiabe, il cavalluccio marino li fece accomodare sul suo balcone con vista barriera corallina. Ben, pur essendo molto timido, si sentiva così a suo agio che chiese al padrone di casa : “ S-s-s-scusi come si chiama ?” ed il cavalluccio marino rispose :” Tranquillo dammi del tu, comunque il mio nome è Goldie” e Otto rispose: “Wow che bel nome, proprio come la tua casa, sono sbalordito!” Goldie lo ringraziò dicendo:”Grazie mille caro, ma ho una domanda da porvi, potete raccontarmi con precisione in cosa consiste questa associazione?”

E Ben rispose:” E’ un'associazione chiamata “NO PLASTIC” che combatte il problema dell’inquinamento causato dalla plastica nel mare” il cavalluccio marino rispose:” Bellissimo! Il vostro progetto è strabiliante” Otto lo ringraziò, ma successivamente affermò:” Grazie mille, ma ora dobbiamo tornare nel nostro laboratorio per analizzare il sacchetto da cui ti abbiamo liberato” così Goldie accompagnò i suoi ospiti alla porta, qui ci fu il momento più eclatante della giornata: Otto e Ben proposero a Goldie di entrare a far parte della loro associazione, Goldie emozionato e contento accettò il loro invito e si unì alla loro società.

RUA

LA TARTARUGA

Fiore Matteo Guerrieri AntoniO p. Sharma Dinesh

Ben e Otto sono stati avvisati dalla centrale di comando, che una piccola tartaruga di nome Rua è rimasta incastrata in un sacchetto di plastica e la sua mamma, disperata, sta provando a liberarla senza riuscirci. I due amici si recano subito sul posto tra le rocce profonde e appuntite e appena arrivati, capiscono che la situazione è drammatica. La piccola sta per morire soffocata, sbatte, si arrotola sempre di più in questo grande sacchetto trasparente lasciando una scia di schiuma e bolle ad ogni movimento. La sua mamma cerca di calmarla, di farla ragionare e appena vede i due soccorritori, chiede aiuto con tutta la sua forza.

Mentre Otto ci riprova per l’ultima volta, Ben sente che una piccola imbarcazione si sta dirigendo verso di loro e si ferma a pochi metri di distanza. Quest’ ultimo avvisa l’amico e decidono insieme di spingere il sacchetto in superficie attirando così l’attenzione dei due uomini che si trovano sulla barca. Incuriositi, i due sub, pensando di aver avvistato un grosso tonno, decidono di andare a vedere cosa ci sia nel mare che si muove continuamente a poche onde da loro. La triste scoperta però li fa attivare immediatamente.

Preso il sacchetto e portatolo sulla barca, si accorgono della piccola tartaruga che ormai sembra morta. Senza perdere tempo, Mat accende il motore dell’imbarcazione e si mette alla guida correndo verso la riva, mentre Din cerca di strappare l’involucro che ormai si è attorcigliato intorno al collo della piccola. Avvisano con il telefonino la guardia costiera che a sua volta fa giungere sulla riva un furgoncino con un gruppo di specializzati nei salvataggi degli animali marini. Trasportata la piccola nella postazione di soccorso, iniziano le cure e i tentativi di rianimazione grazie al veterinario Antony.

Intanto, sott’acqua, la mamma è disperata e cerca di raggiungere la riva per ritrovare la sua creatura mentre Ben e Otto la seguono a fatica. Tutti insieme rimangono a pochi metri dalla costa per diversi giorni, senza mai staccarsi l’uno dall’altro fino a quando, a sorpresa, non vedono arrivare la piccola Rua, energica, sorridente e in salute che salta sulla corazza della sua mamma. Gli uomini buoni, quelli che amano la natura e la rispettano sono riusciti a mettere in salvo una piccola vita e a ridare fiducia agli abitanti del nostro mare. Proprio lì purtroppo, ogni giorno, muoiono tantissime specie di animali per colpa della plastica, del polistirolo, del petrolio e di tutto ciò che l’uomo distratto, egoista e superficiale continua a buttare senza rispetto, distruggendo il pianeta più bello dell’universo.

Purtroppo lei non ce l’ha fatta e questa morte ci rende tutti colpevoli! 13/05/2021 Porto Cesareo ore 12.30

KENDY

LA STELLA MARINA

Gigante Sofia Iunco Giulia Russo Giulia

Un giorno una stella marina di nome Kendy, mentre nuotava beatamente nel mare, venne incuriosita da un materiale insolito e trasparente. Così, cercando di capire di cosa si trattasse, ci rimase incastrata dentro e cercò l’aiuto delle creature vicino a lei. Improvvisamente ebbe un colpo di fortuna ed incontrò due amici, un pesciolino ed uno squalo ai quali chiese di liberarla. I due, preoccupati di quello che stesse accadendo, le andarono incontro e cercarono di aiutarla. Iniziò in quel momento la loro conoscenza.

Otto incuriosito, chiese a Kendy come mai fosse finita lì incastrata, e lei gli spiegò che la sua curiosità per qualcosa di mai visto, la stava per uccidere. Quella sostanza trasparente infatti, la stava facendo soffocare.

Ben a questo punto domandò alla sua nuova amica se avesse voluto prendere parte alla loro associazione chiamata NO PLASTIC, fondata da Otto, alla quale successivamente si era aggiunto anche lui. Kendy non sapeva che la madre di Ben era morta proprio a causa della plastica ed era per questo che i due amici si preoccupavano tanto di ripulire le acque. Dopo averle spiegato ogni cosa, la stella marina accettò di prendere parte alla loro associazione per salvare tutte le creature presenti nel loro Oceano. Iniziarono così ad organizzare giornate per ripulire i fondali da quella sostanza così nociva, tanto da provocare la morte di tutti gli abitanti degli abissi marini.

BEN OTTO E ...DOSSY

ARCUTI M. CAPUTO E. DE LORENZIS F.

Ben e Otto erano pronti per una nuova avventura nelle profondità dell’Oceano Pacifico alla ricerca di qualcuno da salvare da quel grande mostro che è la plastica . Prima di partire, crearono con la cellulosa che Otto aveva nel suo laboratorio, due apparecchi per comunicare . A questo punto i due si divisero : Ben andò verso est, Otto verso ovest . Dopo ore e ore di ricerca Ben contattò Otto chiedendo il suo aiuto perché aveva trovato un’amica in difficoltà . Quando lo squalo arrivò dal piccolo pesce si trovò di fronte ad una scena terribile : Dossy, la balena più giovane dell’Oceano, aveva digerito enormi quantità di plastica nel suo stomaco

I due si organizzarono in questo modo : Otto avrebbe portato la balena nel suo laboratorio per cercare di rimuovere tutta la plastica che aveva ingerito, mentre Ben avrebbe raccolto tutta la plastica che Dossy aveva espulso nuovamente nell’oceano . Arrivati in laboratorio Otto prelevò un po’ di sangue dalla balena per analizzarlo e poi la visitò perché aveva il respiro affannoso . Dalle analisi si vide che nel suo sangue c’erano particelle di plastica che sicuramente aveva ingerito nel corso del tempo nutrendosi di PLANCTON e che ora, dopo molto tempo, iniziavano a dare problemi di salute , anche nei polmoni c’erano particelle tossiche derivate dalla plastica disciolta in mare .

Otto era molto preoccupato, questo era un problema che riguardava milioni di pesci e occorreva fare subito qualcosa . Decise di chiamare Ben che, quando arrivò in laboratorio, rimase quasi incredulo vedendo le condizioni della balenottera . Lui capì che si doveva fare qualcosa e chiamò gli abitanti del paese per aiutare Dossy che stava lottando duramente . Dopo circa 10 minuti nel laboratorio di Otto e Ben, la piccola iniziò a stare meglio . Da quel momento Otto , Ben e tutti gli abitanti del mare si misero all’opera per combattere ed eliminare il grande "mostro" di plastica con la speranza di evitare altre brutte situazioni .

ACHILLE

IL PESCE ANGELO

MARTINA CRISTIAN PARLANGELI EMANUELE

Il giorno dopo , mentre pulivano le strade insabbiate della loro città, cioè Corallipoli, iniziarono a sentire delle urla , sembrava un piccolo pesciolino. In mezzo a una montagna di plastica trovarono un cucciolo di pesce angelo incastrato in una busta ; tra una bottiglia e l’altra riuscirono a liberarlo. Appena liberato non riusciva a respirare bene e subito svenne . Ben e Otto preoccupati lo portarono all’ospedale “De Pesci” , il più grande della città . Appena entrò venne subito soccorso e, dopo i controlli, il dottor Carpa avvisò Otto e Ben che il pesce aveva una cannuccia nel naso . Dopo un paio di giorni fu operato e senza tanti problemi gli estrassero l’oggetto . Qualche ora dopo l’intervento il pesce angelo si risvegliò

-Ma dove mi trovo!- disse appena svegliato -Ti trovi in una clinica, ti abbiamo trovato in mezzo alla plastica e non respiravi bene , quando sei svenuto ci siamo preoccupati e ti abbiamo portato qui- gli rispose Otto in compagnia di Ben -E voi chi siete ?- insistette il pesce -Siamo Otto e Ben dell’associazione ”NO PLASTIC”, raccogliamo la plastica della città e cerchiamo qualcuno in grado di aiutarci-disse Ben. Allora il pesce angelo sorridendo rispose –Grazie di avermi salvato . Ops… non mi sono presentato , mi chiamo Achille e vivevo in una città qua vicino che è stata inondata dalla plastica , ho cercato di scappare, ma come vedi mi ha quasi ucciso ed è arrivata fin qui.

Vengo da Algaria, almeno quella che era Algaria , perché come vi ho detto ormai è sepolta dalla plastica e purtroppo i miei genitori, come tanti altri pesci, sono rimasti sepolti dalla spazzatura che buttano gli uomini ogni giorno .- Dopo aver sentito la storia di Achille Ben si commosse, ricordando che anche sua madre aveva fatto una fine simile. Otto, mentre asciuga le lacrime di Ben, chiede ad Achille se avesse voluto unirsi a loro . Lui senza pensarci un attimo rispose convinto -SI sono con voiii ! Voglio liberare dalla plastica la mia città e tutti gli oceani!- .

Da allora la “NO PLASTIC” divenne una delle società ecologiche più importanti dei 7 mari, avendo un'unica missione , cioè far sparire i rifiuti da tutte le zone marine.

IL GRANCHIO BILLY

ERRICO B. DE PASCALIS R. VILLANI G.

Ben e Otto si incamminarono per salvare qualche altro animale nell'oceano. Prima però andarono a mangiare qualcosa al ristorante Perla Blu… Tutti e due seduti al tavolo iniziarono a parlare di come avrebbero potuto migliorare la loro associazione! A pancia piena si fecero un’altra camminata, dopo pochi km videro verso la scogliera, una busta di pannolini incastrata dentro una roccia! Al suo 'interno notarono qualcosa che si muoveva, si avvicinarono ancora di più e scoprirono, che nella busta, era presente un granchio di mezza età…

Otto: Ben hai visto c’è un granchio intrappolato !

Ben: si andiamo a salvarlo.. Andarono ad aiutarlo e nel mentre fecero anche amicizia.

Ben: Ciao come ti chiami? Io sono Ben e lui e Otto, non ti vogliamo fare del male ti vogliamo solo aiutare!

Billy: ciao io mi chiamo Billy, per favore aiutatemi, per sbaglio sono rimasto bloccato…

Otto: Provo con le mie pinne affilate a tagliare la busta… I due pesciolini si impegnarono e cercarono di salvare il loro nuovo amico! Alla fine ci riuscirono a salvarlo .Billy li ringrazio infinitamente!

Ben: Non c'è di che. Dai sbrighiamoci andiamo ad aiutare qualche altro animale insieme alla nostra associazione!

Billy: Ben di che associazione stai parlando?

Ben e Otto: Ah vero non te ne abbiamo parlato, noi abbiamo un' associazione per ridurre il consumo di plastica e per salvare tutti gli animali nel mare! Ti andrebbe di entrare?

Billy: Ma certo, è una bellissima idea!

Otto: Dai amici.. allora andiamo!!! La loro storia non finisce qui….

DELFY

IL DELFINO

QUARTA GABRIELE SECLI' STEFANO

Mi chiamo Delfy, ho 12 anni e da sempre cerco di salvare il mare e ridurre l’inquinamento; ho preso questa decisione da quando all’età di sette anni ho perso mio padre a causa di un brutto incidente. Mentre nuotava fu attratto da un grosso pesce trasparente, lui credeva fosse un pesce ,ma in realtà era una grossa bottiglia di plastica. Ricordo quei brutti momenti, respirava a fatica e prima di chiudere i suoi occhi mi disse: “Delfy, figlio mio vedrai che te la caverai anche senza di me, questo oceano che noi amiamo si è rivelato il nostro peggior nemico a causa dell’inquinamento……va’ continua ad esplorare il mondo anche per me”. Furono quelle le sue ultime parole di addio.

Mi trovai da solo in mezzo all’oceano, piangevo e avevo paura, vidi in lontananza meduse, balene e poi vidi venire verso di me un grosso squalo con la pinna grande e scura. Mi nascosi dietro un’alga ma ad un tratto sentì una voce che mi disse: “IO SONO OTTO”, sono qui per salvarti, lo so il mio aspetto è spaventoso, ma sono buono, se vieni fuori ti presento il mio amico Ben. Mi feci coraggio e mi presentai. "Salve, mi chiamo Delfy, e sono rimasto orfano, non ho più nessuno al mondo ,ho paura".

In quel momento una vocina sottile e triste mi disse: “Anche io ho perso la mia mamma ,so come ti senti, io ero solo un cucciolo, l’ho cercata tanto, per questo insieme al mio amico Otto collaboro giorno e notte nel suo laboratorio per salvare le creature dalla plastica, vuoi far parte della nostra associazione NO PLASTIC?" "Certamente!" risposi "Insieme aiuteremo le acque degli oceani facendole tornare pulite".

AREK LA FOCA

RICCARDI N. RICCIATO F. SPEDICATI E.

Ben e Otto continuarono la loro avventura nei mari profondi, girando e rigirando sentirono urla e lamentele, era un cucciolo di foca. Allora i due amici decisero di aiutare la foca, quando arrivarono videro che era intrappolata in una bottiglia rotta, il cucciolo piangeva tanto dal dolore. I due provarono e riprovarono a liberarlo ma con scarsi risultati. Ben ebbe un’idea, dividersi e cercare qualcosa per liberare il cucciolo. Alla fine trovarono il modo e Ben chiese: “Come hai fatto a infilarti la bottiglia in testa? E qual è il tuo nome?” La foca rispose: “Mi chiamo Arek. La bottiglia si è infilata mentre stavo giocando con i miei amici. L’avevo messa come cappello e non sono più riuscita a toglierla dalla testa”.

Riuscirono a liberarlo grazie ad una bottiglietta d’olio nelle vicinanze. E a quel punto Otto chiese al cucciolo “Hey Arek stai bene? No perché hai tutto il segno della bottiglia sulla testa” e a quel punto rispose “Sì mi fa un po' male ma non tantissimo”. E Ben gli chiese: “Arek non so se ne hai sentito parlare, ma io ed Otto abbiamo un’associazione con la quale cerchiamo di sconfiggere l’inquinamento nel mare e aiutiamo gli animali intrappolati nella plastica, proprio come è successo a te. Per caso vorresti entrare anche tu in questa associazione e darci una mano?”. Ed il cucciolo rispose: “Si volentieri, dopo quello che mi è successo sarebbe il minimo che potrei fare, perché non voglio che succeda più a nessun altro”.

A quel punto i tre amici continuarono la loro avventura nelle acque profonde dell’oceano.

SPEEDY IL TRICHECO

SOLAZZO C. TUNNO S. VALZANO D.

Un giorno, come tanti altri, Ben e Otto stavano nuotando nel mare per cercare animali bisognosi d' aiuto. Sembrava una mattinata abbastanza tranquilla quando, dopo qualche minuto, in lontananza videro un blocco di ghiaccio che galleggiava e si resero subito conto che sopra c’era un animaletto dalla forma molto strana così decisero di avvicinarsi per controllare...E avevano proprio ragione ad essere curiosi perché una volta avvicinati, videro un piccolo tricheco impaurito tutto accovacciato. Il povero animale vedendo arrivare Ben, un pesciolino e Otto, uno squalo, si spaventò ancora di più e tutto tremante chiese: “Chi siete voi?”

“Io sono Otto” rispose lo squalo. “Io sono Ben”rispose il pesciolino. “Siamo qui per aiutarti, non avere paura! Come vedi, il blocco di ghiaccio si sta per rompere per cui dobbiamo aiutarti in fretta!” dissero i due amici. Se già il tricheco era impaurito, la sua agitazione aumentò ancora di più, ma non aveva altra scelta e cercò di fidarsi. “Potete aiutarmi a tornare a casa dalla mia mamma?” disse il tricheco. “Ma certo!” rispose lo squalo. “Aggrappati alla mia pinna e in un momento ti porteremo in salvo” disse Otto.

Mentre i nostri eroi erano pronti a partire per questa missione, il blocco di ghiaccio si ruppe e il tricheco sprofondò giù in fondo al mare. Le acque erano piene di così tanta plastica e spazzatura che il tricheco non riuscì a ritornare a galla, anzi si impigliò con i suoi denti in una fitta rete di pescatori. Il tricheco cercò in tutti i modi di urlare e chiedere aiuto, ma Ben e Otto non potevano sentire i versi che arrivavano in superficie. Ben e Otto non vedendo più il tricheco subito si inabissarono nelle acque profonde alla ricerca del piccolo animaletto. Era un’impresa ardua vedere e distinguere il fondale per tutto ciò che l'uomo aveva buttato nelle acque del mare.

Quasi nell’intento di arrendersi, Ben, più combattivo, trovò il malcapitato tricheco intrappolato nella rete in fondo al mare e chiamò subito Otto per essere aiutato. Otto non esitò a fiondarsi sul tricheco e con due colpi di pinna strappò tutta la rete! Dopo tanta fatica finalmente riuscirono a liberare il povero tricheco e a riportarlo sano e salvo dalla sua mamma che organizzò una cena squisita come ringraziamento. Nel ricordare la brutta avventura, Ben e Otto si resero conto che non conoscevano neanche il nome del loro nuovo amico… il suo nome era Speedy. I due eroi si guardarono negli occhi e si capirono al volo proponendo così a Speedy di far parte della loro associazione e salvare gli altri animali che, come lui, potevano trovarsi in difficoltà. Speedy, entusiasta della proposta, entrò a far parte dell' associazione chiamata:” Gli animali amici del mare”.

OBIETTIVO 14 AGENDA 2030

RACCONTO A STAFFETTA IDEATO E SCRITTO DA TUTTI GLI ALUNNI DELLA CLASSE 2C

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

Credits:

Creato con un’immagine di Alexandra_Koch - "fish swarm meeresbewohner"